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	<title>Commenti a: Un patto contro lo sviluppo</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Di: mario.fuoricasa</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/19/un-patto-contro-lo-sviluppo/comment-page-1/#comment-3991</link>
		<dc:creator>mario.fuoricasa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>Scegliere di non decidere e&#039; comunque una scelta ben precisa. Alla fine ed al netto di tutte le tare ideologiche la sostanza e le evidenze scientifiche sono apparse forse non convincenti per la loro connotazione di essere &quot;contro&quot; il nostro modello di sviluppo.
Più convincenti e più ineludibili saranno i meccanismi di mercato che porteranno noi al ridimensionamento ed i paesi emergenti a farsi più carico della generale sostenibilità della crescita. Quanto ai miserabili d&#039;Africa dopo la colonizzazione degli &quot;sviluppati&quot; dovranno patire la colonizzazione degli ex emergenti. Speriamo sappiano vendere care sia la pelle sia le loro risorse ambientali e materiali. Damiano, i leghisti contano come il due di coppe con briscola danari. La loro rispettabile battaglia e&#039; tutta verso l&#039;interno.
Se oggi e&#039; stato impossibile prendere precisi impegni, domani, quando un paio di miliardi di persone in più avranno assaggiato il benessere, sarà ancor più difficile.
Se gli obiettivi non si possono raggiungere e&#039; inutile sancirli solennemente per iscritto.
In fondo la Cina ha affermato di riconoscere l&#039;esistenza del potenziale problema, di assumere responsabilmente iniziative tese a controllare le emissioni, e quando fosse scoperta una soluzione oggettiva al problema di essere interessata a cooperare.
Questo e&#039; gia un risultato, non scontato, dovuto all&#039;integrazione (almeno economica) della Cina nel consesso delle nazioni che credono nello scambio.
Solo venticinque anni fa Cina Russia e Brasile e India erano considerate o terzo mondo tout-court o regimi chiusi. Ho fiducia, al di la di chi rappresenti le nazioni, nell&#039;azione pervasiva e incisiva delle conoscenze e delle informazioni che oggi circolano e scavano le coscenze di un numero sempre più vasto di individui. Salvo miracoli della tecnologia, agiremo in maniera più determinata quando saremo più pronti. L&#039;umanità non e&#039; cominciata con noi e non finisce entro il termine della nostra esistenza. Quanto ai politici devo solo dire che ci hanno provato, lo dovevano fare per compiacere e rivestirsi in albis nei confronti degli ambientalisti più o meno ideologizzati e, passaggio non trascurabile, soffiare quel venticello tiepido dell&#039;apertura, del dialogo e dell&#039;ascolto necessario tra nomenclature per evitare derive populiste di incauti leader che tendono a dividere i popoli. Col tempo e la paglia maturano anche le nespole.
Saluti
Mario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scegliere di non decidere e&#8217; comunque una scelta ben precisa. Alla fine ed al netto di tutte le tare ideologiche la sostanza e le evidenze scientifiche sono apparse forse non convincenti per la loro connotazione di essere &#8220;contro&#8221; il nostro modello di sviluppo.<br />
Più convincenti e più ineludibili saranno i meccanismi di mercato che porteranno noi al ridimensionamento ed i paesi emergenti a farsi più carico della generale sostenibilità della crescita. Quanto ai miserabili d&#8217;Africa dopo la colonizzazione degli &#8220;sviluppati&#8221; dovranno patire la colonizzazione degli ex emergenti. Speriamo sappiano vendere care sia la pelle sia le loro risorse ambientali e materiali. Damiano, i leghisti contano come il due di coppe con briscola danari. La loro rispettabile battaglia e&#8217; tutta verso l&#8217;interno.<br />
Se oggi e&#8217; stato impossibile prendere precisi impegni, domani, quando un paio di miliardi di persone in più avranno assaggiato il benessere, sarà ancor più difficile.<br />
Se gli obiettivi non si possono raggiungere e&#8217; inutile sancirli solennemente per iscritto.<br />
In fondo la Cina ha affermato di riconoscere l&#8217;esistenza del potenziale problema, di assumere responsabilmente iniziative tese a controllare le emissioni, e quando fosse scoperta una soluzione oggettiva al problema di essere interessata a cooperare.<br />
Questo e&#8217; gia un risultato, non scontato, dovuto all&#8217;integrazione (almeno economica) della Cina nel consesso delle nazioni che credono nello scambio.<br />
Solo venticinque anni fa Cina Russia e Brasile e India erano considerate o terzo mondo tout-court o regimi chiusi. Ho fiducia, al di la di chi rappresenti le nazioni, nell&#8217;azione pervasiva e incisiva delle conoscenze e delle informazioni che oggi circolano e scavano le coscenze di un numero sempre più vasto di individui. Salvo miracoli della tecnologia, agiremo in maniera più determinata quando saremo più pronti. L&#8217;umanità non e&#8217; cominciata con noi e non finisce entro il termine della nostra esistenza. Quanto ai politici devo solo dire che ci hanno provato, lo dovevano fare per compiacere e rivestirsi in albis nei confronti degli ambientalisti più o meno ideologizzati e, passaggio non trascurabile, soffiare quel venticello tiepido dell&#8217;apertura, del dialogo e dell&#8217;ascolto necessario tra nomenclature per evitare derive populiste di incauti leader che tendono a dividere i popoli. Col tempo e la paglia maturano anche le nespole.<br />
Saluti<br />
Mario</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: damiano</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/19/un-patto-contro-lo-sviluppo/comment-page-1/#comment-3988</link>
		<dc:creator>damiano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:30:36 +0000</pubDate>
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		<description>i nostri leader politici (penso ai leghisti , per esempio ) non hanno mai fatto mistero della loro posizione verso i popoli del sud del mondo ... adesso che si sono arrabbiati (e hanno cina e india dalla loro) abbiamo un  problema di non facile soluzione , per usare un eufemismo ... cio&#039; detto , i nostri leader li abbiamo  eletti noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i nostri leader politici (penso ai leghisti , per esempio ) non hanno mai fatto mistero della loro posizione verso i popoli del sud del mondo &#8230; adesso che si sono arrabbiati (e hanno cina e india dalla loro) abbiamo un  problema di non facile soluzione , per usare un eufemismo &#8230; cio&#8217; detto , i nostri leader li abbiamo  eletti noi.</p>
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