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Archivio per 2 dicembre 2009

HHH e la proprietà privata, l’Africa e l’università italiana

2 dicembre 2009

Negli ultimi vent’anni, una delle tesi più discusse all’interno dei circoli libertari è quella formulata dallo studioso tedesco Hans-Hermann Hoppe (si vedano, ad esempio, i primi capitoli del volume Democrazia: il dio che ha fallito, edito da Liberilibri), secondo cui la monarchia sarebbe preferibile alla democrazia perché entro un sistema di alternanza le preferenze temporali dei governanti sono sempre “a breve termine” (il politico eletto cerca di sfruttare al massimo il suo momento), mentre se la successione è ereditaria diventa razionale, per il governante, preoccuparsi di arricchire il proprio Paese, così da lasciare ai figli una bella mucca da mungere. La prospettiva temporale, in questo caso, diventa “a lungo termine”. Prosegui la lettura…

liberismo, mercato, privatizzazioni , , ,

United Against The State

2 dicembre 2009

Le idee hanno delle conseguenze. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. E così la politica americana ci sorprende ancora una volta. Se l’interventismo economico del governo è stato spesso decisivo per distinguere tra liberals e conservatori, oggi è l’invadenza dello Stato nel campo della legislazione penale a creare nuove alchimie. Impensabili fino a poco tempo fa. Libertari di destra e di sinistra insieme. Contro lo Stato. Prosegui la lettura…

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Sarkozy contro la City, lo Stato dà alla testa

2 dicembre 2009

Nessuna eco in Italia per le incredibili parole pronunciate ieri dal capo dello Stato francese. A Londra, è insorto il governo, i banchieri, l’opinione pubblica. Ma non è affatto la rivincita di Waterloo. Riguarda tutti noi. Sarkozy pensa che la crisi significhi la vittoria dello Stato. Se l’Europa lo segue, si preparano tempi di ferro. Prosegui la lettura…

commercio mondiale, credito, energia, finanza, fisco, liberismo, mercato, privatizzazioni , , , ,

Fiat, Termini, la politica e ciascuno al posto suo

2 dicembre 2009

Termini Imerese, addio all’auto. Con due anni di preavviso, certo. Ma Marchionne non si sposterà di un millimetro. Tre giorni prima di Natale, quando la Fiat illustrerà il suo piano aziendale, la chiusura dell’auto in Sicilia a fine 2011 sarà parola definitiva. Per chi ama il mercato, è bene che le aziende producano dove è più conveniente. E in Sicilia una “Y” costa alla Fiat mille euro in più che, non in Polonia, ma negli altri stabilimenti italiani. Tuttavia, come va affrontata la faccenda, quando l’intero settore dell’auto si è sostenuto quest’anno solo grazie agli incentivi pubblici? E quando un solo anno fa la Fiat per continuare a produrre a Termini aveva chiesto e ottenuto dalla politica 500 milioni – 500 mi-li-o-ni – di investimenti pubblici aggiuntivi nell’area, da aggiungere ad altri miliardi – in tre decenni – per un porto mai per altro terminato ed entrato in funzione? E quando la regione Sicilia dichiara di essere disposta a metterne sul tavolo altri 567 – 567, più dell’intero ammontare del credito d’imposta in ricerca all’intera industria italiana stanziato da governo nel 2009, che non ha aggiunto i 400 mil nominali e 250 di fatto attribuiti con la prassi medieval-finto-tecnologica del click day! – per difendere Termini, 1400 dipendenti e 700 di indotto?  Prosegui la lettura…

auto, liberismo, mercato, Mercato del lavoro , , ,

I temi macroeconomici del 2010: arrivano i default sovrani?

2 dicembre 2009

Come ad ogni dicembre, consueto diluvio di previsioni, premonizioni, divinazioni delle banche sull’anno che verrà. Segnaliamo quello di Deutsche Bank non tanto per la qualità dell’analisi (che invero è sempre epistemologicamente medio-alta), quanto perché conferma la comparsa del rischio-sovrano tra i potenziali temi di scenario del prossimo anno.

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finanza, macroeconomia, mercato

Gli yak in Italia c’erano anche prima di Zaia. Della Vedova testimone

2 dicembre 2009

In pompa magna, il ministro delle Politiche Agricole ha liberato 25 esemplari di yak – quegli enormi bovini tibetani – a Chies d’Alpago, nelle Dolomiti bellunesi, dove si crede che possano contribuire alla pulizie del sottobosco, mangiando piante ed arbusti che le mucche e le capre nostrane non gradiscono. Il Ministro si è forse reso conto che anche nel regno animale vi sono lavori che gli italiani rifiutano e che solo gli immigrati sono disposti a svolgere? Prosegui la lettura…

mercato , , ,

L’insostenibile lentezza del nuovo orario ferroviario

2 dicembre 2009

E’ pur vero che l’attenzione delle Ferrovie è tutta rivolta alle prossime inaugurazioni dell’alta velocità ma questo non giustifica che si siano ‘dimenticate’ di mettere in vendita il nuovo orario ferroviario che partirà esattamente tra 11 giorni, il prossimo 13 dicembre. Come dichiarato dalla stessa Trenitalia nell’home page del suo sito: Prosegui la lettura…

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