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	<title>Commenti a: Misurare il rischio e l&#8217;incertezza</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Di: Giuseppe Filipponi</title>
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		<dc:creator>Giuseppe Filipponi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:10:48 +0000</pubDate>
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		<description>La maggior parte di noi pensa e agisce come se la propria vita fosse esente da rischi. Consideriamo l’assunzione dei rischi come qualcosa di sbagliato, da evitare assolutamente. Consideriamo in genere inaccettabili i rischi imposti su di noi da altri. Educare i bambini ad evitare il rischio è un dovere importante dei genitori.
Sfortunatamente, qualunque cosa noi facciamo implica un rischio. Ci sono pericoli in ogni tipo di viaggio e c’è pericolo anche a rimanere a casa, il 25% degli incidenti mortali avviene entro le mura domestiche. C’è pericolo nel mangiare, il cibo è una delle principali cause del cancro e di diverse altre malattie, ma benché ne siamo coscienti mangiano più del necessario. Ci sono pericoli nel respirare, l’inquinamento dell’aria uccide probabilmente 100.000 americani ogni anno, l’inalazione del radon e dei suoi prodotti di decadimento è stimato uccida 14000 americani ogni anno, molte malattie come l’influenza sono contratte semplicemente inalando i germi. Questi pericoli potrebbero facilmente essere evitati respirando attraverso maschere filtranti, ma nessuno lo fa. 
Ci sono pericoli nel lavorare, 12000 americani muoiono ogni anno in incidenti sul lavoro, il numero dei morti per malattie collegate al lavoro è inoltre almeno 10 volte più grande. In ogni caso la maggior parte delle alternative al lavoro sono ancora più pericolose.
Questo non significa che non dobbiamo cercare di minimizzare il rischio ma che per farlo occorre procedere con criteri scientifici, come prima cosa occorre una procedura per quantificare il rischio.
Non si evita il rischio semplicemente evitando quello che ci appare più evidente. Per esempio se uno pensa di fare un viaggio alla guida di un’auto può evitare il rischio di guidare decidendo di andare a piedi, questa decisione spesso gli causa l’assunzione di un rischio spesso maggiore.
Il problema è che seguendo un approccio istintivo i rischi a cui si pensa sono sempre quelli più pubblicizzati dai media, e ciò assolutamente non è una buona guida per evitare e ridurre il rischio.
La procedura logica per minimizzare il rischio è quella di quantificare tutti i rischi e assumere quelli minori invece che i maggiori.
Il nostro obiettivo è quello di fornire una procedura per questa misura del rischio e di applicarla poi anche al caso dei rischi connessi con la produzione della corrente elettrica, inclusa quella per via nucleare.

La misura del rischio attraverso la LLE 
(loss of life expectancy- riduzione dell&#039;aspettativa di vita)
continua su...
http://fusione.altervista.org/calcolo_rischio_nucleare.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte di noi pensa e agisce come se la propria vita fosse esente da rischi. Consideriamo l’assunzione dei rischi come qualcosa di sbagliato, da evitare assolutamente. Consideriamo in genere inaccettabili i rischi imposti su di noi da altri. Educare i bambini ad evitare il rischio è un dovere importante dei genitori.<br />
Sfortunatamente, qualunque cosa noi facciamo implica un rischio. Ci sono pericoli in ogni tipo di viaggio e c’è pericolo anche a rimanere a casa, il 25% degli incidenti mortali avviene entro le mura domestiche. C’è pericolo nel mangiare, il cibo è una delle principali cause del cancro e di diverse altre malattie, ma benché ne siamo coscienti mangiano più del necessario. Ci sono pericoli nel respirare, l’inquinamento dell’aria uccide probabilmente 100.000 americani ogni anno, l’inalazione del radon e dei suoi prodotti di decadimento è stimato uccida 14000 americani ogni anno, molte malattie come l’influenza sono contratte semplicemente inalando i germi. Questi pericoli potrebbero facilmente essere evitati respirando attraverso maschere filtranti, ma nessuno lo fa.<br />
Ci sono pericoli nel lavorare, 12000 americani muoiono ogni anno in incidenti sul lavoro, il numero dei morti per malattie collegate al lavoro è inoltre almeno 10 volte più grande. In ogni caso la maggior parte delle alternative al lavoro sono ancora più pericolose.<br />
Questo non significa che non dobbiamo cercare di minimizzare il rischio ma che per farlo occorre procedere con criteri scientifici, come prima cosa occorre una procedura per quantificare il rischio.<br />
Non si evita il rischio semplicemente evitando quello che ci appare più evidente. Per esempio se uno pensa di fare un viaggio alla guida di un’auto può evitare il rischio di guidare decidendo di andare a piedi, questa decisione spesso gli causa l’assunzione di un rischio spesso maggiore.<br />
Il problema è che seguendo un approccio istintivo i rischi a cui si pensa sono sempre quelli più pubblicizzati dai media, e ciò assolutamente non è una buona guida per evitare e ridurre il rischio.<br />
La procedura logica per minimizzare il rischio è quella di quantificare tutti i rischi e assumere quelli minori invece che i maggiori.<br />
Il nostro obiettivo è quello di fornire una procedura per questa misura del rischio e di applicarla poi anche al caso dei rischi connessi con la produzione della corrente elettrica, inclusa quella per via nucleare.</p>
<p>La misura del rischio attraverso la LLE<br />
(loss of life expectancy- riduzione dell&#8217;aspettativa di vita)<br />
continua su&#8230;<br />
<a href="http://fusione.altervista.org/calcolo_rischio_nucleare.htm" rel="nofollow">http://fusione.altervista.org/calcolo_rischio_nucleare.htm</a></p>
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		<title>Di: Massimo Cappellano</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/08/misurare-il-rischio-e-lincertezza/comment-page-1/#comment-5059</link>
		<dc:creator>Massimo Cappellano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:06:53 +0000</pubDate>
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		<description>Le siamo vicini. Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le siamo vicini. Saluti.</p>
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		<title>Di: Antonio M</title>
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		<dc:creator>Antonio M</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:51:25 +0000</pubDate>
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		<description>In bocca al lupo!</description>
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		<title>Di: azimut72</title>
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		<dc:creator>azimut72</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:05:37 +0000</pubDate>
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		<title>Di: mario fuoricasa</title>
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		<dc:creator>mario fuoricasa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 16:43:13 +0000</pubDate>
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		<description>In bocca al lupo!</description>
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		<title>Di: Alberto</title>
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		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 15:18:10 +0000</pubDate>
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		<description>Buena Suerte, Oscar!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buena Suerte, Oscar!</p>
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		<title>Di: andrea lucangeli</title>
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		<dc:creator>andrea lucangeli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 13:24:25 +0000</pubDate>
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		<description>sono un convinto sostenitore del Lupo Italiano perciò in sostituzione della frase &quot;in bocca al lupo&quot; (che prevede la canonica risposta: &quot;crepi il lupo&quot;) Ti dirò &quot;good luck&quot; Oscar!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono un convinto sostenitore del Lupo Italiano perciò in sostituzione della frase &#8220;in bocca al lupo&#8221; (che prevede la canonica risposta: &#8220;crepi il lupo&#8221;) Ti dirò &#8220;good luck&#8221; Oscar!</p>
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		<title>Di: Marco O.</title>
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		<dc:creator>Marco O.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 12:06:47 +0000</pubDate>
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		<description>Le auguro un in bocca al lupo!</description>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
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		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:42:04 +0000</pubDate>
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		<description>In bocca al lupo anche da parte mia.</description>
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		<title>Di: Alex</title>
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		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:05:33 +0000</pubDate>
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		<description>In bocca al lupo!</description>
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