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L’errore sulla spesa che obbliga a una scelta. La mia: né Monti né Montez

Che cosa non funziona, nella linea del governo Monti sulla spesa pubblica? Semplificando, tre cose. Un equivoco sull’obiettivo. Non puntare su una discontinuità profonda. Una grave sottovalutazione delle conseguenze fiscali. Attenti perché per noi ne discendono conseguenze as-so-lu-ta-men-te divisive non solo nel giudizio su Monti. Ma per l’offerta politica attuale. E soprattutto per quella da costruire nei prossimi pochi mesi.

Da Panorama

Come è apparso chiaro dalle dichiarazioni di Piero Giarda,  indispettito dagli attacchi che iniziava a a ricevere per il ritardo di una spending review affidatagli in splendida solitudine, il governo di emergenza ha creduto che il problema della spesa pubblica si identificasse in una sua manutenzione. Cioè nel confermare con nuovi provvedimenti la sua stabilizzazione sul Pil, all’attuale quota ben superiore al 50% (naturalmente la stabilizzazione riguarda la spesa corrente, quella per interessi la decide il mercato). La stabilizzazione, di fatto, non è conseguita. E’ solo grazie alle reiterate manovre di Tremonti, che la spesa pubblica nel 2010 e 2011 ha cessato di crescere come in tutto il dopoguerra (unica altra eccezione, un anno sotto Ciampi). Ma il più dei tagli 2011-14 non è ancora conseguito, occorre cioè presidiare con decisione affinché avvengano sul serio, e in loro assenza checché dica Giarda la spesa pubblica è inerzialmente ancora in crescita.

Il secondo errore è che una spesa superiore al 50% del Pil ufficiale, è in realtà una spesa pubblica ben superiore al 60% del Pil “legale”, depurandone il dato “in nero” che l’Istat vi ingloba. E’ cioè una spesa da record negativo tra i Paesi avanzati! Dunque essa  non va affatto stabilizzata: ne va invertito il segno, assicurandone un’energica discesa, di 5 o 6 punti di Pil in 3 o al più 4 anni. Come hanno fatto Germania e Svezia, resisi conto che una spesa pubblica tanto ingente uccideva l’economia. E’ tanto più vero per l’Italia, con un debito pubblico che dal 120% risale verso il 123% grazie alla recessione in corso.

Infine, dover provare ad azzerare il deficit pubblico a breve senza incidere in profondità la spesa pubblica significa non solo alzare un prelievo fiscale a sua volta da record, il 54% sull’Italia “legale”, ma un doppio errore se inoltre l’obiettivo è di raggiungere avanzi primari stabili nell’ordine di 5- 6 punti di Pil l’anno, ottenuti per quattro quinti solo con maggiori imposte. Di qui gli 87 miliardi di più tasse in 3 anni calcolate dalla Cgia di Mestre.

Gli errori vengono però al pettine, in un’Europa in cui la Francia di Hollande rilancia gli spread, mentre la sin qui eurovirtuosa Olanda molla la Germania entrando in crisi di governo proprio sui tagli al deficit, e quando gli USA al G20 hanno negato un solo dollaro in più a un’Europa indifferente al sospingere così Spagna e Italia a esiti greci.

Giarda che chiede una task force a Monti per la spending review è una prima – parziale – ammissione di consapevolezza. Così proseguendo si arriva a rivolte fiscali e al deprezzamento degli immobili che sin qui avevano retto il portafoglio patrimoniale delle famiglie. Vieri Ceriani che s’intesta nella delega fiscale l’aumento dell’Iva previsto a ottobre, e aggiunge che non ci sarà un solo euro di tasse in meno, mostra invece che la consapevolezza nel governo ancora manca. Quando dico “manca” lo affermo in maniera sgomenta: con questo governo non si può – a differenza di molti precedenti, di ambo i colori – partire dal presupposto che non capisca che cosa avviene nella realtà economica del Paese e sui mercati mondiali. Ergo, l’apparente inconsapevolezza del governo tecnico e il suo puntare a tutta birra con barra ferma su nuove tasse e basta, è una scelta suicidaria che lascia senza parole.

Monti non è solo, nel non voler tagliare spesa pubblica per meno imposte. Nessun partito, a sinistra a destra e al centro, al di là di chiacchiere ha il fegato di chiedere tagli di spesa per 5 o 6 punti di Pil. Si ripete che tagli alla spesa sono tagli ai servizi ai cittadini: penosa menzogna, visto che la spesa per welfare è meno della metà degli oltre 50 punti di Pil, e le sole forniture sanitarie costano 5 punti di Pil cioè il doppio di 7 anni fa, perché ogni ospedale e Asl ne rifiuta la centralizzazione.

Altro che chiedersi alla Kennedy che cosa possiamo fare per lo Stato. Qui bisogna chiedersi solo che cosa lo Stato stia facendo a noi. Si comporta come un bandito. Ma in più – come scriveva Lysander Spooner – lo Stato  ha la pretesa che i ladri non hanno, cioè quella di dirci che gli immorali siamo noi. E che ci ladra per il nostro bene.

C’è una conclusione aggiuntiva da trarne, che aggiungo solo per il blog. A me appare chiaro che l’Italia sia in una cambio di fase più profondo ancora del 92-93, per proporzioni e gravità attuale della discontinuità economica e d’impresa rispetto alla crisi allora della lira.

Allora, se questo è vero,  chi la pensa come noi deve  porsi un problema. Se restare osservatore libero. O se e come darsi da fare, tirarsi su le maniche e costruire un’offerta politica nuova su questo semplice e dirimente crinale. Meno spesa per meno tasse, meno pubblico per abbattere il debito.

Ne vale la pena? Una pattuglia liberista, dura e pura. Per la libertà, per l’impresa, per il lavoro, per il PIL.

Non credo affatto che questi punti spossano essere l’agenda del vecchio Pdl qualunque trovata abbia il suo anziano Mao Tse Tung: il suo tempo e  le sue prove in 17 anni le ha date, sono un passato di delusioni da dimenticare.

Non credo affatto che interessino alla sinistra, non me ne stupisco ed è giusto così.

Non credo affatto che interessino, però, neanche ai vecchi e nuovi dc e ai coloriti caroselli imprenditorial-managerial-intellettual che sui vecchi dc e qualche “tecnico”  convergono, magari su nuovi rossi treni. Leggo sul Foglio e sul Giornale di campagne di arruolamento conviviali estese al nostro mondo liberista. Non mi piacciono, non partecipo, conosco i soggetti che invitano e mi basta e avanza non frequentarli, visto che mi querelano per quel che scrivo trascinandomi in Tribunale.

Non è materia divisiva per questo blog, ciascuno ha le sue idee. Ma le mie sono queste, e le dico in chiaro.  Non vorrei tra pochi mesi trovarmi all’improvviso con amici liberisti che ricredono a nuovi Berlusconi opportunisti, neomoderatineocentristituttoeilcontrarioditutto, come fecero con l’originale 18 anni fa.

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24 aprile 2012 debito pubblico, fisco, privatizzazioni, spesa pubblica , , , , ,


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  1. Cristiano
    | #1

    Grande Oscar. Siamo con te. E’ sufficiente non lasciare il monopolio della rabbia contro lo Stato sprecone alla Lega opportunista (dov’era fino a ieri quando stava al Governo?). Il movimento degli arrabbiati pronti a tagliare il parassitismo improduttivo cammuffato da egualitarismo socialisteggiante è già di massa: diciamo tutti coloro che vivono di lavoro sul libero mercato, non protetti da Monopoli o prebende pubbliche garantite. Insomma, qualche decina di milioni di voti! Forza, c’è solo da raccogliere il consenso meglio di Bossi (direi che, essendo ormai chiaro di che pasta è la combriccola verde, non dovrebbe essere poi così difficile!)

  2. Diego
    | #2

    Se effettivamente si vuole creare qualcosa di nuovo, che parta dal basso…. PRESENTE!!

  3. carla
    | #3

    Lavoro per la P.A., mi sembra di guadagnarmi onorevolmente e onestamente il mio stipendio MA sono sconcertata da ciò che mi circonda nel mio ambiente di lavoro e da come i quattrini del contribuente vengono letteralmente sperperati.Inutili pratiche burocratiche, elargizione di ore “straordinarie” distribuite seguendo il criterio della appartenenza al clan – qualunque esso sia-, contrattazione decentrata pateticamente inadeguata alle esigenze dell’utenza. Non esiste alcun modo per scalfire dal basso questo sistema amministrativo. Il fondo di “miglioramente dell’offerta all’utenza” distribuito capillarmente nelle amministrazioni, potrebbe essere semplicemente tagliato, perché è in grado di produrre solo ulteriori carte, e piccoli, patetici privilegi di nicchia contrattuale. Non le sa queste cose “l’onesto Giarda”? Oppure aspetta che siano i dirigenti periferici a comunicarlo, autoprivandosi del loro “potere”?

  4. Paolo Carlo
    | #4

    Sono un di pendente dello stato e dico chiaro e forte MENO Stato più Mercato! La macchina pubblica fallisce quotidianamente e trascina a fondo tutto e tutti! Aiuto!!!

  5. Nicola
    | #5

    “una pattuglia liberista”. In questo momento solo scialacquatori di soldi altrui. Di questi quanti ne vuoi.
    E dove la troviamo questa pattuglia? nel partito di plastica – PDL – che predica(va) pure bene ma in quanto a razzolare…
    Rendiamoci conto che al momento se si hanno idee liberiste l’unica cosa da fare è votare bendati con una bustina di biochetasi in tasca, o non farlo affatto.
    Proposta: mandiamo tutti ad Oscar una copia della parabola dei talenti, chissà che non si convinca.
    E’ infine curioso osservare, come a me capita, che a fronte di una spesa pubblica “stabilizzata” e di una pressione fiscale più alta i servizi in questi ultimi anni stiano diminuendo. “Abbiamo avuto dei tagli, sa” dice l’addetta di turno. A me, francamente, non torna!

  6. Claudio
    | #6

    Gentilissimo Alessandro,
    La ringrazio per il Suo consiglio.
    Evidentemente tre Lauree ed un Master in Economia non mi hanno insegnato granché!
    Mi rimetto a studiare.
    Un caro saluto.
    @Alessandro Terracina

  7. Dino Dariol
    | #7

    Caro Giannino,
    condivido il suo pensiero, ma lei mi dvrebbe dire come si crea questa alternativa liberale.
    Seguo le azioni di Draghi che mi piacciono un’infinita’: potrebbe essere lui il leader di questo movimento?
    Chi scrive il “decalogo” del movimento?
    Come si sleziona la classe dirigente del movimento?
    Mi aiuti a capire.
    Grazie.

  8. Umberto
    | #8

    @AlxGmb

    Francamente, mettere sullo stesso piano socialismo reale e religione cattolica, definendo peraltro quest’ultima come una ideologia (mai sentito parlare di Fede?), denota una pessima conoscenza della realtà e della Storia.
    Sul resto si può anche essere d’accordo.

  9. corrado magistro
    | #9

    Napolitano, il Presidente della Repubblica -
    Occorrerebbe una massiccia raccolta di firme per sollecitare i partiti a presentare una mozione per l’ “impeachment” a causa dell’omesso controllo sulla osservanza della Carta costituzionale, di cui egli era il garante.

    Monti, il Presaidente del Consiglio -
    Su proposta dei pariti, anche qui sollecitati dalle firme dei cittadini, va deferito al Tribunale dei Ministri per tradimento e abuso di potere in relazione alla violazione della Carta costituzionale sul lavoro, sulle imprese, sulla equità fiscale, sui diritti individuali della persona.

    I partiti politici -
    Dovranno essere chiamati in giudizio da una moltitudine di cittadini per il risarcimento dei danni patrimoniali e non in relazione alla violazione del mandato elettorale, stante la conclamata incapacità a governare nell’interesse comune. Tra i danni pèatrimoniali andrerebbero inclusi anche quelli relativi agli oneri tutti sopportati per questo governo tecnico.
    PDL: difficile oggi sintetizzarne il contenuto.
    PD: Bersani e Dalema piccoli piccoli, invisibili; solo gestione per alcuni personaggi e sindacati.
    UDC: troppo buoni per essere veri; yesman.
    IDV: ovvero la conferma che il Tonino nazionale non ha avuto buoni voti all’esame di diritto costituzionale, non è mai stato il suo forte né prima né dopo.
    LEGA: vedi IDV con la differenza che sono contro la Costituzione a prescindere dalla conoscenza della Carta.
    Rifondazione: basta una indagine ed il rischio di perdere il Consiglio regionale e Vendola non c’è più, nemmeno per i diritti della persona.
    Il resto è silenzio.

    La Giustizia –
    Che dire. Presi uno per uno i magistrati sembrano brave persone ad eccezione di alcuni, come in tutte le categorie. Ma è sempre più vero che in ogni aula di ciascun tribunale di questo Paese si amministra Giustizia con codici e prassi evidentemente diversi. Le decine di migliaia di leggi vigenti non sono uguali per tutti.

    Vietnam, Palestinesi, femminismo, sessantotto, B.R. e Cossiga ed altro ancora: era bello giocare. Oggi il gioco è duro, è più duro; compressione continua dei diritti costituzionali.
    Dopo la perdita di dignità un popolo può dirsi finalmente schiavo.
    E’ questo il turpe obiettivo che induce i governanti ed i partiti a rimanere inerti (non inermi) di fronte alla sofferenza del loro (?) popolo?

  10. fabio
    | #10

    Caro Giannino, l’eccesso di democrazia conduce alla paralisi!!!! questa è l’estrema se vuole brutale sintesi della sua condivisibilissima analisi attuale. Chi ha la forza, in termini di consenso-condivisione-autorevolezza per imporre tali scelte di campo ? il mio timore è che nei…corsi e ricorsi…. storici la nostra provincetta dell’impero……….e..occhio alla bomba sociale innescata. cordialmente

  11. AlxGmb
    | #11

    Umberto :
    @AlxGmb
    Francamente, mettere sullo stesso piano socialismo reale e religione cattolica, definendo peraltro quest’ultima come una ideologia (mai sentito parlare di Fede?), denota una pessima conoscenza della realtà e della Storia.
    Sul resto si può anche essere d’accordo.

    Egr. Sig. Umberto, si ho sentito parlare di Fede e un po’ conosco la Storia.
    Proprio perchè conosco la Storia affermo che tra ideologie socialiste (comunismo, nazionalsocialismo, fascismo) e religioni non ci sono differenze.

    Le spiego il mio punto di vista, che mi porta ad accomunare socialismo e religione.
    L’Uomo ha cercato per millenni la spiegazione dei fenomeni che lo circondano, che vede, sente, tocca.
    Ancora oggi l’Uomo si chiede da dove viene? Dove va? Perchè?
    Nella ricerca delle risposte, per millenni, l’Uomo si è dato spiegazioni differenti, che hanno generato miti e leggende (religioni), teorie economiche (alcune divenute ideologie).
    Molto spesso, anzi praticamente sempre, queste risposte (Spiegazioni) hanno coinvolto grandissimi numeri di Uomini, con conseguenze solitamente fallimentari.
    Fino a tempi recenti.
    Chiediamoci: cosa è una buona spiegazione?
    E le risposte che per millenni l’Uomo si è dato erano o no delle buone Spiegazioni?
    Cosa è una Buona Spiegazione? Questa è una domanda a cui nessuno prima di David Deutsch aveva dato una risposta esaustiva. Penso che Deutsch meriti il Premio Nobel (non scherzo).

    Qui trova direttamente dalla voce di David Deutsch la risposta alla domanda “Cosa è una buona spiegazione?”
    http://www.ted.com/talks/david_deutsch_a_new_way_to_explain_explanation.html
    e prima di proseguire la lettura del mio post, deve sentire questa conferenza (16 minuti), se no rischia di non seguire il filo del mio discorso.

    …dopo di che se io Le scrivo che la Madonna (la Madre di Gesù) non può essere salita in cielo 2000 anni fa, è un mito, una storia falsa; Lei, senza offesa, cosa risponde?
    Crede fideisticamente che una umile donna (della cui reale esistenza non abbiamo alcuna prova) possa 2000 anni fa essersi alzata oltre la stratosfera senza l’uso di alcun tipo di propulsione, vincendo la forza di gravità e resistendo per 2000 anni a temperature prossime allo zero Kelvin? Una simile tecnologia non è disponibile in toto nemmeno oggi.
    Suvvia, non c’è una buona spiegazione che giustifichi l’Ascensione della Madonna.

    Allo stesso modo le teorie socialiste cercano di comprendere e Spiegare la realtà, dopo cercano di suggerire come operare sulla realtà medesima e tentano (i tentativi sono ancora disastrosamente in atto) di modificarla e “pilotarla” (loro usano il verbo “pianificare)” verso quell’ideale di società che la teoria socialista vorrebbe; è il medesimo meccanismo delle religioni, né più né meno.
    Ecco spiegata l’affermazione che Lei mi contestava.

    Salut
    AlxGmb

  12. Stefano
    | #12

    Dottor Giannino, fondi un partito liberale con Antonio Martino, Nicola Rossi e Franco Debenedetti. La prego.

  13. Lucio
    | #13

    @Stefano
    Mi associo a Stefano……abbiamo bisogno di un catalizzatore…..non può essere che lei.
    cordiali saluti
    Lucio Della Toffola

  14. Beppe.D
    | #14

    Seguo con molto interesse la battaglia che lei dr. Giannino, il prof. Boldrin,Porro, Stella, Rizzo, Giordano…..etc.etc. state conducendo. In anni passati le penne di liberi pensatori hanno cambiato il mondo. Spero che questo valga anche per il nostro paese. Per quanto attiene il giudizio su questo governo del prof. Monti, devo dire che inizialmente mi ha molto colpito. Certo iniziare dando un’ulteriore carico di tasse alle famiglie italiane non era quello che ci si aspettava e che gli italiani attendevano. Ad ogni modo, si era imboccata la via decisionale, si era riusciti a metter mano ad una riforma pensionistica che andava fatta (naturalmente anche con delle sviste, ma che si possono sempre corregere), si era messo, almeno, temporaneamente in sicurezza i conti dello stato italiano. Il mercato, aveva cominciato a rispondere positivamente. Il problema è che ci si è fermati lì. Questo governo aveva l’opportunità, sotto il ricatto dell’emergenza, di procedere ad una profonda revisione del sistema della spesa pubblica. Un’economia in cui la spesa pubblica drena a quella reale più del 50 % della sua ricchezza è un economia che non sta in piedi. E come se in una azienda artigiana si avessero 10 consulenti o amministrativi e 10 addetti alla produzione o alle vendite. Per quanto può essere utilie l’attività dei consulenti o amministrativi occorre che ci sia più gente nella produzione e nel settore vendita piuttosto che un numero elevato di amministrativi a passar carte. E’ quello che succede nel nostro paese, in cui a fronte di un individuo che crea ricchezza vi sono 1 o 2 individui che di tale ricchezza se ne avvantaggianio senza produrne a loro volta. Ovvio che il paese non cresce. Vedo spot in cui si associa la figura del parassita a chi evade le tasse. Certamente, le tasse vanno pagate. Ma anche una pubblica amministrazione che drena risorse in tale misura, senza tra l’altro far corrispondere servizi per cui essa sarebbe preposta, credo che vada associata alla stessa figura di parassita. Non credo, che l’attuale governo sia più in grado di incidere sotto questo profilo. Ha perso quell’attimo fuggente per cui certe cose vanno fatte in quel momento o non si fanno più. Ormai, i partiti che risiedono oggi in parlamento si sono riappropriati del loro ruolo e difficilmente consentiranno misure severe che tolgono loro benefici di cui da molto tempo godono. Spero che liberi pensatori come quelli che su ho citato, riescano a coagulare attorno loro un numero di persone sempre maggiore in modo che più alto è il numero dei soggetti più si possa far sentire la propria voce. Spero che essi possano entrare in contatto con un Movimento come quello di Beppe Grillo, che sotto molti aspetti dice le stesse cose, ma che a volte pecca in soluzioni credibili. Un augurio a non abbassare la guardia.

  15. | #15

    Caro Oscar,
    In merito all’ultima parte dell’articolo: non stiamo aspettando altro!

  16. Guido
    | #16

    Totale qcondizione
    In questo paese di opportunisti, specie tra i giornalisti, consola che ci sia qualcuno che ha prima di tutto ha delle idee proprie e intelligenti e poi ha il coraggio di urlarle, per iscritto e alla radio.
    Chapeau e grazie

  17. Michele
    | #17

    Caro Giannino,

    Magari!
    Non so saremmo in molti o in pochi ad appoggiare tale avventura.
    In ogni caso mi consideri arruolato.

    In fremente attesa.

    Michele

  18. Deluso
    | #18

    Sono solo un povero deluso. Il mio unico obiettivo, oggi, è quello di abbandonare l’ Italia. Sono a buon punto, tra pochi mesi spero di poter pensare, solo raramente, al passato come ad un brutto incubo ormai lontano.

  19. Marco Schiavone
    | #19

    Caro Giannino,
    il finale del suo intervento da un lato mi stupisce ma dall’altro mi conforta nella sua ( e spero non solo sua) volontà di riscossa! Significa che la speranza non è morta.
    Giannino for president!!!
    Mi stupisce (ancora??? ancora mi stupisco….? ) il fatto che nessun partito pensi che questa pattuglia di liberisti/neo liberali non possa essere una fetta importante di elettori, soprattutto in un panorama di frammentazione partitica che si sta riproponendo.
    Io sono con lei … ma come si fa oggi a fare un nuovo partito??? solo la parola fa vomitare … ed il pensiero accapponare la pellaccia più dura.
    Cordiali saluti, spero di poterle stringere la mano il 31/5 a Biella.

    Marco Schiavone

  20. donato
    | #20

    dura battaglia in questo paese social catto statalista cercare di innestare idee liberali nela gestione della società ma ben venga, lo spazio ci sarebbe e i porgrammi elettorali del Mao Tze tung del 94 e 2001 lo domostrano, il potenziale elettorale, ho ragione di credere, è ancora lo stesso sebbene tradito e deluso da anni di burlesque.
    ci provi altrimenti il futuro politico sarà di un solo del movimento a 5 stelle e visto il clima avremo una sola possibilità quella di accettare un modello politico simil bulgaro. gli altri, è vero, sono quasi morti

  21. marcantonio
    | #21

    Facile fare i tecnici.
    i nostri governanti saranno anni luce più preparati di noi comuni mortali ma cosa hanno fatto da quando hanno le redini in mano.
    Hanno solo aumentato il prelievo fiscale, innalzato l’età pensionabile, aumentato le accise, ecc.
    Tutte misure che comportano l’affossamento dell’economia reale, sempre più difficoltà di trovare un lavoro ai giovani, diminuzione del PIL e conseguente aumento del disavanzo e del famigerato spread.
    Questi signori tecnici non hanno capito che l’unica salvezza è diminuire gli sprechi, mettere in galera i corrotti (lo dicono loro stessi che ci sono 60/70 miliardi annui di corruzione), far tornare a produrre i fannulloni, dare per primi il buon esempio decurtando i loro stipendi e quelli dei manager pubblici che sono vergognosi e sono uno schiaffo ai comuni mortali, vessare meno chi veramente lavora.
    Solo così potremo uscire dall’attuale situazione.
    Forza Giannino….

  22. | #22

    Che dire? Oscar Giannino for President! ——– Caro Oscar, sono tanti gli italiani che cercano di dare voce a una nuova politica nel senso da lei auspicato. Sono nati molti movimenti spontanei a questo fine. Ma è una corsa ad handicap. Forse solo 5-Stelle ce la può fare. Pur essendo criticabile sotto molti aspetti 5S è l’unica forza che rende possibile l’abbattimento dell’attuale classe politica. La nascita di una forza genuinamente liberale in discontinuità con l’establishment attuale è improbabile. Lei è senza dubbio fra coloro che possono adoperarsi per crearla. Massimo Laccisaglia – FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI. federazionedeimovimenti@gmail.com

  23. Grilo Parlante
    | #23

    Caro Oscar la tua conclusione è saggia.. attenzione a non ritrovarci come 18 anni fa….ricordi cosa accadde? Il sistema delle tangenti era talmente diffuso che l’italia era ferma ma andava avanti per inerzia, priva di un pensiero politico che potesse chiamarsi tale……la minicrisi economica mandò tutto a pezzi…ma allora il fenomeno era meno grave di oggi..e qui mi fermo perchè ci sarebbe da scrivere un libro….Dalla crisi dei partiti uscì Lui..disse di essere liberista e liberale …promise promise..come un neoperonista….. e subito gli Italiani lo votarono e poi lo rivotarono….e abbiamo visto le conseguenze..Il problema è questo…noi Italiani siamo bravissimi a parlare..a raccontarci come dovrebbe essere il mondo ideale…e poi tutti,singolarmente facciamo il contrario..ognuno cerca di arraffare dando’ di se il peggio del peggio.e se arriva che ci promette l’eldorado senza fatica è lui il nostro leader…Siamo perfettamente consapevoli delle nostre scelte… nel 94 e nel 2008 non siamo stati gabbati, …abbiamo votato consapevolmente chi ci avrebbe portato alla rovina; ..Perchè noi Italiani cerchiamo sempre le scorciatoie comode..le idee preconcette e preconfezionate come cibi pronti..La facilità con cui ci adeguiamo al pensiero comodo è stupefacente….la difficoltà che abbiamo a ragionare con la nostra testa, altrettanto..Ogniuno di noi preso singolarmente dice una cosa e pubblicamente dice l’opposto.. ……..Ultimamente poi ho notato che al potere economico, politico e manageriale sono arrivati tanti personaggi che dicono frasi fatte… ti propinano ragionamenti di grande apèrtura mentale ma vuoti di contenuto….etc .etc…

    Allora come uscirne? Credo che Occorra un partito nuovo che non raccolga il malcontento (troppo facile vincere puntando sul malcontento..per poi non combinare nulla …) ma contenga in se un patto morale.. il patto dell’onestà individuale e della solidarietà verso il debole, unito alla volontà di riformare il sistema nell’interesse di tutti..un partito di gente disposta a lavorare duro per il paese…sapendo che nessun Italiano ti ringrazierà mai per il lavoro che hai fatto…perchè questa è l’Italia e questi sono gli Italiani…..se lavori per loro non apprezzano, se racconti sogni irrealizzabili ti fanno salire in paradiso…
    Cosa fare? Sono necessarie quelle riforme prima di tutto della politica perchè il nostro sistema democratito cade a pezzi, poi della Pubblica amministrazione poi del mercato del lavoro poi il controllo sul credito poi scuola pensione e sanità…che rimettano in sesto la baracca togliendo privilegi a coloro che campano nel privilegio e nella corruzione e organizzando il sistema come una macchina capace di funzionare….Ormai il sistema è paralizzato…la politica è commissariata..la PA si è arroccata dietro le cervellotiche burocrazie del diritto amministrativo nella convizione di sentirsi (la Pa) l’unico difensore del paese dagli assalti dei politici; ( la ragioneria dello stato che blocca il decreto sviluppo,si comporta allo stesso modo del ragioniere capo di molti comuni che per paura bloccano l’attività del sindaco e della giunta)…
    Il lavoro è enorme..le difficoltà sono immense in questo paese..Servono persone di buona volontà che siano disposte a stringere fra loro un patto di duro onesto lavoro dietro le quinte….prive del desiderio di apparire a tutti i costi….. bisogna selezionare gli onesti ed i migliori, toglierli dalla massa per metterli al potere…..altrimenti il nostro destino è segnato….andremo sempre più indietro nella scala del benessere… un passo per volta, sempre più indietro……

  24. | #24

    momento difficile ma da non delegare ai grilli parlanti di turno e neppure a vecchi chiaccheroni alla cicchitto o peggio ancora ai vecchi colonnelli finiani: non andiamo lontano anche se ce la mettiamo tutta e questo governo non si presenterà alle elezioni del 2013. Cosa fare? Abbiamo la possibilità di candidare gente nuova: toschi, renzi e perchè no anche oscar giannino in uno schieramento di facce nuove e ….competenti! Se dovesse decidere di costruire un movimento e candidarsi io sarò con lei maria pia mainetti

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