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Archivio per settembre 2009

Vado controcorrente: un urrah per Tremonti

26 settembre 2009

Anche sul nostro blog Giulio Tremonti raccoglie più critiche che elogi. Ha molti difetti, ma gli riconosco volentieri – lo conosco da anni credo ormai bene, e dichiaro di essergli anche amico –  il pregio, tra gli altri, di essere il migliore della compagine, uno che i libri li ha letti davvero, e che anni fa, andando controcorrente, diede un colpo formidabile alla caduta delle pretese dello Stato ormai sempre più impotente a fronte della libertà dei capitali che disegnava un nuovo mondo, nel quale i denari reagivano ad alte tasse e norme assurde semplicemente andandosene altrove.  Della parabola di Tremonti da La paura e la speranza in avanti, abbiamo discusso molte volte e sapete che siamo parecchiuccio più critici. Come dell’abbandono del disegno di riforma che viveva nella delega  di riforma del sistema fiscale, con aliquota più elevata al 33% e il 23% come aliquota di convergenza su tutti i redditi da qualunque cespite, una sorta di flat tax all’italiana. Ma l’uscita odierna del ministro mi offre il destro per levare un urrah fuori dal coro. Prosegui la lettura…

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Domani la Germania vota

26 settembre 2009

Nel silenzio tombale dei media italiani, domani la Germania vota. L’esito si dice sia scontato. La signora Merkel verrà riconfermata Cancelliere. Poco importa con chi governerà. “Keine Experimente”, recitava un antico manifesto elettorale di Adenauer. Anche oggi, nel 2009, i tedeschi non vogliono esperimenti. La crisi è profonda, la signora Merkel è una guida apprezzata e rassicurante, l’incarnazione della “force tranquille“, se dovessimo prendere a prestito un altro celebre slogan del passato. Si continuerà, dunque con la politica dei piccoli passi. Anche sulla scorta di quanto scriveva Dirk Friedrich in un precedente contributo, è infatti probabile che nei prossimi anni la Cancelliera manterrà la barra del timone sempre ben dritta. Riforme epocali o cambiamenti radicali rispetto alla passata legislatura non ve ne saranno. A parte una minuscola sforbiciatina alle tasse e qualche altra operazione gattopardesca, non c’è da aspettarsi nulla di così eclatante da una donna che si è innamorata del consenso e ha sapientemente imparato a controllarlo.  Nemmeno se il leader dell’FDP Westerwelle, tradizionalmente additato come pericoloso neoliberista, dovesse riuscire ad entrare nella stanza dei bottoni. Nella notte della crisi tutti i politici sono neri. Gli angoli si smussano, le differenze programmatiche si sfumano e il tasso di liberalismo evapora. Così accade anche in Germania, dove sotto il manto rassicurante dell’economia sociale di mercato si continua in realtà a picconare e tradire la lezione di Erhard e Röpke.

Per chi vorrà seguire in diretta lo spoglio, noi- come al solito- ci saremo.

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Global Italian Standard

26 settembre 2009

Gli Stati Uniti applicheranno il concetto di accountability nel suo significato più profondo in lingua italiana. Cioè: sparare cifre a casaccio sapendo che nessuno le potrà smentire (noi siamo andati oltre, nel senso che non spariamo neanche più le cifre, ma date tempo al tempo e Barack Obama ci raggiungerà).

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Zia Neelie e gli aiuti di Stato

26 settembre 2009

Gli aiuti pubblici alle banche vi spaventano di meno, perche’ c’e’ Bruxelles a vigilare sullo “state aid”? La pensa cosi’ il Commissario europeo Neelie Kroes, che intervenendo alla trentaseiesima conferenza della Fordham University su antitrust e concorrenza ha consegnato al mondo una succosa sintesi del suo pensiero.
Lasciamo perdere stavolta quelle che in realta’ sarebbero le cose piu’ interessanti e salienti – ovvero che Kroes vanti grandi progressi, in termini di certezza del diritto e trasparenza, nelle relazioni fra la Commissione e le imprese che finiscono sotto il suo faro. A dire il vero, che questa grande trasparenza effettivamente ci sia e’ discutibile, come sempre piu’ sono discutibili i metodi d’indagine (leggete qui non tanto il commento, ovviamente interessato, di David Rosenberg di Glaxo ma quello di Sir Christopher Bellamy, sull’indagine sul settore farmaceutico). Prosegui la lettura…

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La notizia del giorno

25 settembre 2009

Non viene da Pittsburgh ma “parte” da Londra. HSBC, la terza banca al mondo per capitalizzazione, sposterà gli uffici del suo amministratore delegato da Londra ad Hong Kong. E’ vero che HSBC sta per Hongkong and Shangai Banking Corporation, ma è altrettanto vero che il colosso del credito, perlomeno dai tempi della fusione con Midland, è considerato uno dei gioielli della corona della finanza britannica. Certezze che fino a un paio d’anni fa sembravano scolpite nel marmo, circa il ruolo di Londra come piazza finanziaria, sono oggi molto più friabili (anche per questo, il Financial Times un po’ di giorni fa ha proposto di regolare anche in questa fase in modo distinto banche rispetto alle quali c’è una “garanzia implicita” da parte delle Autorità inglese, e che hanno quindi il contribuente come “azionista di ultima istanza”, e operatori finanziari non inglesi che operano nel Regno Unito).

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Se a Genova guidi un Suv, sei un evasore. Di Davide Chicco.

25 settembre 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Che le casse di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, fossero vuote di liquidita’ e stracolme di debiti, non era una novita’. Per questo, agli amminsitratori della giunta comunale la sindaco Marta Vincenzi deve aver chiesto un po’ di fantasia per cercare di risollevare una situazione al limite del catastrofico.

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“Io sono mio?” Un contributo di Edoardo Ferrarese

25 settembre 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Qualche settimana fa Alberto Mingardi ha postato un articolo nel quale, in buona sostanza, si sosteneva la legalizzazione del commercio d’organi anche – è il tratto saliente della riflessione mingardiana – qualora prelevati da donatori volontari viventi. A conti fatti mi trovo d’accordo con molti dei punti di caduta individuati nel pezzo ma, come spesso mi capita confrontandomi con l’argomentare liberale “classico”, poco o niente con le premesse logiche del ragionamento svolto. Tralasciando lo scorrere sottotraccia dell’adesione alla libertà come “fine” politico, a non convincermi è proprio l’assunto concettuale che Mingardi dà banalmente per scontato e irrefutabile. Un individuo è davvero “proprietario del suo corpo” come lo può essere della casa, di un vestito o dell’automobile? Prosegui la lettura…

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Pittsburgh, teniamoci bassi

24 settembre 2009

È un consiglio programmatico: dopo un anno di chiacchiere e distintivo, preferisco non continuare a inseguire il proliferare astronomico di ricette e proposte che in teoria a Puittsburgh domani e dopodomani dovrebbero essere varate, delibate, indicate e sussunte. Quando capiremo qualcosa di concreto, se ci sarà qualcosa di concreto e non solo la recita di un quadro coordinato di princìpi generali che ognuno attua o meno come però vuole a casa sua, allora varrà la pena di commentare e analizzare. Per oggi, come viatico programmatico al tenersi bassi, mi limito a due indicazioni. La prima: ha ragione Taylor, l’exit strategy può cominciare subito dal NON PIU’ attribuire al FMI tutte le risorse che erano state deliberate, perché NON servono.  La seconda: come al solito è la Banca dei Regolamenti Internazionali, a vincere la gara dei papers preparatori più seri e concreti e meno pindarici. Prosegui la lettura…

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Siamo tutti Keynesiani?

24 settembre 2009

Qualche mese fa, in occasione del G20 londinese,  con  Massimiliano Vatiero avevamo accennato ad un “cambio di paradigma” , ovvero al ritorno di una visione neokeynesiana in campo economico. Ne esistevano i primi segnali, alcuni autori cominciavano a rivedere le loro posizioni. L’istituto Bruno Leoni ha già detto la sua sulla crisi, ma quello che scrive oggi Richard Posner può sorprendere, far ridere  o può semplicemente provocare una riflessione.

Sicuramente  non sarà un esercizio inutile.

Sostiene Posner:

I decided I had better read The General Theory. Having done so, I have concluded that, despite its antiquity, it is the best guide we have to the crisis

Vi risparmio qualsiasi commento e rimando alla fonte originale.

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Un grido dalla Coin: basta aiuti alla Fiat

24 settembre 2009

“Se danno ancora aiuti di Stato alla Fiat e all’auto proporrò ai miei colleghi di varare azioni opportune, valuteremo anche se sarà il caso di fare uno sciopero fiscale”, ha detto l’amministratore delegato di Coin Stefano Beraldo, presentando i conti del suo gruppo che cresce di fatturato e di utili malgrado la crisi. È un tema da sempre delicato, in Italia, quello degli aiuti pubblici all’auto. Proprio per questo, credo che dobbiamo essere grati a Beraldo, per la sua franchezza. Ogni sondaggio riservato in materia, tra la massa degli imprenditori italiani, ottiene l’identica risposta. Che poi non si pubblichino, per non creare polemiche, è altro paio di maniche. Ma non è solo per questo, che Beraldo ha ragione. Bisogna infatti riconoscere che non sempre un giudizio è giusto, per il solo fatto di essere maggioritario. Cerchiamo allora, pacatamente, di vedere perché Beraldo ha ragione, perché sarebbe il caso che la politica lo ascoltasse. Prosegui la lettura…

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