Commenti a: Spesa e tasse: tetto in Costituzione, alla tedesca
/2010/08/31/6914/
diretto da Oscar GianninoFri, 24 Dec 2010 00:30:31 +0100hourly1http://wordpress.org/?v=3.0.1Di: il Gioco della Politica
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8981
il Gioco della PoliticaWed, 15 Sep 2010 12:21:04 +0000/?p=6914#comment-8981Sulla falsariga di questo, qui c'è un post con una proposta di legge:
http://www.ilgiocodellapolitica.it/index.asp?page=legge&id_area=3&order=&id_legge=386
Vediamo nei prossimi giorni cosa ne pensano politici ed elettori...Sulla falsariga di questo, qui c’è un post con una proposta di legge: http://www.ilgiocodellapolitica.it/index.asp?page=legge&id_area=3&order=&id_legge=386
Vediamo nei prossimi giorni cosa ne pensano politici ed elettori…
]]>Di: mario
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8958
marioTue, 14 Sep 2010 14:33:04 +0000/?p=6914#comment-8958c'è solo 1problema : gli italiani fanno lavoro nero ,non chiedono scontrini, nè fatture.C'è una voragine di bilancio soprattutto al sud dove "accà nisciuno è fess"c’è solo 1problema : gli italiani fanno lavoro nero ,non chiedono scontrini, nè fatture.C’è una voragine di bilancio soprattutto al sud dove “accà nisciuno è fess”
]]>Di: Giuseppe
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GiuseppeMon, 06 Sep 2010 07:31:39 +0000/?p=6914#comment-8812L'articolo 81 cost. comma 1/2/3/4 non pone limiti alla tedesca, non c'entra niente. Obbliga esclusivamente la copertura finanziaria a qualsiasi legge di spesa contenuta nel bilancio dello stato. Paradossalmente la spesa può essere infinita basta che esista la copertura. Può sembrare un semplice gioco di parole ma non è la stessa cosa. Il limite dell'1% sul pil di deficit pubblico è un'altra cosa. In Italia non si avrebbe mai il coraggio di costituzionalizzare un limite del genere. Siamo Italiani (approssimativi e chiacchieroni non tedeschi seri e coraggiosi).L’articolo 81 cost. comma 1/2/3/4 non pone limiti alla tedesca, non c’entra niente. Obbliga esclusivamente la copertura finanziaria a qualsiasi legge di spesa contenuta nel bilancio dello stato. Paradossalmente la spesa può essere infinita basta che esista la copertura. Può sembrare un semplice gioco di parole ma non è la stessa cosa. Il limite dell’1% sul pil di deficit pubblico è un’altra cosa. In Italia non si avrebbe mai il coraggio di costituzionalizzare un limite del genere. Siamo Italiani (approssimativi e chiacchieroni non tedeschi seri e coraggiosi).
]]>Di: stefano tagliavini
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8775
stefano tagliaviniFri, 03 Sep 2010 14:45:58 +0000/?p=6914#comment-8775A forza di confrontarci punti d'incontro si trovano, concordo!A forza di confrontarci punti d’incontro si trovano, concordo!
]]>Di: MassimoF.
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8766
MassimoF.Fri, 03 Sep 2010 11:52:02 +0000/?p=6914#comment-8766@ stefano tagliavini: da parte mia non sentirà certamente nessuna difesa del governo Berlusconi, anzi , dei governi Berlusconi. Dal 2001 ad oggi, salvo la parentesi prodiana, ha governato lui, e la cosa più benevola che si possa dire è che è stato per l'economia perlomeno inutile. L'ici , tassando quelle che sono le vere rendite, non andava tolta. Su questo sono d'accordo con lei. Le tasse ai ricchi sono state abbassate come dice lei, anche se minimamente, e questo è stato giusto, ma non per rilanciare i consumi, ma gli investimenti. Purtroppo Prodi le ha poi aumentate con gli interessi, vanificando il tutto. Sulle liberalizzazioni concordo con lei. Sulla lotta all'evasione, su questo blog sono stati versati fiumi di inchiostro, perciò ribadirò quello che penso: la lotta all'evasione fiscale è cosa buona e giusta, ma funziona solo attraverso la riduzione fiscale. Tutte le altre forme, soprattutto in un paese come il nostro gravato da tasse altissime porteranno ad un aumento dell'evasione e ad una caduta degli investimenti ( la curva di Laffer docet). Questo perchè , l'eventuale extragettito verrà mangiato dal debito pubblico e dalla spesa pubblica che nessuno riesce e vuole tagliare . Quanto all'espansione finanziaria dovuta all'espansione monetaria, questa, ovvero l'espansione monetaria è stata fatta per motivi politici e non economici, e quindi non è responsabilità di chi poi ha utilizzato il denaro spazzatura governativo, senza considerare che le banche non hanno costretto nessuno a fare mutui immobiliari, anzi proprio perchè i mutui immobiliari sono di importo alto rispetto ai prestiti della classe medio- bassa, nessuna banca sarebbe riuscita a far firmare contratti a persone povere che pensano di non poterli ripagare. E' evidente che chi ha fatto i mutui sono soggetti che pensavano di poterli ripagare , e questo solo grazie al tasso di interesse basso manipolato dal governo attraverso la Fed . Per quanto riguarda lo stato sociale, posso anche essere d'accordo con lei, ma la parte sociale deve comunque permettere la crescita economica, altrimenti prima o poi diventerà insostenibile la sopravvivenza proprio del welfare. Noi, in Italia , questo punto l'abbiamo superato oramai da trent'anni.@ stefano tagliavini: da parte mia non sentirà certamente nessuna difesa del governo Berlusconi, anzi , dei governi Berlusconi. Dal 2001 ad oggi, salvo la parentesi prodiana, ha governato lui, e la cosa più benevola che si possa dire è che è stato per l’economia perlomeno inutile. L’ici , tassando quelle che sono le vere rendite, non andava tolta. Su questo sono d’accordo con lei. Le tasse ai ricchi sono state abbassate come dice lei, anche se minimamente, e questo è stato giusto, ma non per rilanciare i consumi, ma gli investimenti. Purtroppo Prodi le ha poi aumentate con gli interessi, vanificando il tutto. Sulle liberalizzazioni concordo con lei. Sulla lotta all’evasione, su questo blog sono stati versati fiumi di inchiostro, perciò ribadirò quello che penso: la lotta all’evasione fiscale è cosa buona e giusta, ma funziona solo attraverso la riduzione fiscale. Tutte le altre forme, soprattutto in un paese come il nostro gravato da tasse altissime porteranno ad un aumento dell’evasione e ad una caduta degli investimenti ( la curva di Laffer docet). Questo perchè , l’eventuale extragettito verrà mangiato dal debito pubblico e dalla spesa pubblica che nessuno riesce e vuole tagliare . Quanto all’espansione finanziaria dovuta all’espansione monetaria, questa, ovvero l’espansione monetaria è stata fatta per motivi politici e non economici, e quindi non è responsabilità di chi poi ha utilizzato il denaro spazzatura governativo, senza considerare che le banche non hanno costretto nessuno a fare mutui immobiliari, anzi proprio perchè i mutui immobiliari sono di importo alto rispetto ai prestiti della classe medio- bassa, nessuna banca sarebbe riuscita a far firmare contratti a persone povere che pensano di non poterli ripagare. E’ evidente che chi ha fatto i mutui sono soggetti che pensavano di poterli ripagare , e questo solo grazie al tasso di interesse basso manipolato dal governo attraverso la Fed . Per quanto riguarda lo stato sociale, posso anche essere d’accordo con lei, ma la parte sociale deve comunque permettere la crescita economica, altrimenti prima o poi diventerà insostenibile la sopravvivenza proprio del welfare. Noi, in Italia , questo punto l’abbiamo superato oramai da trent’anni.
]]>Di: stefano tagliavini
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8760
stefano tagliaviniFri, 03 Sep 2010 08:28:53 +0000/?p=6914#comment-8760<a href="#comment-8699" rel="nofollow">@MassimoF. </a>
Il Governo Berlusconi si è presentato agli elettori con un programma ben preciso, in gran parte disatteso. Non è intervenuto a sbloccare il mercato favorendo la concorrenza. Le famose liberalizzazione fatte da Bersani, assolutamente condivisibili ma insufficienti, avrebbero divuto trovare nel programma del centro destra la matrice politica più favorevole. Due sono state le riforme fiscali fatte dal Governo Berlusconi: la prima nel 2005 che in termini di riduzione dell'IRPEF ha portato benefici solo alle classi più ricche, agli altri cittadini sono rimasti pochi spiccioli, giusto quanto basta per un capuccino, ma è giusto così, perché secondo una corrente di pensiero i consumi di un paese come il nostro dipendono solo dai consumi dei ricchi, gli altri non contano, sono solo un peso per le finanze dello Stato. L'altra è stata l'eliminazione dell'ICI. Se vogliamo giusta nelle motivazioni di togliere una tassa sulla casa, ma resta il fatto che con quel gettito i comuni finanziavano i servizi. Capisco che asili, cultura e tutto quello che un comune cerca di offrire per la sua comunità sia economicamente uno spreco per chi non necessita di questi servizi o se li può permettere economicamente, ma esiste una politica sociale e se qualcuno non vuole avere uno scontro sociale tra ricchi e poveri un minimo di servizi per la collettività sono necessari. Inoltre, il livello della qualità della vita non dipende solo dalla ricchezza ma anche dalla qualità dei servizi sociali, due fattori che sono strattamente legai tra di loro, non a caso ci sono realtà economiche importanti con servizi sociali invidiabili. Nella mia città quando ho bisogno di cure posso contare su una struttura sanitaria che presenta livelli di eccellenza e dove le persone non ci rimettono la pelle.
Sulla pressione fiscale insostenibile per le aziende che non investono in Italia avrei qualche dubbio, resta il fatto che il nostro paese non ha mai combattuto l'evasione fiscale con severità, cosa che avrebbe permesso di ridurre la presione fiscale e agevolare gli investimenti stranieri, altro che recessione. Le sembra logico che una città come Rimini sia tra le più povere pur possedendo beni di lusso tipo imbarcazioni? Le sembra tollerabile che un commerciante incassi 100 emette uno scontrino fiscale di 60 e la differenza durante la pausa pranzo venga depositata sul conto corrente a San Marino rendendo l'operazione assolutamente legale? Le sembra accettabile che se un povero cristo ha una dichiarazione dei redditi incongrua e non coerente sia tartassato dal fisco mentre si omette di incrociare il redditometro con coloro che posseggono barche o latri beni di lusso magari intestati alla madre? Perchè non utilizziamo i Comuni per la lotta all'evasione? Perchè ci sono persone che girano in ferrari dichiarando zero al fisco? Non prendiamoci in giro, la presione fiscale sarà alta ma questo è solo una scusa per giustificare chi commette un illecito. Segua la vicenda di una nota griffes emiliana operante nel settore della moda trova sull'orlo del fallimento e i loro titolari sottoposti a custodia cautelare. Azienda con più di 1500 dipendenti, sana, con un mercato invidiabile, entrata in crisi non certo per la recessione, ma per aver compiuto operazioni societarie incomprensibili, per investimenti in aziende del tutto estranee al proprio core business. Nel frattempo, secondo le notizie della stampa sono spariti i beni di famiglia e una collezzione di ferrari e anche durante la crisi membri della familgia facevano affari immobiliari con liquidità nascosta. Tutto questo perchè le tasse in italia sono troppo alte? Agli operai chi ci pensa? Eppure senza di loro sarebbe stato difficile riuscire ad arrivare a certi risultati. Lei dice che la politica di espansione monetaria ha prodotto la crisi del 2008? Forse ha ragione, credo sia stato il propellente giusto per favorire una economia basata sui debiti e sulla finanza anzichè sull'economia reale e sul risparmio. Concedere prestiti a chi ha avuto problemi, far diventare la casa un bancomat, far lievitare il prezzo degli immobili ha portato alla crisi del 2008 e le banche si ritrovano immobili pignorati con un valore sensibilmente diminuito e quindi incapienti a coprire i crediti concessi. Però una domanda mi sorge spontanea: se l'economia gira grazie ai ricchi che spendono, perchè il sistema finanziario ha sentito il bisogno di andare a cercare i soldi delle classi medie peraltro inaffidabili sotto il profilo del credito? Possiamo dsquisire sul sistema socio-economico che un paese deve avere ma se abbiamo un minimo di coscienza dobbiamo accettare un Stato sociale giusto, equo che tuteli i più bisognosi senza diventare uno Stato socialista.@MassimoF.
Il Governo Berlusconi si è presentato agli elettori con un programma ben preciso, in gran parte disatteso. Non è intervenuto a sbloccare il mercato favorendo la concorrenza. Le famose liberalizzazione fatte da Bersani, assolutamente condivisibili ma insufficienti, avrebbero divuto trovare nel programma del centro destra la matrice politica più favorevole. Due sono state le riforme fiscali fatte dal Governo Berlusconi: la prima nel 2005 che in termini di riduzione dell’IRPEF ha portato benefici solo alle classi più ricche, agli altri cittadini sono rimasti pochi spiccioli, giusto quanto basta per un capuccino, ma è giusto così, perché secondo una corrente di pensiero i consumi di un paese come il nostro dipendono solo dai consumi dei ricchi, gli altri non contano, sono solo un peso per le finanze dello Stato. L’altra è stata l’eliminazione dell’ICI. Se vogliamo giusta nelle motivazioni di togliere una tassa sulla casa, ma resta il fatto che con quel gettito i comuni finanziavano i servizi. Capisco che asili, cultura e tutto quello che un comune cerca di offrire per la sua comunità sia economicamente uno spreco per chi non necessita di questi servizi o se li può permettere economicamente, ma esiste una politica sociale e se qualcuno non vuole avere uno scontro sociale tra ricchi e poveri un minimo di servizi per la collettività sono necessari. Inoltre, il livello della qualità della vita non dipende solo dalla ricchezza ma anche dalla qualità dei servizi sociali, due fattori che sono strattamente legai tra di loro, non a caso ci sono realtà economiche importanti con servizi sociali invidiabili. Nella mia città quando ho bisogno di cure posso contare su una struttura sanitaria che presenta livelli di eccellenza e dove le persone non ci rimettono la pelle.
Sulla pressione fiscale insostenibile per le aziende che non investono in Italia avrei qualche dubbio, resta il fatto che il nostro paese non ha mai combattuto l’evasione fiscale con severità, cosa che avrebbe permesso di ridurre la presione fiscale e agevolare gli investimenti stranieri, altro che recessione. Le sembra logico che una città come Rimini sia tra le più povere pur possedendo beni di lusso tipo imbarcazioni? Le sembra tollerabile che un commerciante incassi 100 emette uno scontrino fiscale di 60 e la differenza durante la pausa pranzo venga depositata sul conto corrente a San Marino rendendo l’operazione assolutamente legale? Le sembra accettabile che se un povero cristo ha una dichiarazione dei redditi incongrua e non coerente sia tartassato dal fisco mentre si omette di incrociare il redditometro con coloro che posseggono barche o latri beni di lusso magari intestati alla madre? Perchè non utilizziamo i Comuni per la lotta all’evasione? Perchè ci sono persone che girano in ferrari dichiarando zero al fisco? Non prendiamoci in giro, la presione fiscale sarà alta ma questo è solo una scusa per giustificare chi commette un illecito. Segua la vicenda di una nota griffes emiliana operante nel settore della moda trova sull’orlo del fallimento e i loro titolari sottoposti a custodia cautelare. Azienda con più di 1500 dipendenti, sana, con un mercato invidiabile, entrata in crisi non certo per la recessione, ma per aver compiuto operazioni societarie incomprensibili, per investimenti in aziende del tutto estranee al proprio core business. Nel frattempo, secondo le notizie della stampa sono spariti i beni di famiglia e una collezzione di ferrari e anche durante la crisi membri della familgia facevano affari immobiliari con liquidità nascosta. Tutto questo perchè le tasse in italia sono troppo alte? Agli operai chi ci pensa? Eppure senza di loro sarebbe stato difficile riuscire ad arrivare a certi risultati. Lei dice che la politica di espansione monetaria ha prodotto la crisi del 2008? Forse ha ragione, credo sia stato il propellente giusto per favorire una economia basata sui debiti e sulla finanza anzichè sull’economia reale e sul risparmio. Concedere prestiti a chi ha avuto problemi, far diventare la casa un bancomat, far lievitare il prezzo degli immobili ha portato alla crisi del 2008 e le banche si ritrovano immobili pignorati con un valore sensibilmente diminuito e quindi incapienti a coprire i crediti concessi. Però una domanda mi sorge spontanea: se l’economia gira grazie ai ricchi che spendono, perchè il sistema finanziario ha sentito il bisogno di andare a cercare i soldi delle classi medie peraltro inaffidabili sotto il profilo del credito? Possiamo dsquisire sul sistema socio-economico che un paese deve avere ma se abbiamo un minimo di coscienza dobbiamo accettare un Stato sociale giusto, equo che tuteli i più bisognosi senza diventare uno Stato socialista.
]]>Di: MassimoF.
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8699
MassimoF.Wed, 01 Sep 2010 09:02:03 +0000/?p=6914#comment-8699@Stefano Tagliavini: giustamente ha fatto notare che il governo berlusconiano negli ultimi 10 anni , non ha tagliato la spesa pubblica e ha aumentato le tasse, però poi , di fronte ad una politica che non fà crescere il paese, chiede un sostanziale aumento di questa stessa politica . Non le pare di essere un pelo contradittorio ? Lei dice giustamente che non riusciamo ad attrarre investimenti stranieri, ma poi dà la colpa alla mancanza di infrastrutture e al sistema giudiziario inefficiente. Il fatto che la pressione fiscale italiana per le imprese sia la più alta d'europa e del mondo a quanto pare non c'entra nulla. E sempre questa pressione fiscale non c'entra nulla pure con i mancati investimenti degli imprenditori italiani, che poi chissà perchè questi investimenti all'estero, quindi dove la pressione fiscale è minore , li fanno; e li fanno anche in paesi dove il costo del lavoro è maggiore al nostro. Le dirò questo , lei può credermi o meno, comunque sappia che se noi facessimo un calcolo puramente economico, ovvero se un imprenditore dovesse decidere se investire del denaro in italia solo ed unicamente in base a ragioni di ritorno economico bilanciato per il rischio , con la pressione fiscale attuale , dovrebbe ottenere rendimenti sul capitale investito al lordo d'imposta superiori al 20% annuo solo per pareggiare un eventuate investimento alternativo in titoli di stato a lungo termine. E' evidente che l'investimento in italia non ha senso , e la causa è la pressione fiscale troppo alta. Per quanto riguarda la lotta all'evasione , se vincente , piaccia o non piaccia , ma sarà recessiva, in quanto si tratta comunque di una stretta fiscale, inoltre con la fame di spesa pubblica che ha il popolo italiano , gli eventuali recuperi verrebbero subito spesi in programmi sociali di dubbia validità. La crisi attuale , per finire, è frutto della iper-espansione monetaria degli anni della presidenza Fed di Greenspan, non lo dico io , ma per esempio Roubini, economista Keynesiano. Il libero mercato, se centra qualcosa è solo in parte minimale.@Stefano Tagliavini: giustamente ha fatto notare che il governo berlusconiano negli ultimi 10 anni , non ha tagliato la spesa pubblica e ha aumentato le tasse, però poi , di fronte ad una politica che non fà crescere il paese, chiede un sostanziale aumento di questa stessa politica . Non le pare di essere un pelo contradittorio ? Lei dice giustamente che non riusciamo ad attrarre investimenti stranieri, ma poi dà la colpa alla mancanza di infrastrutture e al sistema giudiziario inefficiente. Il fatto che la pressione fiscale italiana per le imprese sia la più alta d’europa e del mondo a quanto pare non c’entra nulla. E sempre questa pressione fiscale non c’entra nulla pure con i mancati investimenti degli imprenditori italiani, che poi chissà perchè questi investimenti all’estero, quindi dove la pressione fiscale è minore , li fanno; e li fanno anche in paesi dove il costo del lavoro è maggiore al nostro. Le dirò questo , lei può credermi o meno, comunque sappia che se noi facessimo un calcolo puramente economico, ovvero se un imprenditore dovesse decidere se investire del denaro in italia solo ed unicamente in base a ragioni di ritorno economico bilanciato per il rischio , con la pressione fiscale attuale , dovrebbe ottenere rendimenti sul capitale investito al lordo d’imposta superiori al 20% annuo solo per pareggiare un eventuate investimento alternativo in titoli di stato a lungo termine. E’ evidente che l’investimento in italia non ha senso , e la causa è la pressione fiscale troppo alta. Per quanto riguarda la lotta all’evasione , se vincente , piaccia o non piaccia , ma sarà recessiva, in quanto si tratta comunque di una stretta fiscale, inoltre con la fame di spesa pubblica che ha il popolo italiano , gli eventuali recuperi verrebbero subito spesi in programmi sociali di dubbia validità. La crisi attuale , per finire, è frutto della iper-espansione monetaria degli anni della presidenza Fed di Greenspan, non lo dico io , ma per esempio Roubini, economista Keynesiano. Il libero mercato, se centra qualcosa è solo in parte minimale.
]]>Di: stefano tagliavini
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8696
stefano tagliaviniWed, 01 Sep 2010 08:39:32 +0000/?p=6914#comment-8696<a href="#comment-8678" rel="nofollow">@Nicole Kelly </a>
La tua disamina la condivido, vorrei solo aggiungere che il governo Prodi con tutti i suoi limiti ha dovuto riequilibrare i conti pubblici a seguito della procedura d'infrazione aperta dalla UE nei nostri confronti per violazione del patto di stabilità.
Il Signor Giannino parla giustamente della Germania, della produttività e del contenimento del debito ma omette di ricordare che le retribuzioni dei lavoratori tedeschi, soprattutto nel settore manifatturiero, non saranno cresciuti negli ultimi anni ma non sono certamente al nostro livello e che la qualità dei servizi offerti dallo Stato ai cittadini sono eccellenti. Il nostro paese ha dismesso ogni politica di investimento nella scuola. Il numero degli insegnanti sarà pure in esubero, ma la qualità e la quantità delle risorse per creare classe dirigente e far crescere il nostro paese è inaccettabile.
dal 2001 ad oggi se si fa eccezione per il biennio 2006 - 2008, ha governato un partito che voleva sostenere il libero mercato, ridurre la pressione fiscale e che avrebbe dovuto fare una poltica di contenimento del deficit e del debito pubbico.
Non mi pare che tutto questo sia avvenuto. La crescita non c'è perchè oltra alla priduttività mancano le risorse, introvabili se non si combatte l'evasione fiscale e se si premiano coloro che esportano illegalemente i capitali all'estero. Una sana politica di contenimento del deficit e di riduzione del debito presuppone una crescita economica che deve investire tutto il paese. La Germania con il processo di riunificazione ha fatto in dieci anni quello che l'ltalia non è riuscita a fare in cinquant'anni. Abbiamo un sud arretrato economicamente, socialmente e culturalmente. Una fetta consistente di meridionali sono occupati nella Pubblica amministrazione utilizzata come ammortizzatore sociale e per giunta inadatta a dare servizi efficienti. I concorsi pubblici del nord offrono ooportunità per tutti, quelli del sud solo per una parte. Non siamo stati in grado di affrontare la sfida dell'immigrazione, avvertita troppo spesso come una minaccia anzichè conosiderarla una risorsa, così come tante aziende non hanno saputo affrontare le sfide dei nuovi mercati e hanno solo lamentato la loro paura per essere difesi dal mercato anziche difendersi nel mercato. Questo ha dimostrato che la nostra classe imprenditoriale ha pensato spesso ad un arricchimento personale trascurando investimenti e ricerca con danni per tutto il sistema economico, non capendo che il valore aggiunto di un prodotto made in Italy. Non siamo capaci di attrarre investimeni dal'estero perchè non abbiamo quello che gli stranieri ci chiedono: Infrastrutture, un sistema giudiziario efficiente, un paese sicuro. La criminalità organizzata la fa da padrona, le aree prive di controllo sociale e di sicurezza sono ampie e diffuse, la macchia tumorale si espande al nord minacciando l'economia più importante. In questo contesto si pensa da un lato a cercare lad causa di tutto questo nella costituzione, come se tutti i mali dipendessero da quello che dice anzichè da come è stat applicata, dall'altro lato si pensa che il federalismo possa risolvere tutto, dimenticando che regioni arretratissime non potranno essere abbandonate a se stesse.
Si pensa che con il libero mercato si possa ottenere benessere per tutti dimenticando che il libero mercato senza controlli ha geenerato la crisi del 2008 e che è sato chiesto l'intervento dello Stato.
Il quadro delineato rende pessimisti sul futuro, se non si vuole buttare tutto all'aria per ricstruire un intero sistema paese mi sa che sarà difficile ridare una speranza alle giovani generazioni.@Nicole Kelly
La tua disamina la condivido, vorrei solo aggiungere che il governo Prodi con tutti i suoi limiti ha dovuto riequilibrare i conti pubblici a seguito della procedura d’infrazione aperta dalla UE nei nostri confronti per violazione del patto di stabilità.
Il Signor Giannino parla giustamente della Germania, della produttività e del contenimento del debito ma omette di ricordare che le retribuzioni dei lavoratori tedeschi, soprattutto nel settore manifatturiero, non saranno cresciuti negli ultimi anni ma non sono certamente al nostro livello e che la qualità dei servizi offerti dallo Stato ai cittadini sono eccellenti. Il nostro paese ha dismesso ogni politica di investimento nella scuola. Il numero degli insegnanti sarà pure in esubero, ma la qualità e la quantità delle risorse per creare classe dirigente e far crescere il nostro paese è inaccettabile.
dal 2001 ad oggi se si fa eccezione per il biennio 2006 – 2008, ha governato un partito che voleva sostenere il libero mercato, ridurre la pressione fiscale e che avrebbe dovuto fare una poltica di contenimento del deficit e del debito pubbico.
Non mi pare che tutto questo sia avvenuto. La crescita non c’è perchè oltra alla priduttività mancano le risorse, introvabili se non si combatte l’evasione fiscale e se si premiano coloro che esportano illegalemente i capitali all’estero. Una sana politica di contenimento del deficit e di riduzione del debito presuppone una crescita economica che deve investire tutto il paese. La Germania con il processo di riunificazione ha fatto in dieci anni quello che l’ltalia non è riuscita a fare in cinquant’anni. Abbiamo un sud arretrato economicamente, socialmente e culturalmente. Una fetta consistente di meridionali sono occupati nella Pubblica amministrazione utilizzata come ammortizzatore sociale e per giunta inadatta a dare servizi efficienti. I concorsi pubblici del nord offrono ooportunità per tutti, quelli del sud solo per una parte. Non siamo stati in grado di affrontare la sfida dell’immigrazione, avvertita troppo spesso come una minaccia anzichè conosiderarla una risorsa, così come tante aziende non hanno saputo affrontare le sfide dei nuovi mercati e hanno solo lamentato la loro paura per essere difesi dal mercato anziche difendersi nel mercato. Questo ha dimostrato che la nostra classe imprenditoriale ha pensato spesso ad un arricchimento personale trascurando investimenti e ricerca con danni per tutto il sistema economico, non capendo che il valore aggiunto di un prodotto made in Italy. Non siamo capaci di attrarre investimeni dal’estero perchè non abbiamo quello che gli stranieri ci chiedono: Infrastrutture, un sistema giudiziario efficiente, un paese sicuro. La criminalità organizzata la fa da padrona, le aree prive di controllo sociale e di sicurezza sono ampie e diffuse, la macchia tumorale si espande al nord minacciando l’economia più importante. In questo contesto si pensa da un lato a cercare lad causa di tutto questo nella costituzione, come se tutti i mali dipendessero da quello che dice anzichè da come è stat applicata, dall’altro lato si pensa che il federalismo possa risolvere tutto, dimenticando che regioni arretratissime non potranno essere abbandonate a se stesse.
Si pensa che con il libero mercato si possa ottenere benessere per tutti dimenticando che il libero mercato senza controlli ha geenerato la crisi del 2008 e che è sato chiesto l’intervento dello Stato.
Il quadro delineato rende pessimisti sul futuro, se non si vuole buttare tutto all’aria per ricstruire un intero sistema paese mi sa che sarà difficile ridare una speranza alle giovani generazioni.
]]>Di: giulio dapelo
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8694
giulio dapeloWed, 01 Sep 2010 08:33:57 +0000/?p=6914#comment-8694@ Nicole
Sono d'accordo con te ma altrove, come in Germania, la politica qualcosa ha sistemato.
Temo che si debba uscire fuori dal guscio e tentare di occupare gli spazi che oggi sono in mano a persone di poco conto, sotto ogni profilo.
Il ricatto elettorale esiste, certamente, ma non tanto per la forza dei votanti ma quanto per la debolezza degli eletti.
Non esporsi potrebbe significare lasciare ulteriori occasioni anche ai beppegrillo di turno, con un inevitabile aggravamento (declino, decadenza) dell'apparato rappresentante.
Resta la voglia e la forza della ribellione, politicamente organizzata e coesa da persone come OG e altri ancora, che devono sentire - forte - la vicinanza di chi per troppo tempo è rimasto in silenzio, ghettizzato in minoranza ininfluente.
Ci sono persone per bene e competenti, forse spesso non votanti e quindi reale maggioranza, che se unite da un progetto sostenibile potrebbero non essere ricattabili.@ Nicole
Sono d’accordo con te ma altrove, come in Germania, la politica qualcosa ha sistemato.
Temo che si debba uscire fuori dal guscio e tentare di occupare gli spazi che oggi sono in mano a persone di poco conto, sotto ogni profilo.
Il ricatto elettorale esiste, certamente, ma non tanto per la forza dei votanti ma quanto per la debolezza degli eletti.
Non esporsi potrebbe significare lasciare ulteriori occasioni anche ai beppegrillo di turno, con un inevitabile aggravamento (declino, decadenza) dell’apparato rappresentante.
Resta la voglia e la forza della ribellione, politicamente organizzata e coesa da persone come OG e altri ancora, che devono sentire – forte – la vicinanza di chi per troppo tempo è rimasto in silenzio, ghettizzato in minoranza ininfluente.
Ci sono persone per bene e competenti, forse spesso non votanti e quindi reale maggioranza, che se unite da un progetto sostenibile potrebbero non essere ricattabili.
]]>Di: Anto
/2010/08/31/6914/comment-page-1/#comment-8691
AntoWed, 01 Sep 2010 07:39:16 +0000/?p=6914#comment-8691Per Andrea B.
sul fatto che abbiamo una classe politica non all'altezza delle sfide attuali sono d'accordo ma vorrei sottolineare il concetto trito e ritrito che abbiamo la classe politica che riflette il modo di essere del nostro Paese, nel bene e nel male. Si potrebbe obiettare che con il porcellum i cittadini non votano più i propri rappresentanti, ma faccio notare che molte cose di cui ci lamentiamo oggi, tipo il mostruoso debito pubblico, si sono realizzate quando il sistema di voto proporzionale garantiva la più democratica possibile rappresentanza al parlamento, che è stato popolato da persone che, rappresentandoci, hanno fatto quello che hanno fatto, legislatura dopo legislatura, con il consenso delle persone che li votavano. Ricordo bene quando si disquisiva nei talk show dell'epoca, sul fatto che un partito aveva avuto una differenza di voto dello 0,X% rispetto alle precedenti elezioni. Quindi, andava bene per l'elettorato che le cose andassero nel modo in cui sono andate.Per Andrea B.
sul fatto che abbiamo una classe politica non all’altezza delle sfide attuali sono d’accordo ma vorrei sottolineare il concetto trito e ritrito che abbiamo la classe politica che riflette il modo di essere del nostro Paese, nel bene e nel male. Si potrebbe obiettare che con il porcellum i cittadini non votano più i propri rappresentanti, ma faccio notare che molte cose di cui ci lamentiamo oggi, tipo il mostruoso debito pubblico, si sono realizzate quando il sistema di voto proporzionale garantiva la più democratica possibile rappresentanza al parlamento, che è stato popolato da persone che, rappresentandoci, hanno fatto quello che hanno fatto, legislatura dopo legislatura, con il consenso delle persone che li votavano. Ricordo bene quando si disquisiva nei talk show dell’epoca, sul fatto che un partito aveva avuto una differenza di voto dello 0,X% rispetto alle precedenti elezioni. Quindi, andava bene per l’elettorato che le cose andassero nel modo in cui sono andate.
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