Vincenzo: @Diana (ancora) Aggiungo un’altra cosa a proposito dello spostamento dei centri R&D. Uno dei problemi principali in Italia, ma comune anche ad altri paesi del mondo occidentale, è che quando si esce dal mondo della scuola si smette di studiare. Ci si illude che le conoscenze che si sono acquisite fino a quel momento siano sufficienti a garantire una carriera lavorativa di 40 anni, e questo a tutti i livelli, dai più bassi ai più alti. Poteva essere vero ancora 50 anni fa, quando i cambiamenti tecnologici erano lenti, ma oggi questa cosa sicuramente non è più vera. Posso assicurare che incontro ingegneri (parlo di ingegneri perché lo sono anche io) che non sanno prepararsi un grafico con Excel, che si sono dimenticati l’ABC (cosa è una derivata e cosa un integrale). E poi ci si meraviglia che le aziende mettano fuori i 40-50enni per fare posto a persone più giovani? Almeno quelli sono freschi di studio. E non si può stare a dire che è responsabilità delle aziende fare formazione. La formazione è un fatto personale che arricchisce per prima la persona che la fa. Io lavoro in una multinazionale americana, dove quindi una buona conoscenza della lingua...
La cosa preoccupante è che tutti i governi dell’OCSE sono sulla stessa lunghezza d’onda a cominciare dal nostro.