Commenti a: I livelli della crisi /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/ diretto da Oscar Giannino Mon, 18 Jan 2010 19:14:07 +0100 http://wordpress.org/?v=2.8.4 hourly 1 Di: Pastore Sardo /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/comment-page-1/#comment-4209 Pastore Sardo Mon, 28 Dec 2009 19:52:29 +0000 /?p=4523#comment-4209 E come dovremmo sperare per il meglio, magari ricostruendo una economia e degli incrementi di PIL con le automobili basate sul petrolio? Come esempio banale posso evidenziare che tanti agricoltori si sono comprati il fuoristrada nuovo con i contributi e sono quasi tutti in bancarotta perchè non riescono a competere con i costi. Se si fossere comprati pannelli fotovoltaici (il nucleare serve a prescindere a scanso di equivoci) a quest'ora sarebbero ancora in piedi sfamando le proprie famiglie. In ogni caso abbiamo in italia troppi problemi strutturali/culturali, quando l'economia ripartirà procuratevi il binocolo ... per chi vuole andare sul sicuro consiglio un radiotelescopio :) Bella asineria tenere E come dovremmo sperare per il meglio, magari ricostruendo una economia e degli incrementi di PIL con le automobili basate sul petrolio?
Come esempio banale posso evidenziare che tanti agricoltori si sono comprati il fuoristrada nuovo con i contributi e sono quasi tutti in bancarotta perchè non riescono a competere con i costi.
Se si fossere comprati pannelli fotovoltaici (il nucleare serve a prescindere a scanso di equivoci) a quest’ora sarebbero ancora in piedi sfamando le proprie famiglie.

In ogni caso abbiamo in italia troppi problemi strutturali/culturali, quando l’economia ripartirà procuratevi il binocolo … per chi vuole andare sul sicuro consiglio un radiotelescopio :)

Bella asineria tenere

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Di: Giuseppe Tornaghi /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/comment-page-1/#comment-4206 Giuseppe Tornaghi Mon, 28 Dec 2009 18:53:41 +0000 /?p=4523#comment-4206 La mia esperienza diretta di piccolo imprenditore lombardo della filiera del mobile penso possa confermare quanto detto. Nella primavera di quest'anno la situazione era davvero drammatica. Il telefono, vero indicatore della situazione economica, era muto. Alcuni progetti di nostri clienti o ritardati. Molti di noi hanno avviato le richieste per accedere alla speciale cassa integrazione che la regione aveva messa a disposizione. Ma gia verso l'estate la situazione e' cambiata e molti che avevano chiesto di usufruire della cassa non hanno usufruito neanche di un ora. Dalla estate l'aria si e' fatta piu tranquilla e tutti ci siamo resi conto di essere arrivati a un punto dove si poteva tirare una riga e da li ripartire. E a fine anno invece le cose si sono fatte ancor migliori tanto da fare tirare un grosso sospiro di sollievo a molti. Certo ci sono situazioni molto difficili e che realisticamente sfoceranno in una chiusura ma rispetto al disastro temuto a marzo aprile le cose sono andate meglio. In oltre parlando con alcuni colleghi si ammetteva che pur con un fatturato in calo del 30% gli utili non erano poi cosi male, probabilmente perche' i settori piu' colpiti sono stati quelli dove gli utili erano minori o quasi assenti. Come sempre, bisogna e bisognera' prepararsi per il peggio e sperare per il meglio... La mia esperienza diretta di piccolo imprenditore lombardo della filiera del mobile penso possa confermare quanto detto. Nella primavera di quest’anno la situazione era davvero drammatica. Il telefono, vero indicatore della situazione economica, era muto. Alcuni progetti di nostri clienti o ritardati. Molti di noi hanno avviato le richieste per accedere alla speciale cassa integrazione che la regione aveva messa a disposizione. Ma gia verso l’estate la situazione e’ cambiata e molti che avevano chiesto di usufruire della cassa non hanno usufruito neanche di un ora. Dalla estate l’aria si e’ fatta piu tranquilla e tutti ci siamo resi conto di essere arrivati a un punto dove si poteva tirare una riga e da li ripartire. E a fine anno invece le cose si sono fatte ancor migliori tanto da fare tirare un grosso sospiro di sollievo a molti. Certo ci sono situazioni molto difficili e che realisticamente sfoceranno in una chiusura ma rispetto al disastro temuto a marzo aprile le cose sono andate meglio. In oltre parlando con alcuni colleghi si ammetteva che pur con un fatturato in calo del 30% gli utili non erano poi cosi male, probabilmente perche’ i settori piu’ colpiti sono stati quelli dove gli utili erano minori o quasi assenti. Come sempre, bisogna e bisognera’ prepararsi per il peggio e sperare per il meglio…

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Di: Mario Seminerio /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/comment-page-1/#comment-4201 Mario Seminerio Mon, 28 Dec 2009 17:31:52 +0000 /?p=4523#comment-4201 Alfonso, i 100 trimestri (92, per essere precisi) sono relativi alla produzione industriale, che è in stragrande parte manifattura. I 34 trimestri sono relativi al Pil, che è la somma di consumi e investimenti (pubblici e privati) e commercio estero netto. Dal dato si inferisce che l'industria italiana è stata colpita molto pesantemente dalla recessione, mentre il minor grado di sofferenza del Pil è verosimilmente da porre in relazione ai servizi, pur se in un contesto di consumi privati agonizzanti e di basso livello di consumi pubblici. Il fatto che francesi e tedeschi abbiano un arretramento minore dei livelli di Pil (12-13 trimestri) è da porre in relazione alla forte espansione dei consumi pubblici, legati al deficit spending di quei paesi durante la fase più acuta della crisi. Alfonso, i 100 trimestri (92, per essere precisi) sono relativi alla produzione industriale, che è in stragrande parte manifattura. I 34 trimestri sono relativi al Pil, che è la somma di consumi e investimenti (pubblici e privati) e commercio estero netto. Dal dato si inferisce che l’industria italiana è stata colpita molto pesantemente dalla recessione, mentre il minor grado di sofferenza del Pil è verosimilmente da porre in relazione ai servizi, pur se in un contesto di consumi privati agonizzanti e di basso livello di consumi pubblici. Il fatto che francesi e tedeschi abbiano un arretramento minore dei livelli di Pil (12-13 trimestri) è da porre in relazione alla forte espansione dei consumi pubblici, legati al deficit spending di quei paesi durante la fase più acuta della crisi.

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Di: stefano /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/comment-page-1/#comment-4193 stefano Mon, 28 Dec 2009 16:13:28 +0000 /?p=4523#comment-4193 Quindi? Se le cose stanno così, ci aspetta una rivoluzione sistemica (speriamo non cruenta) o faremo la fine della rana bollita? Se cerchiamo di toccare gli equilibri, in troppi si opporranno per difendere i "diritti acquisiti". Se non cambiamo andremo a fondo tutti assieme (appassionatamente). La vedo buia, mi sa che l'Italia è destinata a sparire... Quindi? Se le cose stanno così, ci aspetta una rivoluzione sistemica (speriamo non cruenta) o faremo la fine della rana bollita?
Se cerchiamo di toccare gli equilibri, in troppi si opporranno per difendere i “diritti acquisiti”. Se non cambiamo andremo a fondo tutti assieme (appassionatamente).
La vedo buia, mi sa che l’Italia è destinata a sparire…

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Di: Alfonso Fuggetta /2009/12/28/i-livelli-della-crisi/comment-page-1/#comment-4192 Alfonso Fuggetta Mon, 28 Dec 2009 16:03:36 +0000 /?p=4523#comment-4192 Scusa Mario, una domanda. I trimestri sono 100 o 34? Come sono legati i due numeri? Grazie. Scusa Mario, una domanda. I trimestri sono 100 o 34? Come sono legati i due numeri?
Grazie.

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