Berlusconi e le palle. Viva la Germania!
Incredulo che persino il direttore del Sole 24 ore abbia chiesto che stasera l’arbitro di Italia-Germania agli europei invochi il metodo Moggi e fischi rigori a iosa per far vincere la Grecia, mi son detto che era uno scherzo da non prendere troppo sul serio. Nello sport come nel mercato come nella vita, è sano credere che debbano vincere i migliori, è insano invocare che accada il contrario truccando le regole. A furia di trucchi e di azzardo morale, l’Europa sta come sta: cioè a tocchi. Ma ora sto ascoltando Berlusconi che parla ai giovani de Pdl, e ha appena finito di dire che la colpa dello spread italiano sta tutta nell’ostilità tedesca a una banca centrale che stampi moneta per tutti, a faccia da garante di ultima istanza al nostro debito pubblico, “che non è affatto al 120% del Pil” secondo il neo-sempre leader del partito che ha fondato 18 anni fa. Perciò, ha detto, o i tedeschi sse ne convincono, oppure bisogna costringerli a uscire dall’euro. Oppure dobbiamo uscirne noi, ha aggiunto confermando che il 15 luglio di questo parleranno economisti invitati in Italia da Antonio Martino per incontrare Berlusconi. Non una parola sul problema numero uno consegnato dalla politica – destra e sinistra, uniti, hanno fatto la stessa cosa – agli italiani in questi 18 anni: la spesa pubblica che sta al 60% del Pil legale, la pressione fiscale che sta al 53,8% del Pil legale, il totale delle entrate che sta al 58%. E’ oper questo che l’Italia sta in ginocchio, euro o non euro. Credere che la Bce stampa-moneta risolva il problema, è la solita via di fuga delle svalutazioni monetarie della vecchia liretta. Non a caso citata con rimpianto dal Cavaliere, aggiungendo che è del tutto falso che il ritorno alla vecchia valuta comporterebbe abbattimenti nell’ordine del 30-40% del valore reale di risparmi e patrimoni italiani, rispetto al valore dell’euro-forte o del dollaro: altra palla che magari farà pure presa, ma è naturalmente del tutto infondata. Ad Antonio Martino ci lega una comune visione del mercato. e una comune condivisioen del monito che su un euro a mercati divisi venne da studiosi come Friedman e Feldstein. Ma se Antonio perdona a Berlusconi la spesa e le tasse che pure lo spinsero a protestare da solo inParlamento contro il centrodestra, io penso sia un grave errore. Dopo 18 anni, può e deve bastare. E allora mi sono detto: scriviamolo, va, un post che dichiari il tifo per ilpiù forte, nella partita di stasera e in Europa, senza truccare le regoler per favore, e senza raccontare palle. Al di là del calcio, di cui mi frega poco o zero tranne che per i suoi bilanci scassati, viva la Germania con la sua serietà, e la sua forza economica costruita tirandosi su le maniche, abbassando spesa e tasse dello Stato, e rilanciando la produttività privata. Non mitizzo: anche i tedeschi commettono errori. Ma se il vecchio-nuovo leader dei moderati italiani ricalca la scena con palle di quest’ordine, spianerà la strada alla sinistra che almeno è sincera, nel dire viva lo Stato e fermiamo il mercato. E di conseguenza chiunque abbia a cuore impresa e lavoro ora dovrà scegliere, come opporsi per renderlo impossibile.
22 giugno 2012 euro







@Giordano
Io mi identifico quasi perfettamente nel sistema di valori germanico. In passato sono andato vicino ad un trasferimento definitivo vicino a Stoccarda. Ma sentivo che il mio amore per la loro cultura non era corrisposto, solo perchè italiano. Avrei dovuto insistere. Conoscendomi, poi, mi avrebbero “accettato”. Purtroppo, per orgoglio, rinunciai ad emigrare. Oggi questa rinuncia, tipicamente italiana devo dire, mi sta facendo soffrire. I tedeschi, che conosco bene oltretutto, sono imparagonabilmente diversi da noi. E per me loro sono la miglior società possibile. L’Italia, come sistema sociale, per me rappresenta l’inferno.
@Giordano
@Claudio Di Croce
Bravo Claudio Di Croce! Se tutta l’Europa fosse guidata dalla leadership economico-culturale dei tedeschi oggi noi europei saremmo il continente migliore del pianeta!
@Claudio Di Croce
Bravo Claudio. Ha le idee chiare e sane. Se l’europa oggi fosse guidata da una leadership germanica con i relativi valori economico-culturali, la situazione di tutto il continente sarebbe ben diversa. Invece levantinismi ed ipocrisia hanno preso il sopravvento. Con conseguenze…che mi tolgono il sonno! Auguri e continui così.
continuare con il tormetone di riferimento dei TEDESCHI è come riferisi alla famiglia Agnelli comparata con la famiglia del ciputi. Mi stupisce alquanto che lo faccia Oscar Giannino che ben conosce il delta tra queste due famiglie come conosce bene la div ersa otenzialità tra la Germania e l’Italia. Non fosse altro che la òprima è una Nazione che obbedisce al capo anche quando questi si chiama Francesco o Adolfo e fino al sacrificio estremo. Per non parlare delle risorse territoriali e finanziarie. Suvvia, non scherziamo: la Germania è la germania con i tedeschi dentro, mentre l’italia è la nazione dxei ducati, stato pontificio, i comuni, etc. Eppoi ci sono gli Italiani del nord, del sud, i veneti, i lombardi, etc. E questo è successo per secoli e, ora, siamo uniti geograficamente ma divisi per usi, per costumi, per forma mentis, etc. Caro Oscar non fare confronti poco intelligenti. Non è da te.
La sento dire spesso dai microfoni di “Radio 24″ che sta per mollare, forse perché non né condivide più la linea editoriale? Per come è finita l’iniziativa “disperati mai?” Pensava che la confindustria moderna fosse diversa da quella descritta da “Ernesto Rossi?”
Nell’intervista con Maroni l’ho sentita parlare di un partito che potrebbe nascere. E’ possibile saperne di più?
Eventualmente dovesse mollare come continuare a seguirla? Grazie