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Nome: Giovanni Boggero
Membro da: 2009-04-16 07:19:34
Website URL: http://www.facebook.com/pages/Germanynews/85938485215?ref=ts
Chi sono: E' nato a Torino una ventina di anni fa. Studia giurisprudenza nella sua città e lo ha fatto anche all'Università Georgia Augusta di Gottinga, Germania. Innamorato dello spazio germanofono sin da bambino, ha incominciato ad occuparsi del mondo politico ed economico tedesco nel 2005, dalle pagine del suo blog personale. Nel 2008 arriva al quotidiano L'Occidentale (Fondazione Magna-Carta), dopo una piccola parentesi alla web-radio di Decidere.net/Il Velino, dove ha condotto un programma a puntate sulla attualità tedesca. Seguono esperienze di collaborazione con il quotidiano Il Riformista, la rivista Ideazione, il magazine CON, il quotidiano Il Sussidiario, la rivista Formiche, il sito di AGI-Energia, Libertiamo, la rivista dell'Aspen Institute Italia Aspenia e il quotidiano Il Foglio. Attualmente scrive anche per il blog diretto da Oscar Giannino e ideato dall’Istituto Bruno Leoni “Chicago-Blogâ€. In Germania è stato intern presso la Hannoversche Allgemeine Zeitung e ha scritto per la rivista Eigentuemlich Frei.






Germania, per qualche atomo in più...
settembre 6th, 2010 at 17:16Stando a quanto ho letto, il documento approvato dal Consiglio dei Ministri prevede un monitoraggio continuo delle centrali per verificarne giorno per giorno gli standard di sicurezza. Una clausola di questo tipo, al momento del phase-out del 2001 non venne affatto compresa, limitandosi SPD e Verdi a stabilire che i reattori tedeschi erano estremamente sicuri. In ogni caso c’è ancora tutto un iter parlamentare.
Per il resto, Lei ha ragione. Ma non crede sarebbe più sensato che fossero le compagnie energetiche a stabilirlo e non un diktat del Governo?
La tassa sui voli tedeschi: l'ennesimo errore statalista
settembre 3rd, 2010 at 17:35Come al solito un “bravo!†ad Andrea Giuricin per aver smascherato la fallacia di una misura assolutamente populista voluta dalla signora Merkel e dalla sua CDU (l’FDP ha nicchiato, ma poi si è piegata) e che pure – stando ad un recente servizio del Corriere della Sera- sarebbe sinonimo di quel modello tedesco da seguire a tutti i costi. Una breve chiosa. Il problema dei costi scaricati in particolare su alcuni vettori e non su altri con un’evidente distorsione della concorrenza è sicuramente l’aspetto principale della tassa. Ce n’è poi ancora un altro. Quello legato alla lotta per la riduzione delle emissioni. La finalità della tassa è conclamatamente ambientalista, perché dovrebbe costituire una sorta di internalizzazione dei costi di emissione in capo ai passeggeri (a parte i bambini, chissà perché). Peccato però che l’introduzione della tassa abbia l’effetto di tassare maggiormente chi effettua tratte meno lunghe, con il risultato che chi viaggia da Berlino a New York é meno tassato di chi viaggia da Berlino a Stoccarda. Si tratta di una sorta di disincentivo all’uso dell’aereo per i voli interni, in modo da avvantaggiare Deutsche Bahn, che per i suoi prezzi astronomici subisce una forte concorrenza da parte delle compagnie aeree. Proprio oggi alcuni costituzionalisti hanno messo in dubbio che l’imposta sia costituzionale e compatibile con i Trattati comunitari. E ciò, benché le tariffe siano state modificate, rispetto alla versione originaria di metà luglio.
Se (anche) in Germania la CDU è pronta alla scissione
agosto 2nd, 2010 at 09:03Non so. E’ probabile che poi la scissione non avvenga e la corrente tradizionalista, così come quella wirtschaftsliberal della CDU se ne restino lì in un cantuccio. Per ora però Bild e Focus spingono… e qualche avvisaglia all’orizzonte c’è. Come scrivevo nei commenti, la speranza è che si tratti di una formazione di stampo erhardiano e non di un nuovo partito cristianosociale. Marcare le distanze dalla CDU oggi significherebbe tornare verso il mercato e avere posizioni più nette su Europa e immigrazione. Non so, forse lo spazio non c’è. Chi può dirlo. Stiamo a vedere.
Tonino, il compagno liberale
giugno 7th, 2010 at 00:22Quelle dell’IdV manco saranno presentate in Parlamento, temo… Uno specchietto per le allodole, in modo da farsi belli agli occhi del nuovo elettorato strappato a Rifondazione.
Tonino, il compagno liberale
giugno 7th, 2010 at 00:08Luigi, stiamo parlando delle proposte dell’opposizione. Quelle strampalate della maggioranza sono un altro discorso.
Tonino, il compagno liberale
giugno 6th, 2010 at 21:54@Riccardo
L’ELDR è un’accozzaglia indistinta di partiti di estrazione molto diversa. Ecco perchè, alla fine, non dovrebbe sorprendere più di tanto… Quello che mi duole rilevare è che ormai perfino l’IdV è giunta a dichiararsi (?) liberale. Speranze per il liberalismo in Europa: 0.
Tonino, il compagno liberale
giugno 6th, 2010 at 21:25@doncletus
Fa piacere che Borghesi la pensi così. E perchè allora non proporre una legge costituzionale mentre uno c’è? Dato che si tratta di una manovra alternativa, si presuppone che sia completa…Donadi, ad esempio, dice che dovrebbero rimanere solo quelle dei capoluoghi di regione. E mettersi d’accordo prima di parlare?
Tonino, il compagno liberale
giugno 6th, 2010 at 18:34La risposta è, come si suol dire, self-evident… Nulla.
Tonino, il compagno liberale
giugno 6th, 2010 at 16:45@Pasquale
Il giornalismo non lo so. Di certo anche l’educazione non sta messa bene.
La frittura e l'ordine spontaneo
giugno 1st, 2010 at 00:28@Chiara: quello che vuol dire la Ostrom è che spesso e volentieri le sovvenzioni per la pesca d’altura, per il carburante, per determinati strumenti di pesca più all’avanguardia creano un incentivo ulteriore alla pesca selvaggia, destabilizzando magari il precario sistema istituzionale che si era venuto a formare per opera dei pescatori.
Sul resto lascio rispondere a Pietro, ma in ogni caso credo che la relazione non si sia verificata, semplicemente perchè la pesca d’allevamento non è così diffusa come la pesca d’altura. Poi è ovvio che ci sono altri mille fattori (i gusti in primis) a determinare che cosa verrà venduto, ma mi pare che il principio di per sè tenga.
La frittura e l'ordine spontaneo
maggio 31st, 2010 at 17:07@Leonardo, IHC
Absolutely!
La frittura e l'ordine spontaneo
maggio 31st, 2010 at 16:43Qui qualcosa sulla PCP comunitaria
La frittura e l'ordine spontaneo
maggio 31st, 2010 at 16:25Che non esistano soluzioni semplici mi pare di averlo scritto. Sono d’accordo sul meccanismo di segnale svolto dai prezzi di cui parla Leonardo, così come sono convinto che esso potrebbe segnalare in ritardo il “break even”. E’ un’eventualità , non possiamo saperlo. Quello che mi premeva far capire era la questione metodologica…
Che non serva lo Stato per far “saltare” il diritto consuetudinario mi pare evidente. La mia era una replica alla soluzione di comodo, “ci pensa lo Stato, perchè sa di più”. No, la politica non sa di più e infatti, quando ha la presunzione di sapere, rende ancora più difficile la risoluzione del problema. Che le sovvenzioni distorcano mi pare una questione che dovrebbe metterci tutti d’accordo, al di là del fatto che le innovazioni poi possano esservi comunque…
Sulle proposte di Pietro concordo in toto. E si tratta di misure che vanno tutte nella direzione catallattica, non in quella opposta… Solo sul cap and trade sono più scettico. O meglio sono più scettico sul chi lo pone…
Ancora una volta, Silvio contro Berlusconi
maggio 26th, 2010 at 19:36Nella conferenza stampa di oggi i giornalisti del Fatto (Luca Telese in testa) pretendevano un limite ancora inferiore. Riteniamoci fortunati!
Raschiando il barile tedesco...
maggio 25th, 2010 at 22:09@michele penzani
Caro Penzani, che per chi ne fruisce sia un vantaggio non c’è dubbio. In un’ottica liberale bisognerebbe chiedersi se sia giusto simulare uno stage, quando in realtà ci si trovi di fronte ad un rapporto di lavoro subordinato. Come non è corretto nel settore privato, non dovrebbe esserlo nemmeno nel settore pubblico. In secondo luogo, se un’attività è volontaria, è tale perchè posso decidere di sottrarvimi. Qualora non sia così, c’è ben poco di volontario e molto di coercitivo.
Venendo all’Italia, il servizio civile (oggi davvero volontario) assorbe ancora un numero notevole di giovani. Ulteriore corollario: non è vero che abolendo la coscrizione obbligatoria, l’ammortizzazione sociale cali drasticamente.
Le aperture agli Ogm evidenziano le contraddizioni della Pac
marzo 7th, 2010 at 15:52Linko qui la puntata con Fidenato e il direttore di Slow Food sul tema.
http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50171945
Le (solite) "soluzioni" del vecchio mondo. Di Luca Fusari
marzo 7th, 2010 at 15:51“molti pensano che la causa di tutto” sorry per il refuso.
Le (solite) "soluzioni" del vecchio mondo. Di Luca Fusari
marzo 7th, 2010 at 15:48@LucaF.
Bello, peccato che la causa di tutto siano i CDS e l’attacco di Goldman Sachs alla Grecia. Perchè non ne parla Fusari?
Ma Street-View è davvero un problema?
febbraio 25th, 2010 at 01:17Andrea, i servizi di Google, così come qualsiasi altro strumento tecnologico (che, detto per inciso, hanno contribuito negli ultimi vent’anni a renderci più comoda l’esistenza e a farci rispamiare una palata di quattrini) sono per l’appunto strumenti e in quanto tali possono essere utilizzati bene o male. Non è appropriato demonizzarli in quanto tali. Dietro ad uno strumento sta sempre un uomo.
Lo Stato asociale e l'industria della povertÃ
febbraio 5th, 2010 at 14:15No, ferma, ferma, deve esserci stato un “Missverstaendnis”. In maniera volutamente paradossale ho detto che per la Germania è stato politicamente più accettabile, di fronte alla (e non a causa della) delocalizzazione massiccia, provvedere a sussidiare in questo modo le imprese, piuttosto che procedere ad una riduzione del costo del lavoro ex lege.
Io non intendo affatto assolvere l’Italia, ci mancherebbe. Il mio obiettivo è solamente far riflettere sul fatto che spesso non è tutto oro quel che luccica.
Sul virtuosismo del “modello tedesco”, possiamo discutere. Ci sono (stati) pro -crescita- e contro -squilibri macroeconomici-. Spero di parlarne (insieme con un post sulla sanità ) molto presto.
Lo Stato asociale e l'industria della povertÃ
febbraio 3rd, 2010 at 20:56@azimut72
Condivido il ragionamento Azimut. Che le casse dello Stato siano a posto non ci giurerei. Nulla che possa neanche lontanamente essere paragonato con l’Italia, d’accordo, ma anche la Germania si sta avviando su una slippery slope assai pericolosa. Siamo a livelli di deficit e di debito pubblico tra i più alti dal dopoguerra.
Lo Stato asociale e l'industria della povertÃ
febbraio 3rd, 2010 at 11:43@Pastore Sardo
Assolutamente. I tuoi amici hanno capito quali sono i problemi principali. Di sanità mi riprometto di parlare la prossima volta.
@Pietro M.
Pietro. Ahimè è vero. C’è assai meno corruzione e un’adesione ferrea a regole spesso inutili. Dietro all’oro e alle pagliuzze, però, vengono fuori i mostri.
P.S.: Die ganze Welt ist ein Dorf.
Lehmanopoulos
gennaio 28th, 2010 at 23:09Mario, io capisco molto bene quello che dici, il pericolo contagio e via di seguito, ma… non eri tu che qualche tempo fa parlavi della pericolosità di un deus ex machina nazionale o sopranazionale che tira fuori d’impaccio chi ha azzardato troppo? Non so… vediamo che accade, ma credo che o la Grecia fa una bella cura da cavallo oppure gettarle il salvagente costituirebbe un pericoloso precedente.
Germania 2010: (meno) tasse e debito
dicembre 28th, 2009 at 10:43@Elia Berdin
Caro Elia, condivido le tue perplessità e i tuoi pensieri. In particolare in tema di università , della quale ho avuto esperienza anche io. Ahimè il ragionamento sui fondi (a pioggia), che devono essere garantiti sempre e comunque va di moda anche in Germania. Molti Länder sono però stati coraggiosi e le tasse universitarie le hanno introdotte, in una misura neanche poi così insostenibile. Come dimostrano i dati, l’introduzione delle tasse non ha diminuito il numero di laureati, nè di immatricolati. Non ha cioè scoraggiato lo studio universitario. Per il resto, come scritto anche in passato, dell’FDP e di Westerwelle mi fido assai poco. La capacità dei liberali di incidere in maniera determinante sull’azione di governo è pressoché nulla. Finora hanno potuto gloriarsi di avere avuto contentini n tema fiscale. Il che non corrisponde esattamente al radicale cambiamento da essi annunciato. Chi comanda, forse ancora più che nella legislatura precedente di grande coalizione, è sempre la signora Merkel. Non dimentichiamocelo.
Germania 2010: (meno) tasse e debito
dicembre 26th, 2009 at 20:51Lungi da me l’idea di contraddirti, come spero che traspaia dal post sono anche io molto scettico sull’opportunità di fregarsene del deficit.