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Il Governo Monti: le tasse, l’evasione e la pressione fiscale

Abbassare la pressione fiscale grazie agli introiti aggiuntivi derivanti dalla lotta all’evasione? Questa è la proposta che sembra trapelare dai rumors di Palazzo Chigi e sarebbe un buon passo in avanti dopo che il decreto di dicembre del Governo è stata pesantemente incentrata sull’aumento della tassazione. Solo per esempio si ricorda l’aumento delle accise per oltre 10 centesimi sui carburanti.

Almeno si inverte la rotta, si potrebbe affermare, ma è davvero così?

Il problema principe dell’Italia è l’elevato pressione fiscale. I dati sono chiari: come ricorda spesso il Professor Ugo Arrigo anche su queste colonne, la pressione fiscale è ormai vicina al 55 per cento, tenendo in considerazione che l’Istat nei suoi dati include anche l’economia in nero.

Diminuire le aliquote al 20, 30 e 40 per cento? Ben venga, ma sembra un po’ poco. Ci vorrebbe molto più coraggio e soprattutto una forte azione che dimostri la volontà di andare verso una strutturale diminuzione delle tasse.

L’idea di fondo del Governo Monti è quella di ridurre le tasse grazie agli introiti dell’evasione, ma intanto si prefigura da settembre un aumento dell’IVA di 2 punti percentuali sia per quanto riguarda l’aliquota ridotta, che passerebbe dal 10 al 12 per cento, che quella “standard” che passerebbe dal 21 al 23 per cento.

Va bene ridurre il livello delle tasse, ma dovrebbe nascere da una forte eliminazione degli sprechi della macchina statale che esistono eccome: ce lo ricorda spesso Oscar Giannino quante spese inutili potrebbero essere evitate dal nostro caro Stato.

La logica dovrebbe essere capovolta dunque: prima tagliare gli sprechi e ridurre contemporaneamente le tasse e combattere l’evasione, magari aiutando anche gli italiani a pagare le tasse.

Si ricorda che l’Italia è uno dei paesi più pesanti burocraticamente parlando nel pagamento delle tasse. È la stessa Banca Mondiale che ce lo ricorda nel suo rapporto “paying taxes” che mette l’Italia sempre in fondo alle classifiche.

Troppa burocrazia, troppe complicazioni e un peso per le imprese che arriva quasi al 70 per cento sugli utili. Non è questo dunque il problema principe?

Come fanno le imprese a reinvestire se lo Stato si trattiene più del 65 per cento di quanto un’impresa riesce a guadagnare?

Il nostro fisco è alquanto bizzarro nel senso che è incentrato sul perseguimento degli errori dei contribuenti. Abbiamo un esercito (la Guardia di Finanza) che interviene per scovare gli evasori e lo stesso sembra fare anche l’Agenzia delle Entrate., ma i sistemi negli altri paesi sono profondamente diversi

In Italia non mancano i controlli, manca la semplicità nel pagamento come sempre si evince dalla Banca Mondiale.

Negli altri paesi è il concetto è completamente opposto. I corrispettivi dell’Agenzia dell’Entrate aiutano il contribuente a completare i moduli di pagamento delle tasse in modo da limitare gli errori e le correzioni ex-post.

Si potrebbe dire che “prevenire è meglio che curare” nella lotta all’evasione…

Quindi azione ex-ante di semplificazione e aiuto, piuttosto che correzioni ex-post.

Abbassare le aliquote? Si, grazie, ma è essenziale ripensare il sistema fiscale italiano con un brusco abbassamento del livello della pressione che grava su tutti i contribuenti grazie alla riduzione delle spese inutili.

L’Italia ha la pressione fiscale della Svezia, ma il welfare dell’Irlanda (dove la pressione fiscale è inferiore di quasi 20 punti percentuali).

Siamo sicuri che l’abbassamento delle tasse debba derivare solo dalla lotta all’evasione?

23 febbraio 2012 fisco , , , , ,


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  1. Guido
    3 marzo 2012 a 9:33 | #1

    “In Italia non mancano i controlli, manca la semplicità nel pagamento come sempre si evince dalla Banca Mondiale.

    Negli altri paesi è il concetto è completamente opposto. I corrispettivi dell’Agenzia dell’Entrate aiutano il contribuente a completare i moduli di pagamento delle tasse in modo da limitare gli errori e le correzioni ex-p”

    Grazie Andrea di questa precisazione.
    Io ho vissuto, lavorato e pagato le tasse per 30 anni in un paradiso fiscale : la Germania . Me ne sono accorto adesso che la Germania è un paradiso fiscale perchè che sono tornato in Italia da due anni , Aihmè.
    In Germania non ho mai fatto direttamente un pagamento alla pubblica amministrazione,niente moduli, F24, ricevute.
    Tutto ( e intendo tutto : Irpef, ICI,IVA ,Tasse automobilistiche,Rifiuti,etc ) viene pagato con addebito in conto .
    Tu non fai niente, l’amministrazione ti preleva al momento giusto l’ importo giusto e ti avvisa con una lettera di quello che fa .
    Mai avuto un errore, mai una coda in posta/banca .

    Non è questo un paradiso fiscale ?

  2. 3 marzo 2012 a 11:26 | #2

    Vorrei aggiungere una considerazione: i giornalisti (o presunti tali).
    Molti di questi percepiscono lauti guadagni manifestando le arrabbiature del popolo.
    E giù trasmissioni dove si parla per ore di quanto si è indignati.
    E giù pagine e pagine di articoli contro.
    E giù pagine di blog di gente che cerca di capire oltre che ad indignarsi.
    Ma tutta questa roba, la seguiamo solo noi!
    Non penso proprio che il monti il napolitano la fornero e chi per loro perdano il loro tempo milionario per ascoltare i nostri malumori, che poi magari gli rovinano la gioia di vivere in un paese dove vivono ai massimi livelli sia economici che sociali.
    Meno male che abbiamo la possibilità di sfogarci, ma la cosa finisce li.

  3. larrybor
    3 marzo 2012 a 20:57 | #3

    Ho sempre ritenuto che lo slogan pagare tutti per pagare meno fosse una grande balla,oggi piu’ che mai ne sono convinto.La lotta all’evasione sarebbe sacrosanta se non fosse che assomiglia di piu’ all’estorsione legale che alla giustizia fiscale pertanto mi rifiuto di puntare il dito contro gli “arrotondatori” fiscali,quelli che con piccole limature aggiustano la propria economia domestica,e invito anche quelli della busta paga a guardare con attenzione quanto gli sottre il fisco e pensare che effetto gli farebbe avere tutto il lordo e poi vederselo taglieggiare a fine anno in DDR.Ma non e’ certo il problema di tanti funzionari di stato,con buste paga fino a 300 volte quella di un dipendente medio pagare le tasse non e’ un problema(suo!)

  4. Ecate
    5 marzo 2012 a 9:14 | #4

    @Marco Colonna
    In una argomentazione bisogna capirsi. Se io ti chiedo l’ora e tu rispondi domenica e un altro interviene sostenendo che è marzo così ciascuno pensa, sbagliando, di aver ragione.

    Sull’evasione ho voluto chiarirmi qualche concetto base. Cosa è e chi è un evasore. A prescindere che tra un po’ negli studi di settore metteranno una sezione denominata “lombroso” in cui in base ai tratti somatici del contribuente ci sarà una presunzione di evasione. Se sei piccolo, hai la barba incolta e lo sguardo torvo e indossi un camice verde sei finito.

    Bortolussi della CGIA di Mestre ha realizzato uno studio la cui conclusione è :

    Economia sommersa : 2.300.000 lavoratori in nero imponibile evaso stimato 200 miliardi di euro
    Economia criminale : 3 regioni del SUD italia in mano loro imponibile evaso stimato 100 miliardi di euro
    Grandi imprese : imponibile evaso stimato 10 miliardi di euro
    Lavoratori autonomi e PMI : imponibile evaso stimato 6 miliardi di euro

    Totale 316 miliardi di euro

    Allora : a meno che ci si indigni perché un mafioso che chiede il pizzo non rilascia la fattura, le considerazioni che faccio sono due, o lo studio di Bortolussi è falso allora la smetta di dire sciocchezze e vada a zappare la terra o la lotta dell’evasione si concentra sui ladri di polli e caramelle che non rilasciano lo scontrino al bar (fanno la voce grossa con gli studi di settore con l’evasione di 6 miliardi contro 310 miliardi!).

  5. adriano
    5 marzo 2012 a 11:06 | #5

    @Marco Tizzi
    Complimenti a tutti e due!

  6. adriano
    5 marzo 2012 a 11:11 | #6

    Marco Tizzi :

    ALESSIO DI MICHELE :
    5) anche ammettendo che l’ evasione sia combattibile, è sperimentalmente accertato che lo stato italiano non riesce ad eliminarla: non mi importano i perchè, ma è così; logica vuole che ci si pieghi a questa realtà e si diminuiscano le spese; in psicoanalisi si parla di “principio di realtà”: ad es. non è giusto, ma se mangi coppa a Teheran ti pestano: tu avrai ragione, ma da un letto di ospedale.

    PRIMA era così.
    Ma ADESSO c’è MARIOMONTI, che è un supereroe della Marvel, amico personale di divinità celesti e terrene, un uomo che tutto può, anche (e soprattutto!) stimolare l’economia privata tramite l’aumento delle tasse e ridurre la spesa pubblica corrente senza toccare numero e stipendi dei dipendenti pubblici.
    Quindi lei è semplicemente un miscredente che non vuole adeguarsi ai SACRIFICI PER TUTTI in nome di un bene superiore: il benessere.
    Del resto del mondo.

    Complimenti a tutti e due! (prima mi sono incasinato tra rispondi e cita)

  7. PAOLO
    12 marzo 2012 a 14:51 | #7

    Vorrei fare una domanda molto semplice.
    Tre sono i leit motiv ai quali Monti dice di essersi ispirato (di ispirarsi): Risanamento, crescita ed equità.
    La domanda: “Per quale motivo il sig. Fortunato che ha in banca un deposito titoli di oltre 50 milioni deve pagare una imposta di bollo di 1200 euro (che in realtà poi glieli paga la banca) mentre il sig. Sfortunato, ex lavoratore dipendente (45 anni di azienda) e oggi pensionato, che ha prima e una seconda casa e un modesto conto in banca di 150 mila/euro deve pagare oltre 3500 euro di IMU (che non glieli sconta nessuna banca)?
    Lei cosa ne pensa?
    Questo livello di tassazione avrà riportato lo spread a 300 ma gli italiani che vivono del loro modesto lavoro sono largamente sotto zero.
    A quando la riduzione della spesa?

  8. Roberto
    21 marzo 2012 a 12:47 | #8

    Quando lo stato preleva dai cittadini oltre la metà del loro reddito li ha ormai ridotti in schiavitù.

  9. Roberto
    21 marzo 2012 a 12:53 | #9

    Quando lo stato preleva dai cittadini circa la metà del loro reddito è sulla via di ridurli in schiavitù.

  10. giacomo
    23 marzo 2012 a 13:03 | #10

    ogni italiano ha oramai capito che la classe politica ed amministrativa di questo paese rappresenta,per la sua incapacita’,inettitudine ed ingordigia,un parassita nel corpo produttivo del paese.Se questo e’ possiamo paragonarle al piu’ classico dei parassiti che colpisce l’uomo,”la tenia”il vermeschifoso chesubdolamente penetra nelle nostre viscere e asintomaticamente si nutre del nostro nutrimento e cresce fino al punto in cui e’ costretto ad espellere parti di sestesso pur di garantirsi la propria soppravvivenza.Solo a quel punto noi ci accorgiamo dell’ ingombrante ospite e riccorriamo alla farmacopea che con tre pillole ed una robusta purga ci risolve il problema. proprio qui,pero’,il paragone cade, perche,la politica ha mefistolicamente sottratto a noi le pillole contro la sua degenerazione patologica;senza pillole come debelleremo il verme?: riportando il problema sul piano diretto e personale,togliendo allo schifoso essere il nutrimento a costo di autolesionare noi stessi , o lui o noi o la soppressione di entrambi. chi avra’ piu’ forza vincera’ o periremo entrambi, ma, il mostro patira’ come noi il digiuno,soffrira’ come noi la disidratazione e avvizzira’ con noi co l’aumentare di questa e magari decidera’ di abbandonare la sua prediletta dimora per raggiungere la cloaca che gli compete…..

  11. GIACOMO
    23 marzo 2012 a 13:27 | #11

    l’istituto della revocatoria fallimentare,parzialmente modificato dal governo Berlusconi ,ma, tuttora vigente in talune sue parti, si basa sul principio che ognuno di noi deve conoscere lo stato di solvenza o meno di ogni proprio cliente o fornitore e ,nel caso sia insolvente astenersi da oni rapporto con lo stesso al fine di limitare al minimo i danni di un suo piu’ che probabile tracollo….. in base a questo principio….. e’ lecito o meno continuare a versare euri allo stato italiano?????????? siamo sufficentemente informati sullo stato di solvenza o insolvenza dell’ italia?????? verremo in seguito accusati proprio noi di aver continuato a foraggiare l’inettitudine della classe dirigente corrotta che ci guida verso il baratro?????? ci accuseranno, proprio noi, di non aver saputo riconoscere negli sprechi e nelle ruberie delle amministazioni,i segnali di un prossimo tracollo??????

  12. 27 aprile 2012 a 11:15 | #12

    giacomo :
    ogni italiano ha oramai capito che la classe politica ed amministrativa di questo paese rappresenta,per la sua incapacita’,inettitudine ed ingordigia,un parassita nel corpo produttivo del paese.Se questo e’ possiamo paragonarle al piu’ classico dei parassiti che colpisce l’uomo,”la tenia”il vermeschifoso chesubdolamente penetra nelle nostre viscere e asintomaticamente si nutre del nostro nutrimento e cresce fino al punto in cui e’ costretto ad espellere parti di sestesso pur di garantirsi la propria soppravvivenza.Solo a quel punto noi ci accorgiamo dell’ ingombrante ospite e riccorriamo alla farmacopea che con tre pillole ed una robusta purga ci risolve il problema. proprio qui,pero’,il paragone cade, perche,la politica ha mefistolicamente sottratto a noi le pillole contro la sua degenerazione patologica;senza pillole come debelleremo il verme?: riportando il problema sul piano diretto e personale,togliendo allo schifoso essere il nutrimento a costo di autolesionare noi stessi , o lui o noi o la soppressione di entrambi. chi avra’ piu’ forza vincera’ o periremo entrambi, ma, il mostro patira’ come noi il digiuno,soffrira’ come noi la disidratazione e avvizzira’ con noi co l’aumentare di questa e magari decidera’ di abbandonare la sua prediletta dimora per raggiungere la cloaca che gli compete…..

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