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	<title>Commenti a: Berlusconi e la concorrenza. Un dibattito a Milano</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Di: Jessica-online</title>
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		<dc:creator>Jessica-online</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 20:30:42 +0000</pubDate>
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		<description>leggere l&#039;intero blog, pretty good</description>
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		<title>Di: Alberto Mingardi</title>
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		<dc:creator>Alberto Mingardi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:41:13 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con lei. Per fare (bene) le privatizzazioni, ci vuole un po&#039; di cultura di mercato. La televisione è semplicemente un osso che le parti politiche vogliono disputarsi. Le nuove tecnologie hanno e sempre più avranno la forza di completare la &quot;rivoluzione del telecomando&quot; - sperabilmente, il calo verticale della credibilità dell&#039;offerta della tv lottizzata dovrebbe andare di pari passo, facendosi più evidente man mano diventa chiaro che si può fare di più e di meglio, senza i quattrini del contribuente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con lei. Per fare (bene) le privatizzazioni, ci vuole un po&#8217; di cultura di mercato. La televisione è semplicemente un osso che le parti politiche vogliono disputarsi. Le nuove tecnologie hanno e sempre più avranno la forza di completare la &#8220;rivoluzione del telecomando&#8221; &#8211; sperabilmente, il calo verticale della credibilità dell&#8217;offerta della tv lottizzata dovrebbe andare di pari passo, facendosi più evidente man mano diventa chiaro che si può fare di più e di meglio, senza i quattrini del contribuente.</p>
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		<title>Di: bill</title>
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		<dc:creator>bill</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 09:06:26 +0000</pubDate>
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		<description>Solo una cosa: che la liberalizzazione della Rai potesse mai essere fatta dalla sinistra è, mi scusi, una fantasia. Nel senso che la preoccupazione della sinistra è sempre stata quella di occuparla militarmente coi suoi scherani, non certo quella di aprire un mercato televisivo libero. Per costoro, è preminente la funzione pedagogica del mezzo (il che è, a mio avviso, una colossale quanto pericolosa scemenza). 
E&#039; vero che, in una situazione partitocratica come la nostra, la destra ha pensato solo a contrastare, spesso con poca efficacia, l&#039;opera dei militanti dell&#039;altra parte.
Ergo: non si è liberalizzato niente, anche per timore che i sindacati dei circa quindicimila (sic!) dipendenti Rai provochino il solito, triste can can, come sempre fanno i sindacati quando si sfiorano gli assetti di potere, e le relative rendite, in questo paese.
Rimane solo una speranza: le nuove tecnologie. Queste possono portare alla nascita di nuovi attori sul mercato televisivo, specie per i canali tematici, che potrebbero finalmente far saltare gli ascolti delle televisioni generaliste, già oggi più adatte ad essere seguite dai pazienti di un nosocomio che altro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una cosa: che la liberalizzazione della Rai potesse mai essere fatta dalla sinistra è, mi scusi, una fantasia. Nel senso che la preoccupazione della sinistra è sempre stata quella di occuparla militarmente coi suoi scherani, non certo quella di aprire un mercato televisivo libero. Per costoro, è preminente la funzione pedagogica del mezzo (il che è, a mio avviso, una colossale quanto pericolosa scemenza).<br />
E&#8217; vero che, in una situazione partitocratica come la nostra, la destra ha pensato solo a contrastare, spesso con poca efficacia, l&#8217;opera dei militanti dell&#8217;altra parte.<br />
Ergo: non si è liberalizzato niente, anche per timore che i sindacati dei circa quindicimila (sic!) dipendenti Rai provochino il solito, triste can can, come sempre fanno i sindacati quando si sfiorano gli assetti di potere, e le relative rendite, in questo paese.<br />
Rimane solo una speranza: le nuove tecnologie. Queste possono portare alla nascita di nuovi attori sul mercato televisivo, specie per i canali tematici, che potrebbero finalmente far saltare gli ascolti delle televisioni generaliste, già oggi più adatte ad essere seguite dai pazienti di un nosocomio che altro</p>
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