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Nome: Oscar Giannino
Membro da: 2009-03-21 07:59:38
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Commenti degli utenti

  1. Napolitano, la CEI e la produttività

    @nicole: hai ragioen, facciamo qualche esempio di numeri… dunque se leggi il recente “Comuni spa: il capitalismo muinicipale in Italia” edito dal Mulino, potrai approfondire la situazioone delle 711 società capogruppo delle municipalizzate italiane per 4874 società controllate a cascata, nei diversi settori da energia, trasporti, acqua, servizi ambientali etc, con attivo (dai 2005) per 102 bn, fatturato di 43 bn e numero dipendentin complòessivi di circa 245 mila unità: in questo caso non si trratta di licenziare, ma di cedere al mercato praticamente TUTTO, perché il servizio per erestare pubblico deve rispodnere a standard di qualità rispetto ai costi degli input e alla qualità del servizio offerto, non deve essere affatto gestito da manager e dipendenti pubblici….. altro esempio: se leggi “Il sacco del nORD” DI lUCA rICOLFI, TROVI le spese comparate e riaggregate di ciascuna regione – ancor più in dettaglio nel matyeriale allegato alla relazioen tecnica sul fderalismo della commisisonje presieduta da Luca Antonini, la trovi negli agtti parlamentari – e vedrai come il rapporto tra dipendenti regionali sicialinai e veneti è di 4 a 1, quindi non è vero che non sappiamo dove tagliare.- si sa benissimo, il probhlema è farlo, e anche in quel casop non licenziando ma esternalizzabndo al privato con cessione di piante organiche inizialmente intyangibili con riserva temporale poi di mopdulazione secodno obiettivi9 di maggior efficienza nel tempo…. diciamo che si arriva alla cifra di 7-800 mila solo con questo metodo senza colpo ferire….

  2. Fidenato "padrone a casa sua" e la Lega ogm

    Dopo aver ospitato due volte Fidenato su radio 24, scrivo anche qui il mio commento in diretta due giorni fa all’”invasione”.
    “chi avesse pensato, tra gli ascoltatori di radio24, che Fidenato esagerava parlando di’nazimaoisti’, ha oggi di che riflettere. sono fascisti verdi allo stato puro, e se qualche leghista pensa che poiché sono verdi non sono fascisti, vuol dire che il cervello gli è andato in pappa perchè non sa più distinguere il valore – prima ancora della direttiva comunitaria vigente in italia e violata dalla violenza prevaricatrice e fascista del fatto compiuto pseudoambientalista – della libertà e della prioprietà. Viva Fidenato, e chi con lui dà l’esempio che esistono princìpi da difendere coi fatti”

  3. Bolla, per Mankiw i mercati hai voglia se devono scendere...

    @michele: hai perfettamente ragione sul “q” non predittivo, e infatti mi permettevo di ironizzare lievemente sulla posizione “virtuista” di chi lo utilizza, ma la mia era solo una superficiale spiega a chi ignora cosa sia il “q”, per i lettori che se lo trovano nel grafico di Mankiw. Il saggio di Michele e Peralta-Alva è veramente molto bello, e accessibile – con qualche impegno – anche ai non troppo “addetti”, se interessati a capire seriamente modalità predittive e limiti insiti nel “perfect foresight on actual dividends paid”. Problema sul quale condivido la conclusione, che resta con un interrogativo aperto about:
    “fluctuations in the long-run trend of the ratio between stock market value and GDP for the U.S. corporate sector. According to economic theory, the market value of U.S. corporations should equal the expected present discounted value of the future flow of income and capital gains generated by this sector. This prediction of the theory is frequently tested assuming perfect foresight on actual dividends paid. Actual dividends are very smooth and their movements cannot
    account for stock market trends, even in the long run. Many researchers consider this a puzzle. We find that a measure of model-consistent dividends fluctuates much more than actual dividends paid. More important, fluctuations in modelconsistent dividends are positively correlated with stock market fluctuations. We illustrate that the perfect foresight assumption, by construction, predicts a very smooth present value of model consistent dividends, and thus a very smooth market ratio, even when dividends fluctuate a lot. Theory does not require and does not imply that individuals and firms have perfect foresight, however; it simply requires and predicts that individuals will use all available information optimally (that is, as well as they can) to form their expectations of future movements in capital income. We then evaluate the theory under the assumption that all available (but no future) information is used in an extrapolative expectations format to forecast future dividend payments. We use a distributed lag equation to do so. We find that the present value of dividends, computed in this way, is much more consistent with the data. Apart from the obvious question of what, other than wisdom after the fact, may justify or explain the particular choice of forecasting rule made by market participants, our analysis leaves open an important puzzle: The value of corporations should equal the value of their tangible and intangible assets, while in the data the two series seem to be negatively correlated and remain persistently apart from each other”.

    Il problema, in altre parole, resta quello dubitativamente posto da Mario Seminerio…

  4. Pomigliano, svolta storica davvero

    @renzo: sbagli a dar giudizi sul mio passato di lavoro, vengo proprio da Mirafiori Nord davanti alla Fiat, lì sono nato e cresciuto e credo di conoscere la realtà operaia Fiat come i più di voi neanche immaginano, famiglia di mezzi scarsissimi e casa popolare in via Del Prete tra gli operai veneti, istriani, e del Polesine giunti a Torino prima dell’ondata dal Sud che si inurbò a Mirafiori Sud, da quando ho 17 anni e andai via di casa ho sempre lavorato di giorno e studiato la notte, accettando di fare ogni genere di lavoro precario, cambiando decine di abituri condivisi con studenti e lavoratori oltre che più volte città per lavorare. è proprio un errore, guardare le cose con lenti che mi pare siano ideologiche. per cui a dire le cose che dico io bisogna per amore o per forza essere “figli di papà col culo al caldo”…..
    quanto al costo del lavoro, è più del 20%, ma qui non si tratta di ridurlo rispetto a oggi, si tratta di produrre di più poiché la linea lo consente e la domanda di quell’auto lo chiede, la produttività in italia è bassissima rispetto ai concorrenti europei malgrado il reddito disponibile dei nostri lavoratori sia oggettivamente la componente del reddito nazionale col minore avvaloramento dai tempi dell’euro, rispetto a redditi da capitale e immobili, figuriamoci se esiste qualcuno che può negarlo pourtroppo….ma ad abbassare la produttività sono l’energia e il costo del capitale, la logistica e la PA, il peso del fisco sul lavoro eusll’azienda, l’elevato cuneso fiscale e tutto quel che sappiamo: che facciamo nel frattempo, ci arrendiamo e chudiamo?

  5. Pomigliano, svolta storica davvero

    @renzo: sbagli a dar giudizi sul mio passato di lavoro, vengo proprio da Mirafiori Nord davanti alla Fiat, lì sono nato e cresciuto e credo di conoscere la realtà operaia Fiat come i più di voi neanche immaginano, famiglia di mezzi scarsissimi e casa popolare in via Del Prete tra gli operai veneti, istriani, e del Polesine giunti a Torino prima dell’ondata dal Sud che si inurbò a Mirafiori Sud, da quando ho 17 anni e andai via di casa ho sempre lavorato di giorno e studiato la notte, accettando di fare ogni genere di lavoro precario, cambiando decine di abituri condivisi con studenti e lavoratori oltre che più volte città per lavorare. è proprio un errore, guardare le cose con lenti che mi pare siano ideologiche. per cui a dire le cose che dico io bisogna per amore o per forza essere “figli di papà col culo al caldo”…..
    quanto al costo del lavoro, è più del 20%, ma qui non si tratta di ridurlo rispetto a oggi, si tratta di produrre di più poiché la linea lo consente e la domanda di quell’auto lo chiede, la produttività in italia è bassissima rispetto ai concorrenti europei malgrado il reddito disponibile dei nostri lavoratori sia oggetivamente la componente del reddito nazionale col minore avvaloramento dai tempi dell’euro, rispetto a redditi da capitale e immobili, figuriamoci se esiste qualcuno che può negarlo pourtroppo….ma ad abbassare la produttività sono l’energia e il costo del capitale, la logistica e la PA, il peso del fisco sul lavoro eusll’azienda, l’elevato cuneso fiscale e tutto quel che sappiamo: che facciamo nel frattempo, ci arrendiamo e chudiamo?

  6. Pomigliano, svolta storica davvero

    @andrea: no, ci mancherebbe, non ha offeso nessuno e noi non censuriamo proprio nessuno a meno che appunto ci siano insulti, la rete serve a discutere e capisco bene che la reazione possa essere come la sua. anche perché io proprio e per primo, non posso essere sospettato di filo-fiattismo, dopoche per anni l’ho criticata con non pochi problemi nei giornali in cui scrivevo, quando ero dipendente e prima di mettermi in proprio, esattamente avendo capito che in materia di economia e finanza semplicemente in italia il girnalismo indipendente o te lo fai da solo, o non puoi pretendere di esercitarlo su giornali come i nostri!
    due sole osservazioni, dunque:
    -non si tratta di accettare paghe brasiliane o polacche, perché in quel caso avrebbe ragione, ma di elevare la produttività come in altri impianti anche italiani della stessa azienda;
    -in Germania 6 e 5 anni fa – lì il CCNL non è totemico come da noi, i sindacato dei metalmeccanici trattano in ogni granze azienda – si pose un problema analogo, e da VW a tanti altri gruppi il sindacato accettò addirittura di lavorare dio più a paga identica, pur di difendere gli stabilimenti e inalzare la produttività e abbassare il CLUP, col risultato dell’enome incremento di attivo commerciale manifatturiero tedesco….. perchè da noi non si può fare?
    - temo che la minaccia della chusura, per quanto ricattatoria possa sembrare e di fatto sia, dipenda anche dal fatto che altrimenti, in Italia, sempre si dice “ma tanto qwuesti che fanno, mica fanno sul serio, dunque mettiamoci per traverso e aspettiamo”…. è vero o no, che è sempre andata così?
    - proprio perché c’è ilrereferndum, aperto a tutit i lavoratori, perché mttersi per traverso e noaffidarsi a loro? l’anno scorso alla Piaggio la FIOM disse no, ma dopo il sì tra i lavoratori prese atto e si allineò. credo che potrebbe andare così anche questa volta, senza traumi. e naturalmente non mi nascondo che, soto la minaccia di chiusura, il voto sia molto emotivamente condizonato…

    @mario: sul 41 Costituzione la pensiamo allo stesso modo, è fuffa. diverso se cambiano il 118: ma vedere per credere, naturalmente

  7. No allo sciopero dei magistrati per gli aumenti automatici

    Ritengo assolutamente illuminanti i commenti espressi da numerosi magistrati, alcuni dei quali si spingono a illustrare programmi politici con aumento della pogressione fiscale fino ad aliquote del 70%, che ben illustrano la loro preparazione economica in materia di fisco comparato… (per la cronaca, alla perentoria richiesta di sapere quante tasse pago, rispondo sprezzante: sommando partita IVA e due società con relativi carivchi d’imposta, poiché sono libero professionista e imprenditore, quest’anno verso allo Stato il 66% del reddito lodo realizzato, cari miei signori giacobini in carrozza e col tiro a quattro: prima di fare certe domande bisognerebbe avere un’idea, di che cosa sia il fisco su autonomi e professionisti..).
    In ogni caso, ringrazio tutti e ci mancherebbe, perché il tono generale – tranne alcuni che mi accusano di “stare in scia” al governo , accusa che respingo in toto e con gli interessi, mi pare che sia il ministro Alano ad aver sposato ora le posizioni ANM – è quello di confronto assoluamente civile e pacato.
    Resta il dissenso, per quello che mi riguarda: che è totale.
    Enumero alcuni punti a titolo di esempio, perché altrimenti a svilupparli ne derivano trattati – dai quali intenderei col sorriso sulle labbra diffidare chi scrive accusandomi di ignoranza di leggi e ordinamenti, non sono i sgnori magistrati i soli a conoscerli e compulsarli- ….:
    a – si ripete a raffica in molti commenti che il governo nei soli confronti dei magistrati non avrebbe il potere di intervenire su trattamnenti retributivi, in quanto altrimenti la conseguenza è di volerli impauriti e soggiogati… è esattamente questa l’interpretazione talebana dell’autonomia non di un potere ma di un ordine , secondo la lettera della Costituzione, con la quale mai un vero liberale potrà concordare, poché essa comporta che siano solo i magistrati, in maggioranza nel CSM, a poter disporre di ogni pootere di veto su tutto ciò che li riguardae toca, dalle norme dlel’ordinamento a quelle d’inquadramento e progressione in carriera , retribuzioni e pensioni. e’ esattament sui questo, che il dissenso resta pieno e inegrale

    b- conosco bene il dibattito alla Costituente: faccio ispettosamente presente che i riferimenti allora erano inquadrati in tutt’altra disciplina del progredire delle carriere e funzioni. è esattament questo ciò che i non addetti ai lavori – cioè i lettori di giornali e gli ascoltatori di radio e tv – naturalmnte quasi sempre gnorano,e cioè che rispetto alle guarentigie costituzionali e ordinamentali è avvenuta tra gli anni 70 e 80 una rivoluzione legislativa che ha integralmente mutato il quadro NOn degli aumentidi cui si parla oggi, ma dell’automaticità di qualifica e retribuzione a prescindere dalla funzione. Recentemente in un’intervista Francesco Saverio Borrelli – a differenza del sottoscritto voglio sperare per molti di voi immune da ogni sospetto di “intelligenza col nemico – ha riconosciuto che su tali guarentigie improprie è venuto il momento di fare un passo indietro. ma vedo che non ha fatto molti poseliti. Anche su questo il dissenso resta dunque integrale, e non avevo alcuna pretesa certo di indurre qualche magistrato a cambiare idea sulla blindatezza del proprio trattamento, rispetto a quello degli altri funzionari pubblici

    c- mi fermo a questo terzo punto, perchè invito tutti a riflettree sul fatto che – come puntualmente ricordato in uno dei commenti critici sopra riportati – la retribuzione del magistrato è già oggi, dal gradino successivo alla prima assegnazione quando si matura il diritto automatico agli aumenti che oggi tante reazioni scatenano, superiore a tutti gli effetti a quella del prefetto….

    Paragonarsi a vittime di discriminatorie vessazioni, in queste condizioni, non mi pare abbisogni di altri lumi. E se poi molti di voi vorranno continuare a pensare che vi critica lo fa perché pagato e ispirato dall’oscura cricca dei sostenitori del premier, vi compiango perchè con tale cieco tribalismo confondete la comprensibile difesa del vostro portafoglio con una campagna di intossicazione nazionale.

  8. Fisco, le due premesse che mancano

    @longhi: grazie della correzione, per una terribile e inescusabile svista dovuta alla tarda ora in cui sc rivevo ieri e all’ottundimento mentale che è solo mio, ho accresciuto per errore alla terza le cifre del debito pubblico della manovra di dismissioni patrimoniali pubbliche. ho provveduto a correggere e scusate tutti, il ragionamento filava ma chi sbaglia le cifre sbaglia tutto

  9. Taylor sulla FED: Bernanke inadeguato

    scusate ma nel delirio farmacologico non avevo messo il link al paper di Taylor, dunque il testo risultava monco del meglio. mi scuso con tutti, sono un po’ groggy e grazie a chi me l’ha segnalato

  10. L'evoluzione bimodale dei prezzi...

    Sono “moltissimo” d’accordo con Pietro. Vedremo che cosa avverrà alla raffica di prime trimestrali 2010 USA, sui profitti reali rispetto agli attesi…. Mi sembra inoltre più utuile adottare una visione di ungo periodo sui fondamentali – come crescere a prezzi sufficientemente sbaili – piuttosto che rifugiarsi nell’effetto illusione come ormai accade per riflesso condizionato antipessimista, vedi esaltazione oggi sul Sole delle 5000 e oltre eccellenze italiane nell’export, che nulla smentiscono del calo di produzione industriale a centro trimestri fa… e come il richiamo in prima dell’aumento di produzione industriale dicembre, che nelle pagine interne si scopre però di un minimerrimo più 0,2% sul mese precedente , e comunque con un calo aggregato annuo superiore al 17% e aggiuntivo al meno 3% registrato nel 2008 sul 2007….

  11. Noi, l'Altro, Levinas, Marx: la crisi e la stanchezza

    caro Francesco, faccio tre esempi:

    nella legislazione italiana è stato reintrodotto con la finanziaria dell’anno scorso il consolidato fiscale distrettuale, chje già introducemmo nel 2005 e che visco cancellò. pe ril momento resta uno strumento morto, perché l’amministrazione fiscale si guarda bene dallo svilupparlo, per timore di perdere gettito. A prenderlo sul serio, si tratta di individuare aziende componenti una filiera orizzontale – territoriale per esternalità condivise – o verticale, delle quali comporre una bas eimponibile comune che consenta di equilibrare crediti e debiti fiscali sul cotno economico, e agttivi patrimoniali per la parte dei cespiti tipo Irap, in quel caso occorrerebbe prestare un’attenzione alla componente del capitale umano esattamnte oppposta a quela oggi gravata dall’Irap, che come sa scoraggia e disincentiva l’intensità doi lavoro rispetto agli altri fattori produttivi.

    idem dicasi per lo strumento del bond distrettuale, pe restendere l’accesso a capitale di rischio per le piccol eimprese che da noi non emettono commercial papers a digfferenza del mondo anglosassone: in quel caso è alle banche che occorre proporr eun modello di filiera con il capitale umano che conti negli attivi, diversamente da come oggi si pensa debbano solo pesare i rating gfinanziari stabiliti da basilea2: tenga conto che a chiacchiere non facciamno altro che parlare degli oltre 200 distretti produttivi italiani,m nella realtà di bond distrettuali ce ne sono solo 4 offerti praticamnte solo da unicredit…

    quanto al capitale di debito, cioè ai prestiti bancari, anche lì attualmente conta solo basilea2, e oltre il 50% delle piccole ignora addirittura quale sia il rating attribuiito loro dalle banche con cui lavorano. il capitale umano non conta nulla, purtrppo

    spero di aver dato una spiegazione terra terra e comprensibile, al di là dei tecnicismi. comunue: no, non c’entra nulla con l’economia della felicità….

  12. Tasse, l'acconto dilazionato non è un taglio

    scusate tutti e grazie a nunzio: nella fretta avevo scritto “a ritenuta d’acconto” invece che a “sostituto d’imposta”, ovviamente: sono i dipendenti, a essere esclusi. ho corretto.

  13. Tasse, libertà e populismo mediatico

    Joanne, scusa le intemperanze di quel cattivaccio di bruno…. per quanto mi riguarda la proposta ce l’ho e en parlo ogni volta che dibatto sul tema: l’abolizione del sostituto d’imposta per i lavoratori dipendenti. se tutti i dipendenti come te dovessero ricevere il lordo, e poi versare anticipazionije conguagli a fine anno di quanto pretende lo Stato, come noi povedi lavoratori autonomi imprenditori di noi stessi, ti assicuto che ci sarebbero tali manifestazioni di piazza che lo Stato si ridurrebbe rapidamente a più miti consigli…. ti dirò di più. fossi sindacalista mi batterei proprio per questa riforma, e sono convito che dfare 8un pacco alto così di isscritti…. certo, dovrei rinunciare ad avere i patronati e i centro di assistenza fiscale attraverso i quali lo Stato si è “comprato” il consenso sindacale sull’alto prelievo al lavoro dipendente, ma sono convinto che tale rinuncia esplicita aumenterebbe ulteriormente gli iscxritti al sindato che avesse il fegato di fare tale scelta

  14. Mioddio, il posto fisso proprio no...

    beh Gianni una cosa è sicura, con gli astronauti a vita su marte non ci arriveremo mai per davvero, hanno bisogno di un contratto… a tempo determinato

  15. Banca per il Mezzogiorno, non è peccato

    Di sicuro, la storia italiana e quella meridionale sono ricche di “cattivi esempi” da tenere ben presenti, e occorre che l’opinione pubblica tenga gli occhi ben sgranati su ciascun aspetto della questione, perché ser diventa una materia “tecnica” alla fine le possibilità che finisca in pastrocchio aumentano, fuor dall’attenzione generale. Alle banche e agli imprenditori meridionali attuali si offre l’occazione di ripatrimonializarsi per accrescere la leva su cui fare impieghi, e questo problema, stante l’attuale situazione dl credito al Sud, esiste ed è bene affrontarlo con strumenti di mercato. Ha ragione secondo me anche ci sottolinea che le esternalità negative che contribuiscono ad abbassare la produttività multifattoriale al Sud – trasporti, logistica, malavita ecc – non sono problemi che possa risolvere una banca, nuova o vecchia che sia, e che dunque la banca è solo uno strumento nel quado di una più ampia strategia che lo Stato deve invece dispiegare per le “precondizioni” di mercato. Ma non c’è Stato da solo che possa offrire da solo tutto ciò che serve, senza una diversa fiducia e attitudine dal basso. Sotto questo punto di vista, desidero sottolineare un aspetto poco evidente: le imprese rispetto alle quali l’iniziativa è volta son soprattutto microimprese, quelle alle quali le grandi banche private spa non offrono impieghi perché non sono in grado di conoscerle se non attraverso la nuda evidenza contabile e patrimoniale, che spesso inevitabilmente le codnanna, escudendole da risorse finanziarie che potrebbero farle crescere e rafforzare. E’ per questo che servono le BCC, che invece conoscono vita e morte e miracoli di ciascuno, in ogni paesello dove hanno lo sportello. E’ altrettanto ovvio che non cresce l’output del Sud sono con le imprese-nane, ma la forza e radice di un tessuto d’imprenditorialità sana è di lì che comincia

  16. Auto di Stato, la BCE silenziata

    …..una rigfhetta in corpo 3

  17. Video

    Nessun complimento per favore….. Nessun giornale o media di altro tipo ha colto effettivamente la portata di quanto ho detto a Matrix, rispetto al fatto che la parte debenedettiana sapeva della sentenza del giudice unico di Milano PRIMA che di essa venisse data evidenza pubblica, due sabati fa. Qui lo ripeto, se fosse utile, perché apposta ho detto in tv a matrix che me ne assumevo la responsabilità. Evidentemente, i giornali vicini al Cav. dormono, e son fatti loro. Gli altri, non mi stupisce che tacciano. Chi invece dovrebeb far giornalismo e basta, evidentemente ha altro a cui pensare.

  18. Pittsburgh: vedere per credere, e Draghi sale

    preferisco agiungere comento a mio stesso postg per evitare di dare rilievo a un semplice follow up di giornata sul post g20. Sul Corriere di oggi Giavazzi picchia durissimo sull’Italia a Pittsburgh. è la vecchia ruggine con Tremonti, più una manciata di buoni argomenti. Di una cosa però sono certo: la propota di trattare tutti i titoli finanziari e derivati su piattaforme pubbliche tipo MTS, che per Giavazzi l’Italia ha avuto il il torto di non sostenere, NON E’ MAI stata all’ordine del giorno del G20 o del FSB. Si possono più che legittimamente avere anche le idee più acuminate, sui torti dell’Italia, dell’attuale governo e di Giulio Tremonti, ma inventarsi feticci polemici inesistenti rischia di ridurre tutto al solito, simmetrico teatrino tra chi è unfit per definizione, e chi sa tutto e dovrebbe stare al suo posto invece.

  19. Vado controcorrente: un urrah per Tremonti

    A Martino: hai ragione, perfettamente, è sempre stato socialista, e ultimamente si vede più di prima. dunque è la seconda che hai detto, prima “ce faceva”, ora “nuin se impegna”

    a Liberal: no, secondo me non si tratta di fare leggi antibanche, perchè da liberali no ci piacerebbero, per quiesto secondo me va comunque apprezzato che almeno dica ad alta voce le stoirture bancarie; quanto a chi vieta, nella mnaggioranza lo non lo seguirebbero mai, un conto è far parole cotnroi banchieri, altro inimicarseli, in fondo SB ripete sempre che i poveri banchieri bisogna capirli….

  20. Siamo tutti Keynesiani?

    Pasquale, dai un occhio attento, però. E’ una persin non troppo brillante recensione di Posner dell’ultimo libro dedicato a “Keynes:The Return of the Master” del solito Skidelsky. Con tutto che Posner da qualche tempo a queta parte ha sparato qualche cavolata d troppo avventurandosi in campi numerici che non domina, ed è stato per questo pù che meritatamente bastonato dai migliori bloggers e accademici d’America, ci andrei piano a parlare di conversione. E’ poco più che un pezzo di compiacente lip service a Skidelsky

  21. Risanamento: non lo dico mai, ma questa volta sì, viva la Procura

    risposta ad ABF: ohimé, perché nel nostro ordinamento la tutela degli stakeholder e degli azionisti diminoranza è affidata obbligatoriamente anche e innanzitutto al pm, innanzi all’ipotesi che la continuità aziendale venga a cessare ma fraudolentemente non dichiarata per tutelare interessi di parte a danno appuinto delle altre, cvon reati penali e dunque competenza pm…

  22. Quattro lezioni del "socialista" Kristol

    ma guarda che ho detto il contrario: quando sono così mettili in questo blog come post. era l’esatto opposto di una critica. così ci arricchisci meglio! e naturalmente mettili anche sul tuo, ci mancherebbe

  23. Alitalia, riprendono gli scioperi e c'è chi ripensa allo Stato

    in effetti, su Alitalia coi cartelli per strada aumenta la possibilità di doverci andare…

  24. Il discorso di Obama a Wall Street: non forza ma debolezza

    Piero: sono d’accordo. sono convinto che agli americani bisognava dire le cose come stavano, proprio a cominnciare dall’eccesso di debito privato che va riequilibrato. Così facendo, però, si sarebbe wsccommesso di più sulla risposta “dal basso” in termini di produttività e risparmio, colpendo più duramente gli eccessi di Wall Street.
    Damiano: ti invito a non sottovalutare uan cosa. Circa 3 miliardi di terrestri – il più di loro solo in Asia – si apprestano a far crescere il commercio mondiale di quasi il 10% l’anno prossimo. il meccanismo globale è ben lungi dall’averci fatto toccare i limiti dello sviluppo. accetto scommesso, su questo… e non di lungo periodo, quando saremo tutti morti, ma verificabili di qui a 3-5 anni….

  25. Addio a Franco Forlin

    Ho aspettato un giorno, perché questo è sempre l’effetto che mi fa la morte di chi ho conosciuto. Ai vivi si deve il rispetto, ai morti sempre la verità. Poiché chi trascura di imparare da giovane perde il passato ed è morto per il futuro, grazie a Franco non siamo morti. Né lui, né noi. Se sapremo fare altrettanto con chi viene dopo, quello che ha saputo fare lui.