Modesta proposta fiscale
Modesta proposta fiscale cominciando dalla patrimoniale, ma per andare a parare altrove…. con meccanismo attuativo alquanto singolare ma, garantisco, efficace!
Giuliano Amato ne ha parlato apertamente. Se il debito pubblico italiano è pari a poco più di 30 mila euro procapite, e se la ricchezza finanziaria netta e immobiliare degli italiani è pari alla bellezza del 550% del Pil e cioè in media a 350 mila euro a famiglia cioè 135mila euro procapite, che male c’è a chiedere agli italiani 10 mila euro a testa – naturalmente distinguendo per principio progressivo, chi ha di più dà di più, chi di meno paga meno – in modo da abbattere ikl debito pubblico dal 118% del Pil più o meno all’80%? Naturalmente Amato ha usato il verbo “chiedere”. Ma è una perifrasi un po’ troppo gentile. Diciamo che sarebbe una di quelle misure che lo Stato si riserva di assumere di notte, l’indomani mattina ti è già entrato elettronicamente nel conto corrente e si è preso quanto ha deciso, e poi nemici come prima.
In ogni caso, ne aveva parlato Carlo De Benedetti, ne parla Susanna Camusso, non la esclude Piercarlo Padoan dell’Ocse. La tassazione patrimoniale è entrata ufficialmente nell’agenda pubblica italiana. Per il momento la sinistra e soprattutto il Pd respingono il calice amaro, nell’ultima recente definizione delle proposte economiche indicate dal partito la patrimoniale non c’è. Ma sono in molti a pensare che non se ne possa fare a meno. Tanto che persino il professor Marco Fortis, l’instancabile illustratore della solidità della ricchezza privata degli italiani e del loro basso debito privato rispetto agli altri Paesi avanzati, ha iniziato a capire che è meglio allontanare esplicitamente da sé – e dal professor Giulio Tremonti – il sospetto indicare a propria volta la patrimoniale come soluzione.
In realtà, bisogna intendersi: di che cosa stiamo parlando? Amato pensa a un esproprio patriottico che diminuirebbe di un terzo il debito pubblico abbassandone l’onere, libera poi la politica di continuare a far debito aggiuntivo appena ribassatane la linea. Vi fidereste? Io mai. Scenderei in piazza. Altro è dire: c’è troppo prelievo su lavoro e impresa, abbassiamo le tasse lì e introduciamo una patrimoniale. Io resto contrario, perché il più dei patrimoni si sottrarrebbe. Scopriremmo che come avevamo un’alta evasione sui redditi la avremmo anche sui patrimoni, tranne sul mattone a vista che in Italia non è affatto poca cosa, ma va riservato a cespite per i Comuni nella riforma federalista, senza altro prelievo aggiuntivo. Diverso è limitare molto la tassazione su redditi cioè sull’oggi, per concentrarsi sui patrimoni – cioè su ieri – e sui consumi – su un domani più effimero, rispetto a risparmi e investimenti. Dipende da come si fa, dico io.
Altra cosa ancora infine, è quel che farei io: in 5 anni vi abbatto al 20% l’aliquota sia sui redditi delle persone fisiche – modulando la progressività con le deduzioni sopra una no tax area – sia delle persone giuridiche – invertendo la pazzesca regressività che premia i grandi e uccide i piccoli – ma poiché non possiamo rischiare sui mercati, dal primo anno c’è una patrimoniale appiana gettito – per i particolari, in futuro sviluppi tecnici . che scenderà man mano che il gettito da emersione del nero si manifesta con le basse aliquote sul reddito. In più, tetti espliciti in Costituzione a spesa pubblica e tasse, come a Berlino. Il mio programma elettorale. Con una clausola: cadesse il mondo, se non lo faccio diritto per tutti di prendermi a calci per le strade. Usque ad sanguinis effusionem.
22 dicembre 2010 fisco


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Per ottenere fiducia dai mercati sulla base della solidità patrimoniale delle famiglie italiane , direi che l’ultima cosa da fare è minarla.
Più utile sarebbe “convincere” quel 10% che detiene il 45% della ricchezza ad investire in un prestito a lungo termine (10 15 20 anni) in titoli di stato con un rendimento ragionevole (per lo stato e per l’investitore) con un indicizzazione su cui lo stato può esercitare una stratta in caso di difficoltà, obbligatoriamente a cittadini Italiani, non trasferibile se non per eredità (ma può essere usato come garanzia) .
Questo , senza razzie, potrebbe permettere all’Italia di non doversi affannare sul mercato speculativo del rifinanziamento del debito pubblico ed avere davanti alcuni anni per imporsi una disciplina di bilancio che generando un vero avanzo primario permetta di ridurre l’ammontare del debito.
Io il 10% dei miei risparmi ce li metterei.
@Francesco Nicolai
Ho visto la mozione. Però quando ho letto la parola “sostenibile” mi sono reso conto che siamo alle solite. In pratica è un se si potrà. E non si potrà mai.
Peraltro, dando per scontate le elezioni a breve, se dovesse vincere il PD non cambierebbe assolutamente nulla.
Il fondo del barile, a furia di raschiarlo, è completamente consumato.
Buone feste a tutti, che da gennaio mi sa che ne vedremo di stranezze.
@Francesco Nicolai
E poi, scusa, ma tassare le rendite alla fine significa tassare il risparmio. Oltre che poco saggio credo vada vagamente contro alla costituzione. Bella, sacra e inviolabile, ma solo quando fa comodo.
Tassando le rendite, chi sarà quel mona che non convertirà in oro, i suoi sudati, e già tassati, risparmi?
E poi cosa si inventeranno, ci toglieranno le case perché sono una “rendita”.
Questa tassa è una meraviglia per bloccare del tutto l’ascensore sociale: chi è ricco tale resterà, per il resto tutti intruppati e fine della fascia media.
@Attilio
Quello che dice avrebbe senso per il debito pubblico dovuto ad investimenti pubblici, ma temo che almeno i BOT forniscano la provvista per la spesa corrente: dire che i sessantenni non dipendenti pubblici abbiano vissuto al di sopra dei mezzi disponibili suona da presa in giro.
Non si tratta solo di solidarietà, ma principalmente di rilanciare il Paese nel quale si vive, e di avere una visione di medio lungo termine, solo con un bilancio risanato e una legge fiscale che non superi in prelievo il 30/ 35 % si riesce a competere a livelli internazionale, non viviamo solo in Italia , ma viviamo in un Paese che non è altro che un provincia del mondo industrializzato, perciò se non riusciamo ad essere competitivi e performanti, meglio andare in Congo…@Luciano Pontiroli
@Massimiliano Giuseppe Spina
Alla mia età, una visione di medio-lungo termine non ha senso, per quanto si allunghi l’aspettativa di vita.
L’Italia, in ogni caso, non è una provincia del mondo industrializzato, anzi è tuttora una delle principali economie e uno tra i paesi più ricchi, come conferma lo studio della Banca centrale ampiamente citato in questi giorni. Adottare misure di emergenza, quali un’imposizione straordinaria, potrebbe significare rovinarne le prospettive di medio periodo. Altra cosa sarebbe rimodulare il sistema tributario, in modo da allargare la base imponibile e magari ridurre le aliquote, e contemporaneamente eliminare sul serio gli sprechi e le inefficienze del pubblico.
Giannino non dice cose molto diverse: evidentemente, qualcuno ha invece bisogno di penalizzare gli altri evocando un’altra volta “i domani che cantano”. Sono esperienze già fatte in Europa, e sono costate lacrime e sangue.
Sig Luciano, non conosco la sue età , io ne ho 40, e sono certo che l’Italia , come Lei sostiene AL MOMENTO è una delle principali economie del mondo, ma sono altrettanto certo che se non si vira in maniera decisa, e si legifera in materia di fisco, tagli agli sprechi, sviluppo e ricerca , nel breve periodo subiremo un tracollo spaventoso, e per evitare questo che sono d’accordo su una patrimoniale.
Capisco che alla sua età Lei potrebbe vederli come soldi rubati dallo stato in maniera inutile, ma tutto sta nelle politiche economico fiscali e di riduzione del deficit che il governo saprà fare con una somma così importante.
Essendo tutti di “passaggio” credo si debba fare il possibile per lasciare un Paese migliore di come lo si è trovato.. pertanto come è sempre stato fatto fino ad oggi da chi ci ha preceduto( l’Italia degli anni venti e trenta rispetto a quella odierna) , siamo noi che rischiamo di lasciare un paese disastrato ai nostri figli o nipoti.. sempre che Lei ne abbia..@Luciano Pontiroli
@Massimiliano Giuseppe Spina
Certo che se dopo la bancarotta finanziaria e morale di questa classe politica, dopo un debito da default ormai tenuto in piedi solo dagli acquisti di titoli di stato della BCE, dopo una pressione fiscale da confisca che ci condanna a lavorare per ben oltre la metà del nostro tempo per lo stato e i suoi clienti, dopo scandali e sprechi di ogni genere e sorta resi pubblici a cadenze ormai giornaliere diamo ancora qualche credito a proposte di patrimoniali e ulteriori balzelli non abbiamo proprio piu’ alcuna speranza.
Il grande successo dei nostri politici è tutto qui, il dramma è che è la nostra rovina
@Massimiliano Giuseppe Spina
Mi permetto di indicarle un modo per cominciare a rilanciare il nostro Paese. Un provvedimento d’urgenza per dare una prova di buona volontà potrebbe contenere i seguenti punti:
1- Riduzione del 60% dei parlamentari e di tutti i dipendenti “politici” in carico allo Stato, Regioni e Comuni.
2- Soppressione immediata delle province.
3- Riduzione del 60% degli stipendi di quanti lavorano in politica, con diritto alla pensione dopo 40 anni di contributi, e ulteriore attesa di 18 mesi prima di riscuotere l’assegno mensile (come capita a tutti gli altri Italiani).
4- Vendita immediata di TUTTE le auto blu e riduzione del 20% dei dipendenti pubblici.
Dopo….accetterò qualsiasi provvedimento governativo teso a ridurre debito e deficit pubblici, compresa una patrimoniale.
@Massimiliano Giuseppe Spina
Signor Spina, ho quasi 68 anni, tre figli, una nipotina.
Non capisco – forse lo capisco anche troppo – il riferimento agli anni venti e trenta; in ogni caso, le realizzazioni di quel periodo sono passate attraverso la distruzione
bellica.
La ricchezza dell’Italia è stata ricostruita soprattutto negli anni 50/60 del secolo scorso; i decenni successivi sono stati alterni, per lo più si è conservato quanto ricevuto dalla generazione che aveva ricostruito chiedendo poco per sé e pensando al futuro. Dopo il ’68 è prevalsa una mentalità diversa, cui probabilmente risale il debito e, con esso, la riluttanza a ridurlo.
Il punto è che la classe politica attuale non dà affatto la garanzia di saper fare quello che Lei auspica e, per altro, gli italiani non sembrano disposti ad accettare.
Il mio far partire lo sviluppo del Paese dagli anni venti e trenta, a prescindere dalla inaccettabile situazione politica voleva essere solo e solamente un riferimento storico, poi il boom economico degli anni 50 e 60 è indiscutibile, così come è indiscutibile la pochezza della attuale classe politica, ma come cittadini abbiamo l’obbligo di cambiare lo stato delle cose, mediante un forte impegno sociale, politico ed economico , nonché un enorme sforzo finanziario che coinvolga, per capacità progressiva tutte le famiglie.
Il non voler combattere battaglie ( cambiare la mentalità del paese tramite esempi di correttezza imprenditoriale e politica) a mio modo di vedere significa arrendersi prima ancora di combattere; capisco e condivido che alla sua età (68 anni non sono comunque troppi per mollare) vengano meno alcuni stimoli, ma se chi come me a 40 anni si rassegna, condanna le generazioni future, cosa che non mi sento di fare.
@luciano pontiroli
Ripropongo qui alcune riflessioni gia’ fatte un mese fa su un altro post che trattava della questione del debito pubblico italiano.
Non intendo espormi in ricette per la riduzione del debito e mi limito a formulare alcune considerazioni di puro e semplice, per quanto scomodo, REALISMO.
Un debito delle dimensioni di quello italiano non puo’ essere ridotto dal nessuna gestione democratica in quanto gli interessi contrastanti delle parti sociali determinano la paralisi di chi sta al governo (destra o sinistra, poco importa).
Ad esempio, qualsiasi soluzione gradita ai lavoratori dipendenti sarebbe osteggiata dal popolo delle partite IVA, qualsiasi tassa partimoniale sponsorizzata dalla sinistra determinerebbe il rafforzamento della destra, qualsiasi liberalizzazione o privatizzazione creerebbe un’ onda di riflusso degli statalisti e cosi’ via.
I politici tutti (di destra o sinistra, poco importa) sanno perfettamente che nessuno sara’ in grado di governare e gestire la riduzione del debito e si limiteranno a galleggiare, “fin che la barca va”, succhiando tutto cio’ che sara succhiabile.
E cosi’ la barca, galleggiando per qualche tempo (anni ? solo qualche mese ?), fara’ crescere il debito ancora, e ancora, e ancora… come ben evidenziato dal contatore del debito riportato in questo blog.
I mercati finanziari, brutti, sporchi e globalizzati, se ne infischieranno delle sorti degli italiani : quando arrivera’ il momento giudicato piu’ propizio dalla speculazione finanziaria globale, sarà deciso il “rien ne va plus” e l’Italia andra’ in default !
Il mitico risparmio italiano verra’ abbondantemente taglieggiato, secondo la prassi del “n’do cojo, cojo!”, esattamente com’e’ avvenuto in Argentina.
Vorrei concludere con un solo, semplice consiglio : siate piu’ realisti e meno idealisti, state molto attenti ai differenziali tra BOT e BUND e cercate di anticipare il default nascondendo i vostri Euro (CONTANTI) sotto il materasso o intestandoli a un fidato prestanome residente a Vanuatu (paradiso fiscale oltre che ambientale).
Sono d’accordo con il Sig. Spina che ha fatto le proposte di soppressione di province, ecc. io a queste aggiungerei togliere a tutti i parlamentari e consiglieri regionali le pensioni, quando finiscono il loro mandato vanno a casa e ritornano a fare il loro lavoro se ce l’hanno e se no sono fatti loro; basta di mantenere a vita una classe politica sia di destra che di sinistra. Andate a vedere regione per regione quello che prendono i consiglieri regionali quando lasciano il loro posto, è una vergogna!
Un’altra cosa è possibile che esistano dei comuni di 5000/7000 abitanti con relativi sindaci, assessori, consiglieri?
Sono allergico alle imposte, tasse, patrimoniale ecc….perchè non risolvono il problema di una classe politica che ha dilapidato nel tempo la ricchezza del nostro paese.
Scusate la mia ignoranza in materia, ma io sono convinto che l’abbassamento delle aliquote e il calo del sommerso potrebbero andare a braccetto. Spiego come:
1. Creazione di 2 aliquote uniche: il 20% per i dipendenti e il 25% per gli autonomi (per il semplice fatto che hanno talvolta una via più facile e addirittura un po’ obbligata verso l’evasione, ma questo lo riprenderei poi in un ulteriore post per evitare andare off-topic).
2. Agganciamento (tramite una semplice addizione) del valore percentuale di evasione\pil alla propria aliquota.
3. Data per certa l’esistenza dell’evasione impossibile da rimuovere, quella fisiologica (anche su questo non voglio uscire dal tema ma se ne può parlare), la cifra di evasione non viene sommata in pieno all’aliquota ma ridotta con un moltiplicatore: 0,6 per lavoro dipendente e 0,7 per lavoro autonomo.
ESEMPIO: se ho un guadagno netto di 20000 euro e sono dipendente ne do un quarto allo stato (cifra ragionevole) ma per “punizione” ne devo anche versare un’ulteriore quota, con l’evasione che supponiamo dati stat al 30% mi risulterà: 25 + (30*0,6) = 43% = 8600 euro.
Se poi fosse per me abolirei ogni tipo di sgravio, scaricamento, detassazione e no-tax area: se guadagno 100 ne do un quinto (o un quarto) allo stato, anche fossero 100 euro in un anno!
Questo perchè dalla mia esperienza quotidiana queste misure sono fonte di grande evasione “legalizzata” (ma questo credo sia dovuto alla mia già citata ignoranza economica).
Come si può notare la cifra in realtà è molto simile alla tassazione attuale, ma potrebbe spingere qualcuno a fare un po’ meno “nero”. Inoltre metterebbe ogni governante in posizione di “buono” perché le aliquote sono basse, ma di esattore involontario per colpa del sommerso.
In fin dei conti tutti sanno che le tasse sono alte per colpa dell’evasione ma molti piccoli imprenditori non credono affatto che con il calo dell’evasione calerebbero le imposte (nemmeno io ci credo). Questo renderebbe invece il meccanismo AUTOMATICO.
Che ne pensate?
@Massimiliano Giuseppe Spina Alla mia età, una visione di medio-lungo termine non ha senso, per quanto si allunghi l’aspettativa di vita. L’Italia, in ogni caso, non è una provincia del mondo industrializzato, anzi è tuttora una delle principali economie e uno tra i paesi più ricchi, come conferma lo studio della Banca centrale ampiamente citato in questi giorni. Adottare misure di emergenza, quali un’imposizione straordinaria, potrebbe significare rovinarne le prospettive di medio periodo. Altra cosa sarebbe rimodulare il sistema tributario, in modo da allargare la base imponibile e magari ridurre le aliquote, e contemporaneamente eliminare sul serio gli sprechi e le inefficienze del pubblico. Giannino non dice cose molto diverse: evidentemente, qualcuno ha invece bisogno di penalizzare gli altri evocando un’altra volta “i domani che cantano”. Sono esperienze già fatte in Europa, e sono costate lacrime e sangue.
lo voto… voto qualsiasi proposta che cerchi di modificare l’attuale andazzo del piangere = più debito = più tasse. Mi spiace vedere in piazza ragazzi che protestano per “il diritto allo studio” e non per pretendere un cambiamento dell’attuale andazzo. Faccio parte delle 9 milioni di persone che non solo si ritrovano con contratti ballerini ma son anche tartassate per mantenere un sistema sociale del quale non ne beneficeranno mai appieno. Mi stupisco che la mia generazione (tra i trenta e i quaranta), ma anche quella che segue, non si sia ancora resa conto che per noi i benefit sociali e pensionistici goduti dai nostri cari genitori saranno solo un sogno. La cosa che tuttavia più mi fa arrabbiare è che oltre ad essere oppressi fiscalmente (oscar è orrendo vivere in un paese dove lo stato decide, lui, a priori, a tavolino, quanto una persona debba almeno guadagnare -studi di settore- e quindi versare in imposte. così com’è orrendo che tocchi al cittadino mostrare che fiscalmente ha la coscienza pulita ove putacaso l’agenzia delle entrate decidesse che una persona debba pagare di più) dicevo che la cosa che più m’infastidisce è che lo stato oltre a chiedere tanti soldi non favorisca neppure quella “società libera” di hayacchiana memoria; insomma, pretende soldi, mi lascia con contratti ballerini e senza protezioni future e aggravante non m’aiuta neppure se decidessi di far da me, d’intraprendere. Ci siamo ridotti ad uno squallore… la gente va in piazza per pretenderea soldi per il diritto allo studio, protesta perchè i muri a Pompei cadono, protesta perchè la sanità necessita di più fondi, protesta perchè servono più soldi per produrre “filmetti” da mandare in televisione. risultato? ci ritroveremo a pagare il conto con una bella patrimoniale e con la beffa che mi si ostacola pure se decidessi di fare tutto da me!
ps: la thatcher per dare una sveglia al regno unito l’ha purgato per bene (gente in strada a far la fame per darsi una sveglia. Nel primo mandato per abbassare l’inflazione ha reso caro il denaro, ha chiuso fabbriche inutili provocando un crollo del PIL e un innalzamento della disoccupazione) solo dopo tante lacrime (e sangue) gl’inglesi hanno iniziato a beneficiarne… ringraziandola ancora oggi! da noi? meglio non far piangere nessuno…
Sono assolutamente daccordo con lei, se mai si dovesse ipotizzare una siffatta proposta fiscale non esiterei a scendere in piazza. Naturalmente, concordo pienamente con lei sull’altra ipotesi di riforma fiscale e cioè l’abbattimento in 5 anni dell’ aliquota fiscale al 20%, sia delle persone fisiche che giuridiche con una patrimoniale che servirebbe ad evitare inizialmente lo shock dei minori introiti aspettando al riemersione del nero.
A questo punto la domanda sorge spontanea perchè non si candida?
Vedo che molti si sentono attratti da soluzioni “sbrigative”, “spicce”.
Purtroppo non funzionano. Dopo i terremoti, per il solito, ci sono in giro per lo più macerie, e qualcuno che si frega le mani.
Pazienza e gradualità, in una direzione corretta, sono le uniche ricette da adottare.
I terremoti sono graditi solo agli sciacalli.
Per prima cosa, caro Giannino, le devo fare i complimenti per la trasmissione a radio 24. Voglio porre l’accento sulla riduzione della spesa pubblica e sulla necessità di un’imposizione dall’alto (d’accordo sul limite di spesa da costituzionalizzare) delle piante organiche dei singoli enti per evitare l’enorme aumento di dipendenti pubblici che non trova freno. Solo dopo la riduzione dei dipendenti e degli sprechi si potra pensare ad una riduzione delle imposte cosa indispensabile per noi tutti imprenditori onesti per volontà o per obbligo. Sul come farlo non ho pretese mi andrebbe bene anche il sistema attuale con aliquote più basse di almeno il 5% su ogni scaglione.
la soluzione sarebbe interessante, con la condizione di una riforma che elimini tutte le “rendite da posizione” che esistono nel sistema economico/sociale italiano. la produttività di tutti, sopratutto il settore pubblico, deve aumentare. per far ciò si devono eliminare i privilegi di casta, vedi funzionari pubblici, enti inutili, professori universitari assenti, ecc. il costo complessivo dei settori inefficienti deve essere eliminato. paghiamo la patrimoniale in cambio di un sistema economico libero dalle rendite di posizione e chi è più bravo a produrre vince, perchè lo ddetermina il mercato e non un concorso o una norma.
Se solo si vocifera più insistentemente che il governo propone una patrimoniale, sul mio conto rimangono netti 50 euro.
Dovranno essere ben scaltri per farlo senza provocare la preventiva corsa agli sportelli, che in momenti di crisi come questa potrebbe essere devastante.
E’ pacifico, almeno dal mio punto di vista, che l’80% delle tasse viene pagato dai lavoratori dipendenti. Che il debito sia per il 100% spesa pubblica, non si discute. Che gli appalti finiscano nelle mani di una “banda larga” non c’è dubbio alcuno. Il 50% della ricchezza totale è nelle mani del 5% delle famiglie. Se si volesse smettere di mungere sempre i soliti, ci sarebbero tutti i presipposti…..
Io sono dipendente per 40 ore alla settimana e imprenditore per ulteriori 42/44 quindi conosco la situazione da entrambi i punti di vista contrariamente a molti arroccati sui propri convincimenti fiscali. Come dipendente non evado, certamente, ma almeno vengo tassato sul mio reddito effettivo. Da imprenditore no. Se mi va bene pago su presunzioni. Se mi va male pago anticipatamente comunque e senza neppure una presunzione. Starà poi a me farmeli ridare se mai ci riuscirò. Ogni acquisto per l’attività è una contrattazione con il commercialista per il terrore di uscire dagli studi di settore per cui spesso preferisco non investire piuttosto che rischiare l’accertamento che, con oltre 300 adempimenti fiscali da seguire, avrebbe certamente esiti nefasti anche se da buon dipendente mi barcameno per mantenere il massimo dell’onestà possibile. Addirittura abbiamo scoperto che se devo usare per l’azienda della cancelleria che potrei vendere, mi conviene battermi lo scontrino come se l’avessi venduta ad un cliente invece che mettermela in detrazione cosa che di per sè dimostra l’assurdità di questo sistema fiscale.
Quando la regione Sicilia nell’ultimo mese ha assunto 31000 nuovi dipendenti di cui almeno 4000 a carico della fiscalità generale dello Stato, finisce il discorso dell’80% delle tasse pagate dai dipendenti e comincia quello di non averne più di dipendenti da pagare.
Certo che Amato è proprio un premio Nobel dell’economia…
Che professorone, che luminare! Quante cose insegna ai giovani…Sfido, io che poi sono tutti disoccupati…Hanno imparato che per vivere bisogna sempre rubare al prossimo (sempre meglio che lavorare). Quale sarebbe la ricetta? Quella adottata già nel 1992 che non è servita a nulla e poi riproposta in un’altra forma nel 2000 con l’ingresso dell’Italia nell’euro che ha dimezzamento il patrimonio degli italiani (anche questa soluzione non è servita a nulla, o meglio è servita per continuare ad ingrassare gli stipendi dei vari Ciampi, Amato, Padoa Schioppa, Visco, Draghi ecc..)
Ma quanti anni ha sto Amato?… Ma non era già finito una volta sotto i ferri?… Quest’anno Babbo Natale ha fatto un regalo agli italiani e alle casse vuote dello Stato con la dipartita del “bamboccione” Schioppa. Uno stipendio esoso in meno da pagare al “solito stronzo”. Tommaso,il consulente di Papandreu e della FIAT, era li che se la spassava con i suoi cento invitati (a spese dei greci e degli operai di Mirafiori e Pomigliano) e brindava forse per essere riuscito , nel 2007, a far frodare, alla Goldman Sachs, lo Stato Italiano per 600 milioni di euro[1] ed ecco che ,come direbbe il Tremonti di Guzzanti, “con una roba di caldo e una roba di freddo” è passato a miglior vita . Grazie Babbo Natale! Per Amato e tutti i laidi parassiti come lui confidiamo nella Befana e nel freddo. Sarebbe come vincere alla lotteria…Come si dice…”Il malaffare non può durare”…prima o poi si paga l’essere cosi stronzi e delinquenti…o pagano i figli tipo il figlio di Madoff (altro bel regalo natalizio all’umanità). Quindi come vede, caro Amato, non site degli dei, e presto finirete con le vostre bave da succhiatori parassiti sotto tre metri di terra da riporto a fare da pasto ai vermi…E se te la mando io…stai tranquillo che ti arriva…
Certo che viviamo proprio in una bella democrazia fondata sulla libera impresa..Sì, sì, come no…Fare la patrimoniale e reintrodurre l’ICI non è demagogia…mentre tutto quello che dovrebbe essere fatto per ridimensionare il tenore di vita di persone inutili come il signore in questione, lo è…
[1]http://aghost.wordpress.com/2007/06/03/la-goldman-sachs-froda-lo-stato-per-600-milioni-di-euro-ministro-schioppa-nulla-da-dichiarare/
Bravo Corvo! Sei stato un po’ brutale, ma i concetti espressi sono pienamente condivisibili. A parte la tristezza di dover aspettare con rassegnazione che sia la livella a liberarci dai succhiatori di sangue. Però non possiamo neppure pretendere che crepino di colpo i circa 3 milioni di italiani che vivono di politica, direttamente o come dipendenti. Sarebbe chiedere troppo!!! E’ più probabile che a schiattare siamo noi, persone normali che continuano a rodersi il fegato per gli sprechi causati da tanti fan-cazzisti e manutengoli.
Un caro saluto, e tanti auguri per il prossimo anno.
@antonio
A quanto ne so hai fatto un elenco in cui manca qualcosa.
Mi hanno riferito che un politico regionale (Regione Veneto) eletto ad un’elezione e poi non ricorfermato nella successiva, si becca comunque uno stipendio “a calare” mese per mese in modo da abituarsi a non essere più in politica.
E questa specie di “cassa integrazione politica” è ottima nell’attesa di essere ficcato in qualche sinecura pubblica.
Va da sé che, malgrado le mie richieste, non è che in Regione si siano scannati per chiarire la cosa.
Probabilmente i cari amministratori dei nostri destini sono ben coscienti che una notizia del genere se diffusa al volgo potrebbe procurare loro qualche ben meritato calcio nel sedere. Non solo metaforico.
oramai di questi politicanti e aggregati succhiatori di risorse mi mettono solo amaro. Possiamo discutere all infinito ma credetemi non cambierà mai niente.Solo un virus che attacca i 3 milioni che vivono di politica,libera ITALIA . un buon esempio sarebbe che questi 3.000.000 di parassiti iniziano a VERSARE il loro contributo di debito pubblico procapite di euro 30.000…..poi a seguire tutti gli industriali …..direttori di banche ……negozianti (o scusate denunciano al fisco meno di un operaio in cassa integrazione)……fate un pò di conti e fatemi sapere a quanto arriviamo in euro.Poi caro Oscar scrivimi che ho una bellainiziativa per tè.Ciao a tutti i Chicago blog e buone tasse (buon anno).
@stefano
Caro Stefano, ormai non mi stupisco di nulla. Quanto riferisci è la prova che anche nel civilissimo Veneto i politici sono spudorati. Ormai non c’è alcun limite al peggio. Purtroppo, come ripeto sempre, solo eventi tragici potrebbero liberarci da questa melma che ha affossato l’Italia e rubato il futuro ai nostri figli. E forse il male minore sono ancora queste sanguisughe, perlomeno rispetto all’unica alternativa possibile, che consiste in un gigantesco bagno di sangue. Potremmo anche sperare in un miracolo che illumini le menti dei nostri politici, suggerendo loro di togliersi fisicamente di torno. Buon anno a tutti.
@antonio
Condivido in pieno tali tagli che dovrebbero essere propedeutici a qualsiasi patrimoniale e che qui riporto.
1- Riduzione del 60% dei parlamentari e di tutti i dipendenti “politici” in carico allo Stato, Regioni e Comuni.
2- Soppressione immediata delle province.
3- Riduzione del 60% degli stipendi di quanti lavorano in politica, con diritto alla pensione dopo 40 anni di contributi, e ulteriore attesa di 18 mesi prima di riscuotere l’assegno mensile (come capita a tutti gli altri Italiani).
4- Vendita immediata di TUTTE le auto blu e riduzione del 20% dei dipendenti pubblici.
A tutto questo si dovrebbe aggiungere che almeno il 40% di tale patrimoniale dovrebbe essere prelevato e quindi a carico da chi ha goduto in misura maggiore del debito che si è creato in Italia quindi a carico di tutti quelli che hanno avuto cariche politiche retribuite e di tutti gli alti dirigenti statali e parastatali (in proporzione agli stipendi d’oro che hanno percepito)
@ennio
Pienamente d’accordo. E poi ci sarebbero altre infinite ipotesi e proposte sostitutive alla patrimoniale che sarebbero accettate dagli italiani. Peccato che il potere di decidere sia in mano a quella parte che ha generato il debito pubblico, e che continua a farlo crescere con prebende, privilegi e sprechi. Quei privilegiati continueranno ad ignorare qualsiasi proposta che vada ad intaccare i loro lussi. Tre milioni di persone che vivono sulle spalle degli altri concittadini, e possono pure decidere il loro destino…
Loro non sanno come fare a ridurre debito e deficit pubblici…noi tutti, invece, lo sappiamo benissimo…
@antonio
troppo demagogico per il sistema mafioso italiano,troppo valido,troppo efficace,troppo desiderato dai tanti onesti,troppo vero.
Dopo l’Irlanda, che ha deciso di mandare a casa 24.000 fannulloni pubblici, il governo di CUBA ha decretato il licenziamento di 500.000 dipendenti pubblici.
Io sono certo che tra i milioni di dipendenti, politici e manutengoli dello Stato Italiano ci siano anche onesti lavoratori che tirano la carretta e fanno il loro dovere. Ma quanti sono i pelandroni, e quelli che trattano gli utenti con arroganza pari solo allo stipendio che rubano, quasi fossero i padroni dell’azienda che li mantiene? I padroni invece siamo noi, con il compito di cacciar fuori i danari. Peccato non poter esercitare il potere sovrano (delegato a rappresentanti che invece di vigilare mangiano con loro) e lanciarli fuori dai loro uffici a calci in culo.
La crisi porta esasperazione e insofferenza verso i soprusi, e forse un giorno il “volgo disperso che nome non ha” solleverà la testa e si farà sentire. Sperem
@berry
Caro Dr. Giannino,
La prego dica alla gente tipo l’On. Amato di ritirarsi a vita privata.
Non condivido la fregatura, da lei decantata, che anche il governo berlusconi, ci sta servendo calda. Siamo partiti dal fare considerare all’Europa che l’Italia non ha tanto le pezze al sedere, perchè il debito complessivo cioè pubblico e privato insieme sono inferiori a altri paesi.
Sentito questo i polli italiani hanno pensato oh che bello… invece no…era il primo passo per farci digerire un concetto: dato che avete un bel patrimonio forse potete pagare una patrimoniale….qui si nascondeva la fregatura.
No caro Dr. Giannino, io non pagherò nessuna patrimoniale, per di più su quanto costruito dopo aver pagato tasse sui redditi prodotti con sacrificio e con altrettanti sacrifici risparmiati, cioè sottratti al consumo.
Il modo per ridurre il debito c’è già:
- abolire le province;
- 50 senatori e 100 deputati, niente uffici, niente lap top, nessun rimborso per assistente parlamentare, niente scorta e autista per i presidenti di commissioni, stipendio per ogni parlamentare a 3000 euro e contributi da cumulare con quelli versati nella vita lavorativa (non la pensione dopo due anni)
- abolizione dei funzionari di gabinetto dei ministeri, del presidente repubblica e consiglio;
- abolizione dei funzionari e dirigenti presso commissione europea e ambasciate
- taglio del 20 per cento di impiegati pubblici
- chiusura di consob isvap antitrust e bla bla bla
- sanzioni decuplicate e confisca di denaro di pari importo in caso di evasione
- stop a tutte le pensioni dei parlamentare con meno di 65 anni
- limite a 2000 per le pensioni di qualsiasi tipo
- chiudere la rai
- a fanculo i migliaia di marescialli, generali e colonnelli che si masturbano con le carte nei ministeri
- stipendio a 3000 massimo per i militari nelle missioni estere (cosi si eliminano anche le lunghe liste di attesa per parteciparvi)
- magistrati 8 ore al giorni in ufficio per 5 giorni a settimana, rinvii di udienza di una settimana e massimo 10 giorni per scrivere una sentenza
- taglio del 70 per cento dei magistrati delle corti di appello, cassazione, corte costituzionale
- l’auto blu e il cellulare lo deve avere napolitano e berlusconi, gli altri vadano a spese proprie
- i medici ospedalieri non possono fare attività privata ma devono stare 8 ore in ospedale o ambulatorio (adesso fanno 3 visite al giorno in ospedale e bofonchiano e il pomeriggio 30 visite private e sorridono)
- i medici di famiglia sono a disposizione dei pazienti 8 ore al giorno non 2
- chi dichiara di non voler usufruire di sanità, istruzione deve avere una riduzione di aliquota
- stop a qualsiasi contributo a giornali, associazioni , fiere, festival e stronzate del genere (che si finanzino con i privati)
- i dipendenti banca d’italia devono percepire gli stipendi degli altri della pubblica amministrazione – se la banca di italia vuole essere trattata da privato non deve avere i trasferimenti che per legge le arrivano dallo stato
- divieto di cumulo di stipendi, pensioni, indennità per professori, parlamentari, giudici
- i sindacalisti non devono percepire indennità, scorte etc.
- abolire il confronto con le parti sociali (le leggi le fa il parlamento e non sta scritto da nessuna parte che deve consultare i giudici, i sindacalisti, la confindustria, gli studenti , bla bla bla)
- inserire un articolo della costituzione nel quale si preveda un limite massimo di aliquota fiscale
- chi va al governo deve garantire che rispetterà la previsione di spesa e deve obbligatoriamente inserire nel programma di governo, anche con esempi numerici, quali saranno le tasse dovute dai cittadini
- prevedere norme che impongano dei tempi certi per ottenere una licenza, un’autorizzazione o semplicemente una risposta da parte della pubblica amministrazione
- ridurre i tempi di prescrizione dell’accertamento fiscale a un anno e prevedere l’erogazione dei rimborsi fiscali entro 6 mesi
- se un dipendente dell’agenzia delle entrate emette un accertamento che viene poi annullato dalla commissione tributaria, deve finire sotto procedimento disciplinare e al terzo errore, PERDERE IL POSTO
- se un pm manda in galera una persona poi rivelatasi innocente, deve risarcire il danno personalmente
- un apposito sito internet pubblico deve contenere l’elenco pubblico dei redditi e della composizione patrimoniale personale e familiare di tutta questa grande massa di stronzi che va in televisione a dirci cosa dovremo e non dovremo fare, perchè quando li sento parlare voglio anche sapere quanto guadagnano e qual è il loro patrimonio.
SOLO CON QUESTE COSETTE VI HO RECUPERATO MOLTI MILIARDI DI EURO
@GIANN
Caro GIANN, non so chi Lei sia, ma approvo parola per parola quanto ha scritto. Vorrei che questo fosse il programma elettorale di qualche partito, bianco, rosso, verde o blu, non mi frega nulla….io lo voterei, e sono sicuro che non sarei il solo. Un partito con questo programma raccoglierebbe dipendenti pubblici e privati, datori di lavoro, artigiani e commercianti, ecc.
L’opposizione sarebbe limitata al partito dei fannulloni pubblici e dei mantenuti di ogni specie.
L’Italia diventerebbe più ricca di Montecarlo, e in pochi anni sparirebbe deficit e debito pubblico.
Ma non illudiamoci…purtroppo resteremo nelle mani di questa gentaglia!!!!!
A proposito delle rivolte e dei morti in Algeria per la mancanza di nutrimento, vorrei segnalare uno tra le migliaia si sprechi italici.
Il programma CEE per le energie rinnovabili prevede il pagamento dell’energia elettrica alternativa ad un prezzo che complessivamente moltiplica per cinque volte il prezzo di mercato (e questo grazie alla corresponsione di un gigantesco contributo)
In pratica, chi produce energia con il fotovoltaico, l’eolico, ecc., riceve per ogni Kwattora prodotto un pagamento pari a cinque volte il valore di mercato della stessa energia.
E quindi l’energia alternativa è diventata un businnes per molti, ed ha attirato le mafie di ogni tipo, fino a far dire ad un ministro della repubblica che l’eolico è in mano alla criminalità.
Tra le modalità di produzione di energia elettrica alternativa sono ammessi gli impianti funzionanti a biogas generato dalle deiezioni animali (liquami).
Alcuni furbi agricoltori hanno scoperto che detti impianti, se fatti funzionare con prodotti come il mais, il trinciato di orzo o di grano, il triticale, ecc., producono energia elettrica oltre 5 volte quanto si potrebbe realizzare con il gas proveniente dai liquami.
Ecco quindi che vengono “bruciate” centinaia di migliaia di tonnellate di alimenti preziosi al solo scopo di produrre energia elettrica che gode dei contributi CEE.
In Germania questi impianti sono stati fermati. In Italia continuano a nascere come funghi nelle province a maggiore vocazione agricola (Cuneo, Mantova, Brescia, ecc.).
Per produrre questi alimenti preziosi che vengono poi sacrificati nella produzione di energia elettrica, occorrono ingenti quantità di energia (gasolio agricolo per lavorare i campi, per la semina e la raccolta dei prodotti, energia elettrica per sollevare acqua ad uso irrigazione dei campi, ecc.)
Qualcuno, sorridendo, accennava alla possibilità che si potesse produrre energia con contributo allacciando la spina al contatore ENEL. E quindi pagare l’energia enel consumata e ricevere 5 volte tanto per l’energia prodotta con contributi CEE. Sarebbe una bella trovata, nonchè una truffa…
Con gli impianti a biogas funzionanti con materie nobili ed essenziali alla sopravvivenza animale ed umana si è fatto di peggio, e oltre alla truffa emerge un insulto all’umanità. Oltre che uno spreco immenso di risorse per l’arricchimento di pochi.
Dott. Giannino, perchè nessuno parla di questo ? Forse perchè viviamo in un mondo così colmo di schifezze che un furto di qualche centinaio di milioni di euro non preoccupa nessuno, tanto siamo tutti ricchi e le risorse sono infinite? Anche di questi tempi? I contributi che la CEE eroga con tanta disinvoltura provengono da altri pianeti?
Oppure mi sbaglio, ed è perfettamente regolare produrre energia con contributo bruciando energia prodotta da petrolio?
caro giannino,approfitto di questo blog per esporle una teoria tanto stupida qunto ovvia per risovere quasi completamente l’ evasione fiscale,mazzette,riciclaggio,delinquenza(droga,traffico di armi usura prostituzione) in questo paese,togliere definitivamente la moneta contante. usare percio’ solo bancomat carte di credito,bonifici assegni ri.ba.non servirebbero piu’ registratori di cassa finzieri che farebbero veramente un lavoro qualificante anziche’ controllare se un bambino ha preso lo scontrino di un gelato,mi rendo conto che non e’ la panacea di tutti i mali,ma provate un po’ a comprare droga con il bancomat,pagare il pizzo con un bonifico,o fare un assegno per il politico di turno. ecc.ecc. ciao fammi sapere
@stefano cappelloni
Penso che quest’idea sia basata solo su ipotesi di perfetta buona fede dei contribuenti.
Ma in realtà molte attività illegali si basano su attività perfettamente legali che fanno da paravento. Si riciclano denari sporchi in attività tipo edilizia, centri commerciali, supermercati ecc., attività che anche se in perdita, continuano ad essere normalmente funzionanti !! Si è mai chiesto come mai ?
Nel caso da lei proposto si aprirebbero attività regolari per vendere altre cose da quelle apparentemente esposte e si rilascerebbero anche i relativi scontrini…..
In merito alle varie mazzette……. sappiamo già qual’è il sistema ultimamente adottato; ha sentito di costose auto regalate o messe a disposizione del “tangentaro” di turno, oppure di chi si è ritrovato proprietario di un appartamento in centro, senza ………..neanche saperlo !!!!!??????
E poi per le maxi tangenti esiste sempre il collaudatissimo sistema delle società anonime off-shore di cui i nostri politici sono più che esperti………
Alla fine il sistema servirebbe solo a creare problemi al pensionato che va a ritirare i soldi della pensione alla Posta e non vuole aprire un conto corrente.
Piuttosto per combattere l’evasione fiscale creiamo il conflitto di interessi tra chi paga e chi riceve, con la detraibilità di tutte le spese (anche in misura percentuale), a cominciare dal fitto di casa dove si annida una gran fetta di evasione
Caro Stefano Cappelloni,
Condivido tutto quello che lei dice. Ma attenzione……
Il giorno che ci imporranno di usare il bancomat anche per comprare un gelato vorrà dire solo una cosa: che stiamo fallendo.
Se finora l’Italia si è salvata da alcune situazioni lo si deve al fatto che abbiamo ancora ricchezza reale, case, denaro.
La tendenza (per carità inarrestabile anche in Italia) ad usare strumenti di pagamento significa solo una cosa: poichè non girano più i soldi, facciamo girare carta straccia (assegni, riba, carte revolving e bla bla bla).
La gente, soprattutto quella che spende il 20 per cento in più di quello che guadagna, si autotrascinerebbe al fallimento.
Io per es. uso il bancomat anzichè la carta, perchè usare il primo significa pagare con soldi che hai ora sul conto mentre usare la seconda significa pagare con soldi che avrai il giorno 10 del mese prossimo.
Da mesi vado sostenendo sul mio blog che l’alibi del debito pubblico, utilizzato dal governo per non fare investimenti per la crescita del paese , non regge più. La proposta Amato , riduzione del debito pubblico con una unica tassa di 33000 euro da far pagare ai più abbienti, potrebbe infatti, con alcuni miglioramenti necessari , risolvere gran parte del problema storico che soffoca l’economia italiana. Sono lieto di constatare che in questi giorni qualcuno se ne sia accorto e se ne ritorni a discutere. Da destra e sinistra vengono comunque sollevate obiezioni ad un tale provvedimento ,in parte condivisibili , in parte strumentali .Mi pare ci sia molta confusione sulla questione e che vada fatta chiarezza.
Il rischio reale che si finisca col colpire anche alcune aziende o piccole industrie virtuose può essere evitato selezionando con attenzione ed equità i soggetti interessati per questa cosiddetta “patrimoniale”. Soprattutto si deve procedere in modo proporzionale per stabilire la quota che ognuno dei più abbienti dovrebbe versare. Inoltre è fondamentale legare il discorso a quei soggetti che sono sopspettati di evasione fiscale ed ai grandi patrimoni finanziari non certo vessare chi nel paese ha senmpre pagato le tasse o produce lavoro . Detto questo, ogni cittadino con un reddito molto alto penso sia giusto debba contribuire in misura proporzionale al rilancio del paese. Sarebbe oltretutto un modo per riequilibrare in parte le abissali differenze economico -sociali tra ricchi e poveri ed alla fine comunque tutti ne trarrebbero un beneficio.
Per questo più che una “patrimoniale” io la chiamerei un contributo in base alle tasche ed alle attività svolte : un investimento sull’azienda Italia che, se fatta da forze politiche credibili e spiegata nel dettaglio agli Italiani, potrebbe essere accettata dai più per il bene comune. Certamente il processo di calcolo dei vari importi che ognuno dovrebbe versare non sarà facile e dovrà tenere equamente conto di tanti fattori. In sintesi : dipende molto dai modi e criteri scelti , soprattutto dalla credibilità di chi dovrà gestire il processo anche nei passi successivi una volta risanato parte del debito.Del resto non vedo alternative se si vuole davvero rilanciare l’economia di questo disastrato paese ed è quel che si farebbe normalmente in una famiglia responsabile con dei debiti da pagare.
Ovviamente non sono un esperto in economia, ma un po’ di buon senso credo valga a volte piu’ di mille dotte elaborazioni tecniche che spesso mascherano solo conservazione di privilegi o miopi politiche di regime .Difatti quelli che si oppongono sono guarda caso caste speculari di destra e di sinistra…
@Angelo Mazzoleni
Gentile sig. Mazzoleni, ritengo che normalmente una famiglia con dei debiti da pagare, prima di cercare nuove risorse, debba tagliare le spese. Di questo Lei non fa cenno, limitandosi a criticare quelle che definisce caste di destra e di sinistra.
Cominciamo ad eliminare gli sprechi, e poi, se sarà necessario, tutti saranno ben lieti di contribuire al rilancio del Paese.
Ma gettare altri soldi per mantenere milioni di italiani che non fanno un tubo, e schiere di politici succhiasangue non mi sembra accettabile per nessuna persona di buon senso. L’ipotesi di patrimoniale è sponsorizzata e condivisa solo da questi poltroni che vivono sulle spalle di chi lavora.
Si rilegga interamente questo blog, e potrà trovare alcuni suggerimenti per rimettere in carreggiata questo nostro sfortunato Paese. Ma, sia certo, non saranno mai adottati. Per chi ci governa, di qualunque parte politica sia, è meglio spemere il limone che spremere le meningi. Cordialità
io credo che a quella mente di Giuliano Amato, che se ricordo bene percepisce un lauto stipendio , non so per cosa ma so che paghiamo sempre noi, bisogna togliere il vino e se è astemio togliamo l’acqua con gas e s beve solo quella naturale allora si è prorpio bevuto il cervello. Il primo a rendere un pò di soldini per non fare un c…o è lui, non accetto lezioni di moralità da un ladro vedi 6per 1000 anno 1991 se non ricordo male con data retroattiva
l’unica cosa è il federalismo con quello si risolve il debito, fatalità il 70 % del debito è stato sfondato in terronia