La rivoluzione preindustriale del Movimento 5 Stelle
Questo articolo è pubblicato oggi su Il Foglio.
Delle mooncup non sapevo nemmeno l’esistenza, anche se la loro invenzione e messa in commercio è coeva a quella degli assorbenti (http://www.mum.org). Non credo di essere l’unica a non conoscerle, considerando che non è proprio semplice trovarle nelle parafarmacie o nei supermercati. Questo vuol dire che forse non sono un prodotto straordinariamente utile, una di quelle cose che se non ci fossero bisognerebbe inventarle, come si è dimostrato invece per altri, più comuni strumenti di igiene femminile.
In Italia, sono diventate un argomento di discussione da quando il Movimento 5 stelle ne ha fatto un’esempio di virtù ecologista. Non solo Grillo le ha sponsorizzate, a quanto si legge, nei suoi tour, ma gli e le aderenti al suo partito ne incentivano l’uso (così Federica Daga, capolista in Lazio; e Michele P, nel blog di Grillo).
Ci si chiederà cosa mai c’azzecchi un partito politico con l’intimità dell’igiene femminile, ma in fondo, se si guarda bene al Movimento 5 stelle, si può leggere un disegno coerente e razionale che, dalla produzione casalinga di detersivi al limone fino alle coppe della luna, prefigura il ritorno a uno stile di vita preindustriale.
Ho il sospetto che la maggior parte degli elettori del Movimento 5 stelle non abbia nemmeno letto il programma politico del partito. Bastava fermarsi al livello della protesta, agli sbotti di Grillo, alle sue minacce per essere convinti che il cambiamento fosse lì.
Gli stessi ammiccamenti di alcuni industriali come Del Vecchio o Biasion possono motivarsi come un appoggio di superficie verso quei no grillini alla vessazione burocratica e fiscale verso la quale chi avrebbe dovuto rappresentare in politica la cultura d’impresa non ha saputo dare una risposta.
Ma quei no rappresentano solo una parte del programma di Grillo. Come ogni partito che si presentano alle elezioni, anche M5S ha però un programma che non è fatto solo di rifiuti e ricuse, ma pure di proposte.
Il filo rosso di queste proposte è appunto una regressione a una sorta di economia ecologista di sussistenza, fatta di rimedi naturali, autoproduzione e autoconsumo dei beni di prima necessità, fanatiche decrescite in armonia con il Creato, rinnegamenti di una società del benessere che viene posta in contrapposizione netta con la preservazione del pianeta.
Tutti in bici, perché le bici non inquinano, e pazienza se le distanze che oggi percorriamo per raggiungere le nostre famiglie piuttosto che i luoghi di lavoro non sono proprio quelle dei contadi medioevali e se quindi non sarà l’incentivo all’uso delle bici comunali che risolverà il problema dell’inquinamento automobilistico.
Energia solare e eolica a iosa, perché sono fonti pulite e rinnovabili, e pazienza se non bastano a garantire l’energia necessaria agli stabilimenti industriali o l’illuminazione pubblica di notte, che dovranno quindi essere pur sempre fornite dalle fonti energetiche tradizionali.
Per le donne, sensibilizzazione (ci si augura solo quella!) all’uso delle coppe della luna, altro che assorbenti di cotone, che saranno pure riutilizzabili ma vanno lavati col detersivo. E poco importa la praticità, l’igiene, o anche solo quel minimo senso del pudore che vuole che le donne siano libere di scegliere come meglio sentirsi “in ordine”, senza avere il fiato della politica sul collo anche per cose così delicate e riservate.
Ma, soprattutto, poco importa che i prodotti usa e getta entrati in commercio su larga scala dopo il secondo dopoguerra hanno fatto la felicità di miliardi di donne, liberandole – insieme ad altri prodotti tipici dell’economia del benessere come gli elettrodomestici – dal giogo di una vita faticosa e scomoda.
Snobbando le possibilità stesse che il progresso ci sta offrendo in tema di smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti (compresi quelli per l’igiene femminile), la via breve di un ecologismo poco fantasioso è quella di offrire il passato come alternativa a un futuro da inventare e migliorare, di tendere a uno stato preindustriale da cui i nostri avi sono fuggiti migliorando le loro condizioni di vita a vantaggio di se stessi e delle generazioni future, di aspirare a bucoliche e inverosimili armonie con l’ambiente.
Avanti, quindi, come dice Grillo, a “tagliare l’erba sotto i piedi al sistema economico, escludendo il mercato ogniqualvolta sia possibile soddisfare i propri bisogni autonomamente, tramite l’autoproduzione, o instaurando rapporti con gli altri, attraverso scambi non mercantili basati sul dono e sulla reciprocità”. Le donne potranno non solo usare la stessa coppa negli anni, ma anche - perché no – scambiarsela tra loro, nell’ottica della reciprocità e della parsimonia nell’uso delle risorse, confidando nei turni (e non solo nei cicli) mestruali e limitando così il consumo del silicone necessario alla produzione.
A voler prendere sul serio il M5S, come il risultato elettorale impone di fare, ci aspetta un futuro che sa di ritorno al passato, perché la “decrescita – ha detto Grillo – è l’economia del futuro”, perché le marmellate della nonna sono più buone di quelle del supermercato, perché i fazzoletti di cotone profumano di lavanda, ma soprattutto perché non siamo in grado di comprendere che c’è un modo di avere cura del pianeta senza rinunciare alle conquiste di igiene e benessere che le generazioni precedenti ci hanno lasciato.
Tra un Rousseau che scriveva “Finché gli uomini si sono accontentati delle loro rustiche capanne, finché si sono limitati a cucire i loro abiti fatti di pelli con spine o lische …. essi sono vissuti liberi, sani, buoni e felici, nella misura in cui potevano esserlo secondo la loro natura” (J.-J. Rousseau, “Discorso sull’origine della disuguaglianza”, II Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XV, pagg. 879-883), e un Leopardi che guardava con disincanto la natura matrigna, chi ci ha preceduto sembra aver dato maggior credito al secondo, cercando di perfezionare e migliorare la propria esistenza e applicando l’intelligenza e la creatività al servizio delle mille scoperte che hanno reso più gradevole la vita. A noi spetta ora non regredire verso un’economia di sussistenza, ma rendere compatibili gli standard di vita a cui ci siamo abituati con i problemi dovuti alla scarsità delle risorse e all’impegno a consegnare a chi verrà dopo un pianeta vivibile.
Ricordo bene l’espressione sollevata sul volto delle mie nonne al pensiero che la loro nipote godesse di molte più comodità di quante non fossero a loro disposizione. Se vivessero ancora, sono certa che avrebbero un moto di pena per chi pensa che si stava meglio quando si stava peggio.
2 marzo 2013 ambiente, democrazia, pensiero



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Cari Marco e Giuseppe,
naturalmente spero abbiate ragione.
Finalmente ci sarebbe un pò da divertirsi e, forse, da ballare (in borsa) nell’italietta del post Rigor Montis.
Il mio timore è dato dalla oggettiva sprovvedutezza dei grillini (non certo di Grillo) e dalla famigerata spudoratezza dei sinistri, i quali, quando si tratta di accaparrarsi gli scranni del potere, sono capaci di tutto.
Comunque, il tentativo di smacchiare il grilletto parlante, o, in alternativa, di far fuori il Berlusca d’accordo con quest’ultimo, lo faranno.
Effettivamente, però, la macchina del fango mediatico/giudiziaria ormai è un pò smacchiata.
Questa volta gli toccherà spremersi un pò di più le meningi se vogliono sfangarla.
Altrimenti, davvero, non rimarrà loro che “schiacciare il grilletto” e farsele saltare (le meningi).
Chi vivrà vedrà.
Con affetto.
Passo e chiudo.
@Marco Tizzi
La questione che pone è molto appropriata. In fondo gli Scilipoti, i Razzi, ma anche la tanto insignificante quanto osannata europarlamentare Debora Serrracchiani e tanti altri personaggi di ogni partito sono il prodotto di leggi elettorali fatte per salvaguardare i partiti e non per permettere agli elettori di selezionare i candidati. Persino con il famoso “Mattarellum” veniva conservata una quota proporzionale per permettere agli esponenti chiave dei partiti di essere comunque eletti. Sì, M5S non è affatto diverso da ogni altro partito, ma addirittura peggiore.
Perché mai non si accetta l’evidenza? Collegi uninominali, elezione diretta del Presidente della Repubblica e divisione di competenze fra Camera e Senato? Nessuna forza politica vuole veramente ciò. Allo scopo ciascuna parte dice di volere fare un pezzo, ma nega l’altro pezzo della riforma. Così non cambia nulla.
E può funzionare un parlamento così? Vedere http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede_v3/Statistiche/Stato//TempiApprovazioneDDL.html
Meno le istituzioni funzionano, più comandano le corporazioni ed i boiardi. C’è tanto da dire sul mito della legge elettorale e non solo. Basti pensare all’opposto significato che le parti attribuiscono al “conflitto di interessi”, ma se togliessimo al PD la possibilità di nomina nel CDA, delle fondazioni, degli enti pubblici, cosa succederebbe? C’è tantissimo da discutere anche su questo argomento.
Alla prossima.
P.S
Razzi e Scilipoti. Forse Di Pietro li ha scelti perché parlavano lo sua stessa lingua. Poi si sono ribellati al loro padre padrone e fanno gli yes man in un altro partito. Grave scandalo! Se invece lo smacchiatore di giaguari scappati cerca di corrompere qualche grillino è alta e nobile politica!
@Marco Tizzi
“Ti svegli una domenica e la radio di confindustria sta parlando di decrescita. Siamo fottuti.”
Guarda che e’ da anni che sul sole24ore corteggiano le idee ecologiste: e’ con quelle che gli ammanicati fanno i piu’ grandi affari senza rischio, adeguatamente foraggiati dallo stato che agisce su mandato dei fessi benintenzionati di cui sopra. (esempi? a bizzeffe: le rottamazioni forzose e “incentivate” delle auto col pretesto dell’inquinamento, la crescita ipertrofica delle spese delle amministrazioni comunali per le istanze pseudo-ecologiste – la mia citta’ fra differenziata che poi finisce nella centrale elettrica, inutilissime ma barocche e costosissime piste ciclabili in cui ci si ammazza e pseudo-tram-elettrico che e’ riuscito a costare (ma come hanno fatto?) per 10 chilometri di linea come una centrale nucleare, assurde “bonifiche” su decine di chilometri quadrati di territorio consistenti nello spostare milioni di metri cubi di terra da un posto all’altro (la camorra ringrazia), e’ andata in bancarotta, e adesso pur con l’IMU e tutta la tassazione al massimo deve vendere ogni anno i suoi gioielli sperando che qualcuno se li compri per stare a galla: 10.000 dipendenti comunali illicenziabili da mantenere da una popolazione attiva di 70.000 schiavi … (e poi ci sono gli statali, i regionali, i provinciali eccetera)).
E poi ci si lamenta del fatto che si lavora come asini per nulla, del fatto che le tasse che si pagano non bastano mai, e della crisi che ne deriva, e si invoca la decrescita: sveglia ragazzi, non vedete di come ci prendono per il culo e si ingrassano e forgiano le catene che ci imprigioneranno, con il nostro volonteroso contributo? Altro che decrescita, non vedete che le istanze del Grillo coi loro lavori inutili stringono anche loro come le altre il cappio che ci soffoca?
Dimenticavo il fotovoltaico: mi sapete dire per favore perche’ deve essere “incentivato”? Cioe’ pagato con soldi estorti a qualcun altro, che di norma e’ sempre un altro poveraccio tramite le aggiunte in bolletta, mentre banche e finanziarie lucrano su quei soldi visto che e’ quasi sempre installato col finanziamento?
Non basta che non sia proibito, e chi vuole se lo installa?
Io lo farei anche se costasse poco di piu’, ma non voglio incentivi da parassita, ed e’ il fatto che sia incentivato che fa restare il prezzo alle stelle, mentre negli USA, senza nessun incentivo se non alla ricerca, e’ gia’ quasi raggiunta la grid-parity, cioe’ l’elettricita’ prodotta col “fotto” costa quasi quanto l’altra, anche senza astrusi, arbitrari, e “ad hoc” calcoli di compensazione di esternalita’ negative.
(per chi ha poca memoria, ricordo che fino a soli venti anni fa lo Stato Italiano aveva il monopolio legale e totale della produzione dell’energia elettrica, per cui chi produceva energia elettrica in proprio doveva chiedere autorizzazione e pagarla comunque al prezzo fissato all’ENEL come se la comprasse fuori. Il monopolio fu introdotto nel 1963 dal primo della lunga serie di governi di centro-sinistra, poco prima della tragedia del vajont (indirettamente la causo’, fu per la fretta di collaudare l’impianto e ricavarne il massimo prezzo dallo Stato che se ne impossessava, che accadde la tragedia))
Sento di dover aggiungere: “Invece quelli che hanno votato PD o PDL appartengono all’ altra Summa dell’ItaGliano medio ovvero quelli che leggono solo la Gazzetta dello Sport. Laureati o non, Lingue parlate o meno, possessori di Tom Rom o Garmin!
@paperino
Altro che ecologia… la decrescita è una critica al concetto di lavoro.
Che va BENISSIMO, basta che si sia autosufficienti.
Altrimenti diventa schiavismo.
Forse i grillini non si sono accorti che nella decrescita ci siamo già e pure da tempo. Smettiamola con il populismo facile e iniziamo a pensare che nella decrescita, quella vera, ci sta finendo il futuro di questo paese.
Intanto a Parma si vedono i risultati…..http://www.lucianavone.it/la-decrescita-poco-felice-e-lo-sviluppo-sostenibile-che-gia-ce/
@Lucia Navone
La “decrescita felice” è sempre la solita solfa raccontata da nuovi guru: io posso passare la mia vita in un angolo a meditare perché tanto mangio solo una ciotola di riso, quindi non ho bisogno di lavorare. Le ultime 5 parole sono quelle che contano davvero.
Certo, tanto se per caso ti servisse un trampianto di cuore te lo pago io.
Lei mi sembra un’ecologista liberale: faccia capire a questa gente che lavoro non significa fabbricare cose consumando risorse, ma svolgere un’attività in cambio di qualcosa con cui barattare i beni e i SERVIZI che vogliamo e di cui abbiamo BISOGNO per vivere.
Dato che al confronto sfuggono o quando qualcuno li attacca direttamente sulle cose concrete continuano a fuggire la questione, come per esempio avviene qui
megachip.info/tematiche/kill-pil/9886-perche-parlate-di-decrescita-felice-senza-conoscerla.html
Forse lei che è molto più vicina a loro come sensibilità riesce a spiegarglielo meglio di quanto possiamo farlo noi sporchi capitalisti individualisti, egoisti e desiderosi ad ogni costo di aria irrespirabile e dipendenza da petrolio.
@Enrica
Io ho un parere diverso. Gli elettori scelgono fra quello che trovano oppure si astengono. Un 25% si è astenuto, un buon 25% ha votato M5S e l’altra metà ha votato i partiti tradizionali non per convinzione, bensì per mancanza di alternative. Hanno votato “turandosi il naso”.
Per dirla come un esperto di marketing un po’ cinico, ma pragmatico, quando la gente sceglie dallo scaffale del supermercato e non trova il prodotto che cerca, compra quello che trova perché se tornasse a casa senza la spesa la famiglia digiunerebbe, non potrebbe lavarsi, ecc.
La forza di PdL, PD, Monti e Grillo è stata proprio la mancanza di alternative credibili. Riflettete anche sui motivi della sparizione di Di Pietro, nonostante il supporto di Ingroia. L’IDV non raccoglieva solo elettori “giustizialisti”, ma raccoglieva consensi da parte di cittadini protestatari e disperati dei partiti tradizionali. M5S ha rappresentato per loro un migliore “offerta”.
Per essere credibile, un’alternativa deve anche sapersi “vendere”. FID non è stato capace di vendere ad un vasto pubblico i punti di forza della propria linea politica. Questo però è un discorso molto lungo e complesso ed usciremmo troppo dal tema del dibattito.
@Francesco_P
Non voglio fare il precisino, ma il 25% si è astenuto, DEL RESTANTE 75% il 25% ha votato M5S. Che fa 18,75%.
Perché il dato che mi pare non stia comparendo nelle analisi è che per la prima volta – credo, non ho fatto i confronti con tuttte le altre elezioni politiche – gli astenuti sono il maggior partito d’Italia.
Che significa, a mio parere, che spazio per un movimento strettamente antistatalista c’è.
Ma ci vogliono tantissimi soldi e qualcuno che abbia il coraggio di non essere moderato nemmeno un secondo e che sappia urlare le frasi giuste.
Purtroppo temo manchino sia gli uni che l’altro
Caro Marco liberale forse…ecologista vada retro…..penso di essere innanzitutto una cittadina di buon senso che è stufa di pagare per qualcosa che di colore ha solo il verde e non certo la coscienza. Da troppo tempo seguo queste tematiche per averne fiducia. Qua non si tratta di far capire, si tratta di avere a cuore un paese che sta affondando. E l’ecologismo so e sappiamo (http://www.chicago-blog.it/2012/10/11/i-no-che-ci-portano-verso-il-declino-di-lucia-navone/) non è certo famoso per aver dato una mano in tal senso. Il mio blog è firmato green economy proprio per “raccontare” i fatti che nessuno (in un paese fintamente ecologista) ha voglia di raccontare e di ascoltare, temo. @Francesco_P
@Marco Tizzi
Ha fatto bene a fare il “precisino”. Anziché scrivere di getto nel box, bisognerebbe scrivere su un file, rileggere, correggere e poi fare un bel copia e incolla. Lo so, ma non lo faccio per pigrizia.
Mi consenta. Anch’io faccio il “precisino” per amore della discussione, che è sempre utile. La questione non è essere antistatalista, ma per uno Stato leggero, ispirato a veri principi liberali. Insomma quello che SB ha promesso nel 1994, ma da allora ha fatto il contrario. Eppure a ogni elezione riesce a raccogliere tanti voti ripetendo quel personaggio. Si vede che il potenziale c’è ed è sicuramente più vasto del 21,56% raccolto (dato nazionale per la Camera).
@Francesco_P
Be’, io tiravo acqua al mio mulino
Ma so accontentarmi.
Però resto fisso almeno sulla libertà monetaria e il principio di autodeterminazione dei popoli.
Bastavano questi due punti in costituzione etutto quello che stiamo vedendo non sarebbe mai accaduto…
@Lucia Navone
ricevo completamente il suo commento, anche perché sono un contadino che conduce il proprio fondo con metodo biodinamico.
Cordialità.
@Lucia Navone
La prima domanda che muovo ad un ecologista é: è meglio fare la guerra, è meglio rimanere al buio senza mezzi di trasporto oppure il fracking è il male minore?
Ha senso investire miliardi e miliardi per delle fonti energetiche discontinue come il solare e l’eolico? E’ forse furbo rimanere senza elettricità nel bel mezzo di un’operazione chirurgica, di una colata di acciaio o semplicemente la sera in casa?
In effetti ci sono due fonti energetiche rinnovabili immense e continue: le correnti marine profonde e la geotermia ad alta entalpia. Peccato che siamo ben lungi dal poterle sfruttare e solo tanto petrolio, tanto gas, tanto nucleare permetteranno di acquisire il know-how tecnologico necessario per impiegarle.
Senza industria e senza tecnologia non si possono neppure affrontare i problemi ambientali.
In Italia siamo 61 milioni. Nel mondo più di 7 miliardi. Sono tutte bocche da sfamare, corpi da vestire, bimbi da istruire, case da scaldare… E per tornare ai fatti nostrani, come è possibile mettere in sicurezza case e aziende rispetto ai rischi idregeologico e sismico se non c’è sviluppo? E come allentare la pressione demografica sull’area flegrea se non creando nuovi insediamenti industriali in zone sicure della Campania (sa certamente della preoccupazione degli scienziati per il processo inflativo e per le variazioni del rapporto CO2/H2O e della temperatura nelle fumarole della Solfatara)?
La bella poesia ecologista produce solo effetti contrari al desiderio.
Dopo aver seguito la divertentissima riunione di presentazione dei “cittadini a 5 stelle”, io cittadino di bassa categoria (= pagatore di imposte in guerra con la burocrazia) mi sono reso conto che il punto che davvero li accomuna tutti-tutti-tutti è questa cosa del “reddito di cittadinanza”.
A parte un simpaticone che ha detto che lo pagheranno con il taglio alle auto blu, gli altri non si sono sbilanciati in coperture. Ma quanti soldi servirebbero?
In giro ho trovato stime molto fantasiose. C’è chi sostiene che costerebbe 6 miliardi l’anno.
Allora:
- in Italia ci sono 60 milioni di persone. Di queste 50 milioni hanno diritto di voto. A spanne direi che queste sarebbero i possibili destinatari del provvedimento.
- di questi 50 milioni, circa 20 milioni sono pensionati.
- dei rimanenti 30 milioni, circa 20 milioni sono “lavoratori”.
Quindi abbiamo 10 milioni di destinatari. Supponiamo che il “reddito” sia di 1 000 euro al mese in media (mi auguro pensino almeno sia diverso da regione a regione in base al costo della vita), parliamo di 120 miliardi l’anno.
Tutti gli anni.
Tutto questo mettendo in un angolo il fatto (banale) che chiunque guadagni meno di 1000 euro al mese darebbe le dimissioni per stare a casina e prendere il reddituccio. Pensate solo ai contratti part-time.
E che un’altra buona fetta di persone darebbero le dimissioni per cominciare a lavorare in nero.
Ora dobbiamo ricordarci che i pagatori di tasse, le persone cioé che producono ricchezza, imprenditori e dipendenti privati, sono 16 milioni. Sulle loro spalle peserebbe, quindi, un esborso di almeno 7 500 euro l’anno.
Aggiuntivo? Si spera di no, ma a pensar male si fa peccato però quasi sempre…
Una follia, quindi?
Si potrebbe dire di sì.
Ma poi bisognerebbe anche ricordare che è la stessa cifra identica che dobbiamo sborsare per il fiscal compact.
Che è già stato firmato.
Quindi alla fine questo Grillo è matto, ma di sicuro molto meno matto di Monti.
@Francesco_P ci sono sempre le candele no? Costano poco, non inquinano, creano una bella atmosfera. Senza industria e senza tecnologia non si possono neppure affrontare i problemi ambientali: esatto! Qui non è solo questione di decidere quale fonte appoggiare a livello ideologico, qui e ora dobbiamo decidere dove vogliamo andare (se tornare alle candele ad esempio) E soprattutto senza delle politiche che affrontino – in modo serio – questi temi non potremo mai essere un paese moderno (ed europeo se volete) @Francesco_P
Il computer a lume di candela sarebbe poetico … una sala operatoria, invece, si trasformerebbe in una trappola mortale.
Olà! Sveglia!
Qui si parla di candele, correnti sottomarine, mulini a vento…
Mi sa che questo blog si sta facendo un tantino crepuscolare.
Ve lo dico io cosa bisogna fare per risolvere i problemi ambientali. Bisogna sfruttare la fonte di energia più abbondante e più economica che esista sul pianeta.
I raggi solari? Macché!
Gli stronzi! Quelli sono veramente inesauribili e a buon mercato!
Che voi sappiate Giannino che fine ha fatto?
@Signor Rossi
Occhio che ci sono svariati studi atti a dimostrare l’inquinamento portato dagli stronzi…
Non ci scherzare
Ho letto che Giannino è stato ripudiato non già dal suo capo, che ci stava pure, ma dai suoi colleghi!
Deve essere un bell’ambientino quello lì a Radio24…
Oscar li lasci perdere e si faccia vivo, che c’è anche chi si preoccupa!
Qualcosa da fare si trova. E comunque tanto adesso arriva il reddito di cittadinanza…
@lucia navone:
Attenzione ! A parte che nessuno, dovendo semplicemente andare dal dentista, vorrebbe certo farsi aprire come una cozza per far vedere qualcosa seza gli elettrici raggi X, non cadiamo nell’ errore del naturale buono contrapposto all’ artificiale cattivo ma necessario: le candele stra-inquinano, chi cammina a piedi inquina più che se si muovesse in metropolitana, in natura c’ è anche l’ amanita phalloides, …. Esistono solo l’ industriale, assolutamente riproducibile, e il naturale/artigianale meno, non il buono ed il cattivo.
Ma chi gliel’ha fatto fare, a Giannino……. il problema è che i suoi peccatucci non rivelano delle debolezze estrinseche alla personalità, ma intrinseche alla stessa. Debolezze che non provocano nella gente rabbia o odio, sentimenti forti, come quando i nostri politici rubano, scopano e magnano a crepapelle alle nostre spalle, ma pena…. e la pena non è tollerabile, in politica. Peccato….
personalmente ritengo che il grosso di chi ha votato M5S l’abbia fatto sull’onda emotiva delle ultime settimane di campagna elettorale e del legittimo rifiuto che si può provare non verso la politica ma verso i politicanti che ci hanno portato sul lastrico. Speriamo solo che serva a qualcosa.
Quello che mi chiedo è quante copie vende “il Foglio” e quanto prende Giuliano Ferrara per dirigere il tovagliolo. Propongo di numerare le copie, così da farle diventare oggetti da collezione. Un blog di Chicago come questo dovrebbe essere contro i giornali che non vendono e costano allo stato… Ma per queste cose ci vogliono laurea e master!
La cosa che mi sorprende un po’ è che su un sito che dichiara di sostenere il modello capitalista si leggano poi articoli del genere che invece si ispirano al suo contrario, cioè il modello consumistico keynesiano.
Sì, perché il capitalismo si basa sul RISPARMIO di risorse scarse oggi al fine di avere domani un maggior reddito. Il capitalismo, non a caso, è nato nell’ambiente calvinista e sappiamo bene quale accezione si dà al termine calvinista.
Il capitalismo è basato sulla sobrietà, non sullo sfoggio di lusso sfrenato. E’ capitalista Ingvar Kamprad, il fondatore di IKEA, che usa una macchina vecchia di 15 anni, non Berlusconi che fa sfoggio, anche nelle maniere più oscene, della sua ricchezza.
E’ capitalistico costruire un frigorifero che duri 20 anni senza bisogno di manutenzione, non costruirne uno che allo scadere della garanzia si rompa e vada sostituito con la scusa che “così si assicura il lavoro all’azienda”.
Sarà forse questa la contraddizione che ha fatto sì che FID facesse “flop” alle elezioni, molto più del master fasullo di Giannino?
La maggior parte degli italiani usa l’automobile per percorrere distanze ridicole a velocità medie di circa 10 km/ora. Ora spiegatemi perché questi non possono usare la bicicletta ? si sentono troppo comunisti a prendere una bici ? A Copehnagen c’è pieno di gente senza patente perchè la mobilità PUBBLICA funziona benissimo (la bici la carichi sulla metro) , e non mi pare che le donne a Copenhagen abbiano meno possibilità di realizzazione delle donne italiane. Non c’è nulla di pauperistico nel programma di Grillo, solo una sana presa di coscienza che certi sprechi si possono evitare. Conosco diverse aziende agricole che non hanno costi di elettricità perché l’energia se la producono in loco. Se facessero tutti così….? un pò di apertura mentale, per favore !
Mi sovviene un avverbio latino”usque tandem!”Angelo E. D’Elia
@Fabio
Mi spiace, ma non è così. Non c’è nulla di male nell’andare in giro in bicicletta, nell’usare la mooncup, nel farsi il detersivo per i piatti con i limoni.
C’è invece TUTTO di male a non lavorare e farsi pagare sanità, pensione e infrastrutture da chi lavora, mentre si sta a casa a meditare e fare yoga.
Ognuno si scelga la vita che vuole, ma non a spese degli altri.
Quindi il discorso grillino regge se si privatizza tutto. E a me sta benissimo.
Altrimenti non regge per niente.
@Fabio & Marco Tizzi:
andrei anche oltre: dopo una giornata in cui una donna mestruata va sul sellino con la mooncup, sfidando salite, vento, neve e ghiaccio sull’ asfalto, stanca ma ecologicamente felice, torna a casa al 7° piano con l’ ascensore. Anzi no: perchè la bicicletta è fatta o con l’ acciao dell’ ILVA o con l’ alluminio della fu ALCOA, alquanto inquinanti; i copertoni non si possono più fare con la gomma naturale, ma col petrolio, come il mooncup; l’ ascensore è fermo perchè è alimentato con la corrente dei pannelli solari ma è sera e con quella dei mulini elettrici, ma c’ è bonaccia. Poi dopo tornerà il vento ed il motore dell’ ascensore si brucerà perchè solo le centrali tradizionali riescono a produrre elettricità “sana” (50 hz altamente sinusoidali e poveri di armoniche, scusate lo sfoggio di elettrotecnica). Ma almeno avrà inquinato di meno ! Nemmeno questo perchè vivendo, ed ancor più pedalando, si producono gas serra (ma i grillini non espirano CO2 e vapore acqueo ? Sono basati sul silicio ed espirano quarzo ?) per di più con un’ efficienza bassissima rispetto a quella di una centrale elettrica.
@Vincenzo
queste santissime parole andrebbero insegnate ai bambini.
Ma niente, ormai siamo diventati tutti ciechi, muti e sordi: confondiamo ogni cosa col suo esatto opposto.
@ Vincenzo & Marco Tizzi:
quando si parla di elettricità, suo uso, distribuzione e consumo, sarebbe logico sentir dire di kw, di kwh, di amperes, di cosfì, di scarti quadratici medi nei consumi, di tonnellate di combustibile, di flussi di venti, di tassi di interesse, di Euro,… . Nulla di tutto questo: all’ italiana il sistema o è il Paradiso (dell’ ecologico) o è l’ Inferno del petrolioso; di più, l’ intelligenza umana può tutto: macchinare contro i poveri servi della gleba (a cui io stesso appartengo) o salvarli dalla Morte, a nulla rilevando che già a fine del ’700 fu dimostrato che i limiti della termodinamica erano, sono e saranno insuperabili. Ma noi, che mediamente non sappiamo come funziona una pentola a pressione, pontifichiamo: disse uno su un forum “Perchè un idraulico, per montare una caldaia a metano, deve fare un corso ed avere un patentino ed invece chiunque può votare ad un referendum sul nucleare “? Già, perchè ? E perchè proprio oggi e proprio con Grillo si uniscono il “Gl’ italiani sono estremisti per prudenza” di Longanesi ed il pontificare soprattutto su quello di cui si ignora quasi tutto ? Eh, perchè ?
Grillo, e non è il primo, tratta gli italiani da cretini: il dire che qualche ente (lo Stato, la Regione, la Ragione, lui, Casaleggio, Superpippo) debbano stabilire il Bene equivale a dire che i cittadini si comportano da stupidi; e questo è spesso pure vero, basterebbe considerare come si guida perlomeno da Roma in giù, e come siano tuttora scarse le macchine a gpl: io, con buona preparazione in matematica finanziaria, ho dimostrato di avere investito i soldi del mio impianto a gpl a più del 38% annuo esentasse (senza evasione fiscale, per di più), ed in passato la Porsche AG aveva nel cuore il mercato italiano per la gran massa di Cayenne che abbiamo da essa comprato. Il punto è che, nella storia, lo Stato papà ha sempre fatto peggio di quelli a cui voleva rimboccare le coperte la sera, e per farlo ha anche lasciato cataste di morti.
@ALESSIO DI MICHELE
Amen.
brava Serena. Incredibile quanta gente si sta facendo abbindolare dalla sterile protesta. Speriamo che questi esaltati senza programmi e proposte leggano questi articoli