La BCE si è aggiunta oggi alle preoccupazioni sul deterioramento della rirpesa espresse ieri dalla FED. Alla politica, inevitabilmente questo genere di segnali non piacciono. Per i politici, o almeno naturalmente per quelli che sono al governo, il bicchiere è per definizione sempre pieno per tre quarti o quasi. Eppure, la verità è che viviamo in un mondo di conti pubblici truccati. Perché la verità dei conti pubblici è generalmente molto più seria di quella che siamo abituati a maneggiare e commentare. Non esistono infatti solo i trucchi ilegittimi, quelli ai quali è ricorsa per anni la Grecia, e che pure erano ben noti e segnalati in sede Eurostat, ma era meglio evitare di sollevare il caso visto che parecchi grandi Paesi europei, a cominciare dalla virtuosissima Germania, per anni hanno usato espedienti analoghi e anzi ben pià gravi, con swap monetari abbassa deficit e veicoli extrabilancio secondo convenzione SEC95. Ci sono anche i trucchi che derivano da come è impostata la contabilità pubblica. Che cosa succede, se invece dei criteri di deficit e debito pubblico al tempo t, quali quelli che usiamo e che “guardano all’indietro”, sostituiamo criteri ispirati al valore intertemporale netto, cioè criteri che “guardano in avanti”, e incorporano la stima del totale della spesa e del debito pubblico necessario a soddisfare tutti gli impegni di spesa non discrezionali ma “obbligati”, cioè garantiti come diritti ai più diversi soggetti, alla luce della legislazione attuale? Prosegui la lettura…
Oscar Giannino spesa pubblica, welfare debito pubblico, unione europea
di Silvano Fait (IHC)
Purtroppo non abbiamo avuto ancora il piacere di vedere fare a Trichet uno spot televisivo al ritmo di “La mia banca è differente! Banca Centrale Europea: la Banca con “B” maiuscola”. Mai pubblicità sarebbe stata maggiormente azzeccata. Come noto, la Banca Centrale è il monopolista autorizzato ex lege alla produzione di moneta. Il suo compito istituzionale è preservare la stabilità dei prezzi dei beni al consumo. I driver sono: il target di inflazione programmata pari al 2% e l’espansione della base monetaria determinata in un 4,5% annuale. Nella pratica la (teorica) k-rule è diventata una D&D Rule (Dungeons & Dragons’ rule) ovvero: lancia quattro dadi da sei, incrementa la base monetaria della percentuale corrispondente e poi compra tutti gli asset di dubbio valore sul mercato fino all’occorrenza. Anche la prima idea, quella di un perseguimento di un tasso di incremento dei prezzi dei beni di consumo costante è un po’ perniciosa: per un approfondimento il tal senso può essere opportuna una lettura di “The Sphere of Economic Calculation” (Human Action, cap. XII di Ludwig von Mises) come pure di questo “antico” pezzo di IHC, in quanto una discussione in tal senso richiederebbe uno spazio così ampio da esulare dagli scopi del presente articolo. Torniamo adesso invece al monopolio di emissione riservato alla Banca Centrale. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino credito, monete BCE, Fed, inflazione, politica monetaria
di Leonardo Baggiani e Silvano Fait (IHC)
Per capire quanto il mercato obbligazionario possa trovarsi in futuro sotto pressione, si può dare un occhio a qualche report di Standard & Poor’s, tra cui uno citato anche dal Sole24ore: da qui al 2013, dovranno essere rimborsati più di 3.000 miliardi di dollari, con un picco di 903 miliardi previsto per il prossimo anno, ed a questo vanno aggiunte le necessità di cassa degli Stati sovrani (circa 870 miliardi di dollari a titolo di rifinanziamento solo 2011, più gli oneri derivanti dal servizio del debito e il finanziamento dei rispettivi deficit). La conseguente, ed evidente, scarsa sostenibilità di politiche di deficit spending ed il rischio che queste possano spiazzare la domanda privata di fondi. In questo scenario la BCE non potrebbe ritirarsi dal suo monetary easing, anzi dovrebbe trovarsi ad incrementarlo. La nuova “moda” del debito potrebbero essere i covered bond, la cui emissione è incrementata del 60% nel primo semestre dell’anno in seguito al programma di acquisto previsto dalla Banca Centrale (tale programma è terminato il 30 giugno, ma vi sono tutti i presupposti per riedizioni future più o meno analoghe). E che ne sarà delle tanto sbandierate “politiche di sterilizzazione monetaria”? Prosegui la lettura…
Oscar Giannino credito, finanza, monete banche, BCE, Fed, politica monetaria