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Nome: Mirco Romanato
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- Ugo Pellegri: Purtroppo la FIOM ha perso la bussola dei grandi sindacalisti. Ricordo la durezza ma anche l’obiettività di grandi personaggi come Bruno Trentin. Gli attuali dirigenti fannno solo quello che sanno fare, dire sempre si ad una base massimalista. Ricordo che un vecchio sindacalista, in occasione del licenziamento dei facinorisi negli anni 80, ebbe a dire che non amava Gianni Agnelli ma la FIAT la rispettava perchè era la sua vita. Bei tempi e bei sindacalisti! A lei dott. Giannino tutta la mia simpatia e solidarietà .
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Agenzia nucleare: Gabanelli, Veronesi e le cose serie
agosto 5th, 2010 at 16:08@fabrizio
Un reattore nucleare che brucia scorie radioattive
Le scorie radioattive esistono solo perché i vecchi reattori erano estremamente inefficienti e sviluppati per produrre plutonio (per le bombe) o per essere messi su navi e sottomarini nucleari.
I modelli di reattori attuali e in via di sviluppo bruciano percentuali crescenti del carburante nucleare e lasciano ben poco di radioattivo.
Ormesi radioattiva
Tanto per dire che la paura delle radiazioni è, al 99%, esagerata volutamente da quelli con un’agenda politica.
I sogni di monete globali, il $ e il suo nemico
luglio 15th, 2010 at 13:58Quale che sia la quantità di debito nazionale il problema è che non ci sono gli incentivi per i politici a ridurlo. Nell’orizzonte temporale di qualsiasi partito il costo di ridurre il debito sostanzialmente è tale che non vale la pena di farlo neanche se si sta al potere per 10 anni di seguito. ll che significa che il debito può solo aumentare o rimanere costante in senso assoluto e, al massimo, diminuire come proporzione del PIL. Solo che con un debito elevato come quello italiano è più probabile che ci esploda in faccia piuttosto che il PIL salga tanto velocemente da ridurre effettivamente il rapporto debito/PIL nel lungo periodo.
Il che significa che, prima o dopo, in un modo o nell’altro, lo stato italiano dovrà andare in default su qualche debito: magari non pagherà le pensioni come promesso, oppure inflazionerà in qualche modo (in accordo con il resto dell’Europa) o qualche altra idea.
Molto meglio fidarsi dell’oro, per chi può mettere via soldi in questo modo. Quello non lo possono inflazionare come gli pare e piace. Devono scavarlo.
Il lento funerale di BP, l'occasione per ENI
luglio 15th, 2010 at 13:35Una precisazione da fare, per quel poco che ne so della faccenda, è che il fondo per il risarcimento che Obama ha forzato la BP a creare è fatto in modo da bypassare i veri creditori e dare tutti i soldi allo stato e a vari creditori privilegiati. I danneggiati veri non vedranno un soldo, perché non resterà nulla.
Più o meno come è stato fatto con i debiti di GM.
Gli effetti perversi dell’Art.67 della Costituzione. Una risposta di Mario Unnia
luglio 11th, 2010 at 23:43E quali sarebbero le “democrazie avanzate”?
Svalutare l'euro. Per chi?
luglio 11th, 2010 at 18:32@Francesco Zanardi
L’economia non va male perché si delocalizza, si delocalizza perché l’economia va male.
Il punto su cui concentrarsi è perché l’economia va male. E i motivi sono sempre quelli:
1) Stato spendaccione e sprecone
2) Tasse alte
3) Leggi dannose o inutili
Più Tasse = Meno Occupati e Meno Ricchezza Prodotta
Qui, però, tutti vogliono lo stato sociale e vivere alle spalle degli altri. Non è strano che poi vada tutto male.
Anche Taylor stronca la "nuova" finanza di Obama
luglio 2nd, 2010 at 02:00A presente l’URSS circa 1988? Ecco quello che possiamo aspettarci.
La situazione è tale che i governi saranno molto tentati o costretti a inflazionare, svalutare e andare in default sul debito, per non dire che dovranno rimangiarsi le promesse sullo stato sociale.
Non credo proprio che se ne esca, se non con una profonda crisi delle strutture welfaristiche dei governi.
Il crollo annunciato dell’Europa, di Philippe Simonnot
giugno 26th, 2010 at 14:32Bisogna solo intendersi su qual’è l’esito inevitabile.
Il ridimensionamento dello stato sociale a livelli molto più bassi è un esito inevitabile (IMHO).
Questo non significa che saremo necessariamente tutti più poveri o che saremo più poveri come società .
Se lo stato sociale viene ridotto permettendo all’economia di crescere in modo stabile e sostenuto, staremo meglio tutti. Se continua con la situazione attuale di tasse alte, leggi e regolamenti castranti, etc. semplicemente lo stato sociale sarà ridotto perché saremo troppo poveri da poterlo mantenere.
Per dire, se il nucleare fa tanto schifo e non lo vogliamo, poi si paga l’energia elettrica di più (e tutto quello che dipende dall’elettrico). Tutte risorse che poi non possiamo usare per altri scopi (tra cui pensioni e sanità ). Se per un letto in ospedale si spendono 500 euro al giorno, e si ricovera gente che potrebbe essere assistita meglio e a minor costo da altre parti, quelli sono soldi sprecati che potevano andare in investimenti produttivi e più posti di lavoro veri.
Le politiche keynesiane hanno portato la Gran Bretagna sull’orlo della rovina
giugno 25th, 2010 at 18:54L’unica soluzione, che piaccia o no, che si voglia implementarla o no, è la riduzione drastica dello stato sociale.
Se non sarà ridotto per volontà dei politici, sarà ridotto per incapacità di mantenerlo. Che sia attraverso l’insolvenza, l’iperinflazione o altro, il sistema si sta avviando alla fine. Perché un giovane dovrebbe produrre e lavorare, se poi il frutto del suo lavoro gli viene confiscato in qualche modo?
La realtà è che le nostre economie possono esistere solo con una elevata produttività e se questa viene distrutta dallo stato l’effetto è la rovina economica.
A tutto c'è un limite, e gli ambientalisti spagnoli quel limite l'hanno passato
giugno 25th, 2010 at 18:17Se non fosse che è illigale, la risposta migliore al pacco bomba smontata sarebbe la restituzione al mittente, montata.
A tutto c'è un limite, e gli ambientalisti spagnoli quel limite l'hanno passato
giugno 25th, 2010 at 18:15Il problema non sono solo quelli che hanno mandato il pacco “bomba smontata” (che speriamo siano messi in galera per lungo tempo), ma anche il governo spagnolo, che dopo la pubblicazione del documento ha fatto lobby per far licenziare il professore dal suo posto di lavoro (senza successo) e d è riuscito a fargli dimezzare le classi a cui insegna e togliergli i finanziamenti.
Io non mi stupirei molto se dietro le lobby verdi saltasse fuori anche la malavita organizzata. Dopo tutto per entrambi è più facile prendere soldi dallo stato con appalti truccati e costi gonfiati e sussidi che rapinare la gente per strada (che qualche volta reagisce male alla cosa).
La realtà è che lo stato dovrebbe smetterla di dare sussidi: tutti i tipi di sussidio a tutti i tipi di recettori.
Modificare l’art. 41 Cost.: An, cur, quid e quomodo
giugno 21st, 2010 at 15:03Il testo che vorrei vedere nell’articolo 41 è semplicemente questo:
Lo stato non farà leggi che limitino o abroghino la libertà di iniziativa economica dei cittadini.
Non serve altro.
Dopo tutto, le Costituzioni servono a mettere paletti al potere dello stato. Il resto è superfluo.
La manovra, l'ignoranza, e Caltagirone nel mirino
maggio 30th, 2010 at 01:29Proposta di riforma dello stato, per ridurre i costi dello stesso:
Ogni bambino in età scolare che frequenta la scuola costa circa 7500 euro all’anno. Ai genitori del bambio viene riconosciuta una riduzione delle tasse da pagare di 7.500 euro ogni anno in cui il bambino è in età scolare (dalla materna alle superiori).
Il genitore gira questo sconto sulle tasse alla scuola pubblica, se continua a farla frequentare al figlio. La gira ad una scuola privata, se il figlio va li. Oppure tiene i soldi e si occupa personalmente della istruzione del figlio. Ovviamente, le scuole pubbliche ricevono solo i soldi dei genitori che mandano i loro figli li. Se non ce la fanno economicamente, chiudono.
Per verificare che il bimbo viene istruito si fanno, annualmente o ogni due anni, degli esami per verificare la preparazione del bambino. Se il pargolo supera gli esami, i genitori hanno la detrazione per gli anni successivi.
Effetto: più genitori interessati a che i figli imparino, meno spese per la scuola pubblica, più figli, e una montagna di soldi risparmiati in mano ai consumatori.
Intergovernmental Panel on Climate Lies
febbraio 11th, 2010 at 22:50@damiano_
Gli scienziati, se vogliano fare scienza e non politica, devono basarsi sui fatti e sulla logica. Altrimenti fanno i politici e accettano di essere trattati come tali.
Se non sono in grado di fare previsioni lo dicono e non le fanno. Se ci sono una serie di previsioni, non enfatizzano solo e solamente quelle peggiori (che sono poi quelle che gli fanno più comodo per avere finanziamenti, fama e potere).
Nella Bibbia, lo standard per i profeti è che se sbagliano una volta vengono ammazzati. Forse è un po’ severo, ma almeno chi si proclamava profeta e prediceva il futuro sapeva che era meglio esserlo veramente.
Il quoziente familiare non è necessariamente una buona idea
gennaio 12th, 2010 at 12:34@marco
Come diceva Davide, il quoziente familiare distorce, comunque.
La cosa migliore è la flat tax con una no-tax area iniziale.
Si potrebbe benissimo espandere la no-tax area in proporzione al numero di figli (diciamo, per esempio, di 3.000€ a figlio) o familiari a carico.
In questo modo più hai figli, più sei incentivato a lavorare per guadagnare e sfruttare la no-tax area e viceversa. Per chi ha redditi molto bassi, al contrario, non c’è praticamente nessun vantaggio.
Il quoziente familiare non è necessariamente una buona idea
gennaio 12th, 2010 at 11:54@Julio
Le scuole pubbliche sono le scuole aperte a tutti, sia che il proprietario sia lo stato che nel caso sia un privato.
Tu parli di scuole statali.
Ti rammento che in Italia l’istruzione è obbligatoria, non la scuola pubblica (a volte la gente confonde le due cose).
L’articolo della Costituzione al riguardo serve solo a evitare che ogni pinco pallino che apre una scuola possa accampare il diritto di ricevere soldi dallo stato (dato che l’istruzione è un diritto).
Il voucher serve proprio a questo, ogni pinco pallino che apre una scuola non riceve automaticamente il finanziamento; lo riceve solo se sta facendo un buon lavoro (come valutato dai genitori e dagli alunni). Che il proprietario sia lo stato o un privato a me non interessa.
Per quel che riguarda la faccenda delle scuole dove basta pagare per avere un diploma, mi risulta che sia:
1) Un reato
2) Dipende dal valore legale del titolo di studio (senza valore legale un diploma comprato non vale nulla)
3) Lo fanno anche nelle scuole pubbliche (una rappresentante dei COBAS della scuola sicialiana, in una intervista ammetteva e sosteneva che fosse giusto dare voti più alti (alla maturità ) agli studenti siciliani, anche se non li meritavano, per aiutarli (valore legale del diploma).
Il quoziente familiare non è necessariamente una buona idea
gennaio 11th, 2010 at 17:42@Julio
Voucher per le scuole, pubbliche e private. In modo che i genitori decidano quali scuole vanno finanziate e quali no. Una scuola gestita da cialtroni perderebbe soldi, una gestita bene li guadagnerebbe. Le scuole private, normalmente, costano il 30-50% in meno per alunno rispetto alle scuole pubbliche e educano meglio. Inoltre, sono quasi certo che molte verrebbero incontro alle necessità delle famiglie con orari “flessibili”.
Personalmente sono indignato dalla visione della scuola che hanno tante persone, dove contano più le ore che la qualità dell’insegnamento; le scuole non sono li per fare da baby-sitter al pupo mentre la madre/padre lavora. Sono li per insegnare. Se i genitori non sono in grado di gestirli, esistono/esistevano i collegi dove rinchiudere il pupo.
Il quoziente familiare non è necessariamente una buona idea
gennaio 11th, 2010 at 15:23IMHO,la cosa più sensata è quella di avere una no-tax area per il contribuente, ed estenderla mano a mano che il carico familiare aumenta (anche in caso di convivenze).
In questo modo si dovrebbe ridurre il carico fiscale sulle famiglie, sposate o meno, senza disincentivare il lavoro del partner.
La cosa importante è evitare che gli incentivi/disincentivi fiscali (o altri) incentivino le persone con redditi bassi o nulli ad avere più figli rispetto alle persone con redditi medio-alti e che quest’ultime siano incentivate ad avere figli a sufficienza (>2.1).
America For Sale
gennaio 7th, 2010 at 19:25@Pietro Magnaghi
Con tutti i limiti che possono avere le Costituzioni, io lo metterei nella Costituzione. “Lo stato non pagherà i debiti dei privati nei confronti di altri privati o di altri stati” o qualche cosa di simile.
America For Sale
gennaio 7th, 2010 at 19:21Sarà interessante vedere se gli islandesi accetteranno di pagare oppure no. Personalmente spero di no.
Ryanair riprende il volo: sostanzialmente vincitrice
gennaio 7th, 2010 at 19:17@gino
Basta fargli fare la carta di identità .
La crisi, le nubi persistenti, Friedman e le riforme
gennaio 7th, 2010 at 16:05Qui bisogna vedere che cosa succede negli US.
Se la via per uscire dalla crisi è quella dell’indebitamento e della spesa pubblica, direi che non se ne esce. Idem in Italia.
Se non riducono tasse e vincoli vari, non se ne esce.
Idem per le banche centrali e il loro credito facile a tassi bassi.
Bisognerà aspettare che qualche stato grosso vada in default.
Diciamo la California.
Nel frattempo sarà interessante vedere come si comporteranno alcuni piccoli attori come l’Islanda.
Spesa o tasse?
dicembre 28th, 2009 at 19:10Non concordo con l’articolo.
Le tasse vanno tagliate comunque. I tagli alla spesa pubblica seguono, volente o nolente. Il deficit è semplicemente una tassa differita nel tempo, se si ripagano i debiti.
Chi presta denaro allo stato deve valutare se lo stato è in grado di ripagare il prestito e si assume questo rischio. Se gli presta denaro oltre la capacità di restituzione, merita di perderlo.
Dato che l’esistenza dello stato è giustificabile solo se è benefica per le persone che vi appartengono, non può esistere uno stato che rende i suoi cittadini futuri assogettati ad un debito che non hanno voluto, che non hanno fatto e che non sono tenuti a pagare.
Non vedo perché lo stato non può essere trattato come una qualsiasi società per azioni, dove la responsabilità dei singoli è limitata alla somma investita volontariamente. Ci deve essere un limite ben preciso alla responsabilità personale di ogni cittadino nei confronti del debito dello stato.
Meglio che lo stato vada in default piuttosto che faccia morir di fame le persone con tasse assurdamente alte.
Il fallimento di Copenhagen, l'illusione di Kyoto. Di Corrado Clini
dicembre 25th, 2009 at 02:32Concordo con Davide e gli altri:
Governo, sveglia. State trattando sulla base di una frode grande come una montagna. Ci sono altre priorità , anche ecologiche. La CO2 non fa male a nessuno e serve alle piante per crescere.
Pensate a ridurre le tasse, a ridurre le leggi e i regolamenti, a chiudere gli enti inutili, magari anche a riformare un po l’architettura costituzionale. E se volete ridurre la CO2 emessa, parlatene di meno.
Fortuna che con l’aria che tira, per l’estate prossima molti dei maggiori proponenti dell’AGW saranno disoccupati o in galera.
The Climategate Timeline: 30 years visualized è un gigantesco grafico che riassume la cronologia degli ultimi 30 anni di teorie del Riscaldamento Globale Antropogenico. In pratica è un atto di accusa che metyte in relazione le mail del CRU, le ricerche a favore dell’AGW e il debunking. Dando un senso alla cosa.
Una legge sbagliata provoca peggiori conseguenze
dicembre 20th, 2009 at 01:52Sergio, il gestore ha il diritto di proibire il fumo nel SUO locale.
Se il cliente vuole fumare lo fa fuori o a casa sua, in particolare se ci sono chiari cartelli o è implicito (per via di una legge generale) che non si può fumare.
Lo sbaglio è rendere responsabile il gestore se il cliente infrange la legge.
L’arma non serve per impedire al cliente di fumare (sarebbe eccessiva come autodifesa), ma serve per impedire al cliente di sfasciare il locale (o il proprietario/gestore/personale) per dimostrare la sua insoddisfazione per la proibizione o per la richiesta di togliere il disturbo e saldare il conto.
Il modo come avrei gestito la situazione io è di smettere di servire il cliente se non smetteva di fumare. Ovviamente questo fa a pugni con l’obbligo del gestore di servire tutte le persone che si presentano e pagano, senza fare discriminazione.
Il che mostra come una serie di leggi positive fanno presto a diventare contraddittorie e controproducenti e a instaurare il caos nella società .
Il diritto a portare e possedere armi è connaturato nel diritto di proprietà , nel diritto alla vita e alla libertà . Senza un’arma è impossibile difendersi da un gruppo più numeroso o da un individuo più forte fisicamente. Un’arma serve per esercitare ild iritto alla autodifesa, senza il diritto all’autodifesa e di conseguenza il diritto alla vita (cioè a non essere ammazzato) è una barzelletta.
Una legge sbagliata provoca peggiori conseguenze
dicembre 19th, 2009 at 17:20Non sono molto d’accordo con la tesi.
Premesso che una legge che impone (non permette) al gestore del locale una funzione che è delle forze di polizia è stupida.
Il gestore del locale ha tutto il diritto di vietare ai suoi clienti di fumare dentro il suo locale (in particolare se questo gli può provocare un danno). Il racconto mostra che il cliente non solo ha voluto continuare, ma che ha volutamente provocato il parapiglia e la rissa.
Al più, il caso dimostra per prima cosa la necessità per l’Italia di riconoscere ai privati e pacifici cittadini il diritto di portare e possedere armi per la difesa personale. La seconda cosa è l’utilità di usare comunemente cellulari e fotocomere per riprendere e fotografare persone che si comportano scorrettamente e criminalmente in pubblico. Terzo, il diritto del commerciant a negare l’accesso ai clienti che si comportano in modo incivile.