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	<title>Commenti a: Il petrolio: vittima o carnefice?</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/09/il-petrolio-vittima-o-carnefice/comment-page-1/#comment-3139</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:49:03 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-3130&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Carlo Stagnaro&lt;/a&gt; 
Se si guardano i dati a partire dal 2006 la spesa per il Petrolio USA &quot;flirta&quot; da vicino col 5.5% del PIL. Vero che nell&#039;agosto 2007 il WTI era relativamente basso, vero anche che la tendenza del prezzo era al rialzo da tempo.Aumento del prezzo del greggio meno soldi a disposizione per consumi.
Quanto alla volatilità, la spare capacity da tempo è drammaticamente prossima a zero. Questo sicuramente amplifica la volatilità del prezzo.
Anche l&#039;ultimo punto non mi convice. Dal 2004 al 2008, malgrado un range di prezzi molto ampio, la produzione totale di petrolio praticamente non cambia.
Lungi da me dare sentenze definitive, ma la questione è molto interessante e sicuramente da approfondire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-3130" rel="nofollow">@Carlo Stagnaro</a><br />
Se si guardano i dati a partire dal 2006 la spesa per il Petrolio USA &#8220;flirta&#8221; da vicino col 5.5% del PIL. Vero che nell&#8217;agosto 2007 il WTI era relativamente basso, vero anche che la tendenza del prezzo era al rialzo da tempo.Aumento del prezzo del greggio meno soldi a disposizione per consumi.<br />
Quanto alla volatilità, la spare capacity da tempo è drammaticamente prossima a zero. Questo sicuramente amplifica la volatilità del prezzo.<br />
Anche l&#8217;ultimo punto non mi convice. Dal 2004 al 2008, malgrado un range di prezzi molto ampio, la produzione totale di petrolio praticamente non cambia.<br />
Lungi da me dare sentenze definitive, ma la questione è molto interessante e sicuramente da approfondire.</p>
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		<title>Di: Carlo Stagnaro</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/09/il-petrolio-vittima-o-carnefice/comment-page-1/#comment-3130</link>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:05:19 +0000</pubDate>
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		<description>Marco - A me sembra difficile sostenere che la recessione attuale, negli Usa, sia stata &quot;causata&quot; dal petrolio. La stessa Iea dice una cosa diversa: che il petrolio è stato una concausa, secondaria per quanto rilevante. Del resto, il terremoto è cominciato quando il Wti quotava ancora relativamente basso, cioè nell&#039;agosto 2007, e in tutte le sue fasi è stato trainato da fattori finanziari, bancari e monetari. La questione è diversa: a mio avviso, e me ne convinco sempre più, in questo caso l&#039;olio è vittima delle tendenze macroeconomiche generali. 

Azimut - Temo che su questo gli economisti si scanneranno per molti anni...

Pietro - Io la farei più semplice. Gli investimenti nel petrolio hanno carattere inerziale e tempi lunghi (se io comincio oggi una campagna esplorativa, difficilmente ci metterò meno di 5-10 anni per arrivare in produzione). La cosa è complicata da fattori politici di ogni sorta: nei paesi in via di sviluppo perché il petrolio è concepito come una risorsa dello Stato, in quelli industrializzati (compresi gli Usa) per ragioni regolatori e ambientali (vedi l&#039;odissea in Alaska). Probabilmente, in presenza di una politica monetaria rigorosa non assisteremmo a una volatilità tanto pronunciata dei prezzi delle materie prime, ed è in questo senso che secondo me si può parlare di una forte componente speculativa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco &#8211; A me sembra difficile sostenere che la recessione attuale, negli Usa, sia stata &#8220;causata&#8221; dal petrolio. La stessa Iea dice una cosa diversa: che il petrolio è stato una concausa, secondaria per quanto rilevante. Del resto, il terremoto è cominciato quando il Wti quotava ancora relativamente basso, cioè nell&#8217;agosto 2007, e in tutte le sue fasi è stato trainato da fattori finanziari, bancari e monetari. La questione è diversa: a mio avviso, e me ne convinco sempre più, in questo caso l&#8217;olio è vittima delle tendenze macroeconomiche generali. </p>
<p>Azimut &#8211; Temo che su questo gli economisti si scanneranno per molti anni&#8230;</p>
<p>Pietro &#8211; Io la farei più semplice. Gli investimenti nel petrolio hanno carattere inerziale e tempi lunghi (se io comincio oggi una campagna esplorativa, difficilmente ci metterò meno di 5-10 anni per arrivare in produzione). La cosa è complicata da fattori politici di ogni sorta: nei paesi in via di sviluppo perché il petrolio è concepito come una risorsa dello Stato, in quelli industrializzati (compresi gli Usa) per ragioni regolatori e ambientali (vedi l&#8217;odissea in Alaska). Probabilmente, in presenza di una politica monetaria rigorosa non assisteremmo a una volatilità tanto pronunciata dei prezzi delle materie prime, ed è in questo senso che secondo me si può parlare di una forte componente speculativa.</p>
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		<title>Di: Pietro M.</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/09/il-petrolio-vittima-o-carnefice/comment-page-1/#comment-3129</link>
		<dc:creator>Pietro M.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:55:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=3665#comment-3129</guid>
		<description>Guardando i prezzi di moltissime materie prime degli ultimi due anni, oltre al petrolio, ci si accorge che salgono quando l&#039;economia sembra riprendersi e poi riscendono se arrivano cattive notizie.

Forse è perché ci sono dei seri bottleneck a livello produttivo che impediscono all&#039;economia di riprendersi e appena gli stimoli hanno successo i prezzi delle materie prime schizzano per eccesso di domanda. Ovviamente questo frusterebbe la ripresa riducendo i margini id profitto o facendo aumentare l&#039;inflazione.

Se le cose stanno così, stiamo in real resource crunch: non è possibile espandere l&#039;economia senza innescare una spirale inflazionistica perché mancano i capitali reali per eliminare i colli di bottiglia produttivi.

Questa è solo una possibilità, ma tutto sommato è compatibile con l&#039;idea che il consumo sia eccessivo rispetto al mantenimento della capacità produttiva, per insufficienza di risparmio. Il fatto che le politiche assurde dei governi impediscano al mercato di calcolare profitti e perdite spostando l&#039;onere dei costi dai privati alla società intera peggiora ulteriormente la situazione, ma non è sufficiente: in ocndizioni normali socializzare i costi stimolerebbe gli investimenti. Qualcosa si è bloccato nella manipolazione governativa del mercato manu monetari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardando i prezzi di moltissime materie prime degli ultimi due anni, oltre al petrolio, ci si accorge che salgono quando l&#8217;economia sembra riprendersi e poi riscendono se arrivano cattive notizie.</p>
<p>Forse è perché ci sono dei seri bottleneck a livello produttivo che impediscono all&#8217;economia di riprendersi e appena gli stimoli hanno successo i prezzi delle materie prime schizzano per eccesso di domanda. Ovviamente questo frusterebbe la ripresa riducendo i margini id profitto o facendo aumentare l&#8217;inflazione.</p>
<p>Se le cose stanno così, stiamo in real resource crunch: non è possibile espandere l&#8217;economia senza innescare una spirale inflazionistica perché mancano i capitali reali per eliminare i colli di bottiglia produttivi.</p>
<p>Questa è solo una possibilità, ma tutto sommato è compatibile con l&#8217;idea che il consumo sia eccessivo rispetto al mantenimento della capacità produttiva, per insufficienza di risparmio. Il fatto che le politiche assurde dei governi impediscano al mercato di calcolare profitti e perdite spostando l&#8217;onere dei costi dai privati alla società intera peggiora ulteriormente la situazione, ma non è sufficiente: in ocndizioni normali socializzare i costi stimolerebbe gli investimenti. Qualcosa si è bloccato nella manipolazione governativa del mercato manu monetari.</p>
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		<title>Di: azimut72</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/09/il-petrolio-vittima-o-carnefice/comment-page-1/#comment-3127</link>
		<dc:creator>azimut72</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:51:40 +0000</pubDate>
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		<description>Argomento interessantissimo e molto complicato, difficile da dipanare in tutti i suoi aspetti. 
Secondo me, in base ai dati che abbiamo, la sentenza dovrebbe essere: &quot;associazione esterna a organizzazione mafiosa&quot; (...credo si dica così..)

Volendo andare più a fondo bisognerebbe rispondere a questa domanda:
&quot;Quanto conta il petrolio, sia nei suoi aspetti energetici che petrolchimici, nel sostenere i pogrammi di finanziamento degli investimenti?&quot;
Oppure, se si vuole:
&quot;Quanto conta il petrolio, sia nei suoi aspetti energetici che petrolchimici, nel sostenere l&#039;esposizione finanziaria di uno Stato o di un&#039;Azienda/privato che si relaziona con il Sistema?&quot;

Bellissimo argomento difficilissimo da spulciare. Forse qualche economista ne potrebbe fare uno studio, chissà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento interessantissimo e molto complicato, difficile da dipanare in tutti i suoi aspetti.<br />
Secondo me, in base ai dati che abbiamo, la sentenza dovrebbe essere: &#8220;associazione esterna a organizzazione mafiosa&#8221; (&#8230;credo si dica così..)</p>
<p>Volendo andare più a fondo bisognerebbe rispondere a questa domanda:<br />
&#8220;Quanto conta il petrolio, sia nei suoi aspetti energetici che petrolchimici, nel sostenere i pogrammi di finanziamento degli investimenti?&#8221;<br />
Oppure, se si vuole:<br />
&#8220;Quanto conta il petrolio, sia nei suoi aspetti energetici che petrolchimici, nel sostenere l&#8217;esposizione finanziaria di uno Stato o di un&#8217;Azienda/privato che si relaziona con il Sistema?&#8221;</p>
<p>Bellissimo argomento difficilissimo da spulciare. Forse qualche economista ne potrebbe fare uno studio, chissà.</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/09/il-petrolio-vittima-o-carnefice/comment-page-1/#comment-3113</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:34:41 +0000</pubDate>
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		<description>Non concordo.
Secondo molti studi, se la spesa USA per petrolio è superiore al 5.5% del PIL, s&#039;innesca una recessione. Immediatamente prima della crisi è stato così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non concordo.<br />
Secondo molti studi, se la spesa USA per petrolio è superiore al 5.5% del PIL, s&#8217;innesca una recessione. Immediatamente prima della crisi è stato così.</p>
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