<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Lo Stato asociale e l&#8217;industria della povertà</title>
	<atom:link href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/</link>
	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 19:54:35 +0100</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
	<item>
		<title>Di: Germanynews</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-5112</link>
		<dc:creator>Germanynews</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:29:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-5112</guid>
		<description>Grazie per la giusta precisazione. Rimane valido quanto detto da me nel commento più sopra. A presto, Gb</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la giusta precisazione. Rimane valido quanto detto da me nel commento più sopra. A presto, Gb</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: FB</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-5111</link>
		<dc:creator>FB</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:23:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-5111</guid>
		<description>Vorrei dare un&#039;informazione: il debito della Germania è l&#039;80% del PIL, in termini assoluti il terzo al mondo, dopo quello di USA e Giappone.

Altro che &quot;le casse dello Stato sono a posto...&quot;
Altro che &quot;non possa neanche lontanamente essere paragonato con l&#039;italia...&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dare un&#8217;informazione: il debito della Germania è l&#8217;80% del PIL, in termini assoluti il terzo al mondo, dopo quello di USA e Giappone.</p>
<p>Altro che &#8220;le casse dello Stato sono a posto&#8230;&#8221;<br />
Altro che &#8220;non possa neanche lontanamente essere paragonato con l&#8217;italia&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Boggero</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-5005</link>
		<dc:creator>Giovanni Boggero</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:15:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-5005</guid>
		<description>No, ferma, ferma, deve esserci stato un &quot;Missverstaendnis&quot;. In maniera volutamente paradossale ho detto che per la Germania è stato politicamente più accettabile, di fronte  alla (e non a causa della) delocalizzazione massiccia, provvedere a sussidiare in questo modo le imprese, piuttosto che procedere ad una riduzione del costo del lavoro ex lege. 

Io non intendo affatto assolvere l&#039;Italia, ci mancherebbe. Il mio obiettivo è solamente far riflettere sul fatto che spesso non è tutto oro quel che luccica.

Sul virtuosismo del &quot;modello tedesco&quot;, possiamo discutere. Ci sono (stati) pro -crescita- e contro -squilibri macroeconomici-. Spero di parlarne (insieme con un post sulla sanità) molto presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, ferma, ferma, deve esserci stato un &#8220;Missverstaendnis&#8221;. In maniera volutamente paradossale ho detto che per la Germania è stato politicamente più accettabile, di fronte  alla (e non a causa della) delocalizzazione massiccia, provvedere a sussidiare in questo modo le imprese, piuttosto che procedere ad una riduzione del costo del lavoro ex lege. </p>
<p>Io non intendo affatto assolvere l&#8217;Italia, ci mancherebbe. Il mio obiettivo è solamente far riflettere sul fatto che spesso non è tutto oro quel che luccica.</p>
<p>Sul virtuosismo del &#8220;modello tedesco&#8221;, possiamo discutere. Ci sono (stati) pro -crescita- e contro -squilibri macroeconomici-. Spero di parlarne (insieme con un post sulla sanità) molto presto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alex</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-5002</link>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:53:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-5002</guid>
		<description>@Giovanni: il post dice tutte cose vere anche se non ne concordo su un giudizio e una sfumatura. Il giudizio é un assunzione che non condivido: &quot;in passato troppe imprese tedesche hanno delocalizzato in Cina o nell’Est europeo... e lo Stato tedesco non si può politicamente permettere riforme che consentano una riduzione del costo del lavoro&quot;. Innanzitutto, &quot;troppe&quot; rispetto a chi o che cosa? O girata in altro modo, per colpa di chi? Su spinta dello Stato o del mercato? La riorganizzazione produttiva della Germania post 2001 é la base del suo &quot;successo&quot; presente e futuro. La ragione per cui essa resta competitiva sui mercati internazionali e una delle ragioni per cui essa non necessita di riduzioni del costo del lavoro. Ecco qualche dato da un recente contributo di Commerzbank che ho di fronte a me. Aumento del salario orario dal 2000 al 2008: Ger 2%, Ita 3,5%. Aumento della produttività dal 2004 al 2009: Ger 6%, Ita sotto l&#039;1%. Aumento del CLUP: Ger -0.8%, Ita +3.2%. 
Ora le tue assunzioni sembrano suggerire che le cause politiche di Harzt IV siano state la delocalizzazione (indotta o spontanea) e l&#039;opposizione dei sindacati a ridurre il CLUP per altra via. 
Che Harzt IV sia una porcata é chiaro, ma a leggere i dati, é più facile che la Germania abbassi le tasse sul lavoro ed elimini in cambio gli 1-Euro jobs, prima che l&#039;Italia esca dalla morsa di bassa produttività, bassi salari e articolo 18. Non credi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giovanni: il post dice tutte cose vere anche se non ne concordo su un giudizio e una sfumatura. Il giudizio é un assunzione che non condivido: &#8220;in passato troppe imprese tedesche hanno delocalizzato in Cina o nell’Est europeo&#8230; e lo Stato tedesco non si può politicamente permettere riforme che consentano una riduzione del costo del lavoro&#8221;. Innanzitutto, &#8220;troppe&#8221; rispetto a chi o che cosa? O girata in altro modo, per colpa di chi? Su spinta dello Stato o del mercato? La riorganizzazione produttiva della Germania post 2001 é la base del suo &#8220;successo&#8221; presente e futuro. La ragione per cui essa resta competitiva sui mercati internazionali e una delle ragioni per cui essa non necessita di riduzioni del costo del lavoro. Ecco qualche dato da un recente contributo di Commerzbank che ho di fronte a me. Aumento del salario orario dal 2000 al 2008: Ger 2%, Ita 3,5%. Aumento della produttività dal 2004 al 2009: Ger 6%, Ita sotto l&#8217;1%. Aumento del CLUP: Ger -0.8%, Ita +3.2%.<br />
Ora le tue assunzioni sembrano suggerire che le cause politiche di Harzt IV siano state la delocalizzazione (indotta o spontanea) e l&#8217;opposizione dei sindacati a ridurre il CLUP per altra via.<br />
Che Harzt IV sia una porcata é chiaro, ma a leggere i dati, é più facile che la Germania abbassi le tasse sul lavoro ed elimini in cambio gli 1-Euro jobs, prima che l&#8217;Italia esca dalla morsa di bassa produttività, bassi salari e articolo 18. Non credi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: libertyfighter</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4991</link>
		<dc:creator>libertyfighter</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:21:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4991</guid>
		<description>Pietro ovviamente mi riferivo al post e non al tuo commento :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pietro ovviamente mi riferivo al post e non al tuo commento <img src='http://www.chicago-blog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: libertyfighter</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4989</link>
		<dc:creator>libertyfighter</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:19:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4989</guid>
		<description>AHAHAHAHAHAH sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Oppure da piangere.
Credo che il collasso strutturale all&#039;Europa, non glielo tolga nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AHAHAHAHAHAH sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Oppure da piangere.<br />
Credo che il collasso strutturale all&#8217;Europa, non glielo tolga nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4980</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 22:33:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4980</guid>
		<description>Tocqueville diceva che gli americani (del 1830) lasciati da soli riuscirebbero a ricostruire la società ex nihilo.

Ora scopro che gli americani del XXI secolo sono gli italiani: non l&#039;avrei mai sospettato, ma la teoria mi convince. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tocqueville diceva che gli americani (del 1830) lasciati da soli riuscirebbero a ricostruire la società ex nihilo.</p>
<p>Ora scopro che gli americani del XXI secolo sono gli italiani: non l&#8217;avrei mai sospettato, ma la teoria mi convince. <img src='http://www.chicago-blog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Boggero</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4978</link>
		<dc:creator>Giovanni Boggero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 19:56:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4978</guid>
		<description>&lt;a href=&quot;#comment-4977&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@azimut72&lt;/a&gt; 

Condivido il ragionamento Azimut. Che le casse dello Stato siano a posto non ci giurerei. Nulla che possa neanche lontanamente essere paragonato con l&#039;Italia, d&#039;accordo, ma anche la Germania si sta avviando su una slippery slope assai pericolosa. Siamo a livelli di deficit e di debito pubblico tra i più alti dal dopoguerra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-4977" rel="nofollow">@azimut72</a> </p>
<p>Condivido il ragionamento Azimut. Che le casse dello Stato siano a posto non ci giurerei. Nulla che possa neanche lontanamente essere paragonato con l&#8217;Italia, d&#8217;accordo, ma anche la Germania si sta avviando su una slippery slope assai pericolosa. Siamo a livelli di deficit e di debito pubblico tra i più alti dal dopoguerra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: azimut72</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4977</link>
		<dc:creator>azimut72</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 18:57:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4977</guid>
		<description>Rimane un fatto incontrovertibile.
Le casse dello Stato sono a posto, quindi, finchè lo sono, si possono permettere lo stato sociale.
Una cosa è sicura, però. Qualora il &quot;SISTEMA&quot; dovesse crollare (per qualsiasi motivo), i tedeschi sarebbero veramente con il culo per terra perchè non abituati a proteggersi dallo Stato. Anzi, una delle cose più evidenti per chi va in Germania è la totale fiducia (per poi lamentarsi dentro le mura domestiche) nei confronti del SISTEMA e, di conseguenza, la spontanea attitudine a &quot;rispettarlo e tutelarlo&quot;.

All&#039;opposto dell&#039;Italia, dove sin dalla culla senti tua madre e tuo padre parlare di come farsi la casa di proprietà, di come &quot;nascondere&quot; i risparmi dalla voracità del SISTEMA e via cantando.
Il mio è un paradosso ma nell&#039;ipotesi di un default statale, si potrebbe dire che l&#039;italiano medio resisterebbe più a lungo del tedesco medio perchè impara sin da piccolo a non contare sullo STATO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rimane un fatto incontrovertibile.<br />
Le casse dello Stato sono a posto, quindi, finchè lo sono, si possono permettere lo stato sociale.<br />
Una cosa è sicura, però. Qualora il &#8220;SISTEMA&#8221; dovesse crollare (per qualsiasi motivo), i tedeschi sarebbero veramente con il culo per terra perchè non abituati a proteggersi dallo Stato. Anzi, una delle cose più evidenti per chi va in Germania è la totale fiducia (per poi lamentarsi dentro le mura domestiche) nei confronti del SISTEMA e, di conseguenza, la spontanea attitudine a &#8220;rispettarlo e tutelarlo&#8221;.</p>
<p>All&#8217;opposto dell&#8217;Italia, dove sin dalla culla senti tua madre e tuo padre parlare di come farsi la casa di proprietà, di come &#8220;nascondere&#8221; i risparmi dalla voracità del SISTEMA e via cantando.<br />
Il mio è un paradosso ma nell&#8217;ipotesi di un default statale, si potrebbe dire che l&#8217;italiano medio resisterebbe più a lungo del tedesco medio perchè impara sin da piccolo a non contare sullo STATO.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Matteo Gianola</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/03/lo-stato-asociale-e-lindustria-della-poverta/comment-page-1/#comment-4970</link>
		<dc:creator>Matteo Gianola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:11:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5029#comment-4970</guid>
		<description>Scusate ma non mastico il tedesco... però la citazione è forse &quot;tutto il mondo è paese&quot;?

Il problema tedesco, comunque, rimane e è un problema a livello europeo... già Bastiat (giustamente citato) denunciava la perversione dello stato socialista (oggi definito welfare state, in linguaggio politicamente corretto) che sarebbe andato a foraggiare parassiti e boiardi di stato attraverso la spoliazione legalizzata dei redditi (le tasse) volta non a sostenere la struttura minima a garanzia della società ma a remunerare una forte burocrazia a discapito del contribuente che, così facendo, tornava allo status di suddito: per dirla à la Bernier si assisterebbe a una restaurazione asiatica dove lo stato è padrone (al posto del sovrano) e il cittadino suddito.
Uff... è brutto pensare che buona parte del frutto del prorio lavoro finisca in nulla, nell&#039;illusione keynesiana che per sostenere l&#039;economia basti far scavare buche ai disoccupati per poi riempirle, invece che creare le condizioni per una vera crescita, sia della ricchezza nazionale sia dell&#039;occupazione...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma non mastico il tedesco&#8230; però la citazione è forse &#8220;tutto il mondo è paese&#8221;?</p>
<p>Il problema tedesco, comunque, rimane e è un problema a livello europeo&#8230; già Bastiat (giustamente citato) denunciava la perversione dello stato socialista (oggi definito welfare state, in linguaggio politicamente corretto) che sarebbe andato a foraggiare parassiti e boiardi di stato attraverso la spoliazione legalizzata dei redditi (le tasse) volta non a sostenere la struttura minima a garanzia della società ma a remunerare una forte burocrazia a discapito del contribuente che, così facendo, tornava allo status di suddito: per dirla à la Bernier si assisterebbe a una restaurazione asiatica dove lo stato è padrone (al posto del sovrano) e il cittadino suddito.<br />
Uff&#8230; è brutto pensare che buona parte del frutto del prorio lavoro finisca in nulla, nell&#8217;illusione keynesiana che per sostenere l&#8217;economia basti far scavare buche ai disoccupati per poi riempirle, invece che creare le condizioni per una vera crescita, sia della ricchezza nazionale sia dell&#8217;occupazione&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

