Commenti a: Poste e Ryanair: le nuove frontiere del protezionismo /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/ diretto da Oscar Giannino Sat, 02 Jan 2010 00:41:26 +0100 http://wordpress.org/?v=2.8.4 hourly 1 Di: Bepi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4294 Bepi Wed, 30 Dec 2009 11:57:12 +0000 /?p=4494#comment-4294 Sarebbe troppo bello avere una cosa simile, ma già immagino, alla sola proprosta in parlamento di una cosa del genere le manifestazioni di piazza contro lo "schedamento" dei cittadini. In che Paese strano viviamo...!!! Sarebbe troppo bello avere una cosa simile, ma già immagino, alla sola proprosta in parlamento di una cosa del genere le manifestazioni di piazza contro lo “schedamento” dei cittadini.
In che Paese strano viviamo…!!!

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Di: Marco Bonaccorsi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4266 Marco Bonaccorsi Tue, 29 Dec 2009 18:58:54 +0000 /?p=4494#comment-4266 D’altro canto si potrebbe cogliere l’occasione per semplificare tutta la materia inglobando in un'unica tessera sia carta d’identità , patenti varie , tessera sanitaria, codice fiscale ,porto d’armi , con rilevazione dei dati biometrici (anche impronte digitali) e per quanto riguarda i dati sensibili inserire un p.i.n (come il bancomat) per esempio che consenta anche di registrare sul chip della carta anche gruppo sanguigno , cartelle cliniche , ricoveri ,etc. che funzioni sia dal medico che nei vari pronti soccorso. Quindi per dialogare con questure , servizio sanitario nazionale , inps , comuni , province regioni , poste , magari ricevere sovvenzioni come nel caso della social card etc la si potrebbe utilizzare ,sul territorio nazionale e perché no, portare questa proposta anche a livello Europeo per cui ogni cittadino dell’unione , ha questa carta che in ogni paese gli consente di accedere ai vari servizi sanitari oltre che di essere certamente identificato tramite dati biometrici D’altro canto si potrebbe cogliere l’occasione per semplificare tutta la materia inglobando in un’unica tessera sia carta d’identità , patenti varie , tessera sanitaria, codice fiscale ,porto d’armi , con rilevazione dei dati biometrici (anche impronte digitali) e per quanto riguarda i dati sensibili inserire un p.i.n (come il bancomat) per esempio che consenta anche di registrare sul chip della carta anche gruppo sanguigno , cartelle cliniche , ricoveri ,etc. che funzioni sia dal medico che nei vari pronti soccorso. Quindi per dialogare con questure , servizio sanitario nazionale , inps , comuni , province regioni , poste , magari ricevere sovvenzioni come nel caso della social card etc la si potrebbe utilizzare ,sul territorio nazionale e perché no, portare questa proposta anche a livello Europeo per cui ogni cittadino dell’unione , ha questa carta che in ogni paese gli consente di accedere ai vari servizi sanitari oltre che di essere certamente identificato tramite dati biometrici

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Di: Bepi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4255 Bepi Tue, 29 Dec 2009 16:38:58 +0000 /?p=4494#comment-4255 Io, come credo tanti altri, sono pienamente d'accordo e aperto a qualsiasi cambiamento che porti ad una migliore vivibilità per ogni cittadino, ma sostengo la tesi che ogni cosa và fatta nelle sedi opportune e con i modi consentiti. Fin quando le regole ci sono DEVONO essere rispettare, giuste o cattive che si ritengono. Se queste non vanno più bene, o ci si accorge che posso essere migliorate, ben venga, ma senza minacce e senza prepotenze che potrebbero nascondere solo dei vantaggi economici per chi le mette in atto a discapito degli utenti o nascondendosi dietro fantomatici motivi di sicurezza!!! Io, come credo tanti altri, sono pienamente d’accordo e aperto a qualsiasi cambiamento che porti ad una migliore vivibilità per ogni cittadino, ma sostengo la tesi che ogni cosa và fatta nelle sedi opportune e con i modi consentiti.
Fin quando le regole ci sono DEVONO essere rispettare, giuste o cattive che si ritengono. Se queste non vanno più bene, o ci si accorge che posso essere migliorate, ben venga, ma senza minacce e senza prepotenze che potrebbero nascondere solo dei vantaggi economici per chi le mette in atto a discapito degli utenti o nascondendosi dietro fantomatici motivi di sicurezza!!!

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Di: Ugo Arrigo /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4250 Ugo Arrigo Tue, 29 Dec 2009 15:45:06 +0000 /?p=4494#comment-4250 Il mio primo post di ieri si chiudeva con l'interpretazione (non mia) che la posizione dell'Enac sia deliberatamente pro Alitalia. Non mi sono tuttavia dichiarato nè d'accordo nè in disaccordo con tale interpretazione. Nel secondo post, dopo aver approfondito la normativa, mi sono allontanato dall'interpretazione anticoncorrenziale in favore di un'interpretazione burocratica, ribadita nel mio precedente commento. I due post sono ripresi e integrati in una mia analisi mattutina sul Sussidiario la quale esprime compiutamente, e spero anche in maniera ordinata, il mio pensiero: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/12/29/IL-CASO-Chi-vincera-la-guerra-tra-Ryanair-ed-Enac-/58537/ Credo che ognuno sia (tuttora) libero di esprimere ed argomentare i propri giudizi di valore, necessariamente soggettivi, nella consapevolezza che solo i fatti verificabili sono oggettivi. Io non sono O'Leary e neppure l'Enac e non posso conoscere le loro vere motivazioni, posso solo immaginarle. Però posso sostenere che l'applicazione della norma contestata non giova ai passeggeri, non giova alle compagnie, non giova alla sicurezza del trasporto aereo e al suo sviluppo e non giova neppure all'Enac. Ora è evidente che ogni paese è sovrano e può darsi le norme che ritiene, anche le più bislacche. Però poi non lamentiamoci che questo paese declina e che i suoi giovani migliori scappano all'estero (anche grazie ai voli Raynair internazionali sui quali non si può salire se non con documenti di riconoscimento eurocompatibili). Il mio primo post di ieri si chiudeva con l’interpretazione (non mia) che la posizione dell’Enac sia deliberatamente pro Alitalia. Non mi sono tuttavia dichiarato nè d’accordo nè in disaccordo con tale interpretazione. Nel secondo post, dopo aver approfondito la normativa, mi sono allontanato dall’interpretazione anticoncorrenziale in favore di un’interpretazione burocratica, ribadita nel mio precedente commento. I due post sono ripresi e integrati in una mia analisi mattutina sul Sussidiario la quale esprime compiutamente, e spero anche in maniera ordinata, il mio pensiero:
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/12/29/IL-CASO-Chi-vincera-la-guerra-tra-Ryanair-ed-Enac-/58537/
Credo che ognuno sia (tuttora) libero di esprimere ed argomentare i propri giudizi di valore, necessariamente soggettivi, nella consapevolezza che solo i fatti verificabili sono oggettivi. Io non sono O’Leary e neppure l’Enac e non posso conoscere le loro vere motivazioni, posso solo immaginarle. Però posso sostenere che l’applicazione della norma contestata non giova ai passeggeri, non giova alle compagnie, non giova alla sicurezza del trasporto aereo e al suo sviluppo e non giova neppure all’Enac. Ora è evidente che ogni paese è sovrano e può darsi le norme che ritiene, anche le più bislacche. Però poi non lamentiamoci che questo paese declina e che i suoi giovani migliori scappano all’estero (anche grazie ai voli Raynair internazionali sui quali non si può salire se non con documenti di riconoscimento eurocompatibili).

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Di: Bepi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4242 Bepi Tue, 29 Dec 2009 14:16:08 +0000 /?p=4494#comment-4242 Troppo facile scrive un articolo dove si entra nel merito di chi ha ragione e chi ha torto, di quali sono i documenti più o meno affidabili, di quelli che identificano in modo certo e meno certo, sollevando sospetti "che sia l’ennesimo aiutino in favore di una compagnia nazionale", chiedere retoricamente se sia o meno così e poi spostare il problema sul fatto che la nostra legislazione potrebbe essere più “fruibile” dai cittadini. Se il problema che si voleva sollevare dall'inizio era quello di verificare l'opportunità o meno di modificare, migliorare, sostituire o confermare una norma, non c'era bisogno di dare giudizi sul comportamento di un vettore aereo, di dubitare sulle motivazioni che hanno portato un ente di controllo a fare il suo dovere o addirittura di farlo in favore di un'altra compagnia (se fosse così verrebbero favorite tutte le altre e non solo una!!!). I chiarimenti vanno bene, ma non spostando il discorso altrove. Troppo facile scrive un articolo dove si entra nel merito di chi ha ragione e chi ha torto, di quali sono i documenti più o meno affidabili, di quelli che identificano in modo certo e meno certo, sollevando sospetti “che sia l’ennesimo aiutino in favore di una compagnia nazionale”, chiedere retoricamente se sia o meno così e poi spostare il problema sul fatto che la nostra legislazione potrebbe essere più “fruibile” dai cittadini.
Se il problema che si voleva sollevare dall’inizio era quello di verificare l’opportunità o meno di modificare, migliorare, sostituire o confermare una norma, non c’era bisogno di dare giudizi sul comportamento di un vettore aereo, di dubitare sulle motivazioni che hanno portato un ente di controllo a fare il suo dovere o addirittura di farlo in favore di un’altra compagnia (se fosse così verrebbero favorite tutte le altre e non solo una!!!).
I chiarimenti vanno bene, ma non spostando il discorso altrove.

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Di: Ugo Arrigo /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4229 Ugo Arrigo Tue, 29 Dec 2009 09:30:19 +0000 /?p=4494#comment-4229 Ringrazio per i numerosi commenti. Desidero solo ribadire che, a mio avviso, il problema chiave non è tanto Ryanair-Enac quanto l'epidemia burocratica della quale noi taliani siamo vittime (neanche troppo consapevoli e preoccupati, se posso desumere da alcuni commenti). Chi ha letto il mio secondo post di ieri si sarà reso conto dei difetti della norma all'origine della questione: non solo non minimizza i documenti utilizzabili per l'identificazione (e questo per me, che di mestiere faccio l'economista, è un grosso difetto) ma neppure li perimetra, dato che qualunque tesserino di riconoscimento riasciato da amministrazione dello stato e dotato di foto risulta idoneo, nè riesce a renderli certi. ll mio tesserino, dotato di foto, rilasciato dall'Università Bicocca è idoneo a identificarmi, in generale e per un imbarco aereo? Io no lo so. Voi lo sapete? Non pensate che non sia poi così strano che O'Leary non voglia assumersi l'onere di accertarlo? L'Università Bicocca è una amministrazione dello Stato italiano ma non fa parte del settore statale in senso proprio (è una 'amministrazione locale'). La norma si riferisce ai documenti di riconoscimento con foto emessi dalle amministrazioni pubbliche oppure ai documenti di riconoscimento con foto emessi dalla amministrazioni del settore statale? Non è per nulla chiaro. Il tesserino dei membri della "Federazione italiana di badminton" è valido? E quello dei membri del "Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e l’ONU per l'alimentazione e l'agricoltura"? Per l'Istat sono entrambe amministrazioni centrali dello stato italiano. Allora le riflessioni da farsi sono tre e non riguardano per nulla Enac-Ryanair: 1) Il nostro legislatore si è dimostrato (nel caso specifico, che è però tutt'altro che isolato) Pirandelliano: un cittadino, centomila documenti, nessuna certezza; 2) Noi italiani siamo vittime poco reattive di un'epidemia legislativa e burocratica: come è possibile che una norma semplicativa anzichè ridurre all'unità (o poco più) moltiplichi invece potenzialmente all'infinito? Come è possibile che per semplificare le vecchie leggi occorrano molte nuove leggi? E addirittura un ministro ad hoc? A quando un nuovo ente per la soppressione degli enti inutili? 3) Il fattore più pericoloso è tuttavia la miopia burocratica. Nel caso specifico la domanda chiave è: perché si vuol fare una guerra patriottica a Ryanair? Per difendere il diritto a imbarcarsi di un’esigua minoranza di cacciatori, pescatori, piloti nautici e addetti alla conduzione di impianti di riscaldamento dotati della rispettive patenti e tesserini ma privi di passaporto e carta d’identità? Oppure per negare la possibilità di volare con pochi euro a qualche milione di persone? La risposta più probabile è chi si sta burocraticamente difendendo una norma indifendibile anzichè chiedere di sopprimerla. La conseguenza è che non si crea vantaggio a nessuno (dato che anche l'ultimo pescatore, che probabilmente non vola nè AZ nè Ryanair, ha la carta d'identità) e si rischia di danneggiare qualche milione di persone che ha sinora potuto viaggiare con poca spesa. L'epidemia burocratica associata alla miopia burocratica produce la valanga burocratica. Il caso Enac-Ryanair ne rappresenta un esempio da manuale. Ringrazio per i numerosi commenti. Desidero solo ribadire che, a mio avviso, il problema chiave non è tanto Ryanair-Enac quanto l’epidemia burocratica della quale noi taliani siamo vittime (neanche troppo consapevoli e preoccupati, se posso desumere da alcuni commenti). Chi ha letto il mio secondo post di ieri si sarà reso conto dei difetti della norma all’origine della questione: non solo non minimizza i documenti utilizzabili per l’identificazione (e questo per me, che di mestiere faccio l’economista, è un grosso difetto) ma neppure li perimetra, dato che qualunque tesserino di riconoscimento riasciato da amministrazione dello stato e dotato di foto risulta idoneo, nè riesce a renderli certi. ll mio tesserino, dotato di foto, rilasciato dall’Università Bicocca è idoneo a identificarmi, in generale e per un imbarco aereo? Io no lo so. Voi lo sapete? Non pensate che non sia poi così strano che O’Leary non voglia assumersi l’onere di accertarlo? L’Università Bicocca è una amministrazione dello Stato italiano ma non fa parte del settore statale in senso proprio (è una ‘amministrazione locale’). La norma si riferisce ai documenti di riconoscimento con foto emessi dalle amministrazioni pubbliche oppure ai documenti di riconoscimento con foto emessi dalla amministrazioni del settore statale? Non è per nulla chiaro.
Il tesserino dei membri della “Federazione italiana di badminton” è valido? E quello dei membri del “Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e l’ONU per
l’alimentazione e l’agricoltura”? Per l’Istat sono entrambe amministrazioni centrali dello stato italiano.
Allora le riflessioni da farsi sono tre e non riguardano per nulla Enac-Ryanair:
1) Il nostro legislatore si è dimostrato (nel caso specifico, che è però tutt’altro che isolato) Pirandelliano: un cittadino, centomila documenti, nessuna certezza;
2) Noi italiani siamo vittime poco reattive di un’epidemia legislativa e burocratica: come è possibile che una norma semplicativa anzichè ridurre all’unità (o poco più) moltiplichi invece potenzialmente all’infinito? Come è possibile che per semplificare le vecchie leggi occorrano molte nuove leggi? E addirittura un ministro ad hoc? A quando un nuovo ente per la soppressione degli enti inutili?
3) Il fattore più pericoloso è tuttavia la miopia burocratica. Nel caso specifico la domanda chiave è: perché si vuol fare una guerra patriottica a Ryanair? Per difendere il diritto a imbarcarsi di un’esigua minoranza di cacciatori, pescatori, piloti nautici e addetti alla conduzione di impianti di riscaldamento dotati della rispettive patenti e tesserini ma privi di passaporto e carta d’identità? Oppure per negare la possibilità di volare con pochi euro a qualche milione di persone?
La risposta più probabile è chi si sta burocraticamente difendendo una norma indifendibile anzichè chiedere di sopprimerla. La conseguenza è che non si crea vantaggio a nessuno (dato che anche l’ultimo pescatore, che probabilmente non vola nè AZ nè Ryanair, ha la carta d’identità) e si rischia di danneggiare qualche milione di persone che ha sinora potuto viaggiare con poca spesa.
L’epidemia burocratica associata alla miopia burocratica produce la valanga burocratica. Il caso Enac-Ryanair ne rappresenta un esempio da manuale.

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Di: Bepi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4223 Bepi Tue, 29 Dec 2009 02:42:57 +0000 /?p=4494#comment-4223 Premettiamo che Ryanair non è un organo di polizia e non deve entrare nel merito della affidabilità o meno dei documenti Italiani. Poi, mi spiegheresti in cosa sono poco affidabili tutti gli altri documenti previsti nel DPR 445/2000? Il fatto che c'è una foto vecchia? Bene in quel caso chiedi un altro documento, ma se ho una patente rilasciata il mese scorso non capisco che altro problema c'è. E non entro nel merito delle tessere mod AT/BT che sono valide anche per l'espatrio in diversi paesi, anche quelle sono poco affidabili? Siamo certi che i dipendenti delle società aeroportuali (NON Ryanair) a cui il vettore delega questo servizio, sappiano riconoscere un documento falso o falsificato che sia un passaporto o una patente? Tu viaggeresti più tranquillo con accanto un tizio che ha presentato una sgualcita carta d'identità, magari con la vecchia residenza, o accanto a uno che ha presentato una licenza di porto d'armi? Premettiamo che Ryanair non è un organo di polizia e non deve entrare nel merito della affidabilità o meno dei documenti Italiani.
Poi, mi spiegheresti in cosa sono poco affidabili tutti gli altri documenti previsti nel DPR 445/2000? Il fatto che c’è una foto vecchia? Bene in quel caso chiedi un altro documento, ma se ho una patente rilasciata il mese scorso non capisco che altro problema c’è. E non entro nel merito delle tessere mod AT/BT che sono valide anche per l’espatrio in diversi paesi, anche quelle sono poco affidabili?
Siamo certi che i dipendenti delle società aeroportuali (NON Ryanair) a cui il vettore delega questo servizio, sappiano riconoscere un documento falso o falsificato che sia un passaporto o una patente?
Tu viaggeresti più tranquillo con accanto un tizio che ha presentato una sgualcita carta d’identità, magari con la vecchia residenza, o accanto a uno che ha presentato una licenza di porto d’armi?

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Di: Angelo /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4221 Angelo Mon, 28 Dec 2009 23:53:56 +0000 /?p=4494#comment-4221 Che siano documenti poco affidabili (patente di guida e licenza da caccia) non ci piove, e quindi sulla sostanza ha sicuramente ragione Ryanair. La stessa patente di guida è un documento che non permette il riconoscimento certo delle persone, dato che viene rinnovata ogni decennio tramite l’applicazione di un bollino e conserva la foto applicata al momento dell’emissione. Vedi un 50/nni oggi con la foto della patente rilasciata dalla Prefettura (32 anni fa). Totalmente irriconoscibile. Penso che qualcosa dovrebbe cambiare!! Che siano documenti poco affidabili (patente di guida e licenza da caccia) non ci piove, e quindi sulla sostanza ha sicuramente ragione Ryanair. La stessa patente di guida è un documento che non permette il riconoscimento certo delle persone, dato che viene rinnovata ogni decennio tramite l’applicazione di un bollino e conserva la foto applicata al momento dell’emissione. Vedi un 50/nni oggi con la foto della patente rilasciata dalla Prefettura (32 anni fa). Totalmente irriconoscibile. Penso che qualcosa dovrebbe cambiare!!

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Di: Giuseppe /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4213 Giuseppe Mon, 28 Dec 2009 21:50:35 +0000 /?p=4494#comment-4213 Non mi fanno imbarcare con un piccolo tubetto di dentifricio e poi accettano per l'imbarco la tessera per pescare? Non mi fanno imbarcare con un piccolo tubetto di dentifricio e poi accettano per l’imbarco la tessera per pescare?

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Di: Bepi /2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/comment-page-1/#comment-4212 Bepi Mon, 28 Dec 2009 21:37:56 +0000 /?p=4494#comment-4212 Non è sospendendo i voli che commette irregolarità, ma non accettando i documenti previsti dalla legge italiana che commette un illecito. Per la sospensione dei voli credo che dovrà vedersela con altri enti (società aeroportuali, enti turismo, regioni, ecc.) con i quali ha stipulato dei contratti e dai quali percepesce delle indennità per ogni passeggero trasportato, ma non conoscendo i termini dei loro accordi non posso esprimermi. Chi vivrà... vedrà. Mi rammarca non avere risposte alle mie domande dalla persona interessata, ma in qualche modo ero certo che non sarebbero mai arrivate. Non è sospendendo i voli che commette irregolarità, ma non accettando i documenti previsti dalla legge italiana che commette un illecito.
Per la sospensione dei voli credo che dovrà vedersela con altri enti (società aeroportuali, enti turismo, regioni, ecc.) con i quali ha stipulato dei contratti e dai quali percepesce delle indennità per ogni passeggero trasportato, ma non conoscendo i termini dei loro accordi non posso esprimermi.
Chi vivrà… vedrà.
Mi rammarca non avere risposte alle mie domande dalla persona interessata, ma in qualche modo ero certo che non sarebbero mai arrivate.

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