Un esempio di quanto sia grave non liberalizzare il servizio pubblico locale? Non ce n’è uno migliore di quello rappresentato dall’aumento della tariffa per il treno regionale che collega l’aeroporto di Roma Fiumicino con il centro della capitale: il Leonardo Express. Di ingegnosità questo treno non sembra avere solo il nome, ma anche il modo di incrementare le tariffe.
Il costo del biglietto di questo treno che impiega circa 30 minuti per collegare l’aeroporto intercontinentale e la Stazione Termini senza soste è aumentato da 11 euro a 14 euro, 3 euro, quasi il 30 per cento.
In tale tratta, che non si differenzia certo per la velocità, per i servizi di bordo (non è presente nemmeno una presa della corrente ai posti a sedere e l’aria condizionata non sempre funziona) e per treni nuovi, tale aumento della tariffa sembra davvero molto difficile da accettare.
Inoltre, prima vi era la concorrenza del treno regionale che collegava il centro di Roma (non Termini) con numerose soste per 5 euro 50 centesimi, ma anche questa tariffa è cresciuta vertiginosamente. La tariffa infatti è salita di oltre il 40 per cento, arrivando a 8 euro per il tragitto.
Tali tariffe non sarebbero scandalose se dietro ad un tale aumento vi fosse una logica di mercato, ma così non è. Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin trasporti Aeroporti, Concorrenza, Trasporto Ferroviario, trasporto pubblico
Con un comunicato, tanto sobrio quanto efficace, sul proprio sito internet la Securities and Exchange Commission (SEC) accusa la banca Goldman Sachs di frode. I fatti risalgono al 2007, il capo di accusa è appunto frode. Sostanzialmente la SEC contesta alla banca statunitense la poca trasparenza utilizzata nella vendita ad operatori istituzionali di un CDO (Collateralized Debt Obligation) denominato ABACUS 2007-AC1. A quanto pare la costruzione di questo prodotto finanziario (il cui sottostante erano mutui subprime cartolarizzati, RMBS ovvero Residential Mortgage Backed Securities) era finalizzata alla possibilità per l’Hedge Fund Paulson & Co. di scommettere contro un credit event di questo veicolo (posizione corta tramite credit defualt swap). Più le note perdevano valore, più l’hedge fund ci guadagnava. Sempre secondo le stime della Sec sembra che gl investitori istituzionali abbiano perso $ 1 miliardo dall’operazione. Prosegui la lettura…
Luca Fava Senza categoria
Vista la situazione di emergenza cronica degli enti lirico-sinfonici, era da tempo che si vociferava di un decreto legge preparato dal ministro Bondi. Ieri questo decreto ha fatto la sua comparsa durante il canonico consiglio dei ministri del venerdì. Dopo una riforma che ha trasformato gli enti lirici in fondazioni (correva l’anno 1998), i numerosi passivi di bilancio realizzati, i conseguenti commissariamenti e le giustificate polemiche, era inevitabile cercare di porre un argine al dissesto del nostro settore lirico-sinfonico.
La “privatizzazione” degli enti lirici avrebbe dovuto conferir loro l’autonomia necessaria per quanto riguarda gli aspetti culturali ed artistici. Nello stesso tempo, si è cercato di renderle sempre meno dipendenti dalle sovvenzioni statali, coinvolgendo maggiormente nuovi finanziatori privati. La realtà ci dice che nessuno di questi due obiettivi è stato centrato, di qui le difficoltà che si sono palesate in questi anni. Prosegui la lettura…
Filippo Cavazzoni Senza categoria bondi, cultura, enti lirico-sinfonici, finanziamento pubblico, lirica