La rivolta di Atlante all’europea — di Emmanuel Martin
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Emmanuel Martin.
Depardieu come Galt, eroe libertario di Ayn Rand (ma sussidiato)
In questi giorni la notizia di primo piano dei giornali francesi è stata l’esilio fiscale di Gérard Depardieu a Nechin, in Belgio. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha definito “miserabile” il comportamento della stella cinematografica. Depardieu, che ha notoriamente interpretato Obelix, il grosso amico gallico di Asterix che trasportava menhir – pietre giganti – sulla schiena e che qualche volta le scagliava sui romani, ha risposto e lo ha fatto con un tono che sa di John Galt, il famoso personaggio di Ayn Rand. Gérard è in rivolta.
Depardieu inizia con il dire che ciò che è veramente “miserabile” è definire tale il suo comportamento. Anche se non intende giustificare le molte ragioni della sua scelta, egli chiarisce che se ne va dopo aver pagato l’85 per cento delle tasse sul proprio reddito quest’anno e 145 milioni di euro nella sua intera vita; se ne va perché il primo ministro francese considera che “il successo, la creatività e il talento, in pratica la differenza, vadano puniti”. Ricorda quindi al primo ministro Jean-Marc Ayrault di aver fondato aziende che danno lavoro a 80 persone.
Depardieu dice di esser pronto a riconsegnare il suo passaporto francese e la tessera della previdenza sociale (per il sistema sanitario pubblico) che sostiene di non aver mai usato. Una lettera importante. In primo luogo perché grazie a un grande attore le categorie degli incentivi e delle conseguenze involontarie (ma altamente prevedibili) di certe scelte fiscali entreranno probabilmente nella consapevolezza della classe politica francese, statalista tanto a destra quanto a sinistra. L’imposizione di una imposta sul reddito del 75 per cento sulla parte al di sopra del milione di euro ha certamente conseguenze sugli incentivi alle persone ricche e creative. Hollande e la sua squadra potrebbero dire che è “poco” perché, come notoriamente il presidente francese ha detto una volta, egli non “ama i ricchi”; il fatto è che non si promuove il progresso economico colpendo le menti creative e di successo. Queste sono politiche obsolete e collettiviste basate sull’invidia e sulla persecuzione: sono efficaci solo a creare divisione e a uccidere la gallina dalle uova d’oro e, dunque, a generare un aumento della povertà.
In secondo luogo la lettera è importante perché Depardieu sottolinea il fatto che egli è europeo, “un cittadino del mondo”, e che resta “un uomo libero”. Sta dicendo quindi che grazie alla globalizzazione siamo liberi di scappare dal pugno distruttivo di un certo governo. La concorrenza istituzionale, soprattutto quella fiscale, è una caratteristica essenziale della nostra libertà: è fondamentale che le persone possano scegliere “votare con i piedi”, di andarsene. Naturalmente i politici europei, in particolare quelli francesi, sono troppo ansiosi di sopprimere questa libertà, ancora una volta in nome della giustizia, dell’uniformità, dell’uguaglianza, della solidarietà e così via.
Ora, per essere completamente equi sulla “rivolta di Depardieu”, c’è un piccolo fatto da considerare, cioè che i sussidi statali per l’industria del cinema in Francia hanno probabilmente aiutato in maniera indiretta quest’uomo a diventare famoso e ricco, anche se nel complesso avrà pagato molto di più di quello che ha ricevuto, e alla fine deve molto al talento personale. Depardieu non è dunque un John Galt allo stato puro. Ma il suo è un buon inizio.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Il Foglio del 19 dicembre 2012
20 dicembre 2012 fisco







L’ironia è un lusso che lei non può permettersi, sig.Luciano, gliela conceda a chi possiede gli’idonei strumenti per trattarla.
Una conclusione dalle sue parole però la traggo e cioè che lei risiede in città e quindi uso a vivere in batteria come i polli d’allevamento e pensare che io gli agglomerati urbani li raderei al suolo.
Di tutte le istituzioni da lei elencate non ce ne una che funzioni e ciò indica che non ne è mai venuto in contatto diversamente la sfido a citarmi quale ha sperimentato e ritenuta valida e per quali motivi.
Resto in trepidante attesa di una sua risposta.
@Luciano
Solo il piccolo dettaglio che ogni cinquanta-sessanta anni le Istituzioni anndrebbero demolite e rifondate da capo. I Rivoluzionari ci mettono anche molto meno a trasformarsi in Nuovi Nobili e le Istituzioni a trasformarsi in burocrazie oppressive. Nel Dna di molti uomini c’è la presunzione e l’arroganza (unita ad una buona dose d’ignoranza – magari mascherata da un vocabolario forbito) e fatalmente viene fuori alla distanza.
@ Luciano (anche)
Quello che più mi colpisce e’ la Sua incrollabile convinzione dei benefici distribuiti dallo stato. Crede veramente che, senza quest’entita’ , non si troverebbe qualche privato (più d’uno) pronto ad offrire gli stessi servizi probabilmente a prezzi migliori ?
A parte questa considerazione, visto i fallimenti in serie dei paesi socialisti puri, a partire dall’URSS, che hanno mancato tutti gli obiettivi che si erano prefissati; visto le condizioni in cui versano i paesi occidentali, Usa inclusi, la cui economia è inguaiata dai sempre più massicci interventi non certo liberisti effettuati dagli stati negli ultimi cinquant’anni almeno, mi chiedo come sia ragionevolmente possibile difendere questo tipo di non-sviluppo. La leva che fa progredire il mondo e’ la speranza. Senza speranza di miglioramento si tira avanti e ci si ripiega su se stessi. È stato così prima delle rivoluzioni inglesi del ‘seicento e di quelle americana e francese. Lo sta ridiventando con l’URSE, che tutto pianifica per il nostro bene. Vogliamo veramente accettare questo “bene” ?
@Mario45
perdoni la mia miopia ma non riesco ad individuare i benefici distribuiti dallo stato, eppure l’altro giorno sono andato a rinnovare la patente e l’occulista mi ha assicurato che non ho alcuna patologia in essere.
Forse la licenza di laurea di detto professionista è stata conseguita col CEPU.
Poi se i benefici distribuiti a piene mani sono quelli elargiti dalle nostre forze armate nei vari teatri d’esportazione di democrazia ed aiuti umanitari ne faccio volentieri a meno, con incommensurabile sacrificio personale.
@Giorgio Andretta
ha ragione Giorgio. Servizi, non benefici, distribuiti dallo stato. Ovviamente anche sulla qualità di detti servizi sono d’accordo con Lei.
@Luciano
Proprio no, Luciano: l’ordine imposto è ordine innaturale, è violenza di alcuni su altri. Conta davvero che gli alcuni siano la maggioranza?
Le leggi razziali avevano ampia maggioranza a favore, sicuramente in Germania, probabilmente anche in Italia.
La democrazia è dittatura della maggioranza ed è totalitaria tanto quanto la dittatura dell’uno. Voi volete decidere tutto della mia vita, decidete cosa è giusto e cosa è sbagliato e mi rubate la gran parte dei frutti del mio lavoro per mantenere il vostro potere e darmi in cambio servizi scadenti, inutili e, soprattutto, non richiesti.
Lei prima si chiedeva chi ci darebbe acqua, fogne e strade se non ci fosse lo Stato. Ma sono i cittadini che lavorano per costruire e manutenere acquedotti, fogne e strade, non lo Stato. Lo Stato li ha semplicemente schiavizzati per farglielo fare. Per quale assurdo motivo senza lo Stato non potrebbero farlo ugualmemte e, anzi, meglio, in quanto LIBERI?
Il suo amico Weber definiva lo Stato come “il monopolio della violenza”. Questo è lo Stato: guerre, coercizione e prevaricazione di alcuni su altri. Le sembra una cosa da difendere?
Ma su una cosa ha ragione: noi possiamo (ri)cominciare solo da qualche piccola isoletta. Con un centinaio di regole, definite ed immutabili, senza parlamento, senza elezioni, senza tutte queste buffonate. Gente che lavora e si gode la vita in pace.
In Europa ormai avete vinto voi. Forse anche in tutto il mondo.
Ma non mi sembrano buoni i risultati, sinceramente.
@ Marco Tizzi
Beh Marco, ma se ci mettessimo insieme e comprassimo un’isoletta, magari greca, che dovrebbe oggi venir via con poco ?
@Mario45
Il problema è che se non ci concedono l’extraterritorialità appena vedono che funziona ci fan la guerra.
Ma è da pensarci, io ci penso da un sacco di tempo. Qualcosa di simile al free state project, ma nel mediterraneo.
http://freestateproject.org/
In Equador mi pare stiano costruendo la prima città completamente privata, ma non ho capito come funziona dal punto di vista legislativo.
Comunque è un’ottima idea, alla fine conviene a tutti, anche agli Stati e agli statalisti: si levano dalle palle tutte le “voci contro” in un colpo solo.
In fondo sarebbe l’inizio di quella che penso sia l’unica forma di governo che davvero può funzionare: federazione di comuni con libera circolazione di merci e persone, in modo che la gente possa votare coi piedi.
Dopo le feste sento un mio amico che si occupa di web e magari cominciamo a mettere su un sito. Io il modo di arrivare a qualche grande investitore ce l’ho, anche immobiliare.
@Mario45
che noia ‘sta moderazione… Ripeto:
Il problema è che se non ci concedono l’extraterritorialità appena vedono che funziona ci fan la guerra.
Ma è da pensarci, io ci penso da un sacco di tempo. Qualcosa di simile al free state project, ma nel mediterraneo.
freestateproject.org/
In Equador mi pare stiano costruendo la prima città completamente privata, ma non ho capito come funziona dal punto di vista legislativo.
Comunque è un’ottima idea, alla fine conviene a tutti, anche agli Stati e agli statalisti: si levano dalle palle tutte le “voci contro” in un colpo solo.
In fondo sarebbe l’inizio di quella che penso sia l’unica forma di governo che davvero può funzionare: federazione di comuni con libera circolazione di merci e persone, in modo che la gente possa votare coi piedi.
Dopo le feste sento un mio amico che si occupa di web e magari cominciamo a mettere su un sito. Io il modo di arrivare a qualche grande investitore ce l’ho, anche immobiliare.
@Mario45
OT: se non l’hai ancora fatto, leggiti il discorso di addio al congresso di Ron Paul. Davvero illuminante.
L’ultimo politico degno della mia attenzione si ritira.
Ma se non altro lo fa regalandoci un gioiello.
@Marco Tizzi
peccato che siano in ritardo di qualche secolo, questi avanguardisti, su R.Steiner.
@depaoli.fabrizio@libero.it
La sua ricostruzione è prescrittiva e non descrittiva. Legga ad esempio Mauss e comprenderà che l’agire relazionale non può ridursi al solo scambio di corrispettivi nel mercato. Ma sarebbero bastati anche i soli Polanyi o Weber (e non cito Myrdal in un blog simile) a farle comprendere che lei scambia una teoria politica per una descrizione scientifica.
Saluti,
S.
@Giorgio Andretta
quali avanguardisti, Giorgio? Non sto bene, credo di essermi perso un pezzo…
@Marco Tizzi
ha indicato il progetto del libero stato ed io quello di R.Steiner che ne parlò alla fine del 19 secolo.
L’antropocrazia si rifà ai suggerimenti dell’antroposofia dell’autore indicato.
@Giorgio Andretta
Ok! Mi scusi, mi ero perso il collegamento.
Certo, assolutamente. Steiner è un grande maestro, una mente finissima per il tempo. Anzi, forse oggi ancora più che al tempo perché incredibilmente la situazione è ampliamente peggiorata.
Come sa ho qualche dubbio sulla concezione monetaria del progetto di Bellia, ma Steiner si era occupato anche di moneta?
@ Supernoise, no, la mia ricostruzione è descrittiva: descrive la relazione tra l’individuo e lo stato e descrive caratteristiche dell’individuo sano.
In questo caso Mauss c’entra ben poco perché gli scambi individuo/stato non sono volontari né liberi, oltretutto mi sembrano quantitativamente asimmetrici.
Un’individuo sano non si sentirà mai debitore verso qualcuno o qualcosa che gli cedono un bene o un servizio non richiesto, specialmente se in un rapporto individuo/stato.
Il “trucchetto” psicologico di cui parla è alla base dell’economia basata sull’offerta ed è anche usato per giustificare e. vestire da sposa la dittatura socialista.
Per fortuna la gente si evolve, impara a distinguere e dividere la sfera sociale da quella personale.
Io invece ho l’impressione che lei scambi individui sani con pecoroni succubi, o forse per lei sono la stessa cosa.
Un saluto .
@depaoli.fabrizio@libero.it
Non si accorge che il suo sforzo di “descrivere” il comportamento dell’
“individuo sano” contiene un giudizio di valore, quello relativo a ciò che lei ritiene “sano”. Complimenti per la capacità di pensiero.
@supernoise , mi sembra normale che stia dando un giudizio di valore. Gli uomini giudicano altri uomini in base a pensieri ed azioni.
Lei sta forse giudicando il fatto che io non abbia il diritto di giudicare?
Oppure secondo lei, dovrei essere allineato al pensiero mainstream radical-chic ed ipocritally correct?
Comunque sia, perché non mi risponde nella sostanza?
Lo faccia. Altrimenti potrei persuadermi che lei sia a corto di argomenti.
Un saluto .
@Marco Tizzi
il bruco striscia e dopo aver vissuto lo stato di pupa/crisalide muta in farfalla.
Come può il primo ragionare e comportarsi come la seconda?
Se uno non conosce approfonditamente il pensiero di un chiaroveggente come il Dottore come può posizionarsi di fronte alle sue valutazioni e proposte?
R. Steiner ha condotto più di 6000 conferenze vale a dire 20 anni di vita, ma nel mondo e la rete non si sottrae a ciò, tutti si permettono di rilasciare giudizi sul Nostro, avendone si e no letto la biografia in Wikipedia o qualche titolo di qualche opera da altri scritta.
Steiner, come Cristo, Socrate e tanti altri Grandi nella storia, non hanno mai usato penna e calamaio, a suo sindacabile avviso, perchè?
Secondo lei che Rodolfo non abbia mai affrontato l’argomento moneta?
E qualora l’avesse fatto che fosse molto lontano dal modo in cui l’ha trattato Bellia?
Diuturnamente mi vado convincendo che per accostarsi a Steiner bisogna essere forniti di due palle come due mongolfiere, la generalità delle mezze calzette che ci attornia, compreso il nostro ospite diverso solo nell’affettazione, deve girare scrupolosamente alla larga da cotanta stella, pena l’ardere delle ali.
Confido in una sua matura risposta.
@ Marco Tizzi, ti ringrazio per la segnalazione. Ovviamente le considerazioni più interessanti sono nella parte non tradotta, che il traduttore invece sostiene essere quella degna di nota. La disinformazione non ha limiti. La statura dell’uomo Paul e’ fuori discussione, con buona pace dei detrattori.
@Giorgio Andretta
Mi prometto di studiare meglio e presentarmi più preparato
@Mario45
Sul sito del Movimento Libertario credo ci sia la traduzione completa, cmq c’è su youtube il video integrale.
Mancherà in questo mondo di monopensiero.
L’utopia è una brutta bestia, può arrivare ad offuscare le menti più fini. E’ da sempre, fin dall’età della pietra che l’uomo riunitosi in comunità cerca di porsi ad sopra di essa. Il fumo negli occhi è l’ordine costituito, necessario per la governabilità, qui sono d’accordo con voi, spesso però, a rendere ingiusta una società sono gli interessi particolari di minoranze a sopraffare l’uomo più in alto nella scala gerarchica, magari, pure animato dalle migliore intenzioni. Scalzare un Regime, poi un altro, ed un altro ancora e così via. Ci si ritrova che la sommatoria di tali infiniti eventi, tutti uguali e tutti differenti, ha creato la Storia. Non farebbe differenza nemmeno la vostra propugnata isoletta, la quale, se dovesse salvarsi da voi, padri fondatori, avrebbe sorte meschina dai vostri figli. Non ci sarà mai niente da fare, è insito nel Dna umano, anzi nell’intero regno animale, l’affermarsi sui propri simili. L’uccidere per non morire. Credetemi anche l’eliminazione della moneta non è risolutiva. Quando tra gli uomini usava il baratto era anche peggio. L’Italia, caro Marco, è il Paese in cui vige una dittatura delle minoranze sulla maggioranza. Basta vedere con che letamaio, che qualcuno definisce legge elettorale, andiamo a votare. A proposito Buon Anno e buona Tars.@Marco Tizzi
@Barani Umberto
Umbè, ma manco il sogno dell’isoletta ci vuoi lasciare?
Sono troppo individualista per pensare alle prossime generazioni: cerco di non fare del male a nessuno e di non lasciare un mondo peggiore di quel che ho trovato, sto anche attento all’ambiente per quel poco che conto, ma finisce lì. Se dopo di me verrà il diluvio, che te devo dì, io non ci sarò più.
Il mondo ne ha provati tanti di sistemi di gestione della vita sociale, ma la libertà l’ha provata davvero poco. Ed è davvero difficile dire che quando l’ha provata non abbia funzionato. Anche in termini monetari. Io sono favorevole alla completa libertà monetaria: ci saranno comunità che useranno l’oro, altre l’argento, altre moneta inventata e alcuni anche niente. C’è una bella differenza tra il baratto che si fa oggi, per esempio con l’open source, e quello che si faceva nella preistoria.
In Italia ci sono 16 milioni di persone che producono ricchezza e 44 milioni che la usano. Difficile dire che sia un sistema dove comanda una qualche minoranza. O meglio: è sempre lo Stato a comandare e lo Stato non sono mai i cittadini – che invece sono solo sudditi – ma lo Stato oggi è talmente furbo da portarsi dalla sua parte la maggioranza dei cittadini. La grande farsa della democrazia è questa e ti assicuro che non è così solo in Italia: pensa solo alla Germania dove chiunque voteranno alle prossime elezioni la cancelliera si chiamerà Angela Merkel.
@Barani Umberto
in linea di massima mi trova d’accordo sulle sue riflessioni, ma su una dissento perchè attualmente abbiamo a disposizione mezzi inimmaginabili all’epoca del baratto, ma si tratta solo di una convenzione definita moneta.
Siamo usciti dalle caverne ed abbiamo munito di manopola anatomica la clava.
Come sostiene il sig. Tizzi noi siamo responsabili esclusivamente delle nostre scelte e loro conseguenze, se ne producono nelle generazioni future, del passato e del prossimo non ne portiamo colpe.
@Marco Tizzi
siamo alle solite!!!
Ma 16 mil. non sono minoranza rispetto ai 44 mil.?
Ancora minoranza solo coloro che gestiscono lo stato. Il Silvio che ha avuto a disposizione 100 parlamentari in più(mai successo nella storia della repubblica) era in schiacciante inferiorità.
Fatto 100 il corpo elettorale il 65% si è recato a votare, nelle ultime elezioni politiche, il 10% furono le schede bianche e nulle, quindi, in sostanza, la casa delle libertà ha governato l’Italia con la maggioranza del restante 55% e cioè con il 30%. Se si cimenta in una semplice operazione aritmetica facilmente arriverà a concludere che il 70% della massa elettorale è stata governata dal restante 30% che nelle occasioni ufficiali ha sempre dichiarato ed enunciato di parlare ed agire in nome e per conto del popolo italiano. Si, come adesso lo farà Crosetta per quello siciliano.
Buona fine d’anno.
Bello spot pubblicitario quello di Putin che offre la cittadinanza a Depardieu.
La Russia è un Paese felice per tasse, debito pubblico (8,3% del PIL nel 2011!) e lusso per i neo-oligarchi. Infelice per tutto il resto.
La Russia ha bisogno di tecnologia up to date e soprattutto di imprenditori perché ha un potenziale di crescita immenso. A fronte di un potenziale di crescita smisurato che Putin vorrebbe sviluppare, la Federazione Russa presenta gravissimi ed irrisolti problemi. Il Global Competitiveness Report 2012 – 2013 la pone al 67° posto (addirittura meno dell’Italia) e cita nella hit parade degli ostacoli allo sviluppo del business la corruzione, la burocrazia inefficiente e l’accesso al credito. Poi, detto francamente, che te ne fai dell’economia dai potenziali enormi senza libertà di parola e d’azione?
Lancio un appello a Obelix: fa lo svizzero, il canadese, il belga, l’olandese, l’australiano, ma non la comparsa nello spot di Putin!
@ Jack Monnezza
Vedo che il sistema produttivo si sta velocemente deteriorando. Alla moria delle piccole aziende che non riescono a finanziarsi, si aggiunge ora una quantità in aumento di medie aziende sempre più in difficoltà: assottigliamento del portafoglio ordini, difficoltà di incasso crediti, riduzione dei fidi, drenaggio fiscale, che inibisce la possibilità di rinnovo impianti. La politica del governo monti ha provocato il crollo, del mercato immobiliare e, di conseguenza, il crollo delle garanzie che da sempre le banche hanno considerato idonee per la concessione di fidi. Dal settore del legno a quello della gomma la gran parte delle aziende sono entrate in difficoltà l’anno scorso ed è molto probabile che quest’anno ne vedremo l’epilogo. Potrei citare l’esempio di aziende sempre attive di medie dimensioni che dopo mezzo secolo di attività liquidano tutto: nota, chiudono, non vendono, né cercano di vendere. Vogliamo parlare dei medio piccoli che esodano verso Carinzia o Svizzera, paesi questi non certo sottosviluppati ? Il mercato Fiat e’ sceso del 20%; temo che il prossimo passo sia ritirarsi a Detroit, mantenendo in Europa lo stabilimento serbo e quello polacco: non sono un fan Fiat, ma la dipartita sarà un colpo mortale per l’indotto manifatturiero. I lombardi e i veneti lavorano di notte, se necessario, ma non basterà. Con fatturati che scendono, anche nel 2013, e costi che aumentano (spesa pubblica, tariffe ecc.) puoi solo morire o scappare.
Circa la Francia, sul blog Johnny Cloaca’s Freedonia – articolo del 28-12 – puoi trovare tre grafici dai quali risulta abbastanza evidente che non sta meglio di noi. Se aggiungi poi le sue banche, autentici buchi senza fondo, Dexia in testa, facciamo tombola.
A risentirti
@ Jack Monnezza
Vedo che il sistema produttivo si sta velocemente deteriorando. Alla moria delle piccole aziende che non riescono a finanziarsi, si aggiunge ora una quantità in aumento di medie aziende sempre più in difficoltà: assottigliamento del portafoglio ordini, difficoltà di incasso crediti, riduzione dei fidi, drenaggio fiscale, che inibisce la possibilità di rinnovo impianti. La politica del governo monti ha provocato il crollo, del mercato immobiliare e, di conseguenza, il crollo delle garanzie che da sempre le banche hanno considerato idonee per la concessione di fidi. Dal settore del legno a quello della gomma la gran parte delle aziende sono entrate in difficoltà l’anno scorso ed è molto probabile che quest’anno ne vedremo l’epilogo. Potrei citare l’esempio di aziende sempre attive di medie dimensioni che dopo mezzo secolo di attività liquidano tutto: nota, chiudono, non vendono, né cercano di vendere. Vogliamo parlare dei medio piccoli che esodano verso Carinzia o Svizzera, paesi questi non certo sottosviluppati ? Il mercato Fiat e’ sceso del 20%; temo che il prossimo passo sia ritirarsi a Detroit, mantenendo in Europa lo stabilimento serbo e quello polacco: non sono un fan Fiat, ma la dipartita sarà un colpo mortale per l’indotto manifatturiero. I lombardi e i veneti lavorano di notte, se necessario, ma non basterà. Con fatturati che scendono, anche nel 2013, e costi che aumentano (spesa pubblica, tariffe ecc.) puoi solo morire o scappare.
Circa la Francia, sul blog Johnny Cloaca’s – articolo del 28-12 – puoi trovare tre grafici dai quali risulta abbastanza evidente che non sta meglio di noi. Se aggiungi poi le sue banche, autentici buchi senza fondo, Dexia in testa, facciamo tombola.
A risentirti