Hanno ragione i comuni a piangere miseria?
I sindaci sono scesi in piazza per protestare contro i tagli della “spending review”, al grido che, in assenza di provvedimenti, non saranno più in grado di “garantire i servizi essenziali” (o variazioni sul tema). Il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio, ha detto:
Il paese si deve chiedere perché i sindaci scendono in piazza.
Infatti ce lo chiediamo tutti visto che, a guardare i numeri, non pare che la spesa locale corrente stia oggi soffrendo nulla di diverso da un modesto freno alla crescita.
Qui la spesa corrente delle amministrazioni locali:
Qui la spesa locale pro capite:
Morale della favola: la fame vien mangiando.
24 luglio 2012 spesa pubblica






(6 voti, media: 3,67 su 5)





@Vincenzo
No, ma vede, forse non riesco a spiegarmi: per me che la gente non lavori in azienda a svolgere attività ripetitive e noiose è una splendida notizia! Solo che questo significa meno occupazione PER COME INTENDIAMO OGGI L’OCCUPAZIONE.
Poi concordo con lei (e con Luca) che se rendiamo “occupazione” delle attività utili (ricerca, controllo sulla politica, terzo settore… inventate, aggiungete, mi va bene tutto), allora sbrogliamo la matassa.
Sul fatto che la tecnologia sia meno flessibile del lavoro umano c’è tanto da discutere, ma non credo sia questa la sede e davvero potremmo andare avanti per mesi. Magari ci troviamo davanti a una birra e ne parliamo
Nel suo esempio, però, i libri mi sembrano più asset che “risparmio”! Sbaglio?
a me sembra di vedere che persone capaci in politica non ce ne sono. nei libri ci sono le informazioni di trenta anni fa.
ancora un 15% di tasse in più e possiamo chiamare questa forma di governo con il nome
DITTATURA
il problema dei sindaci è psicologico , o forse psichiatrico secondo alcuni …
una volta eletti e indossata la fascia tricolore , si sentono tutti dei piccoli padreterni , cominciano a promettere e purtroppo a mantenere , si industriano in fantasie di cambiamenti viabilistici , piani di sviluppo del territorio , costruzione di case e strade , rondo’ e impianti sportivi , come avessero la famosa borsa di “Giuda” a disposizione …
i risultati sono sotto gli occhi di tutti , i debiti fatti magari con derivati anche nei comuni senza lo straccio di un ragioniere che capisca qualcosa di finanza nè pubblica nè privata , scempio di strade e territori , agglomerati disumani costruiti senza nessuna logica e il piu’ delle volte da abbattere ……….
fermiamo questi piccoli despoti , tagliamo loro soldi e possibilita’ di distruzione ….
X Marco
Hai ragione è un tema troppo ampio… cmq una parte di me è consapevole di quello che hai scritto come conclusione cioè che dobbiamo ripensare al fatto che tutti debbano avere un lavoro per guadagnarsi da vivere perchè anche volendo diverrà impossibile, ma un’altra parte di me proprio non riesce ad accettarlo, lo rifiuta categoricamente! So che sarà sempre più vero ma temo diverrà la giustificazione per un’espansione incontrollata e insostenibile del welfare (non come lo intendiamo noi cioè dare i beni/servizi di base spendendo poco e vincolandoli comunque a fare qualcosa per incentivare ad uscire dal welfare ma creando vere e proprie dipendenze e trappole..) e poichè moltissime persone dipenderanno da questo, molte più rispetto ad oggi, il gravissimo pericolo è il ritorno al socialismo-reale con un forte potenziamento dei potere e dell’invasività dello stato che a quel punto non avrebbe più niente in grado di ostacolarlo e limitarlo… In USA sotto Obama purtroppo sta già avvenendo… 3 giorni fa ha detto agli imprendotori che “se hanno fatto fortuna loro non hanno alcun merito ma devono tutto allo stato”… 4 anni fa gli avrebbero tirato pomodori oggi purtroppo queste idiozie socialistoide stanno infettando anche il motore del progresso tecnico-scientifico cioè gli USA… Sono molto preoccupato!
@LucaS
La chiave forse sta nel far gestire tutto questo “welfare” da privati.
Leggi: iperspinta al terzo settore sotto forma di detassazione ai finanziamenti e agli impieghi.
Comunque costerebbe meno.
Fai conto, però che il welfare “alla tedesca” è accettabile anche dai liberisti duri e puri.
Ti racconto una storia: una mia amica messicana ha vissuto 12 anni qui a Milano e adesso si è sposata con un tedesco ed è andata a vivere a Berlino.
Per accedere ai sussidi lei deve:
- non possedere nulla (casa, auto, nulla)
- avere un livello bassissimo di soldi nei conti correnti (vengono controllati anche quelli italiani)
- fare un corso di tedesco di 4 ore al giorno con un esame di livello superiore ogni 3 anni (se non passi l’esame niente sussidio)
Il sussidio consta in circa 350 euro al mese + le pagano direttamente la sua metà dell’affitto e delle bollette.
Capisci che è difficile dire in questo modo che col reddito di cittadinanza “la gente starebbe a mangiare pastasciutta tutto il giorno” come disse la Fornero, facendomi girare non poco i maroni.
Certo che finché continuiamo a dire ai ragazzi che devono tutti laurearsi epr fare “i manager” non ne usciamo: in Germania non esiste un lavoro “inadeguato”, su questo i nostri signori genitori hanno tanto da imparare.
@Marco Tizzi
Ma con questo welfare non si va da nessuna parte, con 350 euro metà di affitto e bollette non vivi quindi non serve.
Il problema vero si chiama redistribuzione della ricchezza prodotta.
Il primo punto fondamentale è riportare il lavoro in europa dai paesi a basso costo, anche se a prima vista non conviene.
Invece conviene perchè il valore aggiunto prodotto in un paese genera richhezza e consumi nel paese e tutti ne traggono vantaggio, e pochi ne hanno svantaggio (e quei pochi sono dei figli di puttana ed è bene che muoiano, la qualità dell’umanità migliora)
Per capire se un’azione è buona o cattiva basta elevarla a principio generale, ovvero se tutti facessero nello stesso modo che risultato avremmo? se il risultato è negativo l’azione è cattiva.
Ora quando uno porta una produzione in un paese low cost, non per vendere in loco ma per re-importare la merce e venderla qui di fatto qui sottrae ricchezza, fino a che questo viene fatto da un numero limitato di soggetti questi ci guadagnano molto ed il sistema sembra resiliente , apparentemente il risultato è buovo e l’azione è buona.
Ma se lo fanno tutti, la sottrazione di ricchezza è tale che il sistema collassa , quindi l’azione non è buona.
Ma il singolo guarda l prorio guadagno , non alla “tenuta del sistema” è per questo che un sistema liberista prota al disastro economico, assai peggiore di una socialdemocrazia statalista e pianificatrice, regolatoria ed invasiva.
Ho letto il bilancio del mio comune (Modena), considerato comune “virtuoso”. Un allegato contiene 243 pagine di elargizione del comune verso i più disparati e disperati enti. Si va dalle polisportive ai corsi di yoga. Poi piangono miseria …
io in un comune ci lavoro. e conosco la realtà. siamo in 50 a fare il lavoro di dieci persone. questi piagnistei dei sindaci mi fanno ridere……ah…..se potessi raccontarvi…….cosa ho visto con i miei occhi……come vengono spesi i soldi…………
@erasmo67
Eh no Erasmo. Non ci siamo. Con 350 euro + affitto e bollette a Berlino vivi benissimo.
Tranquillo, sereno, in un bel posto, ti diverti tanto, se vuoi figli hai benefici fiscali (l’altro coniuge evidentemente) enormi e cmq hai asili nido, scuola e libri gratis.
Quando vado ad insegnare delocalizzazione nelle aziende, dico: se dovete conquistare un mercato, può aver senso delocalizzare. Altrimenti non ce l’ha.
Questa cosa che le aziende cercano il basso coso del lavoro è una vaccata: chi lo fa perde in partenza. Oggi nell’industria il costo del lavoro non conta. Son le tasse, semmai, che contano.
Certo, se il mercato è in Cina, allora devo produrre più vicino possibile alla Cina.
Ma è piuttosto la logistica che comanda, non il costo del lavoro.
X Marco Trizzi
La penso come te! E credo anche la Fornero che penso si riferisse al nostro welfare e farebbe volentieri a cambio con quello tedesco.
@LucaS
Può anche darsi che sia come dici tu, ma la Fornero ha avuto (e ha tutt’ora) il grande difetto di non dire esattamente a quale sistema di gestione del mercato del lavoro (e relativo welfare) fa riferimento, così che ha finito per fare un’accozzaglia di misure scoordinate che non solo non risolvono il problema, ma forse addirittura lo peggiorano.
Fai conto che se non passava l’emendamento sul limite di fatturato annuo per l’assunzione obbligatoria delle partite IVA, io avevo chiuso bottega da un giorno all’altro e rimanevo per strada, con un mutuo sulle spalle e senza nessuna possibilità di lavorare in Italia. E con me tutti quelli che fanno il mio mestiere, che prevede per forza mandati pluriennali, perché i progetti sono lunghi.
Sarei dovuto scappare dal Paese, cosa che sicuramente farebbe un gran bene alla mia vita lavorativa, ma che purtroppo mi creerebbe dei problemi enormi nella vita privata.
Tutto questo per cosa? Perché una signora professoressa invece di avere l’umiltà di prendere un sistema nordeuropeo e fare copia-incolla s’è voluta inventare l’acqua calda.
X Marco
Bisogna anche vedere se era lei a volere quella norma o è stata inserita/mezza imposta da qualche tecnico del ministero o politicante che minacciava di non votare la riforma o dai sindacati… come fai a sapere che è stata una sua trovata?
Quando, l’altro giorno, ho sentito presidenti (minuscolo) di province dire che con questi tagli non si sarebbe potuto garantire l’inizio dell’anno scolastico (tra l’altro è una onesta ammissione di non saper gestire una provincia, cioè se in caso di minore risorse chiudi le scuole vuol dire che ne hai buttati di soldi chissà dove) il mio primo pensiero, se solo avessi i poteri, è stato quello di commissariarli. Tra un presidente di provincia così e l’anno scolastico non ho dubbi su chi salvare.
@LucaS
Sì, hai ragione, in realtà ancora oggi il governo è dei funzionari, altro che tecnici.
Questo grafico è comprensivo di tutte le amministrazioni…in Italia sanno tutti che c’è molto dislivello tra le spese degli enti locali, soprattutto (ma non solo) tra nord e sud Italia. Anche la corte dei conti ha detto che i tagli hanno gravato troppo sui comuni, senza contare che il debito italiano è generato in larghissima parte dallo Stato e, più in piccolo, dalle Regioni.
Il grafico è utile per farsi un’idea di massima, ma da qui a dar torto a Delrio ce ne passa
E no che non hanno ragione i comuni!!! Ci sono decine di ragioni per cui i comuni non devono piangere miseria e cominciare a lavorare seriamente. Spese per i patrocini a tutte le sagre, feste di rione, eventi organizzati dall’amico o dall’assessorato,… Una cosa che mi ha fatto cadere le braccia è stato scoprire lo stipendio annuo dei cosiddetti dirigenti comunali. Se andate sul sito di un qualsiasi comune italiano, alla voce “Trasparenza, valutazione e merito” troverete i c.v. dei dirigenti e spesso anche le loro retribuzioni. E che retribuzioni!!! Un laureato così come tanti ce ne sono sul mercato, solo perchè dirigente di un comune, guadagna cifre tra gli 80-120K€ ma molto spesso verso i 100K€. Si dirà, ma questi hanno vinto un concorso, sono qualificati a portare avanti pratiche complesse, organizzare la vita di un intero comune. Si, sarà anche vero ma dato il lavoro che faccio vedo che:
1. I servizi forniti dai comuni non sono all’altezza di quanto necessario per le necessità della società attuale,
2. Nessuna voglia dei dirigenti nel risovere le necessità dei cittadini,
3. Generalmente sono creatori di carta inutile e buoni solo a firmare documentazione mentre l’attività operativa viene lasciata in mano ai loro sottoposti (e qui si potrebbe aprire un altro capitolo ma preferisco glissare).
4. Completa irresponsabilità, in quanto tutto il male viene scaricato sulle amministrazioni politiche e loro vivono tranquilli senza stress.
Ogni comune ne ha un numero superiore alle necessità di questi dirigenti e si potrebbe recuperare un buon gruzzoletto tramite la rimodulazione degli stipendi a valori di mercato.
Pensate al comune di una grande città come Roma o Milano ma anche piccole cittadine che ne hanno in forza una decina. Pensate i soldi che buttiamo dalla finestra. Altro che i 1000 deputati e senatori!!!
Inca**atevi un po’ con il comune di Roma.
https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jp_pagecode=macrostrutture_capitoline.wp&ahew=jp_pagecode#a4