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Il Sud, il federalismo e le cattive abitudini PdL

L’attacco ferragostano dell’onorevole Bossi ha avuto il merito di puntare il dito su una verità che finora raccontavano solo i giornali. La verità è che, nella frattura tra Berlusconi e PdL da una parte e Fini e la neonata Futuro e Libertà dall’altra, il Mezzogiorno è il tema decisivo e centrale. Più della giustizia, più delle tasse, più di tutto il resto. Ad alcuni poteva sembrare che fosse suggestione, che si trattasse di esagerazione. Al contrario l’accusa di Bossi – “Fini e si suoi vogliono un po’ di soldi da sprecare al Sud” – conferma che, quando si tratta di indicare alla propria base il problema numero uno della frattura nel centrodestra , è proprio al Sud che ci si riferisce. Tanto che è anche già cominciata la rituale serie di pensosi editoriali di grandi testate d’informazione, che da una parte riconoscono il problema e dall’altro invocano sia i colonnelli di Berlusconi sia quelli di Fini ad evitare una deriva pericolosa: quella, cioè, di una gara improvvisa tra chi più si posiziona davanti all’elettorato del Mezzogiorno invocando la propria primazia, nell’impedire che l’agenda del governo finisca per svantaggiare ulteriormente il Sud. E’ un rischio concreto? Sì che lo è, almeno a mio avviso. Ma, per come si son messe le cose tra PdL e Fini, non credo affatto che si possa risolvere con qualche generico e moralistico appello a moderare i toni. Partiamo da tre dati di fatto. Il primo è che tutti i sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza di elettori del Sud hanno la convinzione che in questi anni il Nord abbia avuto la meglio, nelle attenzioni concrete del governo e nelle risorse. E’ vero, non è vero? Non è vero, visto che finora le cose sono ontinuate più o meno esattamente come in passato, Tremonti ha  stretto i cordoni della borsa ma non aveva titolo per cambiare criterio di alocazione delle riorse. Ha dato dei “cialtroni” agli amminitratori del Sud , spreconi e recriminanti, questo sì. Cosa che ha confermato a moltisimi elettori del Sud la falsa mpressione di essere spodestati. E’ purtroppo secondario che di fatto non si cambiato pressoché nulla, quel che conta per delle forze politiche desiderose di contarsi e pesare è che l’elettorato che mirano a rappresentare la pensi così.

Secondo. Da 16 anni la Lega ha saputo vendere al Nord con crescente successo e consenso la convinzione che solo con il federalismo spinto – pur senza mai entrare in particolari e numeri, ciò che solo in realtà fa la differenza – aupicato da Bossi e dai suoi, il Nord riequilibra a proprio vantaggio l’eccesso di risorse che dà allo Stato rispetto a quelle che si vede tornare indietro, pur spendendo in media meno e meglio. Rispetto a questo, in 16 anni nel Sud il consenso elettorale, alle politiche come per le Autonomie, ha visto le diverse componenti tanto della sinistra quanto della destra ripetere in realtà – al di là del colore delle bandiere – esattamente la stessa cosa. E cioè che, appunto, quello a sé era il miglior voto per equilibrare quello dato al Nord alla Lega. Gli elettori del Sud pensano la Lega sia debordante nel centrodestra non tanto perché neghino gli aiuti finanziari straordinari che in realtà Tremonti ha autorizzato solo in casi eccezionali nel Mezzogiorno, ma perché se lo son sentiti ripetere da anni in primis dai candidati alle elezioni dello stesso PdL

E’ da questi due dati di fatto, che deriva il terzo. Se rottura finale dovesse essere tra Berlusconi e Fini, come i toni sembrano sin qui continuare a indicare, allora è ovvio che a essere in condizione di avvantaggiarsi della cosa alle elezioni, presto o tardi che siano, sono proprio Bossi da una parte al Nord, e al Sud Fini e i suoi, seguaci e futuri alleati.

Sono Berlusconi e il PdL, nelle condizioni attuali, a rimetterci di più. Bossi al Nord avrebbe buon gioco a dire agli elettori di centrodestra che è meglio votare direttamente Lega, visto che in caso contrario il federalismo vien promesso vien promesso, ma poi di fatto ancora una volta come sempre non arriva mai. Al Sud. a Fini a quel punto converrebbe far AntiLega con Lombardo e Micciché e, aggiungo, con tutte le Poli Bortone inascoltate dai colonnelli PdL, e che se sinora sembrano più vicine a Berlusconi è sol perché da quella posizione – sulla carta, la più forte – si è poi in migliori condizioni, per trattare poi al momento buono gli sviluppi più convenienti. Un PdL che non portasse a casa i premi di maggioranza in Sicilia e anche solo poco più che in Sicilia, nel resto del Mezzogiorno, con la Lega in crescita ulteriore al Nord comunque al Senato non avrebbe la maggioranza, con l’attuale legge elettorale.

Per evitare questo rischio, meglio sarebbe stato se Berlusconi e la Pdl negli anni scorsi avessero parlato al Mezzogiorno una lingua chiara e univoca. Capace cioè di ammettere che nel Mezzogiorno in media c’è un eccesso di spesa pubblica discrezionale, e cioè acquisti stipendi e sussidi dove il rapporto tra Sud e Nord è di 125 a 100, perché la politica ha preferito moltiplicare i redditi indotti dal settore pubblico, alla ricerca di voti. Ma altresì aggiugendo che in ogni caso c’è Sud e Sud, visto che sommando tutte le componenti Puglia e Campania figurano più tra tre le creditrici che le debitrici rispetto a Calabria, Basilicata e Sicilia dove il riequilibrio è inevitabile e deve essere pure molto energico. E, infine, ribadendo come garanzia agli elettori che l’orizzonte temporale della convergenza verso la virtù sarebbe stato adeguato: diciamo da 5 ma anche fino 10 anni, per chi vi è più distante come Calabria e Sicilia.

Difficile immaginare che, essendo mancata questa chiarezza per 16 anni, venga proprio ora e sia scritta nel punto “Mezzogiorno” che Berlusconi ha ormai pronto, da sottoporre a Fini prima che, a inizio settembre, l’annuncio ormai scontato di un partito nuovo diventi anche la tomba della maggioranza. Per questo continuo a pensare che se Berlusconi non ha già deciso comunque di provare la via elettorale, allora non solo sul Sud dovrà indicare impegni il più possibile precisi – il punto non sono gli 80 miliardi fondi FAS e di coesione europea di cui si occupa Fitto e che bisogna sperare vengano sbloccati su poche priorità vere condivise dalle Regioni che hanno potre di veto, invece che su mille progettoi inutili, il punto sono i numeri del federalismo che sin qui mancano nei decreti attuativi della delega -  ma soprattutto dovrà anche essere disposto a concedere che sia un esponente finiano, a rappresentare quegli impegni nell’agenda, nella composizione e nelle attribuzioni del governo stesso.

Per me, sbaglierò ma resta del tutto improbabile. In quel caso, comunque la pensiate su Fini rispetto al patto elettorale sottoscxritto due anni fa con gli elettori, il PdL può però prendersela solo con se stesso.

18 agosto 2010 federalismo, Mezzogiorno, spesa pubblica , , , , ,

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  1. Nicole Kelly
    21 agosto 2010 a 20:43 | #1

    RI = Repubblica Italiana, quella che deve 770 mld agli italici e 1030 al resto del mondo.
    Vedo che Lei è ragionevole sul debito, mi resta il dubbio su quale forza politica e/o economica possa esercitare lo stato padano per non far partecipare il resto alla EU e all’euro.
    A meno che non abbiate qualche MDW nascosta da qualche parte…

  2. Luca Salvarani
    22 agosto 2010 a 3:15 | #2

    X Nicole Kelly:
    Forse non mi sono spiegato bene! Per il Nord sarebbe importante ottenere l’autonomia, restare nel mercato unico europeo, a quel punto possiamo anche restare nell’Euro, anche se non capisco perchè ogni stato non possa avere la sua benedetta valuta! Fatti i 2 stati di quello che fa il Sud a noi non interessa molto: se vogliono tenere l’euro, se vogliono uscire, se vogliono fare una unione monetaria con l’africa…qualsiasi cosa, a quel punto è un LORO problema. Non è il Nord che vuole escludere il Sud dall’euro…al Nord a quel punto non glie ne frega più niente! E’ solo una mia previsione: se si concretizzano i 2 stati, sarà una autonoma scelta del sud quella di abbandonare l’euro perchè è incompatibile, e sempre più lo sarà, con i suoi fondamentali economici! Se non esce perchè ritiene di potercela fare…tanti auguri..

  3. Pastore Sardo
    22 agosto 2010 a 18:55 | #3

    Come il debito della Grecia anche quello di una eventuale Italia del sud è probabile che possa essere spostato a livello europeo in cambio di tagli pesanti, quindi secondo voi se lo dice l’europa e non l’attuale italia i tagli si potranno realizzare ….. certo che continuando sta telenovela che solo le divisioni risolvono i problemi l’unificazione della Germania sembra proprio un film di fantascienza

  4. Nicole Kelly
    23 agosto 2010 a 10:44 | #4

    @Pastore Sardo
    l’economia mondiale è ferma perché gli USA sono stati trascinati in un guerra da fondamentalisti religiosi che, più che cercare motivi di vicinanza, cercano e creano motivi di separatezza, il tutto del tutto irrazionale e senza senso.
    i tedeschi hanno cercato in tutti i modi l’unione, anche con meytodi discutibili perché non bisogna dimenticare che la II guerra mondiale scoppia per Danzica, che prima c’era stata l’annessione dei Sudeti e dell’Austria e che anche l’eliminazione degli ebrei faceva parte del sogno tedesco di una patria abitata da una razza pura e purificata.
    La Germania “democratica” ha solo continuato il sogno, non più con le panzerdivisionen ma con l’industria.
    Anche i leghisti hanno un loro sogno: dividersi dal resto degli italici, non perché siano convinti di essere superiori, ma perché pur essendo ricchi come i bavaresi, nel mondo sono sempre identificati come italiani, cioè: inaffidabili, pressapochisti, traditori (in inglese c’era il verbo to badogliate per ricordare il versipelle Badoglio), sfaticati, familisti amorali.
    È percio naturale che vogiano una loro identita e la vogliopono anche contro i loro interessi e, infatti, alla mia domanda sul debito pubblico da ripartire, nessuino risponde, chi risponde afferma solo che vuole l’indipendenza e “anche” che il sud non deve stare in Europa.
    Ed è naturale: se non c’è nessuna frontiera che “fisicamente” tenga lontano dai padani gli altri italici, gli stranieri continueranno a confondere il padano con il calabrese.
    Nell’immaginario del leghista i meridionali sono africani (vedi la speranz di Salvarani di un un’unione monetaria con l’Africa) e quindi se ne devono andare, anche accolandosi il debito pubblico.
    Tornando a questo e tenuto conto che il PIL padano è il 51%, a loro toccherebbe il 51% di 1800 miliardi, al sud continentale (l’ex stato di Napoloi) il 10%, alla sicilia il 3,3% e alla Sardegba l’1,6, tutto sommato cifre di debito sopportabili per le entità meridionali che hanno anche il v anaggio di una popolazione più giovane e quindi con meno pensioni e spese mediche da pagare.

  5. Pastore Sardo
    23 agosto 2010 a 17:39 | #5

    @Nicole Kelly
    “È percio naturale che vogiano una loro identita e la vogliopono anche contro i loro interessi”

    …. e anche contro la loro storia dato non è mai esistita una padania:
    http://www.edizionidisardegna.com/italia_il_grande_inganno_1861_2011.htm
    L’unico Stato al mondo che non vuole sapere quando è nato, dove è nato e qual è la sua storia.
    Il sommario: Premessa / Il nome e la sostanza / Il concetto di Stato / Nascita dello Stato sardo-italiano / Sviluppo fisico dello Stato sardo-italiano / La storia insulare dello Stato sardo-italiano / La storia peninsulare dello Stato sardo-italiano / Il Risorgimento sardo italiano / Quando tutta l’Italia era Sardegna / Le fonti storiche risorgimentali / La Storia scippata / Per una nuova metodologia storica / L’equivoco della bandiera tricolore / La nascita delle Prefetture statali / Serie cronologica dei Capi dello Stato sardo italiano / La Nazione.

    “Ed è naturale: se non c’è nessuna frontiera che “fisicamente” tenga lontano dai padani gli altri italici, gli stranieri continueranno a confondere il padano con il calabrese.”

    Non mi sembra che le frontiere servano a qualcosa a seconda del contesto, faccio una domanda stupida: se c’è una politica cattobuonista con giustizia e controlli che non funzionano, cosa accadrebbe nel caso che la ricchezza e il lavoro aumentasse? Secondo me essere confuso con un calabrese andrebbe anche di lusso, senza offesa per tutti :)

  6. Luca Salvarani
    23 agosto 2010 a 18:46 | #6

    X Nicole Kelly: Io intendevo il pil al lordo del sommerso per ripartire lo stock di debito..altrimenti il Sud accolla tutti i debiti a noi oltre a farci concorrenza sleale con le imprese in nero e a beccarsi pure i nostri trasferimenti! Mi sembra un po’ troppo!

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