Si dica chiaramente quali sono le parti in gioco: da una parte chi vuole controllare l’economia sfruttando il pretesto di motivazioni ambientali che non hanno ragione d’essere, dall’altra i liberali che, da che mondo è mondo, pensano che per poter allocare in modo efficiente le risorse scarse bisogna lasciar fare al libero mercato.
Tutto il resto è retorica.
anche io sono una estimatrice di Oscar Giannino, ma davvero non credo che la IEA, tramite il suo capo economista, abbia dichiarato quanto sopra per fare un “favore” agli ambientalisti, se non ne fosse stata più o meno costretta – sembra piuttosto che la IEA stia cercando di non scatenare il panico (cfr i recenti articoli del ‘Guardian’ o il report “The peak of the oil age” dell’agenzia statale svedese per l’energia)…
]]>L’umanità non ha bisogno di supercomputer, ma di superonestà intellettuale, qualità che -è ormai provato- manca ai truffatori dell’IPCC e ai governanti che li seguono.
Buon “Summary for Policymakers” e felici 2 gradi nuovi!
]]>Esagerare e/o creare il caso è una tecnica di marketing cara ai catastrofisti, ma non credo sia applicabile ai “ragionevoli”, perché questi non hanno da vendere paure uguali e contrarie. Sì, certo, possono puntare il dito sul disastro economico, sul ritorno alle caverne, ma sono argomenti percepiti come deboli e interessati dalla platea degli ominicchi invidiosi e socialisti.
Ma forse sto esagerando, i miei personalissimi e inattendibilissimi sondaggi d’opinione indicano un crescente scetticismo nell’Italiano medio, tanto più forte quanto più si abbassa il termometro. Il vero problema è come fermare la macchina politica, dal momento che essa non saprebbe come uscirne decorosamente, ammesso che un giorno riacquisti onestà intellettuale e decida di fermarsi.
Sono noioso, ma credo proprio che l’unico modo per cambiare le cose sia disobbedire alle norme cosiddette anti-inquinamento. Ma qui torniamo al potere della paura, che è ancora superiore al disagio che l’Italiano medio percepisce.
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