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Deadlock – di Gianni Pardo

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Gianni Pardo.

Se si cerca in un buon dizionario inglese il significato  di “deadlock” si trova questa traduzione: “situazione insolubile, punto morto”. Ed è una buona occasione per descrivere le prospettive dell’Italia con una sola parola.

Non è un pessimismo snobistico: è la constatazione che, mentre in tante altre occasioni elettorali si è potuto sperare che vincesse una fazione o almeno che non vincesse un’altra fazione – perché dalla prima ci si poteva aspettare qualcosa di buono e dalla seconda qualcosa di cattivo – stavolta mancano ambedue le prospettive. Manca un progetto salvifico e persino un progetto nocivo.

Per quanto riguarda le tasse, c’è chi dice che bisognerebbe ridurle e che si può farlo. Lo dice persino Mario Monti. E c’è chi dice che parlare di riduzione delle tasse nella situazione attuale è da incoscienti. Chi ha ragione? Nessuno. O, se si vuole, tutti. Nel senso che, se non si abbassa la pressione fiscale, il Paese rischia di avvitarsi in una recessione sempre più grave; ma, se si abbassa la pressione fiscale, il Paese potrebbe essere vittima di un attacco borsistico capace di far scoppiare l’euro. Ecco il primo punto morto: l’Italia è come qualcuno che sta sul bordo del burrone mentre arrivano le fiamme dell’incendio. Se salta, si sfracella, se sta fermo rimane bruciato.

Il peso degli interessi del nostro astronomico debito pubblico ammonta a settanta-ottanta miliardi di euro l’anno. Questo significa che se oggi l’Italia non dovesse pagare questo tributo all’incoscienza dei governanti del lontano passato, sarebbe un Paese prospero e sereno. Ma il debito è lì, gli interessi vanno pagati e nessuno ci mette al riparo di una nuova e disastrosa fiammata del differenziale con i Bund tedeschi. E allora è ovvio che bisognerebbe diminuirlo o eliminarlo, quel debito. Ma purtroppo non c’è nessun modo per farlo. Basti vedere che, malgrado la politica pressoché demenziale del governo Monti in materia di fisco, quel debito è aumentato invece di diminuire. Né si può dire che altri avrebbe fatto meglio: quel debito, anche se con un procedimento a denti di sega, nel complesso è andato sempre aumentando.

Qualcuno pensa a soluzioni chirurgiche, anzi traumatiche. Per esempio non pagare i creditori. Purtroppo sarebbe una tale catastrofe che, a parere di tutti, è meglio continuare a pagare gli interessi. Qualcun altro parla di una politica di risparmi enormi dello Stato, coniugati con un lungo periodo di grande espansione economica. In questo modo il rapporto debito/pil cambierebbe, da un lato perché si rimborsano più titoli di quanti se ne emettono, dall’altro perché, aumentando il pil, il debito diminuisce in proporzione ad esso. Bel progetto. Ma come ottenere l’aumento del pil, se le tasse non si possono diminuire, o se, diminuendole, si può innescare una catastrofe non in un lontano futuro, ma immediatamente? E soprattutto, come diminuire le spese dello Stato se alcune sono fisse e immodificabili (le pensioni, la scuola) e altre sono tali che la loro limitazione allarmerebbe i cittadini al di là del tollerabile (la sanità)? Mentre a parole tutti sono per un netto taglio delle spese e degli sprechi (gli sprechi sono i soldi che vanno agli altri) quando poi si parla di un provvedimento in concreto tutti, – i sindacati, i giornali, i partiti e perfino la Chiesa – insorgono come un sol uomo. Può un governo andare contro l’intero popolo italiano?

Ecco perché si parla di deadlock: perché se il centrosinistra vince  e continua la politica attuale, non è detto che ci salveremo dal disastro. Ed anzi potrebbe anche darsi che la situazione di recessione, disoccupazione e scoraggiamento addirittura peggiori. Se vincesse Berlusconi (cosa improbabile, ma bisogna fare tutte le ipotesi) o si rimangerebbe tutte le promesse, e saremmo nella situazione appena descritta per il centrosinistra, oppure cercherebbe di applicare le sue ricette e forse provocherebbe il disastro finale immediatamente, invece che in un incerto futuro. Né migliori soluzioni offrono tutti gli altri, a cominciare da Monti che ha, come solo progetto serio, quello di tornare lui personalmente a Palazzo Chigi.

Per una volta si può essere indifferenti al risultato delle elezioni. Nessuno sa che cosa fare e comunque, anche se l’Italia non facesse niente di sbagliato, la situazione potrebbe precipitare autonomamente per una crisi economica internazionale, oggi tutt’altro che assurda.

Forse non ci rimane che fare come il Papa durante la battaglia di Lepanto: pregare.

Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it

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14 gennaio 2013 fisco , , ,


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  1. erasmo67
    | #1

    RIcordatevi quanto ci è costata e quanto ancora ci costerà l’Aliatlia, grazie alla volontà di SB di salvarne l’Italianità.

    Un paese senza governo e senza stato muore avvilito da milioni di interessi personali dove però solo poche migliaia prevalgono di forza sulle altre grazie al potere esercitato in modo mafioso.

    SB = MAFIA

  2. erasmo67
    | #2

    @un pinguino nero di rabbia

    Veramente sarebbe il contrario, sono i liberisti che chiedono questo , io non sono liberista perchè credo che il servizio pubblico , emendato dalla malversazione degli amministratori sia in grado di erogare servizi milgiori a costi inferiori.

    Il problema non è lo stato ma la malversazione.

  3. Piero from Genova
    | #3

    @Marco Tizzi

    neppure dopo ago 2011 avete capito chi gestì gestisce e gestirà il cinema.. forse è meglio così..

  4. Marco Tizzi
    | #4

    @Piero from Genova
    Mi sa che hai sbagliato persona…

  5. Piero from Genova
    | #5

    @Marco Tizzi

    neppure dopo ago 2011 avete capito chi gestì gestisce e gestirà il cinema.. forse è meglio così..

  6. giuseppe 1
    | #6

    @erasmo67
    Una delle poche cose che mi trova d’accordo con te.
    Più che con B. bisogna prendersela coi romani (e non) di An, pappa e ciccia coi piloti.
    Compresi quelli che adesso stanno con Monti o fratelli vari, e non hanno mai conosciuto Fiorito.

  7. Marco Tizzi
    | #7

    @Piero from Genova
    Guarda, se è vero che la BuBa richiede l’oro alla FED stiamo parlando della terza guerra mondiale, la prima monetaria.
    E io lo sto dicendo da 2 anni. Il brit-exit ne è la prova fisica.

    Su queste pagine scrissi mesi fa che il Piano prevedeva Monti II e Draghi al quirinale. Secondo me SB li ha bruciati entrambi. Piaccia o meno (a me non piace) lui è sabbia negli ingranaggi.
    Queste elezioni sono, come non lo sono mai state, una buffonata al 100%: ci saranno brogli, inventeranno qualcosa, ma comunque DEVE vincere la dorata coppia Monti-Bersani.

    Ad Aprile prima “manovrina” che tenterà un “aggiustamento” impossibile. Il primo semestre vedrà un deciso calo tedesco ed un crollo francese a meno che Merkel si spaventi e dia a Draghi una pompa per spruzzare soldi in giro.

    Ma soprattutto il 2013 vedrà lo schierarsi della truppe: USA, UK e Jap vs. Ger e Chn.
    Noi siamo stati schierati, per l’ennesima volta, dalla parte sbagliata.

  8. Piero from Genova
    | #8

    Su queste pagine scrissi mesi fa che il Piano prevedeva Monti II e Draghi al quirinale. Secondo me SB li ha bruciati entrambi. Piaccia o meno (a me non piace) lui è sabbia negli ingranaggi.

    xxxxxxxxxxxxxx

    nessuno andrebbe dove si conta meno.. commissario = aiutante in loco.. sabbia verrà spazzata a costo di ri-spazzare anche ciurma (noi).. pure i Jack di SB che studiano e girano il mondo e guadagnano nn riescono a capirlo/accettarlo..

    Egli (rectius: chi gli stà dietro) è più forte della grassona che ha molti brufoli nascosti.. basta scoprirgliene qualcuno.. ogni cosa a suo tempo..

  9. Piero from Genova
    | #9

    post sopra x Marco

  10. Marco Tizzi
    | #10

    @Piero from Genova
    Cioé tu dici che Monti è emissario del mondo anglosassone e non della burocrazia europea?

    mmmmmmmmm

    Non ci credo, ma non nego che tra i due mali mi piacerebbe molto, perché significherebbe la fine del progetto europeo.

    SB verrà sicuramente spazzato via e noi con lui.
    Ma non perché abbia torto in quel che dice, perché ha ragione.

  11. Piero from Genova
    | #11

    @Marco Tizzi

    anche Comissario è 1/2 frillo.. nn Gli servono macerie.. servirà l’unione.. la sabbia ed il contorno verranno ri-spazzati se necessario.. povero Jack.. poveri noi..

  12. Jack Monnezza
    | #12

    @Erasmo ed altri

    “Il problema non e’ lo Stato ma la malversazione”
    era la stessa cosa che dicevano i miei compagni liceali di URSS e Cuba e altri regimi comunisti.

    Lo Stato e’ buono, sono gli amministratori che sono cattivi.

    Continuate a cercare uno Stato potente e senza controlli, come il nostro, con amministratori buoni, continuate a cercare…

  13. Marco Tizzi
    | #13

    @Piero from Genova
    Ma “frillo”… che cazzo significa, scusa? :D

    Non servono macerie, serve povertà. Servono bocche di pulcini aperte ad aspettare la pappa pronta.
    Arriva mamma Stato.
    Da la pappa.
    Scroscio di applausi.

  14. Gianfranco
    | #14

    @erasmo67

    ok. ma non mi hai risposto.
    ti ho detto: c’e’ qualcosa di disonorevole nel curare i malati terminali al posto di investire soldi in opere che possono aspettare?

    rispondi o come i tizzi e i jack monnezza, da qualunque argomento partiate, arrivate sempre a ripetere voi stessi fino allo sfinimento di chi legge?

    a volte penso che abbiate difficolta’ di concentrazione.
    sul serio.

    ciao
    g.

  15. Mario45
    | #15

    @ Gianfranco
    Beh, in quanto a ripetere se stesso anche Lei non scherza per niente, creda.

  16. Gianfranco
    | #16

    @Mario45

    ha ragione.

  17. Piero from Genova
    | #17

    @Marco Tizzi

    frillo significa che gli fan credere di contare ma è pedina di media importanza :)
    about vostra fissa dello Stato magari fosse Mamma Wellfare.. ormai è Esecutore con Parziale Libertà Distributiva del Deciso Altrove.. comandano Cda (nn azionisti).. prima Locali (Fiat/Mediaset) ora Globali (Banche d’Affari/Petrolio/Armi/ecc.)..
    es. Gbp nn minaccia andarsene xrchè loro popolo è leghista (son frilli che si possono gestire) ma perchè City (che controllava pure Laburisti.. figurati i Tory) nn vuole vincoli che burocrazia europea tenta di mettergli..

    ma torniamo a noi.. abbiamo solo 3 libertà (tutto il resto è metafisica) :
    1) emigrare
    2) accettare Singola Mazzata con partiti pro sistema Monti/Bersani
    3) ribellarsi con Silvio Multinazionale Locale ed aspettare serenamente Doppia Mazzata

  18. Piero from Genova
    | #18

    @Gianfranco

    ormai individualismo estremo, come prima collettivismo estremo, ha distrutto umanità.. siamo nel Regno delle Quantità :(

  19. erasmo67
    | #19

    @Jack Monnezza

    Meglio un cannone nel cortile vero ?

  20. Marco Tizzi
    | #20

    @Piero from Genova
    Sono d’accordo su tutto, ma ti dico che, se vera, la richiesta dei tedeschi di riprendersi il loro oro è una dichiarazione di guerra.
    E i tedeschi le guerre le perdono.
    Ora sta tutto vedere se hai ragione tu e i nostri frilli non sono tedescofili come dichiarano oppure se ho ragione io che dico che gli schieramenti si stanno componendo e noi stiamo ancora sbagliando.
    Per il resto, ti ripeto, per me Stato e finanza tutt’uno sono, se comanda più uno a palazzo Chigi o in Unicredit poco conta, anche perché i posti si scambiano in continuazione e con molta leggerezza.

  21. paperino
    | #21

    @Piero from Genova
    numeri numeri, contano i numeri, vogliamo i numeri, diamo i numeri!

  22. erasmo67
    | #22

    @Gianfranco

    Non è la soluzione.

    Le opere pubbliche hanno una finalità e se servono vanno finanziate sulla base di un business plan.

    Il livello di assistenza che lo stato offre ai cittadini è un pezzo del patto sociale e si deve definire sulla base dei costi sostenibili che devono essere pagati dalla fiscalità generale.

    Il concetto è semplice, la salute e la qualità dell’assistenza ad un malato sono un diritto o no.

    Se SI si deve definire il livello e pagarlo secondo una corretta progressività fiscale.

    Se NO ciascuno paga per se.

  23. Piero from Genova
    | #23

    @paperino

    il Numero è Potenza.. Mussolini..
    il Numero è Privo di Qualità.. Guenon

  24. Piero from Genova
    | #24

    @Marco Tizzi

    Unicredit è solo Locale.. In alto c’è lotta tra le 2 forze.. quella che dici te e quella che dico io.. sino ad ora a FrancoF ce ne han messo uno di Loro che ha fatto 1500 mld di quasi eurobond senza che nessuno lo sappia/dica.. le battaglie future si vedrà..
    about su chi primeggia tra Stato vs Multinaz c’è una grande differenza: il Primo ha bisogno di Consenso (anche Dittatori alla lunga senò cadono).. i Secondi no..

  25. Marco Tizzi
    | #25

    @Piero from Genova
    Il consenso costa molto, molto poco..

  26. paperino
    | #26

    @Gianfranco
    “ti ho detto: c’e’ qualcosa di disonorevole nel curare i malati terminali al posto di investire soldi in opere che possono aspettare”

    Il punto focale del post che stiamo commentando non e’ nell’onore: e’ nel cul de sac. Entrambi i corni del dilemma che esponi sopra, spinti oltre un certo limite, provocano collasso del sistema. Questo vuole dire il post di Pardo. Oggi come oggi, piu’ o meno tutte le ricette proposte per risolvere i problemi, e ognuno ha la sua come dimostrano i commenti ai blog compreso questo, finiscono per aggravare tale super-problema.
    Parabola: i selvaggi di un tempo dell’america del nord, periodicamente, si liberavano di tutti i beni che avevano accumulato distruggendoli, per non diventarne schiavi, prima che l’eccesso di cure da essi richiesto trascinasse a fondo tutta la tribu’. I selvaggi di oggi, molto piu’ selvaggi di quelli di un tempo, invece, si trovano un capro espiatorio, organizzano una guerra mondiale, e senza nemmeno lontanamente capire cosa stanno veramente facendo ottengono lo stesso risultato: l’azzeramento delle pastoie da loro stesi create per poi poter ricominciare daccapo (a vivere).

  27. giuseppe 1
    | #27

    @erasmo67
    La progressività fiscale c’è sempre stata, e non è stata mai messa in discussione, finché è stata ragionevole. Prova ne sia che è stata introdotta già nella Riforma Vanoni (repubblicano, come lo era Giannino).
    Altro discorso è pagare progressivamente anche il ticket. A questo punto si tratta di una doppia imposizione, motivata, più che da elaborazioni di carattere razionale, da necesità economiche che portano a sparare nel mucchio, deleggittimando anche una iniziale ragionevole impostazione.
    Se ho già pagato in modo progressivo per i servizi, non posso poi essere messo nella condizione di rivolgermi al privato perché il ticket richiesto equivale al prezzo della prestazione. In Francia (nonostane le follie di Hollande, che no è detto non portino ad una nuova rivoluzione) è così. Per l’Università tutti pagano una retta molto bassa (sui quattrocento euro l’anno) a prescindere dal reddito. Per quanto riguarda il livello dei servizi, occorre distinguere. Chi lo decide? I dipendenti o gli utenti? I dipendenti sceglieranno sempre di gonfiare l’organico e sopratutto il numero dei dirigenti, spacciandolo per un servizio. Per gli utenti, che oltre a godere del servizio lo pagano, si pone il problema legittimo di una scelta. Il livello del servizio consiste nell’avere un Ospedale a dieci chilomentri o uno migliore a trenta? Consiste (a questo punto la domanda è legittima) nell’avere il medico di famiglia o un buon Pronto Soccorso? Non vorrei banalizzare, ma ad un certo punto la scelta è tra morire di malattia o morire di fame per garantirsi il rischio della malattia. Il livello pubblico deve essre decente, coprire le patologie importanti, ma non superare un certo costo. Preferisco che mi curino, magari in una corsia, o mi rimandino a casa coi tubi attaccati, che non chiedere sempre il top col rischio di ritrovarsi tra qualche anno a non avere neanche il minimo.

  28. giuseppe 1
    | #28

    @erasmo67
    Pardon! Fatta un pò di confusione tra Vanoni e Visentini.

  29. Mario45
    | #29

    @ Giuseppe 1
    Fino alla Grande Guerra i tentativi di introdurre il sistema progressivo d’imposta fu sempre respinto. Più o meno dallo scoppio della guerra la progressività fu accettata in Inghilterra per finanziare appunto tale evento e con l’intesa che sarebbe stata abolita appena passata l’emergenza. Come al solito, passata la festa gabbato lo santo contribuente. Il sistema iniquo si affermò più o meno ovunque in quanto aumentava a dismisura la marmellata in cui i governanti tuffavano le loro avide mani. In realtà non è vero che è stato accettato: piuttosto e’ stato ovunque subito ed è la prima causa dell’ingiustizia fiscale, quella che rende ogni contribuente diverso dal suo simile. Divide te impera.

  30. Gianfranco
    | #30

    @paperino

    Esatto!
    Pero’, nel 2012, dopo 5000 anni di storia e 200000 anni di presenza di uomini sul pianeta, mi aspetto qualcosa di piu’.
    Lo pretendo.

    Perche’, caro paperino, quello che tu tranquillamente scrivi e’ questo: “caro Gianfranco, sai cosa c’e’ di nuovo? niente. l’uomo e’ sempre il solito animale e tutte le idee e filosofie del mondo non sono mai servite a un cazzo per migliorarlo, soprattutto spiritualmente”.
    E’ cosi’? Perche’ se e’ cosi’, dobbiamo solo aspettare il collasso e dare ragione al Prof.Pardo: tanto ne vale pregare….

    :)

  31. Gianfranco
    | #31

    @erasmo67

    ma secondo te: si’ o no?

    per me si’.

  32. ring
    | #32

    penso che il debito italiano sia arrivato ormai a un punto di non ritorno, e che occorra purtroppo un rientro con graduale inflazione e stampa (moderata) di banconote e cioè l’uscita dall’euro

    .
    Purtoppo.

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