E’ finita la guerra dei browser? Giornali e siti “generalisti” sostengono che si sia finalmente chiusa la “battaglia” fra Microsoft e Commissione europea. La mega-multa del 2004 riguardava pero’ l’inserimento di Windows Media Player in Windows. Il tormentone sui browser e’ assieme piu’ antico (si tratta dell’originario problema fra Microsoft e Antitrust USA) e piu’ recente, per noi europei. Nondimeno, il prossimamente ex Commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ci teneva a chiudere il file, prima di cedere il testimone a Joaquin Almunia. “Milioni di consumatori europei potranno beneficiare della libertà di scelta sul tipo di browser da utilizzare”, ha detto. Va bene, continuiamo a prenderci in giro. Prosegui la lettura…
Alberto Mingardi informazione, liberismo, mercato Antitrust, Commissione Europea, mario monti, microsoft, Neelie Kroes
La Banca d’Italia ha avvisato che da domani ogni giorno è buono, per l’annuncio delle nuove regole sul rafforzamento del capitale bancario sulle quali, alla BRI, è stato definito l’accordo tecnico secondo le guidelines approvate dal G20 a Pittsburgh. Finalmente capiremo quanto sono fondate, le preoccupazioni molto alte che hanno spinto in queste settimane primari banchieri – in Italia soprattutto Corrado Passera, che ha nel capitale di vigilanza della sua Intesa più strumenti ibridi degli altri – a chiedere che fosse opportuno abbassare i ratios di capitale – già, abbassare – e non alzarli. A me consta da fonti autorevoli che il periodo di innalzamento di qualità e quantità del capitale sarà molto lungo, e con occhi ben aperti per monitorare gli effetti intanto sugli impieghi. Vedremo, comunque, perché è di sicuro l’unico vero passo concreto in avanti fatto dall’inizio della crisi. Dunque, c’è da sperare che sia buono. Ma intanto, rispondiamo a una domanda ormai quasi stucchevole, nel dibattito pubblico. Che cos’è davvero una “banca etica”? Prosegui la lettura…
Oscar Giannino credito, finanza, mercato banche, Bankitalia, BRI
Oggi farò un’eccezione allo status deontologico del giornalista, che deve mantenersi indipendente dalle diverse lobbies in campo in ogni segmento della produzione, al fine di salvaguardare la propria indipendenza di giudizio verso qualunque punto di vista “costituito” secondo interessi dichiaratamente di parte. Interverrò alla conferenza stampa di fine anno dell’Unrae, l’associazione dei produttori esteri di autoveicoli che operano sul mercato italiano. Non sposerò la loro richiesta di incentivi pubblici all’acquisto di veicoli a minori emissioni anche per il 2010. Ma testimonierò contro quello che considero un vero scandalo antieconomico: che senso ha dare incentivi al settore a spese dei contribuenti, quando su 38 miliardi di euro spesi in acquisti di auto dalle famiglie italiane nel 2009, lo Stato ricava la bellezza di 65 miliardi di euro in tasse? Quel che serve è ribaltare il punto di vista. Non aiuti discrezionali pubblici alla vendita, ma meno rapina di Stato sull’acquisto e la proprietà. Avrebbe effetti sicuramente maggiori e migliori, meno distorsivi. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino auto, energia, liberismo, mercato, ue auto, Fiat, incentivi pubblici, tasse
Per chi se lo fosse perso, oggi il ministro dell’Economia Tremonti, in un convegno organizzato coi segretari di Cisl, Uil e Cgil oltre che col presidente di Confindustria, e a quanto mi consta dal ministro stesso voluto, ha annunciato che “nel medio periodo” occorre porre mano a un’ampia riforma fiscale, perché i fondamenti dell’ordinamento tributario sono praticamente gli stessi degli anni 70 ma da allora tutto è cambiato, e da allora l’unica novità sostanziale fortemente peggiorativa è rappresentata dall’IRAP, mentre l’unica o quasi fortemente in meglio è il cinque per mille. La riforma premierà famiglie e svolta ambientale, ha annunciato il ministro, mentre sindacati e Confindustria – reduci dai no su tutta la linea alle loro richieste incassate sulla finanziaria ancora in via di approvazione – si sono attenuti a una linea di moderata prudenza, chiedendo insieme tagli alle imposte sui lavoratori dipendenti e sulle aziende. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino euro, fisco, mercato, ue Italia, tasse, Tremonti, ue, WSJ