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Archivio per 17 marzo 2011

Nucleare. La tragedia e la farsa

17 marzo 2011

Non c’è modo più cinico di reagire a una tragedia che buttandola in farsa. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha superato se stessa. Confermando che non importa quanto vogliate indulgere nell’ “odio antinazionale”: l’Italia è peggio di come sembra. O almeno il suo ceto politico.

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Ripensando al Conte

17 marzo 2011

“I fautori dei dazi doganali vi dicono che il sacrificio che fanno i consumatori va a beneficio dell’industria, e che può considerarsi come un incoraggiamento dato all’industria. (Ma) la conseguenza del sistema protettore è di spingere i capitali e gli industriali nelle industrie protette, quella della libertà è… di spingerli invece nelle industrie naturali al paese” (Camillo Benso di Cavour, 1861)

“Ma che splendido avvenire avrebbe avuto l’Italia, se rimaneva fedele alle dottrine liberali del Conte di Cavour! Sarebbe diventata il porto franco dell’Europa, e il deposito delle merci che dall’Oriente transitano per il canale di Suez. Invece di imitare gli altri paesi che, come la Francia, si invescavano nel protezionismo, conveniva battere precisamente la via opposta a quella che tenevano. Appunto l’Inghilterra trova suo stile in ciò che gli altri paesi sono protezionisti, onde essa ha il monopolio del libero cambio. Può paragonarsi ad un industriale che avesse una macchina migliore di quella che adoperano i suoi concorrenti. Se da venti anni in qua, i nostri governanti, invece di fare leggi avessero badato a divertirsi e fossero andati a spasso, sarebbe stata somma avventura per l’Italia” (Vilfredo Pareto, 1897)

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Veni, vidi, capii (cosa?)

17 marzo 2011

Ieri il ministro Tremonti si è impegnato formalmente con il sindaco Alemanno e il maestro Muti per dare qualche soldo in più allo spettacolo (stando a quanto riportato dai giornali, al termine dell’incontro Tremonti avrebbe detto: “veni, vidi, capii”). Per il momento trattasi di promessa, vedremo se alle parole seguiranno i fatti. In un passato non molto lontano anche il ministro uscente Bondi aveva espresso il suo impegno per fare aumentare la quota del Fondo unico per lo spettacolo [ora sembra sempre più probabile che a succedergli ai Beni culturali sarà l'ex governatore del Veneto Galan]. In una scala a difficoltà crescente, molto semplice risulta promettere, abbastanza facile spendere i soldi dei contribuenti, complicato mettere in piedi delle riforme (che non prevedano una maggiore spesa). Prosegui la lettura…

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