Commenti a: Crescere di più, non frottole politiche /2010/08/09/crescere-di-piu-non-frottole-politiche/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 18:52:25 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Alessandro Rossi /2010/08/09/crescere-di-piu-non-frottole-politiche/comment-page-1/#comment-8160 Alessandro Rossi Tue, 10 Aug 2010 19:41:52 +0000 /?p=6732#comment-8160 "Per dare più equity alle imprese leader sull’export, si può e si deve rendere immediatamente operativo il Fondo per la capitalizzazione delle piccole e medie aziende che era stato convenuto tra imprese e governo ormai un anno fa, ma che non è decollato. Se ci sono problemi per l’autorizzazione necessaria da parte di Bankitalia, forse è perché il modello su cui hanno trattato banche e Tesoro rischia di apparire più una scelta di risulta a favore di soggetti a cui le banche negano capitale, che un vero veicolo di mercato capace di scegliere i soggetti che razionalmente e internazionalmente è più utile sostenere, per i prodotti e le tecnologie di cui dispongono". Caro Giannino, mi sbaglierò ma se non è una frottola politica questa non so veramente cosa lo sia! Dobbiamo credere possa essere un fondo pubblico per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese a vedere più lungo degli operatori finanziari già sul mercato? Qualsiasi fondo pubblico non può che operare scelte di risulta che tradotto significa solo scelte "politiche" e, cioè, ancora, fuori mercato, dal momento che "i soggetti che razionalmente e internazionalmente è più utile sostenere" li ha già individuati, selezionati e sostenuti il mercato stesso. Sostenere l'export, poi, significa sempre e solo sostenere alcuni imprenditori che esportano. Chi decide chi sostenere? Non è meglio lasciar fare?! “Per dare più equity alle imprese leader sull’export, si può e si deve rendere immediatamente operativo il Fondo per la capitalizzazione delle piccole e medie aziende che era stato convenuto tra imprese e governo ormai un anno fa, ma che non è decollato. Se ci sono problemi per l’autorizzazione necessaria da parte di Bankitalia, forse è perché il modello su cui hanno trattato banche e Tesoro rischia di apparire più una scelta di risulta a favore di soggetti a cui le banche negano capitale, che un vero veicolo di mercato capace di scegliere i soggetti che razionalmente e internazionalmente è più utile sostenere, per i prodotti e le tecnologie di cui dispongono”.

Caro Giannino, mi sbaglierò ma se non è una frottola politica questa non so veramente cosa lo sia! Dobbiamo credere possa essere un fondo pubblico per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese a vedere più lungo degli operatori finanziari già sul mercato? Qualsiasi fondo pubblico non può che operare scelte di risulta che tradotto significa solo scelte “politiche” e, cioè, ancora, fuori mercato, dal momento che “i soggetti che razionalmente e internazionalmente è più utile sostenere” li ha già individuati, selezionati e sostenuti il mercato stesso. Sostenere l’export, poi, significa sempre e solo sostenere alcuni imprenditori che esportano. Chi decide chi sostenere? Non è meglio lasciar fare?!

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Di: michele penzani /2010/08/09/crescere-di-piu-non-frottole-politiche/comment-page-1/#comment-8149 michele penzani Mon, 09 Aug 2010 16:00:58 +0000 /?p=6732#comment-8149 E' vero:"Servono iniziative rapide per rispondere a tre obiettivi: più capitale, più produttività, più occupati."...Ed è altrettanto vero che il Governo deve spingere l'acceleratore affinchè i tre punti possano non rimanere solo un auspicio. Ma ciò è reso possibile solo se le banche si decidono davvero ad allentare la morsa al credito alle PMI. Che Palazzo Koch lo riconosca non è molto e le vicissitudini dei famosi "tremonti-bond" sono più che un sospetto di dimostrazione del "braccino corto" avuto sin qui dagli istituti di credito ; ancor più se si pensa ai bassi tassi d'interesse imposti dalla BCE (ma al percorso semi-autonomo degli spread applicati dalle banche). Affermare che il modello creditizio, su cui hanno trattato le banche ed il Tesoro, "rischi di apparire più una scelta di risulta a favore di soggetti a cui le banche stesse negano capitale", in un periodo storico che intercorre tra dall'avvento dell'euro, i parametri di Maastricht, Basilea 2 ed oggi, (etc.), cioè senza la possibilità da parte del nostro Stato di avere un qualsiasi controllo economico per poter fare qualcosa, è un lodevole esercizio di stile ed educazione da parte di chi ha scritto l'articolo...In pratica risulta difficile pensare malignamente al possesso del pugnale dalla parte del manico delle banche stesse (del resto una sospetta "ferita da taglio" credo possa essere rappresentata da quello che fu offerto agli imprenditori abruzzesi nel dopo terremoto: 2 anni di proroga e cumulo del pagamento del debito nei restanti 3 anni...). In quest'ottica risulta difficile pensare che il Governo abbia un margine di azione che non dipenda dalla volontà di apertura al credito da parte degli istituti di credito; notando poi come negli ultimi mesi sia leggermente aumentata la produzione e che l'attenzione sia riconducibile, ovviamente, alle prossime mosse della BCE, ci potrebbe sempre essere lo sconforto, da parte delle PMI italiane, di vedersi allentata la morsa all'accesso del credito con tassi diversi da quelli attuali...In ogni caso bene guardare alla Germania, in funzione delle nostre potenzialità e operatività nell'export, ma pur sempre penalizzati da una normativa commerciale europea da italiani e non da tedeschi...E come è noto, i secondi non sono considerati di serie B e pesano di più a Bruxelles. Speriamo in bene. E’ vero:”Servono iniziative rapide per rispondere a tre obiettivi: più capitale, più produttività, più occupati.”…Ed è altrettanto vero che il Governo deve spingere l’acceleratore affinchè i tre punti possano non rimanere solo un auspicio. Ma ciò è reso possibile solo se le banche si decidono davvero ad allentare la morsa al credito alle PMI. Che Palazzo Koch lo riconosca non è molto e le vicissitudini dei famosi “tremonti-bond” sono più che un sospetto di dimostrazione del “braccino corto” avuto sin qui dagli istituti di credito ; ancor più se si pensa ai bassi tassi d’interesse imposti dalla BCE (ma al percorso semi-autonomo degli spread applicati dalle banche).
Affermare che il modello creditizio, su cui hanno trattato le banche ed il Tesoro, “rischi di apparire più una scelta di risulta a favore di soggetti a cui le banche stesse negano capitale”, in un periodo storico che intercorre tra dall’avvento dell’euro, i parametri di Maastricht, Basilea 2 ed oggi, (etc.), cioè senza la possibilità da parte del nostro Stato di avere un qualsiasi controllo economico per poter fare qualcosa, è un lodevole esercizio di stile ed educazione da parte di chi ha scritto l’articolo…In pratica risulta difficile pensare malignamente al possesso del pugnale dalla parte del manico delle banche stesse (del resto una sospetta “ferita da taglio” credo possa essere rappresentata da quello che fu offerto agli imprenditori abruzzesi nel dopo terremoto: 2 anni di proroga e cumulo del pagamento del debito nei restanti 3 anni…).
In quest’ottica risulta difficile pensare che il Governo abbia un margine di azione che non dipenda dalla volontà di apertura al credito da parte degli istituti di credito; notando poi come negli ultimi mesi sia leggermente aumentata la produzione e che l’attenzione sia riconducibile, ovviamente, alle prossime mosse della BCE, ci potrebbe sempre essere lo sconforto, da parte delle PMI italiane, di vedersi allentata la morsa all’accesso del credito con tassi diversi da quelli attuali…In ogni caso bene guardare alla Germania, in funzione delle nostre potenzialità e operatività nell’export, ma pur sempre penalizzati da una normativa commerciale europea da italiani e non da tedeschi…E come è noto, i secondi non sono considerati di serie B e pesano di più a Bruxelles.
Speriamo in bene.

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Di: Caber /2010/08/09/crescere-di-piu-non-frottole-politiche/comment-page-1/#comment-8147 Caber Mon, 09 Aug 2010 15:02:35 +0000 /?p=6732#comment-8147 In Italia a nessuno importa del costo sociale, o del costo economico. Esiste solo il costo politico. Che nessuno ha il coraggio di investire. In Italia a nessuno importa del costo sociale, o del costo economico.
Esiste solo il costo politico. Che nessuno ha il coraggio di investire.

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