Commenti a: Marchionne non è americano, la svolta è made in Italy /2010/12/29/7923/ diretto da Oscar Giannino Thu, 06 Jan 2011 00:49:38 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Francesco /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11509 Francesco Thu, 06 Jan 2011 00:49:38 +0000 /?p=7923#comment-11509 "tornando all’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori e respingendo il protocollo del 93 come si fa ora a Pomigliano e Mirafiori, e cioè tornando al principio per cui chi non firma non ha diritto ad essere sindacato rappresentato in azienda" Ma l'articolo 19 non dice anche che: "Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito: a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale [...]" Quindi la Fiom avrebbe diritto alla rappresentanza (su iniziativa dei lavoratori). “tornando all’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori e respingendo il protocollo del 93 come si fa ora a Pomigliano e Mirafiori, e cioè tornando al principio per cui chi non firma non ha diritto ad essere sindacato rappresentato in azienda”

Ma l’articolo 19 non dice anche che: “Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell’ambito:

a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale [...]”

Quindi la Fiom avrebbe diritto alla rappresentanza (su iniziativa dei lavoratori).

]]>
Di: Renato /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11438 Renato Sat, 01 Jan 2011 22:20:07 +0000 /?p=7923#comment-11438 Nella mia umilissima e personalissima opinione, trovo la "ricetta" nel secondo post la soluzione vera per l'Italia. Alle volte le soluzioni giuste sono facilmente individuabili... Non ricordo in quale film comunque recitava così:" nella vita ho saputo sempre quale fosse la strada giusta da imboccare, solo che non l'ho mai presa perché non avevo il coraggio". Ecco per l'Italia il problema è assimilabile. Con delle persone capaci al comando, senza quella massa di politici (T-U-T-T-I) parassiti, sarebbe semplice non trovate...? Sono l'unico a semplificare il tutto così??? Marchionne, mi pare uno dei piccoli esempi di management lungimirante ed efficace. Il resto sono chiacchiere. My two cents, ve l'ho detto come lo si direbbe in un qualunque bar dello sport. Nella mia umilissima e personalissima opinione, trovo la “ricetta” nel secondo post la soluzione vera per l’Italia.
Alle volte le soluzioni giuste sono facilmente individuabili…
Non ricordo in quale film comunque recitava così:” nella vita ho saputo sempre quale fosse la strada giusta da imboccare, solo che non l’ho mai presa perché non avevo il coraggio”.
Ecco per l’Italia il problema è assimilabile. Con delle persone capaci al comando, senza quella massa di politici (T-U-T-T-I) parassiti, sarebbe semplice non trovate…?
Sono l’unico a semplificare il tutto così???
Marchionne, mi pare uno dei piccoli esempi di management lungimirante ed efficace.
Il resto sono chiacchiere.
My two cents, ve l’ho detto come lo si direbbe in un qualunque bar dello sport.

]]>
Di: Anton Luigi Traverso /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11436 Anton Luigi Traverso Sat, 01 Jan 2011 21:05:06 +0000 /?p=7923#comment-11436 Io non conosco in dettaglio, come forse anche voi non conoscete, le proposte FIAT per Mirafiori e Pomigliano, ma se e' vero che le fabbriche italiane producono, a parita' di numero di lavoratori e qualita' e quantita' degli impianti, la meta' od un terzo delle autovetture prodotte negli stabilimenti all' estero, FORSE UN PROBLEMA C'E'. Questo e' il problema da analizzare e risolvere, non altro, e smettiamola di pingerci addosso mentre continuiamo ad acquistare le Toyota, le Wolksvagen o le Citroen. COMPRIAMO PIU' PRODOTTI ITALIANI che non hanno nulla da invidiare a quelli esteri, rivalutiamo il nostro ingegno ed il nostro lavoro, CERCHIAMO DI CREDERE DI PIU' NEL NOSTRO PAESE senza nasconderci i problemi bensi' cercando di risolverli in modo intelligente ed adeguato ai tempi che viviamo. "Se Gesu' fosse Tremonti..." sul blog:www.segesufossetremonti.blogspot.com Buon Anno Italia Anton Io non conosco in dettaglio, come forse anche voi non conoscete, le proposte FIAT per Mirafiori e Pomigliano, ma se e’ vero che le fabbriche italiane producono, a parita’ di numero di lavoratori e qualita’ e quantita’ degli impianti, la meta’ od un terzo delle autovetture prodotte negli stabilimenti all’ estero, FORSE UN PROBLEMA C’E’.
Questo e’ il problema da analizzare e risolvere, non altro, e smettiamola di pingerci addosso mentre continuiamo ad acquistare le Toyota, le Wolksvagen o le Citroen.
COMPRIAMO PIU’ PRODOTTI ITALIANI che non hanno nulla da invidiare a quelli esteri,
rivalutiamo il nostro ingegno ed il nostro lavoro, CERCHIAMO DI CREDERE DI PIU’ NEL NOSTRO PAESE senza nasconderci i problemi bensi’ cercando di risolverli in modo intelligente ed adeguato ai tempi che viviamo.

“Se Gesu’ fosse Tremonti…” sul blog:www.segesufossetremonti.blogspot.com

Buon Anno Italia
Anton

]]>
Di: j /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11434 j Sat, 01 Jan 2011 18:18:53 +0000 /?p=7923#comment-11434 <a href="#comment-11432" rel="nofollow">@antonio </a> Vero, un ottimo articolo. In sostanza, la produttività è un problema se c'è qualcosa di buono da produrre (e nell'elefantiaco settore pubblico, così come nella fabbrica della Multipla o della Croma, non importa migliorare il "quanto", bensì il "cosa" e "come". Ma ciò comporterebbe dare delle colpe alle elite, mentre è più facile accusare gli operai). @antonio
Vero, un ottimo articolo.
In sostanza, la produttività è un problema se c’è qualcosa di buono da produrre (e nell’elefantiaco settore pubblico, così come nella fabbrica della Multipla o della Croma, non importa migliorare il “quanto”, bensì il “cosa” e “come”. Ma ciò comporterebbe dare delle colpe alle elite, mentre è più facile accusare gli operai).

]]>
Di: antonio /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11432 antonio Sat, 01 Jan 2011 16:57:12 +0000 /?p=7923#comment-11432 Qualsiasi argomento diventa occasione di disputa tra tifosi. Anche Giannino, pur scrivendo cose condivisibili, nell'occasione si è comportato da tifoso. Trovo più realistiche e serie le considerazioni di Seminerio http://phastidio.net/2010/12/30/fiat-ma-non-spelliamoci-le-mani/ Di STO-RI-CO c'è solo da registrare l'aumento del debito pubblico ed il continuo degrado competitivo dell'economia italiana. Il resto è propaganda e chiacchere. Qualsiasi argomento diventa occasione di disputa tra tifosi. Anche Giannino, pur scrivendo cose condivisibili, nell’occasione si è comportato da tifoso.

Trovo più realistiche e serie le considerazioni di Seminerio
http://phastidio.net/2010/12/30/fiat-ma-non-spelliamoci-le-mani/

Di STO-RI-CO c’è solo da registrare l’aumento del debito pubblico ed il continuo degrado competitivo dell’economia italiana. Il resto è propaganda e chiacchere.

]]>
Di: MassimoF. /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11413 MassimoF. Fri, 31 Dec 2010 15:12:06 +0000 /?p=7923#comment-11413 Purtroppo caro Oscar parlare di svolta proprio non è possibile. Il paese è ostaggio di un sindacato legato al passato e a visioni romantiche e totalmente irreali della vita sociale ed economica del paese . Come non bastasse , questo sindacato trova anche ampie sponde nell'opinione pubblica e nei settori protetti del mondo del lavoro , settori quali i dipendenti pubblici che non vivono la competizione del mercato e che semplicemente non sanno cosa sia la parola produttività. Richiamare tutte le teorie esistenti per cercare di far capire che non esiste alternativa e che se non si implementa il più possibile in tutti i settori della vita economica il nuovo contratto Fiat, è perfettamente inutile. Il paese non è culturalmente adatto alla sopravvivenza nel sistema economico attuale ( ma anche passato ) , e la rondine Marchionne non fà la primavera dell'economia. Purtroppo caro Oscar parlare di svolta proprio non è possibile. Il paese è ostaggio di un sindacato legato al passato e a visioni romantiche e totalmente irreali della vita sociale ed economica del paese . Come non bastasse , questo sindacato trova anche ampie sponde nell’opinione pubblica e nei settori protetti del mondo del lavoro , settori quali i dipendenti pubblici che non vivono la competizione del mercato e che semplicemente non sanno cosa sia la parola produttività. Richiamare tutte le teorie esistenti per cercare di far capire che non esiste alternativa e che se non si implementa il più possibile in tutti i settori della vita economica il nuovo contratto Fiat, è perfettamente inutile. Il paese non è culturalmente adatto alla sopravvivenza nel sistema economico attuale ( ma anche passato ) , e la rondine Marchionne non fà la primavera dell’economia.

]]>
Di: j /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11412 j Fri, 31 Dec 2010 14:37:06 +0000 /?p=7923#comment-11412 "Svolta" sarebbe stata fosse stato messo in discussione il teorema "voi schiavetti dovete sgobbare il più possibile, come fanno gli altri schiavi in giro per il mondo, da cui io andrò se non accettate le mie condizioni". Ma svolta non è stata. "Svolta" sarebbe stata se non ci si fosse illusi che facendo lavorare di più i poveri operai, le Fiat sarebbero diventate auto migliori (non credo che la Fiat consegni le auto a più di 3 mesi, cioè nella media degli altri costruttori - e non è quello che frena un consumatore ad acquistare una 500 invece di una Tata). Ma svolta non è stata. "Svolta" sarebbe stata se SM avesse fatto venire alla luce i problemi reali, come l'eventuale assenteismo o l'eventuale lentezza dei lavoratori, per risolverli (solo quelli) ma così non è stato: ci si è aggrappati a un dato (il famigerato 7% di malattie), senza dimostrare nulla (magari la fabbrica Fiat logora più di altre, non è possibile?), per prendersi la vita sociale di quelle persone che hanno la grande colpa di avere un lavoro in un'azienda che minaccia di andarsene all'estero, un'azienda che lavora in un settore ipercompetitivo in cui spicca solo per le utilitarie, ma si ostina a fare altre auto flop più grandi (prodotte in Italia ovviamente - ma la colpa è dei designer e di chi sceglie i modelli, non certo di chi sta in catena di montaggio). La svolta, secondo me, si avrà quando le persone saranno felici di andare al lavoro non solo per il semplice fatto di avere un lavoro perché fuori c'è la disoccupazione, ma per il fatto che quel lavoro rappresenta un ruolo sociale degli individui, il cui tempo viene messo a disposizione della collettività per dare ad essa un beneficio. Ma queste persone DEVONO avere anche il tempo di godersi la vita, non possono solo SGOBBARE. E qui deve intervenire lo stato, che invece assiste alla crisi in silenzio, non ponendosi dubbi sul sistema in vigore, sulla tassazione del lavoro, sulla lotta di classe che sta per rinascere, sulla soluzione del problema (secondo me è la disoccupazione la fonte di tutti i mali e basterebbe perseguire politiche per eliminarla per entrare in un circolo virtuoso - lavoro per tutti - consumi da parte di tutti - ripresa economica). Buon capodanno a tutti “Svolta” sarebbe stata fosse stato messo in discussione il teorema “voi schiavetti dovete sgobbare il più possibile, come fanno gli altri schiavi in giro per il mondo, da cui io andrò se non accettate le mie condizioni”.
Ma svolta non è stata.
“Svolta” sarebbe stata se non ci si fosse illusi che facendo lavorare di più i poveri operai, le Fiat sarebbero diventate auto migliori (non credo che la Fiat consegni le auto a più di 3 mesi, cioè nella media degli altri costruttori – e non è quello che frena un consumatore ad acquistare una 500 invece di una Tata).
Ma svolta non è stata.
“Svolta” sarebbe stata se SM avesse fatto venire alla luce i problemi reali, come l’eventuale assenteismo o l’eventuale lentezza dei lavoratori, per risolverli (solo quelli) ma così non è stato: ci si è aggrappati a un dato (il famigerato 7% di malattie), senza dimostrare nulla (magari la fabbrica Fiat logora più di altre, non è possibile?), per prendersi la vita sociale di quelle persone che hanno la grande colpa di avere un lavoro in un’azienda che minaccia di andarsene all’estero, un’azienda che lavora in un settore ipercompetitivo in cui spicca solo per le utilitarie, ma si ostina a fare altre auto flop più grandi (prodotte in Italia ovviamente – ma la colpa è dei designer e di chi sceglie i modelli, non certo di chi sta in catena di montaggio).

La svolta, secondo me, si avrà quando le persone saranno felici di andare al lavoro non solo per il semplice fatto di avere un lavoro perché fuori c’è la disoccupazione, ma per il fatto che quel lavoro rappresenta un ruolo sociale degli individui, il cui tempo viene messo a disposizione della collettività per dare ad essa un beneficio. Ma queste persone DEVONO avere anche il tempo di godersi la vita, non possono solo SGOBBARE.

E qui deve intervenire lo stato, che invece assiste alla crisi in silenzio, non ponendosi dubbi sul sistema in vigore, sulla tassazione del lavoro, sulla lotta di classe che sta per rinascere, sulla soluzione del problema (secondo me è la disoccupazione la fonte di tutti i mali e basterebbe perseguire politiche per eliminarla per entrare in un circolo virtuoso – lavoro per tutti – consumi da parte di tutti – ripresa economica).

Buon capodanno a tutti

]]>
Di: adriano /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11411 adriano Fri, 31 Dec 2010 12:41:56 +0000 /?p=7923#comment-11411 Marchionne è americano.Nei fondamentali.Per questo è odiato,come l'America,sempre e comunque,per ciò che rappresenta,a sinistra e a destra in una simpatica,allegra,stonata convergenza.Prima di dettagli su contratti,diritti di rappresentanza,procedure ed organigrammi ricordiamo sempre le origini irrisolte,altrimenti ci si smarrisce.C'è chi è convinto di aver vinto la guerra e da allora si comporta di conseguenza.Al capitalismo,inteso come affermazione dell'interesse personale,si contrappone il solidarismo,utile se secondario,dannoso se principale,mutuato da culture illiberali diverse,cattolica,marxista,anarchica,terzomondista che vagheggiano mondi nuovi indistinti e se li coccolano come obiettivi costanti ed alternativi.La nostra democrazia si fonda sull'equivoco.Fino a quando non lo si chiarisce,saremo sempre ai nastri di partenza,indecisi fra un sistema che forse può portare ad una maggiore distribuzione di ricchezza ed un altro che sicuramente porta ad una maggiore distribuzione di miseria. Marchionne è americano.Nei fondamentali.Per questo è odiato,come l’America,sempre e comunque,per ciò che rappresenta,a sinistra e a destra in una simpatica,allegra,stonata convergenza.Prima di dettagli su contratti,diritti di rappresentanza,procedure ed organigrammi ricordiamo sempre le origini irrisolte,altrimenti ci si smarrisce.C’è chi è convinto di aver vinto la guerra e da allora si comporta di conseguenza.Al capitalismo,inteso come affermazione dell’interesse personale,si contrappone il solidarismo,utile se secondario,dannoso se principale,mutuato da culture illiberali diverse,cattolica,marxista,anarchica,terzomondista che vagheggiano mondi nuovi indistinti e se li coccolano come obiettivi costanti ed alternativi.La nostra democrazia si fonda sull’equivoco.Fino a quando non lo si chiarisce,saremo sempre ai nastri di partenza,indecisi fra un sistema che forse può portare ad una maggiore distribuzione di ricchezza ed un altro che sicuramente porta ad una maggiore distribuzione di miseria.

]]>
Di: Anton Luigi Traverso /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11402 Anton Luigi Traverso Thu, 30 Dec 2010 18:33:16 +0000 /?p=7923#comment-11402 <a href="#comment-11383" rel="nofollow">@Pietro Monsurrò </a> Lei ha ragione, infatti la mia bozza di proposta, o povocazione, prevede delle chiare contropartite al versamento di 100 miliardi di euro da destinarsi alla riduzione del debito pubblico, quali: 1) riduzione del 50% del numero di eletti alla Camera ed al Senato 2) abolizione delle Provincie 3) abolizione di Comuni sotto i mille abitanti (mediante accorpamento) 4) abolizione delle Comunita' Montane ed altri uffici ed enti inutili e dannosi ed altro. In sintesi si propone una generale riduzione dell'intervento e della ingerenza dello Stato nella vita dei cittadini con la conseguente contrazione della Spesa Corrente e quindi delle tasse. Dato che, come lei dice, la politica e' malata, ritengo che solo un intervento dal basso, cioe' da noi cittadini, forse a mezzo di una proposta di legge popolare possa, chissa', dare un segnale del necessario rinascimento. "Se Gesu' fosse Tremonti..." sul blog:www.segesufossetremonti.blogspot.com Talitha kum Antn @Pietro Monsurrò
Lei ha ragione, infatti la mia bozza di proposta, o povocazione, prevede delle chiare contropartite al versamento di 100 miliardi di euro da destinarsi alla riduzione del debito pubblico, quali:
1) riduzione del 50% del numero di eletti alla Camera ed al Senato
2) abolizione delle Provincie
3) abolizione di Comuni sotto i mille abitanti (mediante accorpamento)
4) abolizione delle Comunita’ Montane ed altri uffici ed enti inutili e dannosi
ed altro.
In sintesi si propone una generale riduzione dell’intervento e della ingerenza dello Stato nella vita dei cittadini con la conseguente contrazione della Spesa Corrente e quindi delle tasse.
Dato che, come lei dice, la politica e’ malata, ritengo che solo un intervento dal basso, cioe’ da noi cittadini, forse a mezzo di una proposta di legge popolare possa, chissa’, dare un segnale del necessario rinascimento.
“Se Gesu’ fosse Tremonti…” sul blog:www.segesufossetremonti.blogspot.com
Talitha kum
Antn

]]>
Di: Walter Burigo /2010/12/29/7923/comment-page-1/#comment-11401 Walter Burigo Thu, 30 Dec 2010 16:15:39 +0000 /?p=7923#comment-11401 Bene, Vivo nel miracoloso Nord Est.Sono 15 anni che lavoro solo in aziende private (3) con propieta' a capitale azionario negli States con ruoli via via crescenti in complessita' e responsabilita'. Laurea da studente lavoratore.Famiglia, due figli, mutuo ipotecario faticosamente estinto. Passo due settimane al mese all'estero in moltissimi paesi del mondo Requisiti sufficienti per poter valutare la strategia attuata da Marchionne, con patriottica verve definita Fabbrica Italia, assolutamente' no. Ma nemmeno quelli in possesso dei numerosi esperti di politiche industriali che oggi pontificano nei vari quotidiani, sia di destra che di sinistra. L'accordo" preso" con I sindacati e' sicuramente positivo ma muove e razionalizza in meglio l'efficienza e l'efficacia della produzione. Ne beniciferanno I costi industriali e poi?? Signori, ho come l'impressione che NON ci SIAMO. Cerco di argomentare meglio questa mia affermazione con 3 elementi fondamentali: 1o elemento, l'idea; l'idea industriale e' l'obbiettivo che determina tutte le altre azioni. Produrre in Italia 1.5 milioni di autoveicoli non e' razionale, anzi irragionevole a meno che' non ci compriamo un po' tutti una seconda o terza auto. I numeri non bleffano; irragionevole che lo share Fiat sul mercato nazionale possa essere piu' elevato del 35%, a meno di un suicidio collettivo di tutte le altre case automobilistiche straniere 2o elemento, la condivisione degli obbiettivi; fornire delle generiche indicazioni di investimento senza spiegarne I'll dettaglio non aiuta nella condivisione e reciprocita' degli obbiettivi aziendali con le maestranze. Ossia dire: " qui faremo la Panda, li andremo a fare un SUV, e poi ventilare o ammiccare alla proposte tedesche per una vendita del marchio Alfa Romeo non aiuta nella contrattazione e condivisione dei target. 3o elemento, costo e flessibilita'della produzione; non puo' essere l'unico driver. Con I'll resto del mondo siamo gia' sconfitti in partenza. I'll grado di automazione richiesto per essere competitivi nei paesi come I'll nostro e' diventato inconciliabile con I'll ciclo di vita dei prodotti stessi. Pertanto le cooperazioni e condivisioni dei motori, pianali sono positive se garantiscono anche la flessibilita' nei modelli futuri, altrimenti le sinergie Fiat Chrysler potranno avere un vantaggio competitivo per poco tempo. Anzi diventeranno poi un vincolo come lo furono per Saab Opel Per I'll resto confermo che l'accordo e' ottimo, e forse e' I'll caso di spiegare a molti antagonisti che l'anno scorso a Mirafiori I'll tasso di assenteismo per malattia fu' del 7% contro un 4.5% nella media manifatturira piemontese Bene,

Vivo nel miracoloso Nord Est.Sono 15 anni che lavoro solo in aziende private (3) con propieta’ a capitale azionario negli States con ruoli via via crescenti in complessita’ e responsabilita’.
Laurea da studente lavoratore.Famiglia, due figli, mutuo ipotecario faticosamente estinto. Passo due settimane al mese all’estero in moltissimi paesi del mondo
Requisiti sufficienti per poter valutare la strategia attuata da Marchionne, con patriottica verve definita Fabbrica Italia, assolutamente’ no.
Ma nemmeno quelli in possesso dei numerosi esperti di politiche industriali che oggi pontificano nei vari quotidiani, sia di destra che di sinistra.
L’accordo” preso” con I sindacati e’ sicuramente positivo ma muove e razionalizza in meglio l’efficienza e l’efficacia della produzione. Ne beniciferanno I costi industriali e poi??
Signori, ho come l’impressione che NON ci SIAMO.
Cerco di argomentare meglio questa mia affermazione con 3 elementi fondamentali:
1o elemento, l’idea; l’idea industriale e’ l’obbiettivo che determina tutte le altre azioni. Produrre in Italia 1.5 milioni di autoveicoli non e’ razionale, anzi irragionevole a meno che’ non ci compriamo un po’ tutti
una seconda o terza auto. I numeri non bleffano; irragionevole che lo share Fiat sul mercato nazionale possa essere piu’ elevato del 35%, a meno di un suicidio collettivo
di tutte le altre case automobilistiche straniere

2o elemento, la condivisione degli obbiettivi; fornire delle generiche indicazioni di investimento senza spiegarne I’ll dettaglio non aiuta nella condivisione e reciprocita’ degli obbiettivi aziendali con le maestranze.
Ossia dire: ” qui faremo la Panda, li andremo a fare un SUV, e poi ventilare o ammiccare alla proposte tedesche per una vendita del marchio Alfa Romeo non aiuta nella contrattazione e condivisione dei target.

3o elemento, costo e flessibilita’della produzione; non puo’ essere l’unico driver. Con I’ll resto del mondo siamo gia’ sconfitti in partenza. I’ll grado di automazione richiesto per essere competitivi nei paesi come I’ll nostro e’ diventato inconciliabile con I’ll ciclo di vita dei prodotti stessi.
Pertanto le cooperazioni e condivisioni dei motori, pianali sono positive se garantiscono anche la flessibilita’ nei modelli futuri, altrimenti le sinergie Fiat Chrysler potranno avere un vantaggio competitivo per poco tempo. Anzi diventeranno poi un vincolo come lo furono per Saab Opel

Per I’ll resto confermo che l’accordo e’ ottimo, e forse e’ I’ll caso di spiegare a molti antagonisti che l’anno scorso a Mirafiori I’ll tasso di assenteismo per malattia fu’ del 7% contro un 4.5% nella media manifatturira piemontese

]]>