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	<title>Commenti a: Ancora su Martinelli e l&#8217; Acqua non merce</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 18:14:11 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: Pastore Sardo</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/07/30/ancora-su-martinelli-e-l-acqua-non-merce/comment-page-1/#comment-8038</link>
		<dc:creator>Pastore Sardo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 10:32:53 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/190114

faccio anche presente che due consigli regionali addietro un presidente di ente di gestione dell&#039;acqua diceva a destra e a manca che il costo dell&#039;acqua era un problema politico e non tecnico/amministrativo.
Successivamente ha scoperto le carte e si è candidato alle elezioni regionali e nello stesso periodo ha assunto un botto di personale &quot;precario&quot; delle aziende fornitrici.
Chiaramente è stato eletto: l&#039;acqua è una merce ...  di voti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/190114" rel="nofollow">http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/190114</a></p>
<p>faccio anche presente che due consigli regionali addietro un presidente di ente di gestione dell&#8217;acqua diceva a destra e a manca che il costo dell&#8217;acqua era un problema politico e non tecnico/amministrativo.<br />
Successivamente ha scoperto le carte e si è candidato alle elezioni regionali e nello stesso periodo ha assunto un botto di personale &#8220;precario&#8221; delle aziende fornitrici.<br />
Chiaramente è stato eletto: l&#8217;acqua è una merce &#8230;  di voti!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Fusari</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/07/30/ancora-su-martinelli-e-l-acqua-non-merce/comment-page-1/#comment-8032</link>
		<dc:creator>Luca Fusari</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 02:09:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=6676#comment-8032</guid>
		<description>Allora mi scuso anzitutto con i lettori per la sintassi dell&#039;articolo in alcuni capoversi e per alcuni periodi non conclusi nel mio articolo.
Purtroppo l&#039;ho scritto di getto in un contesto non proprio di quiete ambientale e quindi alcuni errori di sintassi mi sono sfuggiti alla correzione automatica del suddetto e al momento di rileggerlo e spedirlo.
Detto doverosamente questo, ora rispondo a Martinelli.
Vede Martinelli, la diffamazione è cosa differente dall&#039;enunciazione di una opinione politica e di un pensiero/giudizio in merito al referendum sull&#039;acqua.
In particolare dato il contesto della discussione mi pare evidente come sia il Chicagoblog che io personalmente non possiamo concordare con le sue tesi precedentemente qua esposte (e comunque aventi spazio di replica e di libera pubblicazione).
Appare quindi evidente che lei trovi una certa resistenza alle sue tesi referendarie dato che questo sito non è neutrale in questo dibattito ma è chiaramente sostenitore delle proposte del comitato Acqualiberatutti (comitato contrario al referendum), pare evidente come le informazioni e le motivazioni da noi sollevate siano quindi necessariamente antitetiche a quelle sue e dei suoi referendari.
Detto questo lei ovviamente ha chiara e libera facoltà di rispondere e di spedire le sue argomentazioni, le quali come è già avvenuto sono state puntualmente pubblicate su questo sito.
Venendo alle accuse che mi muove, francamente non mi pare che nel mio articolo compaiano insulti diretti o precisi se non qualche figura retorica espositiva neutra e non direttamente insultate (è offeso perchè le ho dato dell&#039;obamiano o perchè le ho dato del viaggiatore di universi paralleli?).
La constatazione della natura politica del comitato referendario e della natura ideologica dei promotori referendari pare essere evidente sin dai suoi aderenti e firmatari.
Non penso che CGIL; Verdi o Sinistra e Libertà gradiscano essere scambiati per dei liberisti, nè mi pare sia la loro massima aspirazione politica e culturale.
Per quel che ne so, questi non si offendono certamente nell&#039;essere accostati all&#039;icona liberal americana Barack Obama (dato che ne hanno da sempre caldeggiato la presidenza).
Io a differenza sua (e del suo precedente articolo) in questo mio articolo mi sono limitato a puntualizzare  con una piccola crono-storia le ragioni delle varie parti sulla vicenda, spiegando l&#039;azione del governo e dei due comitati, valutandoli oggettivamente per la loro natura e per il comportamento tenuto in merito al decreto Ronchi.
Ho ritenuto di esporre il mio giudizio personale su alcune (sempre a mio parere) ambiguità logiche del suo argomentare, dato che queste (per me) non solo impedivano un chiaro riconoscimento delle ragioni difese e portate avanti dai due comitati contentendenti (creando al lettore neutrale delle possibili confusioni in merito alle tesi sostenute da tali comitati contrapposti) ma sembravano palesemente contrarie anche all&#039;oggettiva volontà di uno dei due comitati (paradossalmente proprio quella dei referendari!). 
Torno a ripetere come questo articolo certamente sia fazioso e partigiano in favore degli anti-referendari ma al contempo sia anche oggettivamente illustratore di una verità palese ed evidente in merito al decreto Ronchi: la mancata privatizzazione e dismissione dell&#039;acqua di Stato da parte del governo (tesi invece sostenuta dal comitato referendario in molti suoi siti amici).
Inoltre mi pare che sia stato Lei a mostrare per primo delle reazioni astiose verso Carlo Stagnaro (e ora anche verso di me) poco rispettose anche del libero pensiero e della sua libertà di enunciazione su questo sito delle tesi del comitato antireferendario Acqualiberatutti nel tentativo legittimo (da parte nostra) di boicottare il referendum.
Dato che il comitato referendario vuole politicizzare l&#039;acqua pare illogico che questi pretenda al contempo di negare ai suoi oppositori la facoltà e il diritto politico e di giudizio di opporsi e di proporre differente versione e pareri su tale questione.
Inoltre appare altrettanto evidente come le ragioni portate avanti dall&#039;Istituto Bruno Leoni e da questo blog da sempre (e non solo in questa questione referendaria) siano basate su una ottica di totale indipendenza dalla politica di questo o di quel partito/esecutivo di governo.
Qui si guarda esclusivamente alle ragioni del libero mercato, purtroppo pare evidente come altrettanto non possa dire il comitato referendario per l&#039;acqua pubblica, dato che questo evidentemente si compone di soggetti anche di natura politica che per loro storia e tradizione culturale identitaria non hanno alcuna intenzione di aprire al libero mercato o alle privatizzazioni.
Lei stesso ha scritto un libro contro tali aperture di libero mercato sull&#039;acqua, eppure (come ho già sottolineato nell&#039;articolo) lei ha scritto un articolo che non soltanto voleva strumentalmente negare tale evidenza fattuale, ma che addirittura voleva rovesciare il significato del referendum stesso promosso dai referendari.
Forse a seguito di alcuni sondaggi piuttosto preoccupanti per i referendari sul gradimento generale di tale iniziativa a livello popolare il comitato ha voluto cambiare o correggere in corso d&#039;opera le motivazioni dei referendum?; ma in questo caso appare comunque evidente dove l&#039;incoerenza sia presente e regni sovrana, non certo nella nostra opposizione ad esso.
Se tra i referendari non vi è una linea chiara e stabilita a livello unitario in merito addirittura ai contenuti dei referendum (e al loro significato) da loro proposti, la colpa/responsabilità non è nè mia nè dell&#039;IBL.
Alcuni referendari promuovono apertamente la collettivizzazione sovietica dell&#039;acqua sui loro siti, mentre lei (a suo dire) vuole col referendum un sistema di &quot;privatizzazioni sostenibile&quot; (comunque eterodiretta dalla politica) non può certo prendersela con noi se queste due tesi appaiono se non incoerenti quanto meno insostenibili e forse incompatibili tra loro (ancor prima di un confronto con le nostre tesi).
E non è questione di pensar male o di &quot;mistificare&quot; il comitato referendario da parte nostra, appare evidente come la confusione di intenti dentro al comitato referendario provochi esternamente ad esso la sensazione che tale presunta via &quot;liberista equo-sostenibile&quot; da lei teorizzata sia in realtà uno specchietto retorico per promuovere invece il mantenimento dello status quo.
Mi pare inoltre che il sottoscritto nell&#039;articolo qua sopra non abbia minimamente banalizzato le motivazioni e le ragioni portate avanti dal milione e quattrocento mila firmatari della vostra proposta di referendum.
Chi ha posto enunciazioni dialettiche incongrue sui referendari tra me e lei, pare essere proprio lei.
Come ho già accennato nel paragrafo i &quot;liberisti non sono i referendari&quot; chiedendo a lei gentilmente delle risposte alle domande da me sollevate; devo farle notare come tali domande non trovino ancora risposta.
Sempre che per lei non sia un attentato alla credibilità sua e del comitato referendario fornire in anticipo una puntualizzazione chiara ed esplicita per il dopo referendum su ciò che la politica dovrebbe fare in merito all&#039;attuale grave problema dell&#039;acqua in Italia, sulla malagestione pubblica e amministrativa a livello locale e centrale da parte della politica italiana e ovviamente sulla sua richiesta personale di privatizzazioni del servizio idrico integrato. 
Cordiali saluti Luca Fusari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora mi scuso anzitutto con i lettori per la sintassi dell&#8217;articolo in alcuni capoversi e per alcuni periodi non conclusi nel mio articolo.<br />
Purtroppo l&#8217;ho scritto di getto in un contesto non proprio di quiete ambientale e quindi alcuni errori di sintassi mi sono sfuggiti alla correzione automatica del suddetto e al momento di rileggerlo e spedirlo.<br />
Detto doverosamente questo, ora rispondo a Martinelli.<br />
Vede Martinelli, la diffamazione è cosa differente dall&#8217;enunciazione di una opinione politica e di un pensiero/giudizio in merito al referendum sull&#8217;acqua.<br />
In particolare dato il contesto della discussione mi pare evidente come sia il Chicagoblog che io personalmente non possiamo concordare con le sue tesi precedentemente qua esposte (e comunque aventi spazio di replica e di libera pubblicazione).<br />
Appare quindi evidente che lei trovi una certa resistenza alle sue tesi referendarie dato che questo sito non è neutrale in questo dibattito ma è chiaramente sostenitore delle proposte del comitato Acqualiberatutti (comitato contrario al referendum), pare evidente come le informazioni e le motivazioni da noi sollevate siano quindi necessariamente antitetiche a quelle sue e dei suoi referendari.<br />
Detto questo lei ovviamente ha chiara e libera facoltà di rispondere e di spedire le sue argomentazioni, le quali come è già avvenuto sono state puntualmente pubblicate su questo sito.<br />
Venendo alle accuse che mi muove, francamente non mi pare che nel mio articolo compaiano insulti diretti o precisi se non qualche figura retorica espositiva neutra e non direttamente insultate (è offeso perchè le ho dato dell&#8217;obamiano o perchè le ho dato del viaggiatore di universi paralleli?).<br />
La constatazione della natura politica del comitato referendario e della natura ideologica dei promotori referendari pare essere evidente sin dai suoi aderenti e firmatari.<br />
Non penso che CGIL; Verdi o Sinistra e Libertà gradiscano essere scambiati per dei liberisti, nè mi pare sia la loro massima aspirazione politica e culturale.<br />
Per quel che ne so, questi non si offendono certamente nell&#8217;essere accostati all&#8217;icona liberal americana Barack Obama (dato che ne hanno da sempre caldeggiato la presidenza).<br />
Io a differenza sua (e del suo precedente articolo) in questo mio articolo mi sono limitato a puntualizzare  con una piccola crono-storia le ragioni delle varie parti sulla vicenda, spiegando l&#8217;azione del governo e dei due comitati, valutandoli oggettivamente per la loro natura e per il comportamento tenuto in merito al decreto Ronchi.<br />
Ho ritenuto di esporre il mio giudizio personale su alcune (sempre a mio parere) ambiguità logiche del suo argomentare, dato che queste (per me) non solo impedivano un chiaro riconoscimento delle ragioni difese e portate avanti dai due comitati contentendenti (creando al lettore neutrale delle possibili confusioni in merito alle tesi sostenute da tali comitati contrapposti) ma sembravano palesemente contrarie anche all&#8217;oggettiva volontà di uno dei due comitati (paradossalmente proprio quella dei referendari!).<br />
Torno a ripetere come questo articolo certamente sia fazioso e partigiano in favore degli anti-referendari ma al contempo sia anche oggettivamente illustratore di una verità palese ed evidente in merito al decreto Ronchi: la mancata privatizzazione e dismissione dell&#8217;acqua di Stato da parte del governo (tesi invece sostenuta dal comitato referendario in molti suoi siti amici).<br />
Inoltre mi pare che sia stato Lei a mostrare per primo delle reazioni astiose verso Carlo Stagnaro (e ora anche verso di me) poco rispettose anche del libero pensiero e della sua libertà di enunciazione su questo sito delle tesi del comitato antireferendario Acqualiberatutti nel tentativo legittimo (da parte nostra) di boicottare il referendum.<br />
Dato che il comitato referendario vuole politicizzare l&#8217;acqua pare illogico che questi pretenda al contempo di negare ai suoi oppositori la facoltà e il diritto politico e di giudizio di opporsi e di proporre differente versione e pareri su tale questione.<br />
Inoltre appare altrettanto evidente come le ragioni portate avanti dall&#8217;Istituto Bruno Leoni e da questo blog da sempre (e non solo in questa questione referendaria) siano basate su una ottica di totale indipendenza dalla politica di questo o di quel partito/esecutivo di governo.<br />
Qui si guarda esclusivamente alle ragioni del libero mercato, purtroppo pare evidente come altrettanto non possa dire il comitato referendario per l&#8217;acqua pubblica, dato che questo evidentemente si compone di soggetti anche di natura politica che per loro storia e tradizione culturale identitaria non hanno alcuna intenzione di aprire al libero mercato o alle privatizzazioni.<br />
Lei stesso ha scritto un libro contro tali aperture di libero mercato sull&#8217;acqua, eppure (come ho già sottolineato nell&#8217;articolo) lei ha scritto un articolo che non soltanto voleva strumentalmente negare tale evidenza fattuale, ma che addirittura voleva rovesciare il significato del referendum stesso promosso dai referendari.<br />
Forse a seguito di alcuni sondaggi piuttosto preoccupanti per i referendari sul gradimento generale di tale iniziativa a livello popolare il comitato ha voluto cambiare o correggere in corso d&#8217;opera le motivazioni dei referendum?; ma in questo caso appare comunque evidente dove l&#8217;incoerenza sia presente e regni sovrana, non certo nella nostra opposizione ad esso.<br />
Se tra i referendari non vi è una linea chiara e stabilita a livello unitario in merito addirittura ai contenuti dei referendum (e al loro significato) da loro proposti, la colpa/responsabilità non è nè mia nè dell&#8217;IBL.<br />
Alcuni referendari promuovono apertamente la collettivizzazione sovietica dell&#8217;acqua sui loro siti, mentre lei (a suo dire) vuole col referendum un sistema di &#8220;privatizzazioni sostenibile&#8221; (comunque eterodiretta dalla politica) non può certo prendersela con noi se queste due tesi appaiono se non incoerenti quanto meno insostenibili e forse incompatibili tra loro (ancor prima di un confronto con le nostre tesi).<br />
E non è questione di pensar male o di &#8220;mistificare&#8221; il comitato referendario da parte nostra, appare evidente come la confusione di intenti dentro al comitato referendario provochi esternamente ad esso la sensazione che tale presunta via &#8220;liberista equo-sostenibile&#8221; da lei teorizzata sia in realtà uno specchietto retorico per promuovere invece il mantenimento dello status quo.<br />
Mi pare inoltre che il sottoscritto nell&#8217;articolo qua sopra non abbia minimamente banalizzato le motivazioni e le ragioni portate avanti dal milione e quattrocento mila firmatari della vostra proposta di referendum.<br />
Chi ha posto enunciazioni dialettiche incongrue sui referendari tra me e lei, pare essere proprio lei.<br />
Come ho già accennato nel paragrafo i &#8220;liberisti non sono i referendari&#8221; chiedendo a lei gentilmente delle risposte alle domande da me sollevate; devo farle notare come tali domande non trovino ancora risposta.<br />
Sempre che per lei non sia un attentato alla credibilità sua e del comitato referendario fornire in anticipo una puntualizzazione chiara ed esplicita per il dopo referendum su ciò che la politica dovrebbe fare in merito all&#8217;attuale grave problema dell&#8217;acqua in Italia, sulla malagestione pubblica e amministrativa a livello locale e centrale da parte della politica italiana e ovviamente sulla sua richiesta personale di privatizzazioni del servizio idrico integrato.<br />
Cordiali saluti Luca Fusari.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele penzani</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/07/30/ancora-su-martinelli-e-l-acqua-non-merce/comment-page-1/#comment-8027</link>
		<dc:creator>michele penzani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 17:41:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=6676#comment-8027</guid>
		<description>...Mi permetto (tediosamente) di aggiungere, che anche quando i tariffari dei servizi municipalizzati non appaiono sospetti, sarebbe interessante vedere quali movimenti interessano le riscossioni e quali quelli dei bilanci in genere. Nella nordissima BG, giusto per fare un esempio, una società che aveva in appalto la riscossione della tassa sulle insegne commerciali (sulla cui utilità d&#039;esistenza per il benessere della collettività e del welfare, credo, non vi siano dubbi...) fallì lasciando circa 2mln di debito (è noto che riscuotere implica un forte investimento generale, alta competitività e rischi connessi...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Mi permetto (tediosamente) di aggiungere, che anche quando i tariffari dei servizi municipalizzati non appaiono sospetti, sarebbe interessante vedere quali movimenti interessano le riscossioni e quali quelli dei bilanci in genere. Nella nordissima BG, giusto per fare un esempio, una società che aveva in appalto la riscossione della tassa sulle insegne commerciali (sulla cui utilità d&#8217;esistenza per il benessere della collettività e del welfare, credo, non vi siano dubbi&#8230;) fallì lasciando circa 2mln di debito (è noto che riscuotere implica un forte investimento generale, alta competitività e rischi connessi&#8230;).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele penzani</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/07/30/ancora-su-martinelli-e-l-acqua-non-merce/comment-page-1/#comment-8026</link>
		<dc:creator>michele penzani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 16:48:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=6676#comment-8026</guid>
		<description>Complimenti per l&#039;articolo a Luca Fusari. La politicizzazione dei servizi ha raggiunto la vergogna del &quot;raschiamento del fondo del barile&quot; proprio con l&#039;acqua...Dopo tutti gli altri servizi (gas, immondizia, etc.), anche con l&#039;acqua -probabilmente- si vuole arrivare esattamente a quanto scritto meglio non si può:
&quot;Un libero mercato che implica evidentemente un netto taglio della burocrazia e delle presenze politiche che di fatto tutt’oggi a livello di aziende municipali locali (...) tengono surrettiziamente alto il prezzo delle tariffe nel tentativo di recuperare soldi e denaro anche per poterli spendere (nelle migliori delle ipotesi) in settori non aventi alcuna connessione con il servizio idrico e il reale costo dell’acqua se questa fosse su un libero mercato.

Il prezzo politico dell’acqua attuale, al pari di altri prezzi è di fatto una tassa e non un reale costo di mercato; è quindi un furto politico mediato dalla causale apparentemente inerente all’acqua e in più occasioni camuffata in necessità “solidaristica” o di “diritto” o per le “prossime generazioni” (di politici?).

Anche sottoscrivendo la buona-fede dei referendari, ci s chiede quanta gente abbia le fette di salame sugli occhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;articolo a Luca Fusari. La politicizzazione dei servizi ha raggiunto la vergogna del &#8220;raschiamento del fondo del barile&#8221; proprio con l&#8217;acqua&#8230;Dopo tutti gli altri servizi (gas, immondizia, etc.), anche con l&#8217;acqua -probabilmente- si vuole arrivare esattamente a quanto scritto meglio non si può:<br />
&#8220;Un libero mercato che implica evidentemente un netto taglio della burocrazia e delle presenze politiche che di fatto tutt’oggi a livello di aziende municipali locali (&#8230;) tengono surrettiziamente alto il prezzo delle tariffe nel tentativo di recuperare soldi e denaro anche per poterli spendere (nelle migliori delle ipotesi) in settori non aventi alcuna connessione con il servizio idrico e il reale costo dell’acqua se questa fosse su un libero mercato.</p>
<p>Il prezzo politico dell’acqua attuale, al pari di altri prezzi è di fatto una tassa e non un reale costo di mercato; è quindi un furto politico mediato dalla causale apparentemente inerente all’acqua e in più occasioni camuffata in necessità “solidaristica” o di “diritto” o per le “prossime generazioni” (di politici?).</p>
<p>Anche sottoscrivendo la buona-fede dei referendari, ci s chiede quanta gente abbia le fette di salame sugli occhi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Martinelli</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/07/30/ancora-su-martinelli-e-l-acqua-non-merce/comment-page-1/#comment-8021</link>
		<dc:creator>Luca Martinelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 11:31:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=6676#comment-8021</guid>
		<description>Ricordando a Luca Fusari che la diffamazione è un reato, e che realizzarla a mezzo stampa consiste in un&#039;aggravante (immagino che la sua non sia satira, alla quale tutto è permesso), mi permetto per il momento solo di sottolineare la composizione azionsaria di Sorical, per poi tornare lunedì sui temi dell&#039;intervento: insieme alla Regione Calabria, azionista della società (con il 46,5% delle quote) è Veolià- General des Eaux.
Luca M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordando a Luca Fusari che la diffamazione è un reato, e che realizzarla a mezzo stampa consiste in un&#8217;aggravante (immagino che la sua non sia satira, alla quale tutto è permesso), mi permetto per il momento solo di sottolineare la composizione azionsaria di Sorical, per poi tornare lunedì sui temi dell&#8217;intervento: insieme alla Regione Calabria, azionista della società (con il 46,5% delle quote) è Veolià- General des Eaux.<br />
Luca M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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