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	<title>Commenti a: Spesa o tasse?</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4227</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:28:52 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-4204&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Mirco Romanato&lt;/a&gt; 
&quot;non può esistere uno stato che rende i suoi cittadini futuri assogettati ad un debito che non hanno voluto, che non hanno fatto e che non sono tenuti a pagare&quot;

Che non possa esistere posso confutarlo subito: quello attuale funziona così. Se vogliamo vedere lo Stato per quello che non è, cioè una società di diritto privato fondata volontariamente, tutto torna, ma nel mondo reale non è così. Meno tasse oggi = più tasse domani. Meno spesa oggi = meno coercizione oggi o domani a seconda del metodo di finanziamento. Non si può vedere lo Stato oggi come se fosse un&#039;agenzia libera nata in conformità con gli ideali liberali, significa confondere ciò che è con ciò che si pensa debba essere, errore analogo ai democratici che parlano di sovranità popolare come se fosse un concetto sensato, invece di vedere come la politica funziona realmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-4204" rel="nofollow">@Mirco Romanato</a><br />
&#8220;non può esistere uno stato che rende i suoi cittadini futuri assogettati ad un debito che non hanno voluto, che non hanno fatto e che non sono tenuti a pagare&#8221;</p>
<p>Che non possa esistere posso confutarlo subito: quello attuale funziona così. Se vogliamo vedere lo Stato per quello che non è, cioè una società di diritto privato fondata volontariamente, tutto torna, ma nel mondo reale non è così. Meno tasse oggi = più tasse domani. Meno spesa oggi = meno coercizione oggi o domani a seconda del metodo di finanziamento. Non si può vedere lo Stato oggi come se fosse un&#8217;agenzia libera nata in conformità con gli ideali liberali, significa confondere ciò che è con ciò che si pensa debba essere, errore analogo ai democratici che parlano di sovranità popolare come se fosse un concetto sensato, invece di vedere come la politica funziona realmente.</p>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4226</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:24:37 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-4207&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Libertario&lt;/a&gt; 
Rothbard confonde la quantità di ore TOTALI che si deve lavorare per lo Stato, che è data dalla spesa pubblica, dalla quantità di ore PRESENTI che si deve lavorare per lo stato, che sono le tasse. Ovviamente, se il debito pubblico venisse ripudiato, il ragionamento filerebbe: niente tasse oggi e niente debito domani, ma se si toglie questa ipotesi tagliare le tasse è soltanto una scelta tra coercizione oggi e coercizione domani, senza alcun vantaggio evidente per la libertà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-4207" rel="nofollow">@Libertario</a><br />
Rothbard confonde la quantità di ore TOTALI che si deve lavorare per lo Stato, che è data dalla spesa pubblica, dalla quantità di ore PRESENTI che si deve lavorare per lo stato, che sono le tasse. Ovviamente, se il debito pubblico venisse ripudiato, il ragionamento filerebbe: niente tasse oggi e niente debito domani, ma se si toglie questa ipotesi tagliare le tasse è soltanto una scelta tra coercizione oggi e coercizione domani, senza alcun vantaggio evidente per la libertà.</p>
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		<title>Di: Libertario</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4207</link>
		<dc:creator>Libertario</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 19:29:06 +0000</pubDate>
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		<description>Mah, Rothbard (oltre a proporre la repudiation del national debt, che se teoricamente mi pare inappuntabile, non lo sembra praticamente) scriveva però anche che: &quot;Similarly, in this age of permanent federal deficits, we are all faced with the problem: should we agree to a tax cut, even though it may well mean an increase in the deficit? Conservatives, from their particular perspective of holding budget-balancing as a higher end, invariably oppose, or vote against, a tax cut which is not strictly accompanied by an equivalent or greater cut in government expenditures. But since taxation is an evil act of aggression, any failure to welcome a tax cut with alacrity undercuts and contradicts the libertarian goal. The time to oppose government expenditures is when the budget is being considered or voted upon, when the libertarian should call for drastic slashes in expenditures as well. Government activity must be reduced whenever and wherever it can; any opposition to a particular tax—or expenditure—cut is impermissible for it contradicts libertarian principles and the libertarian goal&quot; (Murray N. Rothbard, The Ethics of Liberty)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, Rothbard (oltre a proporre la repudiation del national debt, che se teoricamente mi pare inappuntabile, non lo sembra praticamente) scriveva però anche che: &#8220;Similarly, in this age of permanent federal deficits, we are all faced with the problem: should we agree to a tax cut, even though it may well mean an increase in the deficit? Conservatives, from their particular perspective of holding budget-balancing as a higher end, invariably oppose, or vote against, a tax cut which is not strictly accompanied by an equivalent or greater cut in government expenditures. But since taxation is an evil act of aggression, any failure to welcome a tax cut with alacrity undercuts and contradicts the libertarian goal. The time to oppose government expenditures is when the budget is being considered or voted upon, when the libertarian should call for drastic slashes in expenditures as well. Government activity must be reduced whenever and wherever it can; any opposition to a particular tax—or expenditure—cut is impermissible for it contradicts libertarian principles and the libertarian goal&#8221; (Murray N. Rothbard, The Ethics of Liberty)</p>
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		<title>Di: oscar giannino</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4205</link>
		<dc:creator>oscar giannino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 18:20:59 +0000</pubDate>
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		<description>Ok ragazzi, Pietro ha ragione nel merito, tirata d&#039;orecchi a Myth per il fallaccio verbale commesso: qui da noi non gradito, nella più piena apertura al dibattito aperto e contrastante, ma senza per questo piegare il capo all&#039;omaggio che violenza verbale finisce per rendere spesos a superificilità e ingnoranza del merito....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok ragazzi, Pietro ha ragione nel merito, tirata d&#8217;orecchi a Myth per il fallaccio verbale commesso: qui da noi non gradito, nella più piena apertura al dibattito aperto e contrastante, ma senza per questo piegare il capo all&#8217;omaggio che violenza verbale finisce per rendere spesos a superificilità e ingnoranza del merito&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Mirco Romanato</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4204</link>
		<dc:creator>Mirco Romanato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 18:10:59 +0000</pubDate>
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		<description>Non concordo con l&#039;articolo.
Le tasse vanno tagliate comunque. I tagli alla spesa pubblica seguono, volente o nolente. Il deficit è semplicemente una tassa differita nel tempo, se si ripagano i debiti.
Chi presta denaro allo stato deve valutare se lo stato è in grado di ripagare il prestito e si assume questo rischio. Se gli presta denaro oltre la capacità di restituzione, merita di perderlo.
Dato che l&#039;esistenza dello stato è giustificabile solo se è benefica per le persone che vi appartengono, non può esistere uno stato che rende i suoi cittadini futuri assogettati ad un debito che non hanno voluto, che non hanno fatto e che non sono tenuti a pagare.
Non vedo perché lo stato non può essere trattato come una qualsiasi società per azioni, dove la responsabilità dei singoli è limitata alla somma investita volontariamente. Ci deve essere un limite ben preciso alla responsabilità personale di ogni cittadino nei confronti del debito dello stato.
Meglio che lo stato vada in default piuttosto che faccia morir di fame le persone con tasse assurdamente alte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non concordo con l&#8217;articolo.<br />
Le tasse vanno tagliate comunque. I tagli alla spesa pubblica seguono, volente o nolente. Il deficit è semplicemente una tassa differita nel tempo, se si ripagano i debiti.<br />
Chi presta denaro allo stato deve valutare se lo stato è in grado di ripagare il prestito e si assume questo rischio. Se gli presta denaro oltre la capacità di restituzione, merita di perderlo.<br />
Dato che l&#8217;esistenza dello stato è giustificabile solo se è benefica per le persone che vi appartengono, non può esistere uno stato che rende i suoi cittadini futuri assogettati ad un debito che non hanno voluto, che non hanno fatto e che non sono tenuti a pagare.<br />
Non vedo perché lo stato non può essere trattato come una qualsiasi società per azioni, dove la responsabilità dei singoli è limitata alla somma investita volontariamente. Ci deve essere un limite ben preciso alla responsabilità personale di ogni cittadino nei confronti del debito dello stato.<br />
Meglio che lo stato vada in default piuttosto che faccia morir di fame le persone con tasse assurdamente alte.</p>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4203</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-4194&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Antonio Porcù&lt;/a&gt; 
Vediamo un po&#039; chi dice, usando la sua colorita terminologia, &quot;stronzate&quot;.

MYTH: &quot;il reddito da signoraggio non e&#039; una risorsa dello Stato&quot;

Il reddito da signoraggio da emissione di banconote va al Tesoro, salvo una piccola parte che serve per coprire le spese della banca centrale, a volte per creare fondi di stabilità contro rischi di cambio, e in parte ridicola (15000€ l&#039;anno in Italia) ai privati.

MYTH: &quot;quindi il debito pubblico per sua natura e&#039; insanabile&quot;

Il debito pubblico è sanabilissimo: basta creare avanzi di bilancio sufficienti a pagarlo. L&#039;avanzo di bilancio dipende dal Tesoro, che se tassasse più di quanto spende starebbe in attivo. Tanto per fare un esempio: nel 1997 il Belgio aveva un debito pari al 122% del PIL, e dieci anni dopo era l&#039;84%, cos&#039;è secondo lei, hanno risanato il bilancio o hanno mandato i carriarmati nelle banche?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-4194" rel="nofollow">@Antonio Porcù</a><br />
Vediamo un po&#8217; chi dice, usando la sua colorita terminologia, &#8220;stronzate&#8221;.</p>
<p>MYTH: &#8220;il reddito da signoraggio non e&#8217; una risorsa dello Stato&#8221;</p>
<p>Il reddito da signoraggio da emissione di banconote va al Tesoro, salvo una piccola parte che serve per coprire le spese della banca centrale, a volte per creare fondi di stabilità contro rischi di cambio, e in parte ridicola (15000€ l&#8217;anno in Italia) ai privati.</p>
<p>MYTH: &#8220;quindi il debito pubblico per sua natura e&#8217; insanabile&#8221;</p>
<p>Il debito pubblico è sanabilissimo: basta creare avanzi di bilancio sufficienti a pagarlo. L&#8217;avanzo di bilancio dipende dal Tesoro, che se tassasse più di quanto spende starebbe in attivo. Tanto per fare un esempio: nel 1997 il Belgio aveva un debito pari al 122% del PIL, e dieci anni dopo era l&#8217;84%, cos&#8217;è secondo lei, hanno risanato il bilancio o hanno mandato i carriarmati nelle banche?</p>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4202</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:36:07 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-4197&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@liberal&lt;/a&gt; 

Reagan ha fatto buone cose, come tagliare le aliquote fiscali, liberalizzare qualcosa qui e là (finanza e lavoro), e chiacchierare un sacco sul libero mercato (come sempre, in politica le chiacchiere superano i fatti di diversi ordini di grandezza.

Purtroppo ha fatto due errori: ha ampliato il deficit e il debito come un demagogo qualunque, e ha nominato a capo della Federal Reserve una calamità di nome Alan Greenspan, che è alla base di tutti i grandi problemi economici strutturali degli Stati Uniti: fragilità finanziaria, indebitamento, dipendenza dai risparmi cinesi, instabilità economica. 

Per quanto riguarda le altre colpe, non so se è vero o meno che la classe media americana è più debole, non conosco dati. Però mi pare più l&#039;effetto della politica monetaria della calamità innaturale di cui sopra che non di altre politiche.

Io su Reagan ho un&#039;opinione più sofisticata. Gli USA del 1979 erano un paese in crisi, sulla via del declino da anni, con una leadership mediocre. Il &quot;misery index&quot; cioè la disoccupazione e l&#039;inflazione, il risultato delle fallimentari politiche economiche keynesiane, era elevatissimo. Le aliquote fiscali erano sufficientemente progressiste da togliere la voglia di lavorare a tutti, e l&#039;economia era ingessata da molti lacci.

Un paese in questa situazione ha due alternative: non fare nulla e continuare l&#039;agonia, e questa è la scelta che è stata fatta in Italia negli ultimi decenni, e ne vediamo le conseguenze; o avere coraggio e fare delle riforme, e quindi abbiamo Reagan.

Reagan fece il minimo indispensabile per rilanciare gli USA e creò due problemi strutturali enormi. Perché? La mia spiegazione è che un paese in crisi spaventa la classe politica, e quindi le riforme si possono fare solo quando le elite cominciano ad avere paura di dominare un paese agonizzante. Ma una volta risolto il problema, almeno nel medio termine, la politica si fa i suoi interessi come sempre. Non esiste soluzione politica ai problemi politici, purtroppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-4197" rel="nofollow">@liberal</a> </p>
<p>Reagan ha fatto buone cose, come tagliare le aliquote fiscali, liberalizzare qualcosa qui e là (finanza e lavoro), e chiacchierare un sacco sul libero mercato (come sempre, in politica le chiacchiere superano i fatti di diversi ordini di grandezza.</p>
<p>Purtroppo ha fatto due errori: ha ampliato il deficit e il debito come un demagogo qualunque, e ha nominato a capo della Federal Reserve una calamità di nome Alan Greenspan, che è alla base di tutti i grandi problemi economici strutturali degli Stati Uniti: fragilità finanziaria, indebitamento, dipendenza dai risparmi cinesi, instabilità economica. </p>
<p>Per quanto riguarda le altre colpe, non so se è vero o meno che la classe media americana è più debole, non conosco dati. Però mi pare più l&#8217;effetto della politica monetaria della calamità innaturale di cui sopra che non di altre politiche.</p>
<p>Io su Reagan ho un&#8217;opinione più sofisticata. Gli USA del 1979 erano un paese in crisi, sulla via del declino da anni, con una leadership mediocre. Il &#8220;misery index&#8221; cioè la disoccupazione e l&#8217;inflazione, il risultato delle fallimentari politiche economiche keynesiane, era elevatissimo. Le aliquote fiscali erano sufficientemente progressiste da togliere la voglia di lavorare a tutti, e l&#8217;economia era ingessata da molti lacci.</p>
<p>Un paese in questa situazione ha due alternative: non fare nulla e continuare l&#8217;agonia, e questa è la scelta che è stata fatta in Italia negli ultimi decenni, e ne vediamo le conseguenze; o avere coraggio e fare delle riforme, e quindi abbiamo Reagan.</p>
<p>Reagan fece il minimo indispensabile per rilanciare gli USA e creò due problemi strutturali enormi. Perché? La mia spiegazione è che un paese in crisi spaventa la classe politica, e quindi le riforme si possono fare solo quando le elite cominciano ad avere paura di dominare un paese agonizzante. Ma una volta risolto il problema, almeno nel medio termine, la politica si fa i suoi interessi come sempre. Non esiste soluzione politica ai problemi politici, purtroppo.</p>
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		<title>Di: liberal</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4197</link>
		<dc:creator>liberal</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:12:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=4519#comment-4197</guid>
		<description>Buon articolo, complimenti!   Molti dei cosidetti neo-liberali, non possono inveire troppo contro la spesa pubblica, perchè sono liberali nei loro portafogli e prendono a piene mani i soldi pubblici, quando possibile.
Lo scoppio dell&#039;ultima crisi ha evidenziato questo comportamento, anche ai più distratti.
Le tasse altresì, le devono pagare anche loro.
Banale come ragionamento, ma molto vicino al vero.

P.S.: Apprezzo anche l&#039;indicare Reagan, come tutto, fuorchè un buon Presidente.  Dopo la sua resistibile ascesa al potere, con una demagogia per popolo bue, la forbice economica tra cittadini è aumentata a dismisura ed ha praticamente semidistrutto la classe media americana, che come sappiamo è la base di stabilità per ogni democrazia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buon articolo, complimenti!   Molti dei cosidetti neo-liberali, non possono inveire troppo contro la spesa pubblica, perchè sono liberali nei loro portafogli e prendono a piene mani i soldi pubblici, quando possibile.<br />
Lo scoppio dell&#8217;ultima crisi ha evidenziato questo comportamento, anche ai più distratti.<br />
Le tasse altresì, le devono pagare anche loro.<br />
Banale come ragionamento, ma molto vicino al vero.</p>
<p>P.S.: Apprezzo anche l&#8217;indicare Reagan, come tutto, fuorchè un buon Presidente.  Dopo la sua resistibile ascesa al potere, con una demagogia per popolo bue, la forbice economica tra cittadini è aumentata a dismisura ed ha praticamente semidistrutto la classe media americana, che come sappiamo è la base di stabilità per ogni democrazia.</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonio Porcù</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/spesa-o-tasse/comment-page-1/#comment-4194</link>
		<dc:creator>Antonio Porcù</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 16:28:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=4519#comment-4194</guid>
		<description>incredibile, leggere queste stronzate: il reddito da signoraggio non e&#039; una risorsa dello Stato, ma risorsa delle banche &quot;private&quot; che emettono denaro prestandolo agli stati in cambio di titoli di debito pubblico gravati da interessi, gli interessi sono denaro non in circolazione quindi mai emesso, quindi il debito pubblico per sua natura e&#039; insanabile, una truffa che indebolisce fino al totale collasso gli stati che vivendo costantemente in bancarotta tecnica prima o poi dovranno dichiararer il default dei titoli. quindi sperare nella ripresa economica e&#039; dare fiducia al sistema e&#039; come credere ai somarti che volano che sono quei politici e banchieri che vi chiedono di aver fiducia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>incredibile, leggere queste stronzate: il reddito da signoraggio non e&#8217; una risorsa dello Stato, ma risorsa delle banche &#8220;private&#8221; che emettono denaro prestandolo agli stati in cambio di titoli di debito pubblico gravati da interessi, gli interessi sono denaro non in circolazione quindi mai emesso, quindi il debito pubblico per sua natura e&#8217; insanabile, una truffa che indebolisce fino al totale collasso gli stati che vivendo costantemente in bancarotta tecnica prima o poi dovranno dichiararer il default dei titoli. quindi sperare nella ripresa economica e&#8217; dare fiducia al sistema e&#8217; come credere ai somarti che volano che sono quei politici e banchieri che vi chiedono di aver fiducia.</p>
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