“come mai il vostro liberismo, qualunque cosa succeda nel Mondo è sempre dalla parte giusta?”
Proponi controesempi e vediamo, no? Senza controesempi la domanda merita una risposta puramente tautologica, essendo entrambe prive di contenuto.
“I lobbisti del petrolio, sono o no liberisti?”
Se tu avessi letto il post, avresti capito che per me, e per i liberali in generale, le lobby – di qualunque tipo – sono una malattia incurabile delle democrazie corporative, che solo la separazione dello Stato dall’economia può curare. Il lobbyismo è dovuto al fatto che i gruppi politici organizzati (cfr public choice) possono ottenere privilegi a danno del resto della società, sfruttando il potere dello Stato di manipolare il diritto.
“I liberisti che lavorarono per il dittatore Pinochet, erano liberisti?”
Penso che chi cerca di salvare il salvabile faccia sempre qualcosa di apprezzabile. I liberisti che hanno proposto la riforma delle pensioni in Cile sono stati la base del successivo successo economico cileno. Il sistema cileno è poi stato esportato in vari paesi, cosa che nell’America Latina non è mai successo, essendo un continente che si limita a scopiazzare le idee più populiste provenienti dall’Europa e a continuare a crederci con decenni di ritardo.
Molti – e l’argomento è sicuramente importante – dicono che non bisogna collaborare con i dittatori. Ora, Pinera fece anche una riforma dei sindacati che ne aumentò la libertà di manifestazione, e si dimise quando Pinochet voleva estradare un oppositore dal Cile, quindi il trade-off tra fare qualocsa di buono sporcandosi le mani, e tenere le mani libere chiudendosi all’Aventino gli era ben chiaro.
Io faccio sempre un esempio molto brutale: c’era un tizio in Germania negli anni ’40 che andava dalle SS e si faceva prestare degli schiavi ebrei. Li faceva lavorare nella sua fabbrica e guadagnava soldi grazie allo sfruttamento della manodopera forzata. Questo tizio, a cui Spielberg ha dedicato un film, si chiamava Schlinder, e ha salvato migliaia di ebrei dai campi di concentramento. Ora, mi chiedo se Schlinder non vada considerato uno schiavista – dal punto di vista di chi preferisce l’Aventino al compromesso.
Ciononostante, ammetto che questo è un tema molto importante e su cui vale la pena riflettere. Io sono indeciso, nel senso che ogni persona dovrebbe impegnarsi a migliorare il mondo che lo circonda: a volte ciò richiede l’Aventino, a volte lo sporcarsi le mani. Pinera e Schlinder si sono sporcati le mani, e hanno ottenuto grandi risultati per i loro paesi.
“Difendere i diritti civili e la libertà del singolo, oltre ai suoi investimenti, è da liberisti?”
Certo, ogni limitazione della libertà è una violazione dei diritti che i liberali sostengono debbano essere di tutti gli individui. Le discriminazioni verso le donne e gli omosessuali, il proibizionismo dell’alcol e delle droghe e della prostituzione, la schiavitù e l’inferiorità giuridica delle minoranze, e l’imposizione di una religione o l’intolleranza religiosa, sono considerate crimini dai liberali.
“E se lo è, perchè nelle grandi battaglie civili, non ci siete mai?”
Milton Friedman era per la liberalizzazione della droga. Tutti i liberali sono per la libertà di stampa. Mises negli anni ’40 – in tempi quindi molto meno laici degli attuali – era favorevole ai contraccettivi.
Il liberalismo per impostazione mentale è favorevole a qualsiasi attività non-aggressiva, e a riguardo io consiglierei la lettura di “Difendere l’indifendibile” di Walter Block, dove pressoché tutte le forme di proibizionismo, economico e non, sono criticate.
PS I liberisti non esistono: si chiamano liberali. Liberismo è una parola coniata da Benedetto Croce, e – a parte i crociani – tutti i liberali che conosco considerano la distinzione speciosa, erronea, inutile.
]]>Krugman si squalifica da solo, non c’è bisogno di giustiziarlo: chi argomenta in questo modo squallido e disonesto dimostra di essere un propagandista privo di principi. E’ una cosa tipica della politica, ovviamente, non una caratteristica della sinistra: ci sono da tutte le parti degli intellettuali che sacrificano l’onestà intellettuale al vantaggio politico, e Krugman non è certo né l’unico né il peggiore. La calunnia, il dileggio, e gli artifici retorici fanno parte del bagaglio culturale e argomentativo di ogni attivista che si rispetti. Ed è per questo che schifo la politica, e quindi anche ciò che scrive Krugman. La faziosità è un vizio morale e intellettuale imperdonabile, e il mondo sarebbe un posto migliore se l’onestà intellettuale non fosse considerata un inutile ostacolo al raggiungimento degli obiettivi della propria fazione da numerosi intellettuali di tutti i partiti.
]]>Però posso mettere assieme due o tre pagine e pubblicarne sul blog di un mio amico, lo farò a giorni.
]]>Che poi la BP perda in borsa, non credo che sia per un risarcimento che non pagherà se non in minima parte. Può essere:
1. per i costi delle operazioni di chiusura della fuorisciuta di petrolio, che saranno oltre un miliardo di dollari, se già ne hanno spesi 700 come dice.
2. per il rischio di dover subire maggiori regolamentazioni per la trivellazione anche in altri pozzi, non solo negli USA (rischio non remoto perché le regolamentazioni, anche quando sono solo una toppa a problemi creati da altre regolamentazioni, piacciono sempre ai politici… e alle lobby che possono infarcirle di privilegi legali).
3. per il rischio che in futuro qualcuno al Congresso si svegli e ripristini la responsabilità civile per danni anche per le aziende bene ammanicate con Washington (rischio immagino remoto perché i congressmen sono poco affidabili).
4. per il rischio che i consumatori se la prendano con BP, cosa che reputo molto remota, visto che i boicottaggi falliscono quasi sempre, implicando un prisoner’s dilemma.