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	<title>Commenti a: A400M, il bidone evitato da Martino: grazie Antonio!</title>
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	<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/</link>
	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 19:54:35 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Di: Giorgio</title>
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		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 23:33:05 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile sig Giannino,
Probabilmente irealizzabile ma cosa succederebbe se l&#039;Italia si accorda con l&#039;Ucraina per comperare il progetto AN-70, poi svilupparlo, insieme, chi sa magari ai Russi ed Ucraini. Spartendosi la commercializzazione. Nota bene che gli USA, fra non poco dovranno guardarsi in giro per comperare qualcosa di simile. E non credo che sono cosi entusiasti nel comperare un prodotto franco-tedesco. Inoltre il AN-70 cadrebbe benissimo in un programma di prodotti che non esistono al di fuoi del A400m. Costa meno, porta di più, e sarebbe un ottimo prodotto per tutti quie stati che non vogliono o non possono comperare il A400m a partire dal prezzo. USA in primis. Inoltre gli USA non potrebbero mai e poi mai comperare un prodotto Russo - ma Italiano si.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile sig Giannino,<br />
Probabilmente irealizzabile ma cosa succederebbe se l&#8217;Italia si accorda con l&#8217;Ucraina per comperare il progetto AN-70, poi svilupparlo, insieme, chi sa magari ai Russi ed Ucraini. Spartendosi la commercializzazione. Nota bene che gli USA, fra non poco dovranno guardarsi in giro per comperare qualcosa di simile. E non credo che sono cosi entusiasti nel comperare un prodotto franco-tedesco. Inoltre il AN-70 cadrebbe benissimo in un programma di prodotti che non esistono al di fuoi del A400m. Costa meno, porta di più, e sarebbe un ottimo prodotto per tutti quie stati che non vogliono o non possono comperare il A400m a partire dal prezzo. USA in primis. Inoltre gli USA non potrebbero mai e poi mai comperare un prodotto Russo &#8211; ma Italiano si.</p>
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	<item>
		<title>Di: Soldato</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-4630</link>
		<dc:creator>Soldato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 11:26:11 +0000</pubDate>
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		<description>Gent.mo Giannino,
Martino sino ad un certo punto! Fu l&#039;allora Vice Presidente del Consiglio a porsi seri dubbi sull&#039;A400 in seguito ai no avuti per le risorse da destinare al personale, alla professionalizzazione delle Forze Armate, alla sicurezza ecc.ecc.!
Durante un&#039;incontro suscitò molta ilarità sarcastica l&#039;affermazione fatta da un Generale in Commissione Difesa sulla possibilità di acquisto di mongolfiere da parte della politica se richieste in modo giusto. Martino non lo rimosse e quel generale è tutt&#039;ora in carica! Un&#039;altro Ammiraglio sempre in questa occasione disse che la marina possedeva circa una settantina di navi (rispondeva a Zanone - altro ex ministro della Difesa) e si obiettò &quot;..ina le navi? Un&#039;Ammiraglio dovrebbe sapere se ne ha 69 o 71, l&#039;approsimazione era inopportuna&quot;. Martino non lo rimosse è vale il discorso di prima.

Come Martino è stato per Parisi (ex allievo nunziatello) da una parte riceveva soldi per l&#039;industria (FREMM, JSF) impegnado il bilancio per decenni e dall&#039;altra si diceva preoccupato di non avere risorse a sufficienza per gli uomini!

Gli uomini, soprattutto quelli in divisa, non esultano per l&#039;A400 perchè anche in quel caso non videro un&#039;euro dal duo Tremonti-Schioppa però rimangono oggi ancora le navi (FREMM) e gli aerei (JSF). 

Dica, allora caro Giannino - Ella che può, a La Russa di eliminare la cintura di galloni che lo attornia oggi e che gli nasconde la possibile soluzione ai suoi problemi di bilancio e di sicurezza del suo personale, ossia di rivedere a cosa e a che serva una nave o un&#039;aereo in più! Già senza dimenticare che La Russa non è Fini. Purtroppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.mo Giannino,<br />
Martino sino ad un certo punto! Fu l&#8217;allora Vice Presidente del Consiglio a porsi seri dubbi sull&#8217;A400 in seguito ai no avuti per le risorse da destinare al personale, alla professionalizzazione delle Forze Armate, alla sicurezza ecc.ecc.!<br />
Durante un&#8217;incontro suscitò molta ilarità sarcastica l&#8217;affermazione fatta da un Generale in Commissione Difesa sulla possibilità di acquisto di mongolfiere da parte della politica se richieste in modo giusto. Martino non lo rimosse e quel generale è tutt&#8217;ora in carica! Un&#8217;altro Ammiraglio sempre in questa occasione disse che la marina possedeva circa una settantina di navi (rispondeva a Zanone &#8211; altro ex ministro della Difesa) e si obiettò &#8220;..ina le navi? Un&#8217;Ammiraglio dovrebbe sapere se ne ha 69 o 71, l&#8217;approsimazione era inopportuna&#8221;. Martino non lo rimosse è vale il discorso di prima.</p>
<p>Come Martino è stato per Parisi (ex allievo nunziatello) da una parte riceveva soldi per l&#8217;industria (FREMM, JSF) impegnado il bilancio per decenni e dall&#8217;altra si diceva preoccupato di non avere risorse a sufficienza per gli uomini!</p>
<p>Gli uomini, soprattutto quelli in divisa, non esultano per l&#8217;A400 perchè anche in quel caso non videro un&#8217;euro dal duo Tremonti-Schioppa però rimangono oggi ancora le navi (FREMM) e gli aerei (JSF). </p>
<p>Dica, allora caro Giannino &#8211; Ella che può, a La Russa di eliminare la cintura di galloni che lo attornia oggi e che gli nasconde la possibile soluzione ai suoi problemi di bilancio e di sicurezza del suo personale, ossia di rivedere a cosa e a che serva una nave o un&#8217;aereo in più! Già senza dimenticare che La Russa non è Fini. Purtroppo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Rick</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-4337</link>
		<dc:creator>Rick</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 14:21:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=4273#comment-4337</guid>
		<description>Gentile sig Giannino,

è vero, quella di Martino fu una scelta lungimirante, ma fu anche l&#039;unica scelta corretta fatta da quello che (purtroppo) possiamo considerare uno dei peggiori Ministri della Difesa della storia italiana.

Il motivo fu di stretta politica industriale: EADS offriva briciole a Finmeccanica, mentre dagli USA arrivava la proposta di comprare il C-130J, far sviluppare da Alenia l&#039;eccellente trasporto tattico leggero C-27J (ad oggi il migliore al mondo nella sua classe) che poi sarebbe stato venduto a sua volta agli USA: era uno scambio molto più vantaggioso per l&#039;industria e il paese, anche per la dimensione dell&#039;ordine americano, e la scelta fu presa.

Quanto Martino, le risorse per il bilancio della Difesa raggiunsero il minimo storico nel 2006, sotto la sua guida. Mi rendo conto che è ingiusto addossare a lui tutte le responsabilità, ma se veramente era contrario ai tagli doveva dimettersi e spiegarne le ragioni in una conferenza stampa: non l&#039;ha fatto e le FFAA hanno rischiato il tracollo.
I suoi errori poi non furono solo economici, ma anche strettamente dottrinali: Martino era affascinato dalla teoria della guerra leggera di Rumsfeld (rivelatasi poi totalmente sbagliata) e credeva che all&#039;Italia servissero solo unità di fanteria leggera. Lui o il suo primo ministro (non ricordo chi dei due) definirono la Cavour (l&#039;unico assetto strategico del paese) &quot;inutile portaerei dell&#039;ulivo costata 13 miliardi&quot; (costò 1,4mld) e riguardo all&#039;EF-2000 il Ministro Martino avrebbe preferito &quot;10 F-16&quot;.

E&#039; interessante guardare come, nel campo della Difesa, destra e sinistra si invertano i ruoli in Italia. Con Parisi il bilancio della Difesa ritornò a livelli accettabili, furono esponenti del centrosinistra a decidere tutti i maggiori programmi aerei (l&#039;EF-2000 risale alla notte dei tempi, ma la prima firma per l&#039;F-35 venne dal primo governo dell&#039;Ulivo) e navali italiani (la portaerei Cavour, i DDG Doria e, grazie alle fortissime pressioni dell&#039;allora senatore dell&#039;opposizione Forcieri, le fregate FREMM, che costituiranno la spina dorsale della Marina del futuro).
Tendenzialmente i bilanci per la difesa italiani sono cresciuti durante i governi di centrosinistra, e calati (anche drasticamente come sta avvenendo ora) con i governi di centrodestra, mentre entrambi gli schieramenti politici non hanno problemi ad usare le FFAA per la politica estera italiana (Kosovo, Libano e un primo surge in A-stan per il centro sinistra - A-stan, Irak e un ulteriore surge in A-stan per il centrodestra).

Cordialmente

Rick</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile sig Giannino,</p>
<p>è vero, quella di Martino fu una scelta lungimirante, ma fu anche l&#8217;unica scelta corretta fatta da quello che (purtroppo) possiamo considerare uno dei peggiori Ministri della Difesa della storia italiana.</p>
<p>Il motivo fu di stretta politica industriale: EADS offriva briciole a Finmeccanica, mentre dagli USA arrivava la proposta di comprare il C-130J, far sviluppare da Alenia l&#8217;eccellente trasporto tattico leggero C-27J (ad oggi il migliore al mondo nella sua classe) che poi sarebbe stato venduto a sua volta agli USA: era uno scambio molto più vantaggioso per l&#8217;industria e il paese, anche per la dimensione dell&#8217;ordine americano, e la scelta fu presa.</p>
<p>Quanto Martino, le risorse per il bilancio della Difesa raggiunsero il minimo storico nel 2006, sotto la sua guida. Mi rendo conto che è ingiusto addossare a lui tutte le responsabilità, ma se veramente era contrario ai tagli doveva dimettersi e spiegarne le ragioni in una conferenza stampa: non l&#8217;ha fatto e le FFAA hanno rischiato il tracollo.<br />
I suoi errori poi non furono solo economici, ma anche strettamente dottrinali: Martino era affascinato dalla teoria della guerra leggera di Rumsfeld (rivelatasi poi totalmente sbagliata) e credeva che all&#8217;Italia servissero solo unità di fanteria leggera. Lui o il suo primo ministro (non ricordo chi dei due) definirono la Cavour (l&#8217;unico assetto strategico del paese) &#8220;inutile portaerei dell&#8217;ulivo costata 13 miliardi&#8221; (costò 1,4mld) e riguardo all&#8217;EF-2000 il Ministro Martino avrebbe preferito &#8220;10 F-16&#8243;.</p>
<p>E&#8217; interessante guardare come, nel campo della Difesa, destra e sinistra si invertano i ruoli in Italia. Con Parisi il bilancio della Difesa ritornò a livelli accettabili, furono esponenti del centrosinistra a decidere tutti i maggiori programmi aerei (l&#8217;EF-2000 risale alla notte dei tempi, ma la prima firma per l&#8217;F-35 venne dal primo governo dell&#8217;Ulivo) e navali italiani (la portaerei Cavour, i DDG Doria e, grazie alle fortissime pressioni dell&#8217;allora senatore dell&#8217;opposizione Forcieri, le fregate FREMM, che costituiranno la spina dorsale della Marina del futuro).<br />
Tendenzialmente i bilanci per la difesa italiani sono cresciuti durante i governi di centrosinistra, e calati (anche drasticamente come sta avvenendo ora) con i governi di centrodestra, mentre entrambi gli schieramenti politici non hanno problemi ad usare le FFAA per la politica estera italiana (Kosovo, Libano e un primo surge in A-stan per il centro sinistra &#8211; A-stan, Irak e un ulteriore surge in A-stan per il centrodestra).</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>Rick</p>
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	<item>
		<title>Di: zeno</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-4306</link>
		<dc:creator>zeno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:38:03 +0000</pubDate>
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		<description>buongiorno Giannino,
aver lasciato al suo destino l&#039;A400 è stata cosa buona e giusta a prescindere dalla bontà della soluzione tecnologica della quale si potrà parlare una volta conclusa la fase di affinamento che segue la messa in servizio dei primi esemplari (e siamo solo ai primi voli del primo esemplare).

volendo acquisire capacità di trasporto strategico era ben aperta la partecipazione al programma SAC (Strategic Airlift Capability) con l&#039;acquisto di nuovi C-17, ma i cordoni della borsa non permettono di scialare anche per le promesse già spese su fronti che hanno un ben più importante ritorno industriale ovvero

A)
il programma F35A/B con la elevata spesa per la &quot;fabbrica&quot; Final Assembly and Check Out presso Cameri NO. per ottenere la FACO pare siano stati ordinati più aerei di quanti fossero i reali requisiti delle ff.aa.
62 esemplari per la versione B a decollo corto ed atterraggio verticale in sostituzione dei 17 venerandi Harrier della marina, ad esempio, è un numero che necessiterebbe quantomeno di una seconda e non prevedibile portaerei gemella al Cavour.

B)
il programma ef-2000 che oltre ai noti costi sin qui sostenuti rischia di vedere pregiudicate il programma di sviluppo e maturazione del prodotto vanificando ogni velleità di esportazione. i membri del consorzio pressati dalla crisi finanziaria mondiale paiono defilarsi alla spicciolata chi su un aspetto, chi su un altro, nel portare a compimento tutte le previste migliorie ed integrazioni di capacità della &quot;piattaforma&quot;. comportamento miope che rischia di regalare un vantaggio competitivo al prodotto concorrente rafale.

vedasi gara brasiliana, leggasi Libération http://tinyurl.com/yhlsvmz

non potendosi perseguire tutti gli obiettivi ed essendo già a rischio quelli irrinunciabili bene è stato scelto di non procedere all&#039;acquisizione di trasporti strategici anche perché cosa dovrebbero mai trasportare per risultare necessari? la nostra politica estera, salvo mutazioni genetiche repentine, non credo prevederà nel futuro prossimo lo spostamento di ingenti quantità di mezzi e materiali di peso. mezzi pesanti sono brutti, cattivi, possono far male e non sono coerenti con l&#039;immagine del soldato italiano &quot;brava gente ponti, scuole, penne e caramelle&quot;
mezzi pesanti, in grandi quantità soprattutto significa un impegno finanziario che ad oggi non mi pare ci potremmo permettere nemmeno se ce ne fosse la volontà politica.
per le nostre quantità realmente disponibili la flotta di C130, C27 è sufficiente al minimo sindacale ed il nolo degli antonov da trasporto è quella che in termini di costi/benefici meglio si adatta al nostro portafoglio ed al nostro arsenale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buongiorno Giannino,<br />
aver lasciato al suo destino l&#8217;A400 è stata cosa buona e giusta a prescindere dalla bontà della soluzione tecnologica della quale si potrà parlare una volta conclusa la fase di affinamento che segue la messa in servizio dei primi esemplari (e siamo solo ai primi voli del primo esemplare).</p>
<p>volendo acquisire capacità di trasporto strategico era ben aperta la partecipazione al programma SAC (Strategic Airlift Capability) con l&#8217;acquisto di nuovi C-17, ma i cordoni della borsa non permettono di scialare anche per le promesse già spese su fronti che hanno un ben più importante ritorno industriale ovvero</p>
<p>A)<br />
il programma F35A/B con la elevata spesa per la &#8220;fabbrica&#8221; Final Assembly and Check Out presso Cameri NO. per ottenere la FACO pare siano stati ordinati più aerei di quanti fossero i reali requisiti delle ff.aa.<br />
62 esemplari per la versione B a decollo corto ed atterraggio verticale in sostituzione dei 17 venerandi Harrier della marina, ad esempio, è un numero che necessiterebbe quantomeno di una seconda e non prevedibile portaerei gemella al Cavour.</p>
<p>B)<br />
il programma ef-2000 che oltre ai noti costi sin qui sostenuti rischia di vedere pregiudicate il programma di sviluppo e maturazione del prodotto vanificando ogni velleità di esportazione. i membri del consorzio pressati dalla crisi finanziaria mondiale paiono defilarsi alla spicciolata chi su un aspetto, chi su un altro, nel portare a compimento tutte le previste migliorie ed integrazioni di capacità della &#8220;piattaforma&#8221;. comportamento miope che rischia di regalare un vantaggio competitivo al prodotto concorrente rafale.</p>
<p>vedasi gara brasiliana, leggasi Libération <a href="http://tinyurl.com/yhlsvmz" rel="nofollow">http://tinyurl.com/yhlsvmz</a></p>
<p>non potendosi perseguire tutti gli obiettivi ed essendo già a rischio quelli irrinunciabili bene è stato scelto di non procedere all&#8217;acquisizione di trasporti strategici anche perché cosa dovrebbero mai trasportare per risultare necessari? la nostra politica estera, salvo mutazioni genetiche repentine, non credo prevederà nel futuro prossimo lo spostamento di ingenti quantità di mezzi e materiali di peso. mezzi pesanti sono brutti, cattivi, possono far male e non sono coerenti con l&#8217;immagine del soldato italiano &#8220;brava gente ponti, scuole, penne e caramelle&#8221;<br />
mezzi pesanti, in grandi quantità soprattutto significa un impegno finanziario che ad oggi non mi pare ci potremmo permettere nemmeno se ce ne fosse la volontà politica.<br />
per le nostre quantità realmente disponibili la flotta di C130, C27 è sufficiente al minimo sindacale ed il nolo degli antonov da trasporto è quella che in termini di costi/benefici meglio si adatta al nostro portafoglio ed al nostro arsenale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3925</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 02:34:14 +0000</pubDate>
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		<description>Sul bidone eurofighter (programma ridotto da tutti gli Stati del consorzio tranne l&#039;Italia), i suoi ritardi, le obsolescenze che lo compongono, i costi da mentecatti e le cattive gestioni, ovviamente neanche due righe di pura, sana e semplice verita&#039;.Tanto per non disturbare il manovratore e le relative cordate di comitati d&#039;affare.
Una visione un po&#039; strabica del libero mercato...
E se non ci fosse mamma stato a pagare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul bidone eurofighter (programma ridotto da tutti gli Stati del consorzio tranne l&#8217;Italia), i suoi ritardi, le obsolescenze che lo compongono, i costi da mentecatti e le cattive gestioni, ovviamente neanche due righe di pura, sana e semplice verita&#8217;.Tanto per non disturbare il manovratore e le relative cordate di comitati d&#8217;affare.<br />
Una visione un po&#8217; strabica del libero mercato&#8230;<br />
E se non ci fosse mamma stato a pagare?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3831</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:34:00 +0000</pubDate>
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		<description>allora intendiamoci subito: EADS, essendo espressione primaria degli interessi politico industriali franco-tedeschi ne e&#039; da questi condizionata pesantemente, specialmente dai primi con la loro smisurata ambizione di controllarne e dirigerne l&#039;evoluzione. Non mi metto qui a discutere sulla bonta&#039; o meno dell&#039;A400 che comunque do&#039; per scontata visto che dal punto di vista delle costruzioni aeronautiche ne&#039; Francia ne&#039; Regno Unito hanno smobilitato le loro industrie dalla seconda guerra mondiale in poi e si sono sempre ben distinte in campo internazionale sia civile che militare a differenza di Italia, Spagna e Germania, quello che mi fa girare le scatole oltremodo e&#039; l&#039;insistenza nazionalista, sciovinista e presuntuosa dei francesi di controbattere gli statunitensi in qualsiasi campo a prescindere, mettendo in campo tutte le notevoli risorse del loro bravo complesso politico-finanziario-industriale. Ha detto bene Giannino nella sua risposta, i grandi gruppi transalpini come EDF, Suez, AXA, BNP-Paribas, EADS, efficienti e vincenti che siano devono gran parte del loro successo al fatto di essere sostenuti e protetti con risorse pubbliche, prima del loro stato (e sin qui poco male, ognuno a casa propria e&#039; libero di fare quel che vuole, come noi siamo altrettanto liberi di mettere condizioni e divieti quando uno di questi megagruppi cerca di entrare in altri mercati per conquistare posizioni di rilievo) e adesso dell&#039;Europa intiera. Prendiamo il caso dell&#039;A380, progettato e sviluppato per servire il concetto degli hub aeroportuali, di cui l&#039;Europa e&#039; ben dotata e sui cui basa il suo modello di trasporto aereo, in un momento in cui sta emergendo la tendenza a decentrare per quanto possibile i voli su piu&#039; destinazioni (il cosidetto collegamento punto a punto), per la quale Boeing ha intelligentemente progettato il 787. Risultato? 800 ordini ed oltre per il 787, mentre per l&#039;A380 se ne sono venduti a tutt&#039;oggi meno di 200, una ventina circa volano anche se ogni tanto sono costretti a terra per guasti vari, ed il punto di pareggio del programma, inizialmente previsto per 420 esemplari, ora ufficialmente e&#039; diventato un segreto ben custodito dai vertici di EADS, anche se non c&#039;e&#039; dubbio che saranno i contribuenti europei a pagare. Ah e dimenticavo, il maggior ordine per questi aerei (53) viene dalla Emirates che e&#039; del Dubai, e non mi pare che il piccolo emirato sia in buone condizioni finanziarie da un po&#039; di tempo.
Sempre per restare nel campo della difesa, vorrei far notare come la Francia, inizialmente membro del consorzio Eurofighter (il Typhoon), se ne e&#039; uscita quando le e&#039; stato rifiutato il ruolo di guida del progetto, insistentemente preteso, per costruire da sola il proprio Rafale. Il risultato e&#039; stato, oltre ad un aumento esponenziale delle spese di sviluppo, necessarie per riempire la greppia dove mangeranno generazioni di enarques e altra fauna statale assortita, che il Rafale verra&#039; venduto per la prima volta ai brasiliani, mentre il Typhoon e&#039; gia&#039; stato aqcuistato dai sauditi ed e&#039; in lizza con prodotti statunitensi con buone prospettive per l&#039;acquisto da Singapore, Giappone, Australia e Malesia (e nelle prove svoltesi in queste situazioni e&#039; risultato sempre superiore al velivolo transalpino). La stessa sezione difesa della EADS e&#039; sotto il controllo diretto francese e i suoi dirigenti rispondono direttamente al ministero della difesa e ai servizi segreti, quindi nessuno dei partner europei ufficialmente puo&#039; mettere il naso negli affari della compagnia. Non meraviglia il fatto che i francesi da sempre vogliano una industria bellica europea asservita ai loro interessi nazionali, quello che stupisce e&#039; la continua acquiescenza dei governi europei alle pretese transalpine di controllo e decisione, di cui l&#039;A400 e&#039; solo un capitolo. Bene ha fatto Martino a tenere fuori l&#039;Italia da un pasticcio in cui avevamo poco da guadagnare (i riduttori dei turboelica? e teniamo presente che l&#039;europa ha una eccellenza nel campo dei motori aeronautici grazie a Rolls Royce e in minor misura a SNECMA, quindi non riesco a capire le difficolta&#039; nel progetto di un turboelica, a meno che come al solito i veri motivi non stiano da una altra parte, ossia dare lavoro e fondi a perdere ad imprese ben ammanicate col potere statale come Fiat in Italia e Dassault/Lagardere in Francia) e in cui saremmo stati subalterni alle decisioni dei francucci e dei tedescucci, al contrario di come certi vorrebbero far credere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>allora intendiamoci subito: EADS, essendo espressione primaria degli interessi politico industriali franco-tedeschi ne e&#8217; da questi condizionata pesantemente, specialmente dai primi con la loro smisurata ambizione di controllarne e dirigerne l&#8217;evoluzione. Non mi metto qui a discutere sulla bonta&#8217; o meno dell&#8217;A400 che comunque do&#8217; per scontata visto che dal punto di vista delle costruzioni aeronautiche ne&#8217; Francia ne&#8217; Regno Unito hanno smobilitato le loro industrie dalla seconda guerra mondiale in poi e si sono sempre ben distinte in campo internazionale sia civile che militare a differenza di Italia, Spagna e Germania, quello che mi fa girare le scatole oltremodo e&#8217; l&#8217;insistenza nazionalista, sciovinista e presuntuosa dei francesi di controbattere gli statunitensi in qualsiasi campo a prescindere, mettendo in campo tutte le notevoli risorse del loro bravo complesso politico-finanziario-industriale. Ha detto bene Giannino nella sua risposta, i grandi gruppi transalpini come EDF, Suez, AXA, BNP-Paribas, EADS, efficienti e vincenti che siano devono gran parte del loro successo al fatto di essere sostenuti e protetti con risorse pubbliche, prima del loro stato (e sin qui poco male, ognuno a casa propria e&#8217; libero di fare quel che vuole, come noi siamo altrettanto liberi di mettere condizioni e divieti quando uno di questi megagruppi cerca di entrare in altri mercati per conquistare posizioni di rilievo) e adesso dell&#8217;Europa intiera. Prendiamo il caso dell&#8217;A380, progettato e sviluppato per servire il concetto degli hub aeroportuali, di cui l&#8217;Europa e&#8217; ben dotata e sui cui basa il suo modello di trasporto aereo, in un momento in cui sta emergendo la tendenza a decentrare per quanto possibile i voli su piu&#8217; destinazioni (il cosidetto collegamento punto a punto), per la quale Boeing ha intelligentemente progettato il 787. Risultato? 800 ordini ed oltre per il 787, mentre per l&#8217;A380 se ne sono venduti a tutt&#8217;oggi meno di 200, una ventina circa volano anche se ogni tanto sono costretti a terra per guasti vari, ed il punto di pareggio del programma, inizialmente previsto per 420 esemplari, ora ufficialmente e&#8217; diventato un segreto ben custodito dai vertici di EADS, anche se non c&#8217;e&#8217; dubbio che saranno i contribuenti europei a pagare. Ah e dimenticavo, il maggior ordine per questi aerei (53) viene dalla Emirates che e&#8217; del Dubai, e non mi pare che il piccolo emirato sia in buone condizioni finanziarie da un po&#8217; di tempo.<br />
Sempre per restare nel campo della difesa, vorrei far notare come la Francia, inizialmente membro del consorzio Eurofighter (il Typhoon), se ne e&#8217; uscita quando le e&#8217; stato rifiutato il ruolo di guida del progetto, insistentemente preteso, per costruire da sola il proprio Rafale. Il risultato e&#8217; stato, oltre ad un aumento esponenziale delle spese di sviluppo, necessarie per riempire la greppia dove mangeranno generazioni di enarques e altra fauna statale assortita, che il Rafale verra&#8217; venduto per la prima volta ai brasiliani, mentre il Typhoon e&#8217; gia&#8217; stato aqcuistato dai sauditi ed e&#8217; in lizza con prodotti statunitensi con buone prospettive per l&#8217;acquisto da Singapore, Giappone, Australia e Malesia (e nelle prove svoltesi in queste situazioni e&#8217; risultato sempre superiore al velivolo transalpino). La stessa sezione difesa della EADS e&#8217; sotto il controllo diretto francese e i suoi dirigenti rispondono direttamente al ministero della difesa e ai servizi segreti, quindi nessuno dei partner europei ufficialmente puo&#8217; mettere il naso negli affari della compagnia. Non meraviglia il fatto che i francesi da sempre vogliano una industria bellica europea asservita ai loro interessi nazionali, quello che stupisce e&#8217; la continua acquiescenza dei governi europei alle pretese transalpine di controllo e decisione, di cui l&#8217;A400 e&#8217; solo un capitolo. Bene ha fatto Martino a tenere fuori l&#8217;Italia da un pasticcio in cui avevamo poco da guadagnare (i riduttori dei turboelica? e teniamo presente che l&#8217;europa ha una eccellenza nel campo dei motori aeronautici grazie a Rolls Royce e in minor misura a SNECMA, quindi non riesco a capire le difficolta&#8217; nel progetto di un turboelica, a meno che come al solito i veri motivi non stiano da una altra parte, ossia dare lavoro e fondi a perdere ad imprese ben ammanicate col potere statale come Fiat in Italia e Dassault/Lagardere in Francia) e in cui saremmo stati subalterni alle decisioni dei francucci e dei tedescucci, al contrario di come certi vorrebbero far credere.</p>
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		<title>Di: Paveway3</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3829</link>
		<dc:creator>Paveway3</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 18:34:13 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo, l&#039;A400M è il tipico frutto dei programmi militari multinazionali europei. Quote di lavoro calcolate col bilancino, burocrazia asfissiante nella gestione e specifiche condizionato dalle esigenze dei singoli paesi. Il tutto per costruire un aereo simile all&#039;Antonov 70 che già volava all&#039;epoca del lancio del programma. Al momento il 400M è ben lontano dal raggiungere i target di progetto, anzi si parla di un sovrappeso di 7-8 tonnellate, con parti quali il cargo floor che sono tuttora in fase di redesign. Alcune fonti parlano anche di possibile flutter delle pale in caso di approcci molto ripidi. Inoltre, mia opinione, è troppo piccolo per soddisfare le esigenze di trasporto europee. Il massimo carico previsto è la blindo Centauro dell&#039;esercito spagnolo, circa 27 ton. Quindi, se ci sarà la necessità di muovere mezzi più pesanti, bisognerà continuare a noleggiare gli Antonov.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, l&#8217;A400M è il tipico frutto dei programmi militari multinazionali europei. Quote di lavoro calcolate col bilancino, burocrazia asfissiante nella gestione e specifiche condizionato dalle esigenze dei singoli paesi. Il tutto per costruire un aereo simile all&#8217;Antonov 70 che già volava all&#8217;epoca del lancio del programma. Al momento il 400M è ben lontano dal raggiungere i target di progetto, anzi si parla di un sovrappeso di 7-8 tonnellate, con parti quali il cargo floor che sono tuttora in fase di redesign. Alcune fonti parlano anche di possibile flutter delle pale in caso di approcci molto ripidi. Inoltre, mia opinione, è troppo piccolo per soddisfare le esigenze di trasporto europee. Il massimo carico previsto è la blindo Centauro dell&#8217;esercito spagnolo, circa 27 ton. Quindi, se ci sarà la necessità di muovere mezzi più pesanti, bisognerà continuare a noleggiare gli Antonov.</p>
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		<title>Di: andrea lucangeli</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3827</link>
		<dc:creator>andrea lucangeli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:35:43 +0000</pubDate>
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		<description>@ Paolo Mariani: certo che l&#039;A400M non è un bidone (e vorrei ben vedere con quello che è costato il suo sviluppo) ma - piccolo particolare - ha avuto un mare di problemi,
non è ancora in linea di volo e per i primi esemplari effettivamente &quot;combar ready&quot; si parla del 2014.- Viceversa il C17 Globemaster III è un aereo già sperimenato da anni, affidabile, più performante del 400M, &quot;combat-proven&quot; e - con le ampie compensazioni industriali che sempre gli USA concedono ai loro alleati/clienti - tutto sommato sarebbe costato meno (al contribuente europeo) rispetto allo sviluppo da zero dell&#039;A400M....
L&#039;industria aerospaziale europea funziona se è in grado di reggere da sola i ritmi di sviluppo di quella USA altrimenti diventa l&#039;ennesimo baraccone mangiasoldi.- E se fossi un pilota da caccia preferirei affrontare il nemico su un F22 Raptor piuttosto che su un Eurofighter Typhoon.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo Mariani: certo che l&#8217;A400M non è un bidone (e vorrei ben vedere con quello che è costato il suo sviluppo) ma &#8211; piccolo particolare &#8211; ha avuto un mare di problemi,<br />
non è ancora in linea di volo e per i primi esemplari effettivamente &#8220;combar ready&#8221; si parla del 2014.- Viceversa il C17 Globemaster III è un aereo già sperimenato da anni, affidabile, più performante del 400M, &#8220;combat-proven&#8221; e &#8211; con le ampie compensazioni industriali che sempre gli USA concedono ai loro alleati/clienti &#8211; tutto sommato sarebbe costato meno (al contribuente europeo) rispetto allo sviluppo da zero dell&#8217;A400M&#8230;.<br />
L&#8217;industria aerospaziale europea funziona se è in grado di reggere da sola i ritmi di sviluppo di quella USA altrimenti diventa l&#8217;ennesimo baraccone mangiasoldi.- E se fossi un pilota da caccia preferirei affrontare il nemico su un F22 Raptor piuttosto che su un Eurofighter Typhoon&#8230;..</p>
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		<title>Di: Paolo Mariani</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3821</link>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 03:53:34 +0000</pubDate>
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		<description>Le scelte politiche hanno la valenza delle scelte politiche, l&#039;apetto economico commerciale è in secondo piano. Occorre essere sicuri di ciò che si vule e della propria collocazione politica.. ogni scelta ha un costo.. l&#039;italiuccia espressa da Martino con quella scelta ci colloca con  precisione tra quelli che sanno impeganrsi con grandi discorsi ma si gurdano bene dal farlo veramente.. l&#039;A400M non è affatto un bidone, è espressione del know how europeo in grado di competere egregiamente con quello USA, certo che ha un costo... il bidone l&#039;ha tirato l&#039;Italia all&#039;Europa.. Con immutata stima verso Martino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le scelte politiche hanno la valenza delle scelte politiche, l&#8217;apetto economico commerciale è in secondo piano. Occorre essere sicuri di ciò che si vule e della propria collocazione politica.. ogni scelta ha un costo.. l&#8217;italiuccia espressa da Martino con quella scelta ci colloca con  precisione tra quelli che sanno impeganrsi con grandi discorsi ma si gurdano bene dal farlo veramente.. l&#8217;A400M non è affatto un bidone, è espressione del know how europeo in grado di competere egregiamente con quello USA, certo che ha un costo&#8230; il bidone l&#8217;ha tirato l&#8217;Italia all&#8217;Europa.. Con immutata stima verso Martino.</p>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/11/a400m-il-bidone-evitato-da-martino-grazie-antonio/comment-page-1/#comment-3819</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:02:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=4273#comment-3819</guid>
		<description>In compenso l&#039;Italia ha deciso di imbarcarsi nell&#039;avventura del JSF e c&#039;è chi (tra l&#039;altro già collaboratore dell&#039;IBL) tale mossa la critica. Si legga: http://epistemes.org/2009/09/14/ancora-sul-jsf/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In compenso l&#8217;Italia ha deciso di imbarcarsi nell&#8217;avventura del JSF e c&#8217;è chi (tra l&#8217;altro già collaboratore dell&#8217;IBL) tale mossa la critica. Si legga: <a href="http://epistemes.org/2009/09/14/ancora-sul-jsf/" rel="nofollow">http://epistemes.org/2009/09/14/ancora-sul-jsf/</a></p>
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