Disciplina del prezzo dei libri: Petizione al Presidente della Repubblica
Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica.
Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione.
Illustrissimo Sig. Presidente,
il 20 luglio u.s. il Senato ha approvato, in via definitiva, la legge che impone vincoli sugli sconti e le promozioni di vendita dei libri.
Se la legge dovesse entrare in vigore, dal primo settembre il mercato dei libri non sarà più libero: un rigido tetto agli sconti e alle campagne promozionali renderà infatti la fissazione del prezzo dei libri non più soggetta al pieno principio della libera concorrenza, ma sottoposta a vincoli legislativi quanto a tempi e soglie di sconto.Vogliamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni sulla legittimità del provvedimento, chiedendoLe di considerare questa petizione ai fini di un rinvio della legge alle Camere in sede di promulgazione.
La nostra Costituzione riconosce il diritto alla libera iniziativa economica privata, comprimibile dal legislatore solo per fini sociali, da intendersi, secondo consolidata giurisprudenza costituzionale, come inerenti a quei settori in cui, data la particolarità o la scarsità del bene, un regime di libero mercato non riuscirebbe a garantire un’esistenza dignitosa a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro condizioni.
Il libro è un bene di uso comune e non vitale. Non è né un bene scarso né sottoposto a un regime di monopolio naturale come le fonti energetiche, né essenziale alla sopravvivenza fisica come un medicinale salvavita. Perché dunque il legislatore dovrebbe imporre la politica dei prezzi di questo mercato, come accadeva in regimi del passato che non sono certo oggi ricordati per il rispetto della libertà dei cittadini, che, come dicevano Sturzo e Einaudi, è unica e indivisibile?
La legge dunque interviene in un settore commerciale che non presenta peculiarità tali da far ritenere legittimo un intervento legislativo per finalità sociali.
Pur ammettendo, per denegata ipotesi, che per fine sociale si possa intendere la promozione della cultura, non si vede come un divieto di fare sconti e promozioni possa agevolare il lettore ad acquistare più libri e accrescere il proprio livello culturale. Come può la limitazione pianificata di sconti e strategie promozionali contribuire alla diffusione della cultura e della lettura? Al più, scoraggerà chi deve fare i conti in tasca con il proprio stipendio ad acquistare libri e deprimerà un mercato già di per sé limitato.
I piccoli librai, come i piccoli editori, riescono ancora a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato diverse, parallele e alternative basate, ad esempio, su promozioni in occasione di qualche anniversario, sulla fidelizzazione di clienti affezionati che meriterebbero un trattamento di riguardo, sull’accessibilità del commercio elettronico, insomma sulla libertà di concepire un mercato atipico che, con un po’ di fantasia e coraggio, possa affiancarsi ai grandi marchi e fare la sua parte nella promozione della cultura.
I lettori, dal canto loro, non possono che trovare giovamento da strategie di sconti e vendite promozionali in grado, queste sì, di diffondere la cultura della lettura anche tra i giovani e coloro che non dispongono di un reddito medio-alto.
Questo ritorno a un protezionismo interno, peraltro inutile visto che qualsiasi libraio potrà domani acquisire un dominio internet in uno Stato straniero e vendere a sconti liberi la produzione italiana, è allarmante se si pensa che potrebbe essere esteso a qualsiasi altro bene, dal momento che il libro è un bene comune senza caratteristiche tali da rendere compatibile col dettato costituzionale una particolare compressione della libertà economica.
Esso è peraltro contraddittorio rispetto a un indirizzo politico che ritiene una maggiore libertà di intrapresa la cura adeguata alla ripresa dell’economia in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, secondo quanto dimostra la recente liberalizzazione degli esercizi commerciali nelle città turistiche.
La legge in questione contrasta dunque con l’art. 41 della Costituzione e si profila come irragionevole ex art. 3 della Costituzione, restringendo il mercato dei libri e rendendolo meno accessibile a quanti oggi, tra la popolazione meno abbiente, vengono agevolati all’acquisto da sconti invitanti.
Inoltre, la legge contrasta anche col principio comunitario di libera concorrenza, ormai acquisito nel nostro ordinamento, poiché, di nuovo, non sembrano esservi nel mercato editoriale particolari esigenze di garantire servizi essenziali alla persona tali da giustificare un intervento autoritativo per correggerne le distorsioni.
Per quanto sopra ritenuto, siamo dunque a chiederLe di considerare tali profili di illegittimità costituzionale ai fini di un rinvio alle Camere della legge, che faccia ponderare meglio il Parlamento circa l’opportunità e la compatibilità col nostro sistema costituzionale dell’intervento legislativo in questione.
Per aderire alla petizione inserite un commento in cui specificate di sottoscrivere quanto sopra, specifinando il vostro NOME, COGNOME e CITTÀ.
In caso di difficoltà nell’inserimento di un commento, è possibile sottoscrivere la petizione inviando un’e-mail.
Grazie
24 luglio 2011 Diritti individuali, diritto, Libertà, mercato


(85 voti, media: 4,00 su 5)




Sottoscrivo la petizione al Presidente della Repubblica “Disciplina del prezzo dei libri”.
Simone Poggi, Scandicci (FI)
Sottoscrivo con la presente la petizione al Presidente della Repubblica.
Roberto Oppi (BO)
sottoscrivo
Martina Perego
Milano
Un attacco contro la cultura ed il diritto all’istruzione. Solo in Italia, naturalmente…
Aderisco convintamente.
Alessandro Piana
Trav. Via Nurra, 5
07100 Sassari
ITALIA
sottoscrivo la petizione!!
Sottoscrivo la petizione!
Sottoscrivo la Petizione
Valentina Chiarabelli
Ferrara
Ma che diavolo pensano di fare?
Incredulo, sottoscrivo.
Sheria Tshongo Mussonghora
Residenza: Bari
Domicilio: Como
SOTTOSCRIVO QUANTO SOPRA!
Luigi Dinardo
Santeramo in Colle (Bari)
Signor presidente, qui si tenta di uccidere la cultura. Le ricordo che in Italia solo il 4% dei cittadini legge assiduamente. Con questa legge rischiamo di cadere ancora più in basso, per non parlare del fatto che il mondo dell’editoria rischia davvero di fare una brutta fine con questa legge! Non deve firmare!
Sono assolutamente contrario a questa legge che avrà come sicuro risultato una riduzione negli acquisti dei libri da parte degli italiani, che già ora risultano tra i lettori più scarsi del mondo. Vogliamo davvero favorire e perseverare nell’ignoranza???
@Cristiano Generali
Sono di Bologna
già è pesante portare i nostri giovani alla laurea, tutto ha un prezzo, ed anche esoso.. stages, aggiornamenti, approfondimenti… vogliamo togliere loro anche la possibilità di accedere ailibri di tsto con qualche facilitazione? e partiamo proprio dalla cultura? proviamo a caricare qualcosa su gioielli, abbigliamento e quant’altro magnifichi il lusso e l’immagine…
… e cosa dire delle prerogative dell’Unione Europea, con rigoroso richiamo al tema della libera concorrenza e della liberalizzazione, illustrato quale proprio proposito distintivo ed esclusivo. Tema chiarito in antitesi ed in antonimia al protezionismo e, più precisamente, al controllo pubblico … da una lettura socio-economico, non solo politico e regolamentare o legislativa ….
Sottoscrivo la petizione. Pietro Di Nocera
ciao a tutti!!mi sembra doveroso sottoscrivere questa petizione!la cultura deve essere alla portata di tutti!!!!!!
Aderisco convinta
Gentile Teresa concordo con la molte delle sue affermazioni. Anche il libro è un bene con una domanda elastica. Meno costa e più compratori può avere. Anche dalla mia analisi si deduce che lo sconto stimola la domanda, e anche io sostengo che sempre più acquirenti compreranno dove lo sconto è maggiore. Ma tutte queste considerazioni non invalidano le mie conclusioni. Tutt’altro. Nella mia analisi è anche prevista la chiusura delle piccole librerie. Posso aggiungere che il costo del libro potrebbe diminuire al crescere della domanda, ma l’effetto dello sconto editoriale sul costo effettivo dei libri è innegabile.
Anche se l’editore e la grande libreria, do per morta la piccola, rinunciassero completamente al proprio utile, non è possibile annullare i costi di edizione e distribuzione, e a qualsiasi prezzo ci saranno dei potenziali acquirenti che continueranno a non comprare perché giudicano il prezzo ancora troppo alto, e lo sconto ha un limite evidente, il costo di produzione. Se per raggiungere questi acquirenti l’editore fosse costretto a fare un prezzo che non copre le spese, rinuncerebbe semplicemente a stampare il libro. Come accade frequentemente
Se il libro fosse una mozzarella sarebbe possibile immaginare una vera concorrenza. A parità di qualità, il produttore più efficiente ha sicuramente un vantaggio competitivo sui suoi concorrenti perché può fare un prezzo più basso. Ma nel caso dei libri questa concorrenza è possibile solo con i libri i cui diritti di proprietà sono scaduti. E questa libertà di prezzo esiste già. Se lei vuol comprare una copia della Divina Commedia può scegliere tra diverse offerte. Invece se desidera comprare l’ultimo libro di Camilleri, questa alternativa non esiste, può acquistarlo solo dall’editore che lo ha pubblicato, e il prezzo più basso lo si ottiene solo con il prezzo fisso e lo sconto editoriale uguale per tutte le librerie. Anticipo i miei critici. Questa è una ipotesi ideale che non tiene conto dei reali rapporti di forza del mercato. Per questo gli acquirenti di libri debbono rassegnarsi a pagare di più del teorico prezzo minimo che sarebbe sufficiente pagare per acquistare un libro. Il più forte vince. Ma non sempre il più forte produce il risultato migliore per la collettività.
Giorgio Mosci
Sottoscrivo la petizione. Limitare gli sconti non aiuta il lettore !!!
Silvia Moro
Ravenna
Sottoscrivo alla grande!
Tiziana Musto
Roma
Sottoscrivo la petizione: una legge incostituzionale, retriva, miope – alla faccia del “libero mercato” di cui tutti, bipartisanamente, si riempono la bocca.
Sottoscrivo la petizione. Ma tu guarda se devo lavorare per pagare lo stipendio a quella banda di cialtroni, che pretende di decidere per me quali sono i fini “sociali”. Stato ladro! viva Rothbard!
Giovanni Cagnotto (Pavia) sottoscrivo la petizione
Sottoscrivo la petizione
Pietro Pagliardini, Arezzo
La città da cui scrivo e sottoscrivo è Catania. E’ veramente vergognosa questa legge… solo un governo truffaldino come quello che abbiamo oggi in Italia, poteva concepire un’idiozia simile!
Sottoscrivo la petizione!
(Vergogna a chi ha approvato la legge)
Sottoscrivo
Simone Aloisio Cucci (Mi)
Invito a scrivere anche all.on.(?) Levi sul sito della Camera per manifestrgli la nostra “gratitudine”.
sottoscrivo la petizione.
Grazie,
Monica Cini Torino
sottoscrivo
NICOLA BOFFINI
PAVIA
Francesca Luchini
Viareggio
Sottoscrivo.
Luca Guerra Rimini
Aderisco e diffondo!
sottoscrivo e diffondo
Pietro Scialabba Marsala
presidente non firmi!!!!!! Sottoscrivo la petizione!
Valeria, Roma
sottoscrivo la petizione
Sottoscrivo la petizione
Jelena Kuznecova, Granarolo dell’Emilia (BO)
sottoscrivo in pieno!
Sottoscrivo la petizione: Maurizio Federici – Avezzano (AQ)
Sottoscrivo la petizione!
Sottoscrivo. Eleonora Caracciolo Reggio Calabria
Sono un cliente amazon.com dal 1998 e oggi che finalmente anche in Italia ci sono degli sconti decenti, subito i nostri politici lavorano contro i consumatori. Bravi!
Sottoscrivo la petizione contro la nuova legge ammazza-sconti.
sottoscrivo la petizione
Anna Margherita Zambianchi
Milano
Giovanni Cagnotto (Pavia): sottoscrivo la petizione.
Presidente, per piacere, non firmi questa legge contro la liberalizzazione dei prezzi.
Sottoscrivo a pieno la petizione.
Alessandro Capra, Catania.
Sottoscrivo!
Isotta Pieraccini, Prato
Sottoscrivo, approvo e diffondo.
Pasquale faraone – Palmi (Reggio Calabria)
Condivido questa iniziativa. Il limite agli sconti sui libri è un provvedimento stalinista che va combattuto fino in fando per motivi pratici, politici, ideologici e filosofici.
Andrea Di Tizio
Chieti
Campobasso
sottoscrivo
Gianluca Sampognaro
Catania
Sottoscrivo!
sottoscrivo