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Nasce “Fermare il declino”: l’interpretazione autentica

Stamane su sei giornali – il Fatto, ilFoglio, il Sole 240re, Messaggero, Mattino, Gazzettino – è uscita una pagina a pagamento con il manifesto di cui sono promotore insieme ad altri 240 cittadini italiani, accademici, manager, professionisti, imprenditori, esponenti della società civile e di associazioni culturali ed economiche. Il manifesto rinvia al sito www.fermareildeclino.it, dell’associazione ALI – Alleanza Impresa Lavoro, sul sito trovate dieci punti programmatici, modalità di adesione e sostegno anche finanziario. Ovviamente la stampa presenta l’iniziativa alla sua prima uscita dandone le interpretazioni più varie: “la lista di Giannino”, “gli amici della Marcegaglia”, “i turboliberisti”, “manifesto ultraliberal col giallo Marcegaglia”. Ecco a voi allora una piccola guida con l’interpretazione autentica, da parte di chi è stato in prima fila nell’idearla, promuoverla e nella fatica volontaria che tocc fare per animarla e d’ora in poi, speriamo, farla crescere. Vorrei che mi credeste quando dico che: NOn cambio mestiere, NOn penso a una cosa mia e tagliata -figuriamoci! – su di me. La situazione italina è troppo seria, per mettersi a giocare ai piccoli Napoleone. Ergo, qualche istruttivo chiarimento, che non è solo mio personale, ma condiviso parola per parola dalla pattuglia dei promotori.COME NASCE L’INIZIATIVA

Dalla preoccupazione che in Italia e all’estero si guardi al dopo Monti come a un punto interrogativo enorme, di instabilità politica ed economica, con conseguente rischio di default nella permanenza dell’eurocrisi e nell’incapacita’ di questa classe politica di portare l’Italia su un sentiero nuovo di crescita e prosperita’.

Dalla convinzione che esista una ricetta di politica economica diversa e alternativa da quella perseguita invano negli ultimi trent’anni, la quale ha condotto ad alzare il debito, insieme a spesa pubblica e ad imposte, senza dare nulla in cambio ai cittadini. Senza dare, cioe’, migliori servizi pubblici, migliore assicurazione sociale e, soprattutto, senza creare mobilita’ economica, offrire un futuro per i giovani, una crescita sostenuta e diffusa di produttivita’ e reddito.

Il debito va quindi abbattuto cedendo patrimonio pubblico, in modo credibile agli occhi dei mercati e sistematico nel tempo, per mano di persone competenti che operino per il bene comune e non di quello dei soliti noti. Solo così i tagli alla spesa corrente, ingenti e da individuare in modo non lineare ma discriminante, potranno e dovranno essere restituiti in meno imposte su lavoro e impresa, per tornare a crescere.

Dalla certezza che solo mettendo merito e concorrenza, lavoro e professionalità al centro dell’agenda nazionale, risolvendo i conflitti d’interesse con una legge inequivocabile ed organica, restituendo a scuola e università il ruolo di ascensore sociale che hanno perso, sostenendo il reddito di chi ha perso il lavoro, facilitando la creazione di nuove imprese, sia possibile con anni d’impegno riscalare le posizioni che l’Italia ha perso.

Dalla constatazione che la classe politica emersa dalla crisi 92-94 ha, con scarse eccezioni individuali, fallito il propio compito. Siamo di fronte agli stessi, identici problemi di allora, solo tutti peggiorati: scarsa crescita è diventata crescita nulla, debito alto è diventato ancor pi ù alto, alte tasse e spesa son cresciute ancor piu’, corruzione ed immoralita’ della vita pubblica sono aumentate, giustizia è ancor piu’ inefficiente e meno giusta di allora, eccetera.

 

Per questo è maturata l’idea di lanciare un appello e verificare quante migliaia di italiani condividano questi giudizi e i dieci punti programmatici che abbiamo presentato in modo ultra sintetico ma che articoleremo ulteriormente nelle settimane a venire.

L’offerta politica attuale non ci sembra per nulla adeguata a compiere le scelte che auspichiamo e che sono necessarie; il dopo Monti si presenta come un ritorno alla guerra per bande ideologiche che vogliono appropriarsi dello stato per usarlo non per metterlo al servizio dei cittadini. E gli italiani alle amministrative hanno espresso con chiarezza la loro ripulsa del vecchio centrodestra, mentre a sinistra hanno scelto sindaci nati dalla sconfitta alle primarie dei candidati appoggiati dal PD. Gli italiani che lavorano e producono stanno dicendo chiaro e forte che non credono piu’ nella dicotomia destra-sinistra e che non hanno alcuna fiducia nei partiti della seconda repubblica e nei loro rappresentanti. Soprattutto che si sono stancati della loro vuota retorica a cui non corrispondono i fatti.

Occorre un’aggregazione politica completamente diversa che sia espressione di forze sociali produttive e pragmatiche e che esca dalla riproposizione dello schema tribale destra-sinistra che ha caratterizzato l’infausta storia della Seconda Repubblica.

Non fondatA su un leader, ma su scelte concrete, condivise e sostenute dal basso. Una squadra o, meglio una collezione di squadre, di saperi e specialismi, di gente che ha alle spalle anni di lavoro nel privato, nei mercati italiani e mondiali, nelle aziende, nelle scuole, nelle organizzazioni internazionali. Gente prestata davvero alla politica per cambiarla, non funzionari di partito o miliardari alla ricerca di autoprotezione.

Un’aggregazione politica che parli sia agli italiani che diventano sempre più, a migliaia, ex produttori, tra imprese che chiudono e disoccupati, sia ai milioni di italiani, giovani, donne e meridionali, che col declino in corso produttori non lo diventeranno mai.

Il declino non si ferma con uomini della provvidenza o salvatori della patria. E nemmeno riproponendo a oltranza la logica di tecnici svincolati dal consenso politico. Vogliamo un partito non di tecnici ma di esperti e competenti professionisti, dall’artigiano, all’imprenditore, dallo scienziato al medico, dal giornalista all’avvocato all’agricoltore. E vogliamo che le loro proposte siano vagliate dall’elettorato, approvate e votate esplicitamente. Per essere poi legittimamente attuate e messe in pratica, non abbandonate e scordate come tutti i programmi elettorali.

A molti italiani è chiaro che Monti non ha i difetti, le incompetenze e le responsabilità su cui si è consumata negativamente la parabola del berlusconismo. Ed è anche chiaro che, al contrario dell’arcipelago della sinistra ufficiale che chiede tutto ed il contrario di tutto, saprebbe forse cosa fare. Ma non lo fa o lo fa molto, molto parzialmente e troppo, troppo lentamente.

Ma è altrettanto vero che tecnici senza un patto esplicito con l’elettorato perdono rapidamente forza operativa, e finiscono limitati e prigionieri delle resistenze a riforme e cambiamento, da parte della macchina pubblica come degli interessi corporativi. Fermare il declino significa rilegittimare la politica dal basso, rompere a Nord come al Sud le logiche ventennali che non hanno prodotto né vero federalismo, né posto fine all’assistenzialismo clientelare.

Chi sono i promotori

Negli ultimi mesi queste riflessioni sono state condivise da un gruppo di accademici, professionisti, imprenditori, manager ed esponenti dell’associazionismo e della società civile.

Nelle ultime settimane, nella crisi aggravata dell’euroarea e di fronte ai tentativi dei vecchi partiti e leader di riappropriarsi della scena, un gruppo ristretto ha deciso di serrare le fila.

Tra essi gli animatori del sito noiseFromAmerika, gli economisti Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Alberto Bisin; Alessandro De Nicola dell’Adam Smith Society; Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni, Oscar Giannino di Chicago-Blog; Luigi Zingales della University of Chicago.

Il confronto è stato immediatamente esteso alla prima fila di Italia Futura, impegnata da tempo su un analogo obiettivo. Di qui la decisione di Carlo Calenda, Andrea Romano, Federico Vecchioni, Irene Tinagli, Nicola Rossi di divenire copromotori del manifesto.

Emma Marcegaglia, fra i molti altri imprenditori ed esponenti del mondo del lavoro con cui si è discusso di questi temi, ha seguito e condiviso sin dall’inizio documenti e intenti, e continuerà a a contribuire al medesimo discutendo, criticando ed intervenendo. Ma nella sua qualità di past president di Confindustria non è firmataria del manifesto, per evitare equivoci ed artificiali polemiche. Continuerà ad accompagnarlo dal’esterno.

 

CHE cosa non è “Fermare il declino”

Non è e non intende essere la riproposizione elitista di angusti circoli liberal-liberisti.

Non è e non intende essere neocollateralismo ad associazioni d’impresa e a interessi costituiti.

Non è e non intende essere il partito di un leader carismatico, né industriale, né di alcun tipo.

Non è e non intende essere scialuppa di salvataggio per politici alla ricerca di riciclaggio.

Non è e non intende essere un nuovo pezzo di destra o di centro. O di sinistra, se è per quello.

Non è ancora un partito, n è intende esserlo da solo. Vorrebbe che un partito o almeno un’aggregazione politica si creasse con le caratteristiche dette sopra e con il programma illustrato. Per questo operera’, ma un partito, con un leader e tutto il resto, non è.

Siamo convinti che l’Italia sia matura per aggregazioni popolari su scelte chiare che gettino dietro le spalle le due coalizioni eterogenee che hanno finito per fare, alla prova dei fatti negli anni, praticamente le stesse scelte di politica economica, hanno solo aggravato inefficienze della macchina pubblica, e negazione del merito.

 

Che cosa nasce dopo il manifesto

L’associazione Alleanza Impresa Lavoro e il suo sito www.fermareildeclino.it sono un incubatore.

Servono a misurare la risposta degli italiani e a facilitare condivisione ed elaborazione dal basso delle proposte programmatiche.

I criteri dell’autofinanziamento sono ispirati alla massima trasparenza, no ai partiti-azienda emanazione di un tycoon

L’obiettivo è un’aggregazione politica sul programma, la più ampia possibile perché il fine non è di testimonianza minoritaria ma di contribuire decisivamente al governo del Paese per rilanciarne la crescita. E per far tornare gli italiani a sperare in un futuro che non veda i migliori costretti ad andarsene, le imprese a varcare il confine, i capitali a volgersi altrove.

Senza un nuovo patto con gli italiani, non si vince la resistenza dei mille campanili e delle mille lobbies. Tra i produttori che diventano ex, e coloro che non lo diventeranno mai, lo Stato cattivo regolatore ha finito per radicare anche pessimi comportamenti civili, dall’evasione fiscale ai finti invalidi, dalla bassa produttività a gare e prezzi per gli amici degli amici. E’ questo ostacolo che occorre spezzare, e non lo si fa senza vincolarsi con gli italiani a un preciso patto perché le vittime della bassa crescita e della discrezionalità pubblica si vedano concretamente retrocessi i frutti dei duri interventi necessari a mutare le troppe rendite di posizione.

E’ l’Italia che sta peggio, non dei ricchi patrimoni, quella alla quale ci rivolgiamo per una nuova forza politica. Vogliamo dialogare con i giovani che vedono il futuro ingrigirsi, con le donne escluse dal mercato del lavoro, con i lavoratori dipendenti tartassati dalle imposte e con salari bloccati, con gli imprenditori che, pur capaci, son costretti a chiudere perche’ imposte ed un paese che non funziona li forzano a farlo, con i dipendenti pubblici meritevoli ma non valorizzati …

I tempi per il partito? Se avremo sostegni e seguito, il prossimo autunno.

 

Con chi vi alleerete

Il manifesto, il programma, l’associazione e quel che ne scaturirà dopo avranno una sola regola:nessuna convergenza se non sull’esplicita e ferma condivisione del programma

Gli italiani ne hanno le tasche piene di chi incolpa a destra e sinistra i propri alleati per non fare ciò che si è per vent’anni promesso di fare

 

Chi è il leader?

Non si parte dal leader, nessun leader preconfezionato o di plastica. Lavoro di gruppo, coordinamento, rete, sapere e conoscenza diffusa.

Se e quando verrà il momento, chiunque abbia aderito sulla base di un’esplicita adesione al programma e soddisfi precisi criteri sia di morale personale che di trasparenza che di assenza d’ogni conflitto d’interessi, non potrà evitare di essere sottoposto a primarie. E chi vince le primarie diventa il leader.

 

 

Di Monti che pensate?

Che al voto ci sarà bisogno di una rilegittimazione della politica. Per questo lanciamo la nostra iniziativa. Un’Italia che si rassegnasse a governi privi di legittimazione popolare resterebbe un’Italia debole, e questo prescinde dai giudizi sulla persona di Monti. La verità di questa osservazione è già da mesi sotto gli occhi degli italiani e del mondo.

Più amici della sinistra o della destra?

Di nessuna delle due attuali, e non per fare i terzisti centristi. Vogliamo essere al di sopra o avanti, non costretti nelle scatolette ideologiche che nemmeno comprendiamo. Parliamo a tutti, sia a destra che a sinistra. Ma sui contenuti concreti e sulla moralita’ personale non transigiamo.

Tentiamo di nascere per essere alternativi a entrambe.

Ma la legge elettorale?

Non la scriveremo noi, ma non possiamo aspettare che si capisca quando e come si voterà per decidere. Perché l’offerta politica va cambiata da subito.

 

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28 luglio 2012 Senza categoria


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  1. Lorenzo62
    | #1

    @Alberto P.

    Mi aggiungo alla lista: non ho accounts “social” e uso (il più possibile) software libero (ma forse questo è un altro discorso)

    Però la mia preoccupazione maggiore non è tanto per il “grande fratello” orwelliano, minaccia di un possibile regime, quanto per il clima terroristico instaurato da questo “regime” burocratico-fiscale, già di fatto insediato ed operante, che pignora la casa ai pensionati per una bolletta inevasa e poi concede tutti i favori possibili a chi aveva truffato l’erario per milioni. Io non voglio vivere in un paese che mi faccia sentire costantemente esposto al pericolo di vedermi recapitare una “cartella pazza” e in pochi giorni non poter più nemmeno usare l’automobile, un paese che mi ipoteca la casa senza neanche dirmelo. Mi sono sentito più rispettato, da straniero, all’estero. Io voglio vivere in un Paese che mi faccia sentire al sicuro, che mi faccia essere orgoglioso, invece di farmi vergognare.

    Saluti.

  2. Mario45
    | #2

    @Tizzi
    Caro Marco, a più riprese ho avuto anch’io la stessa tua sensazione. Ho purtroppo trent’anni più di te e tra le mie conoscenze, pure numerose dato il lavoro che faccio, noto il manifestarsi di un desiderio di privacy che mi pareva fino a ieri morto e sepolto. Orwell fu sicuramente un genio, ma a volte ci troviamo ad affrontare sviluppi imprevedibili e sorprendenti anche per i geni.

  3. Mario45
    | #3

    P.S. Ovviamente, seppur con qualche perplessità, approfitto per aderire al movimento del Nostro & Co.

  4. Marco Tizzi
    | #4

    @Mario45, Alberto, Lorenzo, Piero
    Notizia di qualche giorno fa, la polizia di San Francisco utilizza un sw per prevedere i crimini.
    Qualcuno ricorda Terminator o Minority Report?

    Si parla di atleti geneticamente modificati: qualcuno ricorda Gattaca?

    La londra di V per Vendetta, fumetto più che film, esiste già: tutto ormai è videosorvegliato.

    Sono paranoico? Forse…

    Piero, tu più di chiunque altro io conosca, sa bene cosa significa “profilazione” al giorno d’oggi.
    Non ti fa un po’ paura un’umanità profilata?

    Lorenzo, il sw libero c’entra sì: Skype era l’ultimo baluardo della riservatezza. Adesso che MS (e io lavoro su prodotti MS, quindi semmai sono di parte nell’altro verso) si comincia a parlare di “supernodi” su server proprietari. MS nega che si possa in qualche modo intercettare, ma che garanzia abbiamo?
    Nel momento in cui mi si dice che si fa per “migliorare il servizio”, chiunque ne capisca anche solo un po’ qualche sospetto dovrebbe averlo…

  5. Giorgio Gragnaniello
    | #5

    Pur nel perimetro del doveroso rispetto delle altrui affermazioni , qui non mi meraviglia tanto che Friedmaniani comincino a pescare nelle idee degli Indignados , quanto piuttosto che il penultimo presidente di Confindustria si adatti a fare altrettanto in quelle (vecchie ma di certo migliori delle sue 2010-’11) del suo predecessore.

  6. adriano q
    | #6

    Il mondo,diceva il pistolero,si divide in due categorie:chi ha la pistola e chi scava.Oggi un anziano è stato derubato della bici e ridotto in fin di vita.Non c’erano le telecamere di Goebbels per cui Maigret non concluderà nulla.La poesia è bella quando si è convinti di sopravvivere ma se la sicurezza è limitata ad una piccola cifra statistica la perdita di libertà diventa un eufemismo.”A chi la tocca,la tocca.” diceva un personaggio del Manzoni.Ed ogni giorno che esco di casa è una nuova lotteria e le mani che estraggono i numeri non hanno l’innocenza dei bambini.

  7. Marco Tizzi
    | #7

    @adriano q
    Esiste un limite o si può fare tutto in nome della “sicurezza”?
    La domanda è questa.
    Non si parla di “o Skynet o la jungla”.

    Anche perché i controllori non sono certo Maigret.

    Un altro capolavoro di Alan Moore diceva “Who watches the watchmen?” (che già per i latini era “Quis custodiet ipsos custodes”).

  8. Lorenzo62
    | #8

    @Marco Tizzi

    Bravo, Marco: giuste riflessioni. Tutto si fa “per migliorare”… poi, non si sa chi controlli il controllore. Come recita la voce narrante a conclusione di “Platoon” (forse facendo a sua volta una citazione), “il vero nemico è dentro di noi”. Saluti.

  9. Marco Tizzi
    | #9

    @Lorenzo62
    Un esempio molto pratico: diciamo che “mi accompagno” con una signora, che magari manco so che è sposata, e questa invece è sposata con un alto funzionario delle “forze dell’ordine” molto geloso.
    In un mondo video-tele controllato, quanto ci mette la forza dell’ordine a creare un bel filmato dove io picchio il vecchietto di cui sopra?

    Oggi basta un video amatore e un portatile.

    Fantascienza?
    Una sera una ragazza viene a casa mia. Il giorno dopo un suo spasimante carabiniere la incontra in un bar e le chiede se eravamo solo amici o se eravamo fidanzati. Nessuno ci aveva mai visto in pubblico.
    E’ successo quasi 10 anni fa.

  10. Lorenzo62
    | #10

    @Mario45

    Benvenuto tra noi “sediziosi”!

  11. adriano q
    | #11

    @Marco Tizzi L’unico limite ,a mio avviso, è quello della volontà popolare.Sono stanco del popolo bambino e dei soloni che si ergono a tutori.A me piace il principio di responsabilità con le relative conseguenze.Se le scelte si rivelano sbagliate i cittadini che le hanno fatte le modificheranno,se e quando se ne renderanno conto.

  12. Claudio Di Croce
    | #12

    Ho letto su Internet :
    -costi della politica italiana :24,7 miliardi di ( 2% del pil, 12% del gettito IRPEF)
    -organi dello stato centrale: costano 3,2 mld di € anno
    Regioni, province, Comuni, costano 3,3 md € /anno
    solo per mantenere la Camera dei Deputati ogni anno un italiano spende 27,15€ , mentre un francese spende 8,11 € , un inglese 4,18€ ,uno spagnolo 2,14-
    Dedico queste cifre – ne ho lette altre e credo che i frequentatori di questo blog ne abbiano di più complete – a coloro che continuano a volere sempre più tasse, imposte e spesa pubblica .

  13. Alberto P.
    | #13

    Eccellente Sig. Claudio di Croce!!

    Sempre d’accordo con Lei!!

    Alberto P.

    P.s.
    Invito a leggere l’ultima esternazione degli STATALISTI… “L’Italia è troppo liberista!”
    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=11755

  14. Marco Tizzi
    | #14

    @adriano q
    In una democrazia diretta sarei d’accordo, anche se cmq si tratterebbe di dittatura della maggioranza, ma in una democrazia rappresentativa questa cosa non funziona.
    Non c’è mai controllo sui controllori e finisce che fanno quel che vogliono.

  15. Roberto Zoccolan
    | #15

    @Oscar Giannino
    Gentile Dott. Giannino,
    ho letto la sua replica. Effettivamente, visto l’abisso nel quale stiamo cadendo, cose come i diritti civili e altro potrebbero diventare costosi optional, ma la tematica ambientale potrebbe essere essa stessa una componente del rilancio economico del paese piuttosto che un optional. Mi permetto poi una piccola precisazione al fatto che scrivete sul manifesto che “Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi.”. Forse è così perché quel soggetto politico non esiste più, ma non crede che questo documento (pur incorporando molti optional!) non abbia diversi punti in comune con il vostro manifesto?
    http://old.radicali.it/view.php?id=62544
    Certo è che per la componente radicale, in campo di politica economica, del welfare e della riforma della giustizia ci siano molte affinità. E non dimentichiamoci che lotte contro l’aumento della spesa pubblica, il finanziamento pubblico dei partiti e per l’innalzamento dell’età pensionabile e la riforma della giustizia sono state fatte in tempi non sospetti ma forse troppo remoti per la scarsa memoria storica degli italiani. Non crede che forse un dialogo con i radicali sarebbe auspicabile?

  16. Salvo
    | #16

    Caro Oscar, sono un suo accanito sostenitore e fan. E’ sempre stato oltre che ineterssante, un importante canale di apprendimento il poter ascoltare la sua trasmissione su radio 24 (quando in quell’orario mi trovavo in auto). Ho sempre pensato che la sua notevole competenza sarebbe stata importante se messa a servizio di una politica sempre più spregiudicata ed incompetente.
    Io sono siciliano.
    Ma spesso il contesto nel quale vivo non mi fa essere orgoglioso di esserlo. Sentirla a volte parlare del malaffare della mia terra, della malasanità, dei vari squallidi giochini di potere fatti da uomini che sguazzano nella nostra triste e povera realtà, non le nascondo che mi fa male ma al tempo stesso mi fa sempre e puntualmente pensare che fino a quando le persone oneste resteranno nella penombra, per pigrizia, per paura o forse per semplice indifferenza, mai nulla cambierà. A maggior ragione in una terra martoriata come la mia. Sapere che ha deciso di muoversi veramente, di fare politica attiva anche Lei, mi riempie di entusiasmo. Non so perchè. Forse perchè la ritengo una persona corretta. E se una persona corretta crea un movimento, forse gli aderenti saranno persone corrette, e se è possibile avere un movimento che si muove secondo veri ideali, codivisibili o meno, ma comunque ideali, forse qualcosa può cambiare. E allora, vengo al punto, vorrei fare qualcosa anch’io per il movimento. Anzi per la mia Sicilia. Mi dica Lei cosa.

  17. | #17

    Vorrei aderire a questa stupenda e sperata iniziativa.Siamo finiti in un tunnel buio e profondo, l’unico spiraglio di luce di questa situazione è la possibilità di una forza come “fermare il declino”. Mi auguro che tanti italiani aderiscano a questa opportunutà. Sono disposto a sostenervi moralmente e materialmente, per quello che posso. Andate avanti vi prego, non ci abbandonate. Siete l’unica speranza degli italiani. Franco Mosca

  18. Alberto P.
    | #18

    Vorrei capire come mai sia stato scelto fra i giornali su cui pubblicare, il Fatto Quotidiano!

    Un quotidiano pieno di esponenti livorosi con tanto di bava alla bocca, lontani anni luce dalla cultura liberale/liberista, garantista di questo manifesto e delle persone che ci sono dentro!

    Forse perché ci scrive il Prof. Boldrin?

    Quindi se è stato giusto per il lancio dell’iniziativa lo posso anche accettare…il Prof. Boldrin continui pure a scriverci…ma auspico non diventi il punto di riferimento dell’associazione e degli aderenti, io non mi ritrovo in nulla di quello che scrive quel giornale e i suoi lettori! Quindi credo proprio che MI DISINSCRIVEREI dall’associazione ALI!!!

    Restiamo su giornali non apertamente schierati e “neutrali” (anche se so che non ci sono editori puri…ma avete capito!). Grazie!

    Alberto P.

  19. Marco Plebani
    | #19

    Buone Vacanze dott. Giannino, sotto l’ombrellone o in una bella pineta di montagna non si dimentichi di leggere un po’ dei post a Lei indirizzati.

  20. Marco Plebani
    | #20

    @Marco Tizzi

    @adriano q
    Come avvicinarci ad un modello di democrazia diretta più efficace ? E’ possibile ora più di prima ? Io credo di sì e credo debba essere un obiettivo fondamentale in ogni movimento che intenda porsi in contrapposizione con la politica delle alleanze, dei biechi calcoli sui sistemi elettorali che i nostri attuali rappresentanti vogliono farci credere essere la fonte e la soluzione a tutti i mali del presente. Come ho già scritto in un post (n.41 del 31luglio) forse troppo prolisso per meritare un commento, deve essere il punto n.11 (meglio se fosse il n.1) del programma di fermareildeclino, altrimenti nulla cambierà.

  21. caterina
    | #21

    Caro Dott. Giannino, speravo tanto che la sua notevole competenza venisse messa a disposizione di chi non può esprimere direttamente la propria rabbia verso una politica sporca ed egoista! Le auguro di trascorrere un buon periodo di ferie e di tornare al lavoro pieno di “fervore” e di “incisività” come e più di sempre.
    La ringrazio veramente di cuore

  22. Dario Durando
    | #22

    Scusate, nei commenti al post del dott. Giannino si legge un po’ di tutto, dalle provocazioni degli statalisti e dei fasciocomunisti a vasti pipponi teoretici a discussioni sui piu’ vari argomenti OT; nel frattempo il Governo Monti sta per imporre il prestito forzoso, non so se mi spiego. Possibile che nessuno abbia qualcosa da dire?! Guardate che e’ ormai praticamente certo.

  23. r.belluco
    | #23

    ottima iniziativa….nel programma PRETENDERE un Organismo Sovranazionale,emanazione BCE che,dopoaver consunto il totale dei debiti Sovrani,al momento dell’adesione all’euro gestisca per tutti gli stati aderenti,ALLO STESSO TASSO,i rinnovi sino al ragiungimento,nei tempi e nei modi concordementei stabiliti,di una DRASTICA RIDUZIONE dei debiti stessi compatibilmente con lo sviluppo economico dei singoli Paesi.
    Chi mi spiega perche’ non e’ stato fatto prima?

  24. vittorio
    | #24

    Caro Dottor Giannino,

    la stimo assai, seguo da molto tempo con grande interesse la sua trasmissione “9 in punto”, apprezzo e condivido buona parte delle sue appropriate e sferzanti valutazioni e considerazioni e mi sono pertanto precipitato subito sul sito “fermare il declino” con il fermo intento di aderire.

    Ma dopo aver letto il manifesto e scorso la lista dei primi sostenitori ho a malincuore rinunciato ad aderire poiché :

    - fra i sostenitori iniziali ho visto troppi docenti (una casta poco stimata ed amata … più a ragione che a torto … e non da quando alcuni sono nel governo Monti !)

    - mi lascia perplesso il sottaciuto collegamento con Montezemolo e Italia Futura (privi a mio giudizio di ragionevoli speranze di essere ascoltati e seguiti da una platea non esageratamente esigua e di nicchia)

    Ma soprattutto non è indicato fra i 10 interventi quello a mio avviso strategico e propedeutico (anzi vettore) di buona parte dei 10 obiettivi del manifesto : GLI STATI UNITI D’EUROPA. Intendo una vera federazione o confederazione, viceversa segretamente boicottata da ormai molti decenni da buona parte dei politici e dirigenti pubblici europei ben coscienti del fatto che, in tal caso, 90% di loro dovrebbero andare a casa . Furbi e manovratori quali sono ci intortano però da decenni con convegni, trattati (persino patetico quello di Lisbona !) e proclami apparentemente filoeuropei … ma guarda caso è rimasta lettera morta persino la peraltro timidissima Costituzione Europea redatta da Giscard d’Estaing e Amato !

    Una federazione europea di 8/10 Paesi dell’U.E., con un parlamento, 50 macroregioni con assemblee regionali dotate di ampi poteri, un Presidente, un Ministro della difesa, uno degli Esteri, uno della Ricerca (CERN docet) ecc. ecc. ……. demolirebbero ipso facto le colossali sovrastrutture nazionali europee senza neppur dover ricorrere a faticose spending review . Raggiungeremmo forzatamente diversi dei 10 obiettivi del vostro manifesto (ridurre debito pubblico, spesa pubblica e pressione fiscale, liberalizzare alla grande, introdurre un vero federalismo, contrastare efficacemente i conflitti d’interesse, ecc.) arrestando inoltre il declino europeo grazie a più innovazione, maggiore competitività, ecc.

    Purtroppo proprio quest’ultimo fattore (il clamoroso ma sottaciuto conflitto d’interessi fra le decine di migliaia di politici e funzionari dell’U.E. ed una federazione europea) …. fa si che i politici nazionali europei “predicano bene ma razzolano male” perché il 90% perderebbe il posto e dovrebbe “andare a casa” a produrre, se ne è capace, valore aggiunto.

    Premesso che considero politici e partiti entità effettivamente ed oggettivamente utili (e non più egoisti o scorretti di molti cittadini italiani) speravo che la sua proposta, caro Dottor Giannini, puntasse ad imporre dal basso ciò che i politici non vogliono….. ma ho l’impressione che i suoi compagni di viaggio portino alla creazione di un club colto e qualificato sì …. ma inefficace a livello nazionale. Peccato !

    V.C.. 3.8.2012

  25. | #25

    Aderisco con entusiasmo per la prima volta in vita mia ad una iniziativa, in un momento come questo dove siamo tutti preoccupati ma soprattutto confusi e delusi è indispensabile creare un nuovo punto di riferimento. Mi rendo disponibile a titolo totalmente gratuito per ogni attività, vorrei dare il mio contributo ma riconosco la mia poca praticità nel web non ho capito come posso fare. Vai Giannino sei un grande!!!!!
    Fulvio

  26. Lorenzo62
    | #26

    @vittorio

    Condivido e capisco cosa intende quando esprime il senso di scoraggiamento che si prova quando insieme ad ottime iniziative si trovano anche categorie e personaggi di cui l’esperienza ci ha insegnato a diffidare. Personalmente sono approdato qui senza nemmeno l’intenzione iniziale di farlo, perché anche io come cittadino mi sento in generale “più disilluso che rinsavito”, come il personaggio di manzoniane memorie. Tuttavia ho fatto anche ulteriori considerazioni:

    1) la mia esperienza personale mi ha reso diffidente verso determinati ambienti, sì, però mi ha anche dimostrato che se pure trovassi la situazione “ideale”, con tutti “ok” e nessuno “ko”, questo non garantirebbe comunque che il risultato finale sia quello che ci si aspetterebbe, per il semplice motivo che quello che conta non è esprimere (pur in modo impeccabile) di voler fare le cose “giuste” con le persone “giuste”, ma dimostrare che si è pronti a fare, concretamente, con l’unione di più volontà convergenti. E questo è quello che (personalmente) ho riscontrato qui, a differenza di altri ambiti, pur nobilissimi, nei quali però i migliori personaggi e le migliori idee non danno luogo ad alcuna iniziativa di sorta.

    2) Quanto appena esposto, trova la sua ratio soprattutto nella consapevolezza della situazione in cui si trova l’Italia in questo momento: non una semplice crisi dovuta ad un temporaneo rallentamento dell’economia, ma piuttosto uno stato limite che se non risolto porrebbe una seria ipoteca non solo sul nostro futuro nazionale, ma anche sulla moneta unica, che a sua volta trascinerebbe con sé la dissoluzione dell’intera Comunità Europea, compresa la prospettiva degli Stati Uniti d’Europa. Idea, quest’ultima che piace anche a me e condivido la Sua analisi sui boicottaggi che da vari attori e per vari motivi, tale progetto ha subito sin dai tempi di De Gasperi, Schuman ed Eisenhower. Inoltre, uno dei punti critici dell’Europa monetaria attuale è costituito proprio dalla mancanza di un vero governo comunitario centrale, che doveva essere, a rigore, il legittimo destinatario di quella parte di sovranità ceduta dai paesi membri ed invece assegnata ad enti sulla cui legittimazione in tale ambito si pongono, infatti, legittime (ed autorevoli) perplessità.

    Ma proprio alla luce di tutto ciò (e concordo con Lei), appare ancor più evidente la necessità ormai ineludibile di provvedere d’urgenza ad invertire la rotta e scongiurare il pericolo che a forza di proseguire in questo declino, si finisca nel baratro. Orbene, pur non essendo un economista, mi sono reso conto, anche da quanto recepisco intorno a me, tra lavoratori, commercianti, piccoli imprenditori, disoccupati, che le cose più urgenti da fare sono effettivamente quelle elencate nella proposta di “Fermare il declino”. Naturalmente mancano tante altre cose, ma se prima non si chiudono le falle che stanno facendo affondare la nave, è inutile discutere sulla stoffa delle vele, tra chi le vuole gialle e chi le vuole blu. Rischieremmo, allora sì, di diventare l’ennesima scatola vuota, all’italiana, tanto idealmente perfetta, quanto praticamente inconcludente. Ovvero: ancora la stessa “politica italiana” degli ultimi sei o sette lustri. Ma rispetto la Sua scelta, sempre legittima, e La ringrazio comunque di aver esposto la questione.

    Saluti.

  27. Lorenzo62
    | #27

    @fulvio

    Benvenuto! Sottoscrivo la Sua considerazione: “è indispensabile creare un nuovo punto di riferimento” e spero che questo possa concretizzarsi in un ventaglio di iniziative trainanti (perfino io che non sono nessuno ne avrei già in mente alcune…). Io ho dato la mia adesione da poco (collegandomi al sito “http://fermareildeclino.it/” e cliccando su “Adesioni” – non so se il Suo dubbio era su questo) e ho dato la mia disponibilità alla collaborazione, ma per ora tutto tace: credo che si debba solo attendere l’esito di questo appello e poi si saprà come organizzarsi. Nel frattempo, buon Agosto….

  28. Alberto Bignone
    | #28

    Ill.mo Oscar Giannino
    Le manifesto il mio più sincero apprezzamento per l’iniziativa. Penso che tutta la classe politica che, in pratica, è rimasta inalterata da quando avevo vent’anni, ha portato il paese nel baratro ed oggi dovrebbe farsi tutta da parte. Aderisco alla sua iniziativa anche se non condivido punto per punto le sue ricette. Tuttavia la sostanza della rivoluzione culturale che è contenuta nel manifesto potrebbe rappresentare realmente la scossa per il paese.
    Per quanto possa contare, sappi di poter contare sul mio appoggio.
    Cordialmente
    Alberto Bignone

  29. Corrado
    | #29

    @ tutti come ad esempio @vittorio

    Io penso che chi stima e crede nel dott. Giannino debba aprire la mente, prendere atto del fallimento dei politici di quest’ultimo ventennio, senza pregiudizi sulla provenienza di alcuno dei partecipanti, infatti considero l’iniziativa come una prima pietra della stessa, tutto il passato l’ho tumulato in un bel condono tombale….
    Se non facciamo questo falliremo ancora prima di incominciare!
    Abbiamo già tutti gli altri che ci danno addosso, non perdiamo questa grande e ultima occasione, un altra non ci sarà ne per noi ne per la nostra ITALIA!!!!

  30. luca bechini
    | #30

    Caro Oscar Giannino, (ti chiamo per nome e ti do del tu) penso che sia ora di svegliarsi e questa iniziativa non può certo dirsi sonnacchiosa. Sono un professionista cinquantenne della provincia di Pistoia. Una zona ahimè dove il conformismo è targato PD e sinistra in genere: guai a schierarsi diversamente e dove gli ex democristiani sono comprati con qualche poltrona e poche briciole di potere locale
    Potete contare sulla mia adesione. Rimango in attesa di vostre istruzioni su come potermi muovere in questa zona per far valere le vostre iniziative.
    In attesa di riscontro ti saluto.
    Luca Bechini

  31. Mauro
    | #31

    Vi sostengo e diffondo il manifesto con tutti i punti. Conosco davvero tanta gente stanca di questa politica che ha ridotto l’Italia in questo stato.

  32. | #33

    Egregio Oscar Giannino,
    seguo con interesse le Sue dotte analisi, tuttavia ritengo che a livello istituzionale, nonostante tutti gli errori commessi, siano già in previsione soluzioni radicali per problemi che uno stato da solo, come Lei ben sa, non riuscirà mai a risolvere.
    Pertanto mi permetto di diffondere la lodevole iniziativa di promuovere una vera unione europea partendo dal consenso diffuso di tutti i cittadini europei, stanchi delle chiacchiere, stanchi di avere paura, stanchi dei nazionalismi distruttivi.
    Partecipate e diffondete:
    http://www.facebook.com/events/374904629223431/

  33. | #34

    Illustrissimo Oscar Giannino,
    Interessante il Suo programma politico e prodigo di buone intenzioni, ma insufficiente per ristabilire quella fiducia dei “Sudditi” nei confronti dello Stato Moloch Italiano (almeno dal punto di vista di noi Veneti); fiducia persa nel lontano 1848-49 (dove mai si è visto l’aiuto alla dichiarata novella “Repubblica di San Marco”, promesso dell’allora “alleato” Sabaudo (il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca…) ? Tra l’altro non dimenticando, che nel 1866 si annesse l’ex Stato Veneto al Regno d’Italia in maniera alquanto sconcertante (tre giorni prima in una camera d’albergo), e prima del plebiscito “ufficiale”, tra l’altro alquanto truffaldino). Siamo comunque convinti che, le origini delle nefaste problematiche italiane risiedano tutte nella Sua ormai vetusta architettura ottocentesca dello Stato e che purtroppo, l’inciucio politico catto-comunista post fascista non volle riformare.
    LE NOSTRE QUATTRO PROPOSTE RIFORMATRICI:
    1. UNA GRANDE RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE EUROPEA, non solo dell’Italia (non ha più senso), ma dell’intera Europa. Infatti, solo un Movimento politico radicale, che progetti un nuovo assetto del territorio e che ne preveda la sua suddivisione in Macro-Regioni Sovrane e Indipendenti (non più Stati), la cui composizione possa identificarne i vari Popoli europei i cui confini (ecco la novità), potranno essere “variabili”, permettendo in alcuni casi anche una loro (i Popoli) ri-unificazione territoriale, governate attraverso la Democrazia Diretta – Sovranità Popolare (alla Svizzera per capirci), potrà risolvere definitivamente quelle cause che determinarono gli antichi conflitti. In definitiva, un riassetto territoriale che identifichi un Popolo dalla propria Storia, Economia, Lingua, Cultura e Tradizioni, proponendo nel suo insieme una Macro-Regione equivalente, un Popolo. Macro-Regioni, la cui composizione sarà stabilita da uno studio preventivo insediando una tavola rotonda internazionale composta di storici qualificati e rappresentanti le possibili unioni socio economiche. Tale assetto proposto, sarà poi convalidato dalla Sovranità Popolare ogni cinque anni attraverso un voto referendario (senza quorum e da compiersi in tutti i Comuni d’Europa). Così i cittadini di ogni Comune dell’Unione europea, potranno riconfermare la conformazione territoriale indicata dalla tavola rotonda o viceversa decidere di appartenere ad altre Macro-Regioni purché loro confinanti. Così facendo, il tempo, potrà affinare la loro giusta composizione variandone anche i confini.
    Le Macro-Regioni così declinate costituiranno la nuova “Unione Confederale dei Popoli Europei e non gli Stati Uniti d’Europa”, che a sua volta eleggerà un proprio Parlamento federale centrale per la gestione comune di alcune importanti competenze politiche: moneta, debiti sovrani, difesa, polizia federale, politica estera, ricerca scientifica, politica immigratoria, politica economica, politica fiscale, politica del lavoro, grandi infrastrutture.
    • Con questo progetto si potrà quindi ottenere una forza politica che inciderà a livello transnazionale, da nord a sud, da destra a sinistra considerando che tale Movimento è innovativo, trasversale, territoriale, moralizzatore, articolato sulla Sovranità Popolare, e sarà quindi in grado di scardinare, riformare radicalmente e democraticamente qualsiasi sistema partitocratico corrotto (compreso quello italiano).

    • Con questo progetto i voti dei veri europeisti, indipendentisti, leghisti, autonomisti e nel nostro caso dei venetisti, e degli sfiduciati della politica, potranno tutti assieme, condividerne la causa.

    • Con questo progetto, si potrà finalmente attivare (nel nostro caso), la possibile restaurazione di una moderna, democratica, indipendente, sovrana Euro-Regione Marciana, condivisa dal voto di elettori non veneti, che mai avrebbero votato o concesso ipotesi secessioniste o autonomiste al Veneto.

    OBIETTIVI:
    • Riorganizzazione del territorio (confini variabili autodeterminati da Popoli Sovrani)
    • Unione Confederale dei Popoli Sovrani Europei
    • Eliminazione degli Stati nazionalisti

    2. RIFORMA FISCALE UNITARIA EUROPEA, incentrata nell’eliminazione della carta moneta unica per attivare al suo posto la carta moneta elettronica. Questo per ottenere la tracciabilità fiscale di qualsiasi transazione (oggi con i lettori pos Wi-Fi è possibile). La banca centrale (pubblica e sovrana) dell’Unione Popolare (controllata direttamente dal Parlamento dell’Unione), provvederebbe fornire gratuitamente ad ogni cittadino facente parte dell’Unione: conto corrente, carta pos. Il rientro delle imposte evase, dovrebbe essere indirizzato in ogni Macro-Regione, alla riduzione delle aliquote imposte, sia fisiche, sia contributive uniformandole entro un certo tempo in tutta l’Unione Confederale.
    3. RIFORMA DEL LAVORO, tutta incentrata su di una vera, radicale, rivoluzione europea tesa a risolvere il disastro occupazionale italiano, oggi alimentato dall’art. 18 e comunque dalle normative tutte sul “Lavoro” in Italia, che determinano assieme alla biblica (In)Giustizia, un fardello pesantissimo e insostenibile per qualsiasi progetto di sviluppo economico si volesse intraprendere. Dicevamo una rivoluzione del III Millennio e perfetta soluzione sotto il profilo socio-economico, sarà, l’unificazione del “doppio sistema di lavoro”, ecco la novità rivoluzionaria:
    • Cassare il lavoro dipendente in tutte le sue forme, prevedendo il solo lavoro autonomo o società di persone o società di persone e capitale. L’Italia potrebbe diventare il faro sociale in Europa e il paese più competitivo in assoluto: equità fiscale senza pari, altissima produttività, azzeramento definitivo del licenziamento, fine del precariato, dell’apprendistato, delle partite IVA fasulle, della cassa integrazione, dei sindacati, degli scioperi, della Confindustria, Confcommercio e Confartigianato (tutti carrozzoni costosissimi e inutili). Un risparmio enorme, finalmente sarebbe possibile ottenere il coinvolgimento di tutti i lavoratori nelle scelte politiche di vita aziendale (nel bene e nel male), consapevolezza e responsabilità, elevatissima competitività, giusta selezione meritocratica e infine, una concreta possibilità per tutti, di maggiori compensi oltre all’ovvia partecipazione degli utili aziendali.
    • Attivare una piattaforma telematica on-line centralizzata e gestita da organo preposto (esclusivo), un “motore di ricerca europeo del Lavoro”; attori: da una parte le richieste di lavoro di singoli lavoratori autonomi o di società di persone, che confluirebbero dai vari uffici postali (con postazioni specifiche) o dalle sedi di società interinali presenti in tutte le Macro Regioni; dall’altra le offerte di lavoro e gli accordi contrattuali societari che confluirebbero dalle sedi proponenti, il lavoro.

    4. RIFORMA ISTITUTI BANCARI, entro un certo tempo (da stabilire) ogni istituto bancario dell’Unione Popolare confederata dovrà scegliere la propria specializzazione: banca servizi al privato; banca servizi alle aziende; banca investimenti finanziari. Il controllo amministrativo di tutti gli Istituti sarà verificato da organo confederale.

    Per quanto attiene il debito pubblico sovrano, concordiamo con Lei per una dismissione del patrimonio dello Stato italiano da formalizzare in maniera oculata.

  34. Margherita
    | #35

    gentile sig Giannino
    desidero porgerle sinceri auguri per la sua inziativa di cui sono venuta a conoscenza in qualche forum e grazie ad una amica emiliana che ha partecipato alla sua trasmissione.
    Tornerò spesso a trovarla e a leggere i commenti dei visitatori che noto, hanno idee molto positive per il bene del Paese e che condivido con grande entusiasmo.
    Sono molto felice che qualcuno abbia ancora voglia di lottare in un Paese così malridotto; il declino è molto forte ma sono certa che se uniremo gli sforzi la Nazione risponderà con entusiasmo e grande partecipazione.
    Anche il sud è stanco di certe situazioni e da tempo spera in un faro che illumini la via da seguire per arginare fenomemi di spreco e di malagestione del territorio.
    La esorto a continuare, anche s e non dubito incontrerà difficoltà, per un Paese più libero e più civile e più democratico.
    Buon lavoro

  35. mauro
    | #36

    @Margherita
    Brava Margherita, mi unisco con convinzione alle Sue speranze, è ora che in Italia arrivi una salubre “rivoluzione copernicana” che spazzi via tutti retaggi di uno Stato borbonico che tratta i cittadini da sudditi.

  36. Alessandra
    | #37

    Dr. Giannino buongiorno,
    in qualità di Sua assidua ascoltatrice, con nessuna conoscenza della materia
    finanziaria, e riconoscendoLe invece grande competenza, vorrei rubarle alcuni minuti
    facendole poche domande riguardanti il Meccansmo Europeo di Stabilità.
    E’ vero che il MES, a cui noi parteciperemo con 125 miliardi di euro (da dove
    li prenderemo??) nell’arco dei prossimi anni, sarebbe un “sistema finanziario”
    europeo che ci potrebbe portare via via ad una ulteriore riduzione della ns.
    sovranità,? Inoltre non mi è ben chiara la figura dei” supergovernatori” che ne
    faranno parte, che poteri avranno?
    Se posso permettermi, Le chiederei sia se è lecito e sia cosa significhi per l’Italia
    aver cambiato la Costituzione introducendo l’obbligo del pareggio di bilancio,
    senza un referendum o quantomeno un dibattito di una certa consistenza da parte di partiti e/o giornalisti e/o costituzionalisti, per un problema così importante?
    Dove ci porteranno queste novità? Perché nessuno parla di tutto questo?…mah
    probabilmente sono solo io a preoccuparmene!!!
    Una cittadina scoraggiata
    I miei più cordiali saluti

  37. | #38

    Purtroppo sono uno che ha fatto politica nel PDl ora” morto”e sappiamo certa gente schifosa cosa ha fatto ora mi vergogno di uscire di casa per colpa di certi personaggi immondi dove abbiamo fatto tanto per farli eleggere. Ho letto il vostro programma che ritengo buono. Ora vorrei entrare nel gruppo e conoscere nuovi personaggi che ci rappresenteranno e speriamo che siano diversi dai precedenti.

  38. | #39

    Un commento sui giovani che non trovano lavoro.1 il giovane italiano laureato si sente già padrone del mondo perché laureato ma se gli si chiede di mettere in pratica quello che ha studiato non lo sa fare e pretende uno stipendio da laureato. 2 i genitori dei laureati sono i primi a pretendere tali stipendi e piuttosto che convincerli ad andare ad imparare la pratica li tengono a casa e li foraggiano profumatamente con la loro pensione e poi dicono che non arrivano alla fine del mese.3 il giovane avendogli inculcato dai genitori e dalla società che ora è laureato non si abbassano a fare lavori umili e magari più redditizi 4 al giovane le scuole comuniste hanno sbagliato a non farli crescere insegnando i lavori artigianali lavori e che gli artigiani oggi e il 20% dell’economia e noi ex PDL lo avevamo detto ma come al solito non lo abbiamo mantenuto. Penso che quanto abbia scritto sia sufficiente a capire quello c’è vorrei dire sui giovani disoccupati.

  39. | #40

    Grazie. Al mio amico Gianni Filotto che mi ha proposto di far parte del vostro movimento oggi mi voglio sfogare. Lei dott. Giannino che la seguo sempre in radio perché non parla più spesso degli artigiani commercianti sui vari problemi che si hanno specialmente sul versamento IVA senza averla ancora incassata e tante vite le piccole fatture non vengono pagate e così rimaniamo cornuti e mazziati, perché per poter incassare ci tocca mettere avv e delle volte costa più dell’incasso che si deve avere, questo giochino la gente disonesta lo ha capito e ne approfitta. Dott Giannino queste sono una piccola parte dei disagi che si hanno per non parlare delle banche…. Che ci vorrebbe almeno 500Gz un saluto e è da di convincerci e convincere per avere tanti voti per essere eletto un saluto antonio

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